Archive | aprile 18th, 2017

AGRIGENTO – Il business delle prostitute tra i migranti.Ecco le strade a luci rosse in città

Da Palermo a Catania, da Trapani a Ragusa, in Sicilia la prostituzione è un fenomeno dilagante. A finire per strada, schiave di reti criminali che lucrano sullo sfruttamento sessuale, sono soprattutto minorenni, giovanissime, la maggior parte proveniente dalla Nigeria e dai Paesi dell’Est Europa. “Il numero delle minori e ragazze nigeriane arrivate in Italia potenzialmente ad alto rischio di sfruttamento è in continuo aumento”, spiega Save The Children.

Un graduale aumento confermato anche dai dati dell’Oim, l’Organizzazione intergovernativa in ambito migratorio: in Italia nel 2016 sono giunte 6.334 donne nigeriane, mentre nel 2015 erano state 5633, 1454 nel 2014 e 433 nel 2013. Un trend in aumento, che ha visto “un incremento del 300% degli arrivi di ragazze nigeriane nel nostro Paese tra il 2014 e il 2015”.

Dati scientifici non ne esistono, e fare delle statistiche, in questi casi, è impossibile. I flussi, le partenze, le fughe non permettono di dire con esattezza dove i migranti si fermino. Ma, dalla presenza nei centri di accoglienza, sembra plausibile che il 70 per cento delle nigeriane arrivate in Italia si siano fermate in Sicilia.

Secondo l’Ong,  la maggior parte di queste donne è destinata allo sfruttamento sessuale. “Da sole o sotto il controllo di fantomatici mariti, fidanzati, sorelle putative, o vere e proprie sfruttatrici, le cosiddette ‘madame’ – si legge nell’ultimo rapporto sulle vittime di tratta nell’ambito dei flussi migratori dell’Oim -, le migranti arrivano in gruppi sempre più cospicui confermando il sospetto che la via dell’immigrazione irregolare nel Mediterraneo è ora anche un’importante rotta del traffico di esseri umani”.

Ad aumentare sono soprattutto le adolescenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni, con un numero crescente di bambine di 13 anni.

Secondo le testimonianze raccolte da Save the Children, “le ragazze vengono adescate nel circuito della tratta tramite conoscenti, vicini di casa, compagne di scuola o spesso anche sorelle maggiori già arrivate in Italia. Una volta reclutate, vengono costrette ad un giuramento tramite i riti voodoo, con cui si impegnano a restituire allo sfruttatore il proprio debito, che si aggira tra i 20.000 e i 50.000 euro. Spesso vengono costrette alla prostituzione già durante il viaggio che le porterà in Italia, mentre attraversano il Niger e durante la successiva sosta in Libia, e arrivano nel nostro Paese sotto il controllo dei trafficanti. Molte ragazze vengono dunque indotte alla prostituzione già nelle aree limitrofe ai centri di accoglienza e identificazione, oppure vengono trasferite dai trafficanti in Campania, per essere smistate e distribuite nelle principali città italiane”.

La Sicilia, terra di sbarchi, è dunque una rotta di passaggio, per molte il primo approdo per poi essere inviate verso altre città italiane o europee. “Soprattutto le ragazze nigeriane affrontano la traversata in mare che dalla Libia le porta in Sicilia, ma per molte di loro la nostra regione è solo una terra di passaggio – spiega Margherita Maniscalco, referente del Coordinamento anti-tratta del Ciss (Cooperazione Internazionale Sud Sud) -. Già, in Libia, dopo il trauma di essere state vendute dalla famiglia ai trafficanti, spesso subiscono le prime violenze. Si parla spesso di prostitute, mentre bisognerebbe chiamarle schiave, perché è quello che sono. Soffermarsi sull’aspetto umano e sulle sofferenze che sono costrette a subire”.

Vendute per essere schiavizzate come “merce” da vendere ai clienti del sesso a pagamento. E il fenomeno è sotto gli occhi di tutti, tanto da fare esplodere, in alcuni casi, le proteste di cittadini e residenti.

Ad Agrigento “invaso” non solo il centro storico ma anche via Callicratide, via Acrone, la zona del campo sportivo, i mini appartamenti di San Leone, così come contrada Serraferlicchio, a ridosso della motorizzazione. E poi: piazza Marconi, via Nicone, via Damareta, via Gallo, via Boccerie.

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CALTANISSETTA – Raid in Procura

E’ scattato l’allarme in Procura a Caltanissetta per un presunto raid negli uffici del procuratore aggiunto Lia Sava. Il magistrato, rientrando stamattina in ufficio, ha trovato alcuni oggetti fuori posto – si tratterebbe di una pianta – e il computer dell’ufficio acceso.

La polizia scientifica ha eseguito i rilievi alla ricerca di impronte ed eventuali tracce: l’ipotesi è che qualcuno si sia introdotto nell’ufficio approfittando della chiusura per le festività pasquali. Sulla porta, però, non sono stati ritrovati segni di effrazione. Le chiavi della porta sono conservate in una bacheca accessibile a diverse persone, visto che servono anche agli addetti alle pulizie.

Gli investigatori stanno cercando di capire se il computer del procuratore aggiunto possa essere stato manomesso e se possano essere stati rubati dei file. Al momento, comunque, non è escluso che forse proprio un addetto alle pulizie, lavorando, possa avere spostato degli oggetti e acceso il computer mentre puliva i mobili della stanza.

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AGRIGENTO – Sindaco Firetto incontra Andrea Camilleri

Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto ha incontrato nelle ultime ore nella sua abitazione di Porto Empedocle, lo scrittore Andrea Camilleri per coordinare con quest’ultimo (che è presidente onorario del Comitato nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello) le numerose attività che si stanno svolgendo in Italia e all’estero, in onore del Premio Nobel per la letteratura. In primis la cerimonia ufficiale, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del ministro della Cultura, Dario Franceschini, che si terrà in contrada Caos di fronte alla casa natale del drammaturgo. Cerimonia che avrà un’appendice anche nella Valle dei templi probabilmente con una diretta televisiva della Rai. La questione che è stata dibattuta, era relativa al tema che Camilleri dovrà affrontare per commemorare il grande drammaturgo. Da più parti gli si chiede di affrontare il rapporto di Pirandello con l’Europa. Un tema questo però già affrontato in passato dallo scrittore Leonardo Sciascia (la figlia Maria Sciascia è componente anch’essa del Comitato d’onore) e quindi si è stabilito che lo scrittore affronterà il tema del rapporto di Luigi Pirandello con Girgenti e Porto Empedocle. “C’è questa curiosità di Pirandello di vedere la morte in faccia – spiega Camilleri. – Pirandello ne rimase sempre molto turbato, fin da bambino, da quando, capitando nella chiesa dove portavano i morti prima della sepoltura, poco distante da dove abitava, rimase colpito e impaurito dalla presenza di un catafalco con il morto ma anche di alcuni rumori sordi, che giungevano da una zona buia della chiesa. Quello di un uomo e una donna in atteggiamento amoroso di cui lui subito non seppe darsi una spiegazione. Ecco il legame tra amore e morte rimarrà per sempre in Pirandello che finisce per riflettere pure sulla disperazione di quegli amanti costretti ad andare in quel luogo perché lì non c’è nessuno!”.

Lo scrittore Camilleri, che a breve sarà a Parigi, subito dopo il “Salon du livre”, ospite del nostro Istituto Italiano di Cultura per una due giorni dedicata alla sua opera letteraria, si è poi informato con il sindaco di Agrigento, su tutte le altre iniziative in itinere per le celebrazioni del 150°; dai convegni alle rassegne teatrali fino al “Festival della Strada degli scrittori” in quel di Racalmuto, un master di scrittura diretto dall’ex ministro della Cultura, Massimo Bray. Poi i gemellaggi con Lisbona nel nome di Pirandello e Pessoa e quello della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento con altri importanti teatri italiani.  E per finire, tra qualche settimana iniziano le riprese della nuova serie del Commissario Montalbano e viene data ormai per certa anche una location alla casa natale al Caos. Perfino il commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri si sente in dovere di omaggiare Pirandello nel 150° della sua nascita!

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RACALMUTO – Domani la proiezione del film “Spes contra spem”

Spes contra spem – liberi dentro“: domani alla Fondazione Sciascia la proiezione del film sui condannati all’ergastolo.

 

Il docufilm “Spes contra spem – liberi dentrodomani 19 aprile, alle ore 16:30, sarà proiettato nella sala convegni della Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto. Il lavoro, diretto da Ambrogio Crespi, presentato alla 73° edizione della biennale del cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, è stato girato nel carcere di Opera a Milano e vuole essere un manifesto contro la criminalità, attraverso le parole di chi ha commesso reati gravi. “Spes contra spem – liberi dentro” sgretola il mito del criminale stesso, senza nessuna clemenza, nessun buonismo e nessuna posizione ideologica preconcetta.

E’ insieme “un film contro la criminalità organizzata, un messaggio contro la mafia, un lenzuolo bianco. Un film che parla del cambiamento e del mutamento dell’uomo”. L’opera è già stata presentata in diverse città italiane, da Brescia a Reggio Calabria, da Milano a Roma, passando per Parma e Siena. Diverse le location scelte per la presentazione al pubblico, dalle aule dei tribunali, alle scuole ma anche cinema e teatri.

Tanti gli esponenti della magistratura, gli avvocati e i docenti secondo cui il docufilm tocca l’anima. “Questo documentario fa riflettere – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando -. Credo che il suo primo significato sia proprio questo: un invito alla riflessione sul significato della pena più gravosa. Il documentario non discute le questioni di diritto: ne mostra però il senso, per nulla astratto, ma in grado di incidere sulle vite di coloro che, per dirla con i versetto paolino citato da Pannella e scelto come titolo del film, “sperano contro ogni speranza”.

LA TRAMA – Il film racconta la sfida di chi è condannato all’ergastolo ostativo, quello del “fine pena mai”, che nega al detenuto ogni beneficio penitenziario e non lascia prospettive di una vita fuori dal carcere. Un viaggio guidato da Sergio D’Elia e Elisabetta Zamparuti, attraverso la voce di chi ha vissuto questa esperienza sulla propria pelle. Detenuti, ma anche agenti e operatori dell’amministrazione penitenziaria, che, grazie ai programmi di recupero dei condannati, provano a restituire a queste persone un’aspettativa per il futuro. Le parole chiave della narrazione sono “colpa” ed “espiazione”, ma anche, appunto, “speranza” e “cambiamento”. “Spes contra spem – liberi dentro” è prodotto da Indexway in collaborazione con “Nessuno Tocchi Caino” e Radio Radicale. E’ andato in onda su Sky Atlantic in prima serata, su Sky cinema e Sky on demand.

In Sicilia, in questi giorni, il film è proiettato anche nelle città di Palermo e Gela. Nel corso della manifestazione a Racalmuto interverranno, dopo i saluti istituzionali, Rita Bernardini, Maria Brucale, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti di “Nessuno tocchi Caino”.

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AGRIGENTO – Cannonate nell’area protetta, nuovi crolli del costone Drasy [FOTO] [VIDEO]

Ecco il video: https://youtu.be/JR5A3AdiH44

“Dopo 60 anni di esercitazioni militari la fragile collina di Drasy continua a sgretolarsi e scivolare in mare”. E la denuncia dell’associazione ambientalista MareAmico che ha attribuito la responsabilità alle ripetute esplosioni e alle conseguenti forti vibrazioni nel poligono di tiro dell’esercito che hanno così indebolito la collina. L’area, pur essendo candidata a diventare una riserva naturale per 8 mesi l’anno ospita esercitazioni militari che sono – secondo gli ambientalisti – la causa scatenante di questi frequenti crolli.

“Il Ministero – ha spiegato Claudio Lombardo che di MareAmico è il responsabile provinciale – da anni ha deciso lo spostamento delle esercitazioni militari in altro luogo, per lasciare spazio all’istituzione di una riserva naturale in questo posto incantato. Ma purtroppo l’inefficienza della macchina organizzativa della Regione non è stata in grado di trovare un sito alternativo a Drasy e pertanto si continua a sparare e a registrare questi ripetuti crolli”.

Ecco il video: https://youtu.be/JR5A3AdiH44

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CARA MINEO – Odevaine patteggia: 6 mesi

E’ stato condannato a 6 mesi di reclusione dal gup di Catania, previo patteggiamento, Luca Odevaine, ex membro del tavolo nazionale di coordinamento sui migranti, nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo.

La pena di 6 mesi per turbativa d’asta e falso è stata decisa in continuazione con quella a 2 anni e 8 mesi inflitta ad Odevaine a Roma il 3 novembre scorso per corruzione, sempre in relazione ad un appalto del Cara di Mineo. La pena complessiva riformulata oggi è di 3 anni e 2 mesi.

Nel capoluogo etneo l’inchiesta sugli appalti del Cara di Mineo era scaturita da un invio di atti da parte della procura di Roma nel quadro degli accertamenti su Mafia Capitale.

La posizione di Odevaine era stata stralciata da quella di altri 15 imputati per i quali lo stesso gup Santino Mirabella, il 7 aprile scorso, ha disposto il rinvio a giudizio. A Roma Odevaine è uno dei 46 imputati del maxiprocesso Mafia Capitale. Il suo coinvolgimento è legato ad un episodio di corruzione in concorso con Salvatore Buzzi, ras delle coop romane.

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CANICATTI’ – Morì in conflitto a fuoco, si commemora l’appuntato Principato

Ad Agrigento, domani, mercoledì 19 aprile, sarà commemorato l’appuntato dei Carabinieri Alfonso Principato, Medaglia d’Oro al Valor militare alla memoria, in occasione del 32esimo anniversario dalla sua tragica morte, in un conflitto a fuoco in servizio, il 15 aprile 1985. Alle ore 10 sarà deposto un mazzo di fiori sulla tomba nel cimitero “Bonamorone” ad Agrigento, e alle ore 11 sarà celebrata una Messa a Canicattì, nella Chiesa di San Diego, a cui parteciperanno i familiari della vittima del dovere, autorità locali, civili e militari.

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RACALMUTO – Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale chiedono di aderire alla Zona Franca per la Legalità (ZFL)

Il Comune di Racalmuto ha chiesto di essere inserito nella Zona Franca della Legalità per il territorio della provincia di Caltanissetta ed aree limitrofe

“Abbiamo deliberato in giunta la proposta che è stata approvata dal Consiglio Comunale all’unanimità – annuncia il sindaco Emilio Messana. Adesso sarà la Vice Presidente della Regione Assessore alle Attività Produttive Mariella Lo Bello a valutare l’istanza.”.

La Zona Franca per la Legalità (ZFL) è stata introdotta dall’art.3 della LR 15/2008 nell’ambito delle misure di contrasto alla criminalità organizzata e con decreto del Presidente della Regione siciliana n° 517 del 02 maggio 2012 è stata istituita una ZFL che coinvolge 27 comuni, quattro dei quali in provincia di Agrigento (22 in provincia di Caltanissetta e uno nell’ennese). Scopo della Zona Franca è quello di creare un’area economica dove garantire vantaggi e sgravi fiscali a favore di quelle imprese in grado di rispettare tutti i parametri di legge e di opporsi alle richieste della criminalità organizzata, un’area dove le procedure burocratiche dovranno essere più snelle consentendo d’incentivare la crescita e rilanciare il tessuto socio-economico.

“All’epoca della costituzione il Comune di Racalmuto rimase fuori – continua il sindaco Messana – e dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose i rappresentanti del Governo Nazionale, Regionale e di Confindustria si impegnarono a riconoscere questa opportunità anche al nostro territorio. La Zona Franca per La Legalità, grazie alle opportunità che potrà offrire – in particolare quella degli sgravi fiscali per tutte le imprese ricadenti nel territorio se riconosciuti dall’Accordo di Programma Quadro Stato – Regione – è la migliore iniziativa di contrasto alla cultura mafiosa e alla illegalità diffusa, un investimento concreto per una crescita effettiva e reale della nostra economia.  Le nostre ragioni sono già state rappresentate dalla nostra Vice Sindaco Carmela Matteliano all’assessore regionale Mariella Lo Bello, che si è impegnata a portarle avanti. Con questa delibera – conclude il sindaco Messana – formalizziamo la nostra richiesta nell’interesse della nostra comunità e in nome dei valori della legalità che contraddistinguono l’impegno nostro e dei nostri concittadini. Confidiamo nella sensibilità e nell’attenzione de governo regionale e del suo Presidente Rosario Crocetta affinché il binomio sviluppo e legalità si traduca in opportunità reali per il nostro territorio.”

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RACALMUTO – Il Prg presto all’esame del CRU [VIDEO]

Buone notizie: il Direttore Generale Sezione Urbanistica dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente ha esitato la relazione istruttoria del Prg di Racalmuto. “Finalmente, il Piano Regolatore passa al Consiglio Regionale Urbanistica (CRU) – annuncia l’assessore all’Urbanistica arch. Giuseppe Sole; aspettiamo la nomina del relatore e l’audizione dell’amministrazione comunale”.
“È un buon passo avanti – commenta il sindaco Emilio Messana. Sono già tre anni che il nostro Prg è stato trasmesso alla Regione per l’approvazione, la metà dei quali, almeno, trascorsi tra riorganizzazione degli uffici dell’Assessorato Territorio e Ambiente e avvicendamenti dei funzionari responsabili dell’istruttoria. La Valutazione Ambientale Strategica – VAS – è iniziata a giugno 2015 e conclusa a febbraio 2016, l’esame urbanistico ha subito un’interruzione con la rotazione dell’arch. Casuccio a fine giugno. Ad ottobre il sopralluogo del nuovo istruttore arch. Sacco. All’inizio di quest’anno abbiamo inoltrato una diffida all’assessorato, per sollecitare la chiusura del procedimento ad opera della Sezione Urbanistica. Con la firma del Direttore Generale la parola passa al Cru, innanzi al quale è prevista l’audizione del Sindaco e dell’amministrazione. Attendiamo di conoscere la relazione – conclude il sindaco Messana -e rappresenteremo al Cru le nostre eventuali valutazioni.”

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EMERGENZA MIGRANTI – Cardinale Montenegro:”Non possiamo misurare il tempo contando i morti”

Intanto, l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, che è anche Presidente della Caritas Italiana, durante un’intervista a Radio Vaticana, esprime i suoi sentimenti. Montengero prova “vergogna”, perché l’uomo dimostra di non avere il coraggio di guardare a determinate realtà e ad affrontarle”. Prova “sofferenza, perché vede che il povero è costretto a pagare la sua vita con la morte”. “Vorrei anche sentimenti di speranza , che davvero qualcosa possa cambiare, perché è impossibile andare avanti cosi, – ha detto il cardinale Montenegro-. Non possiamo, l’ho detto tante volte, misurare il tempo contando morti, il problema dell’immigrazione non è solo un problema di sicurezza e l’Europa sta dimostrando la sua povertà”.

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