Archive | aprile 3rd, 2017

CASTELVETRANO – Incidente sulla A29 Mazara del Vallo-Palermo, muore una trentenne

Una donna di Castelvetrano, Dalila Caltagirone, di 30 anni, ha perso la vita nel pomeriggio in un incidente stradale autonomo sull’A29 Mazara del Vallo-Palermo, subito dopo lo svincolo per Castelvetrano. Secondo una prima ricostruzione, effettuata dalla Polizia stradale, sul posto con operatori del 118 e vigili del fuoco, l’automobilista, che era alla guida di una Fiat Cinquecento e che è morta sul colpo, ha preso una cuspide del guardrail, il veicolo è rimbalzato sull’asfalto e si è capovolto. Al momento dell’incidente nella zona imperversava un temporale.

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Veronica Panarello dal carcere: “L’unica cosa che oggi non rifarei”

E’ in attesa del processo d’appello Veronica Panarello, la donna condannata in primo grado per l’omicidio del figlio Lorys a Santa Croce Camerina il 29 novembre 2014. E oggi “Mattino 5” ha mandato in onda l’audio dell’intervista realizzata in carcere tramite l’avvocato della donna Francesco Villardita.

Veronica ribadisce di non aver ucciso lei il piccolo: “Non sono una lucida assassina nè una criminale. Cosi’ come è scritto nella sentenza. Mi ha dato molto dispiacere, non dico fastidio ma mi ha procurato dolore essere dipinta per quello che non sono. Ho detto la verità e non sono stata creduta. Ho raccontato tutto e non mi credono: ho fornito arma del delitto, complice e movente. E non sono stata creduta. Cos’altro devo e posso fare? Il giudice dice che potrei continuare ad uccidere. L’errore è proprio in quella parola… ‘continuare’. Non posso continuare a fare una cosa che non ho fatto. Io non ho ucciso mio figlio”.

C’è però una cosa che Veronica ammette (ma chi da lei tirato in ballo dice di essere cosa del tutto falsa): il tradimento nei confronti del marito Davide: “Le confesso, oggi l’unica cosa che non farei è quella di tradire Davide… di avere una relazione con un’altra persona. Men che meno tradirlo con mio suocero Andrea. Così non avrei nulla da nascondere a mio marito. E poi, se avessi avuto il coraggio di parlargliene forse… no ne sono certa. Lui mi avrebbe aiutata”.

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PORTO EMPEDOCLE – La Cisl diffida al pagamento delle spettanze ai netturbini

La Cisl Funzione pubblica di Agrigento, tramite i dirigenti Maurizio Saia e Floriana Russo Introito, ha diffidato il Comune di Porto Empedocle al pagamento delle retribuzioni arretrate ai netturbini. Si tratta delle mensilità di febbraio e marzo 2017. La Cisl aggiunge: “Nel caso in cui il Comune di Porto Empedocle non provvedesse al pagamento delle retribuzioni entro il termine perentorio di 10 giorni a decorrere da oggi 3 aprile, il sindacato, su mandato dei lavoratori, procederà dinnanzi alle competenti sedi giudiziarie. Inoltre, fino a venerdì 7 aprile, dalle ore 12,20 alle 13,20, i lavoratori si raduneranno innanzi al Comune di Porto Empedocle per manifestare il loro disagio a causa del mancato pagamento degli stipendi.”

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PIAZZA ARMERINA – Padre e figlio nascondevano una micidiale arma artigianale nella masseria, arrestati

Nascondono un congegno micidiale, un’arma clandestina realizzata artigianalmente e costituita da più tubi di acciaio, tra loro interposti e lavorati, una sorta d’arma da fuoco per esplodere cartucce, all’interno della loro masseria alla periferia di Piazza Armerina. Gli uomini della squadra mobile della questura di Enna hanno arrestato in flagranza nel corso di una perquisizione padre e figlio, il 55enne Luigi Corvaja e il 21enne Francesco per detenzione di arma clandestina e cartucce e, il primo, Luigi, anche, per avere colpito un poliziotto con un pugno all’addome e al volto con un telefono cellulare tenuto in mano.

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CALTAGIRONE – Accoltella la convivente mortalmente e si costituisce

Femminicidio la notte scorsa a Caltagirone: un 53enne, Salvatore Pirronello, ha accoltellato la convivente di 47 anni Patrizia Formica e poi si è costituito nella caserma dei carabinieri confessando il delitto.

L’avrebbe uccisa intorno alle 5 con quattro colpi di coltello mentre la donna dormiva nel loro letto matrimoniale, cogliendola di sorpresa. Non si conosce ancora il movente, lui avrebbe detto di essere stato preso da un raptus omicida.

Il delitto è avvenuto nella loro casa in via Palatini, nel rione Balatazze, dove vivevano da soli da alcuni anni. Entrambi uscivano da matrimoni finiti con la separazione. La donna aveva avuto due figli dal marito, che non vivevano con lei.

“Noi insieme appassionatamente” è l’ultimo post pubblicato ieri sera sul proprio profilo Facebook dalla 47enne. La giornata, meteorologicamente, non era cominciata bene, ma non era importante per lei che scrive: “Buongiorno a tutti. Fuori piove, e chi se ne frega, io ho il sole dentro, le persone che Amo sono accanto a me può anche arrivare il diluvio io mi sento al sicuro. Buona domenica a tutti”.

Per poi aggiungere: “Noi insieme, bellissima domenica” e “il pomeriggio continua in compagnia delle persone a cui voglio bene”. Post accompagnati da foto e filmati della coppia, parenti e amici. Fino a conclusione della domenica “Bellissima giornata trascorsa in ottima compagnia e all’insegna del divertimento assoluto”.

La causa scatenante di quelle quattro coltellate nel sonno, di cui una al cuore, sarebbe da ricondurre alla volontà di Pirronello di lasciare la compagna 47enne, con cui conviveva dall’estate scorsa. Lei però non ne avrebbe voluto sapere, tanto da insistere e postare, fino alla serata di ieri, sul suo profilo Facebook una foto di loro due in coppia accompagnata dalla scritta “Insieme appassionatamente”. 

Ieri sera, ha raccontato l’omicida ai carabinieri, al rientro della giornata domenicale trascorsa fuori casa insieme ad amici e ai figli della donna, che vivono col padre, avevano litigato sul loro futuro. Tutto però sembrava rientrato. Ma lui, ha sostenuto, non è riuscito a prendere sonno, pensando al loro rapporto. All’improvviso si è alzato, si è recato in cucina, ha preso un grosso coltello e, mentre la donna dormiva, l’ha colpita con una prima coltellata. La vittima ha cercato di difendersi e di fuggire, ma l’uomo ha continuato a colpirla e lei si accasciata ai piedi del letto, morendo dissanguata. Dalla ricostruzione del delitto fatta dai militari dell’Arma impegnati nell’indagine coordinata dal procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera e dal sostituto Fabio Platania, è emerso anche che Patrizia Formica ha cercato di difendersi, dopo essere stata colpita, chiudendo a chiave la porta della camera da letto dall’interno. 

La donna ha speso le ultime forze rimaste per alzarsi e chiudere a chiave la porta, come ultimo atto di difesa, probabilmente per paura che il convivente potesse tornare. Poi si è accasciata a terra, in un lago di sangue. Quando i carabinieri sono arrivati in casa hanno dovuto sfondare la porta della stanza da letto, ma lei era già morta. Pirronello, frattanto, si era cambiato e con abiti puliti aveva raggiunto la caserma dei carabinieri per confessare il delitto e costituirsi.

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AGRIGENTO – Arriva il Presidente della Repubblica Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà ad Agrigento il 7 luglio prossimo. Il Capo dello Stato ha accolto l’invito che gli è stato rivolto dal Sindaco Lillo Firetto, di partecipare alle manifestazioni che si terranno nella città dei Templi in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Luigi Pirandello. Con lui dovrebbe essere presente anche il Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il Presidente del Senato Pietro Grasso. Anche per looro sono partiti gli inviti del Sindaco Firetto e anche loro hanno dato la disponibilità.

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GROTTE – Strage di cani in c.da Stazione, trovati morti avvelenati 7 cuccioli

É stata una strage. Premeditata, eseguita e portata a termine senza la minima esitazione. Increduli i passanti che hanno assistito impotenti alla straziante scena: sette cuccioli di cane in preda agli spasmi. L’esecrabile episodio si è verificato , sabato 1 aprile 2017, in Contrada Stazione (territorio al confine tra Grotte e Racalmuto). Vano ogni tentativo di soccorso prestato. Quattro animali sono deceduti quasi
contemporaneamente , mentre altri tre sono spirati dopo qualche decina di minuti, sulla macchina con la quale venivano trasportati verso una clinica veterinaria. Mani pietose hanno composto ai bordi della strada i quattro animali morti. Pochi i dubbi sulla causa del decesso: avvelenamento. Come spesso accade, in casi come questi,
ignoti rimangono gli autori del crimine che, pur temporaneamente sfuggendo alle maglie delle Forze dell’Ordine, tuttavia non sfuggono alle invettive di decine di cittadini indignati i quali, sui social network, hanno espresso parole di condanna senza mezzi termini verso chi si è reso colpevole di aver tolto la vita ai sette innocui cuccioli.

FONTE: GROTTEINFO

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