Archive | aprile 21st, 2017

Auto fuori strada, 2 morti alla Targa Florio

Tragedia alla Targa Florio. Per cause ancora da accertare, una delle vetture che partecipavano alla 101esima edizione della gara automobilistica più antica del mondo in corso nel Palermitano è uscita fori strada. Il pilota e un commissario di gara  sono morti sul colpo. Ferito invece il navigatore che è stato immediatamente soccorso e trasferito in ospedale. L’incidente si è verificato intorno alle 12.30 a Isnello al km 10+500 in località Piano Torre. Sospesa la gara. Sembra che l’asfalto fosse cosparso di nevischio e la Bmw Mini Cooper del team sia uscita fuori strada per questo, ma sull’incidente si sta ancora indagando.

targa-florio-auto-amendolia-535x300FOTO DI FRANCESCO GIUNTA

Le vittime dell’incidente mortale avvenuto durante il rally della Targa Florio sulle Madonie sono Giuseppe Laganà, commissario di gara, travolto dall’auto, e il pilota Mauro Amendolia, originario di Messina di 53 anni. La figlia, Gemma Amendolia, 27 anni, è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Madonna dall’Alto di Petralia Sottana (Palermo).

Mauro Amendolia e la figlia Gemma erano iscritti col numero 29 alla Targa Florio nelle prove valide per il campionato italiano di rally assoluto conduttori. Correvano con una Bmw mini cooper Jcw per la scuderia Messina racing team. La famiglia Amendolia, Mauro con le figlie Valentina e Gemma, è appassionata di corse automobilistiche di rally ed entrambe le giovani gareggiavano come piloti. L’anno scorso l’equipaggio composto da Gemma e Valentina, su Mini Jcw aveva partecipato al 13° Rally del Tirreno.  Il Messina racing team partecipa ai vari appuntamenti del campionato italiano rally.

Dopo il tragico incidente avvenuto sui tornanti di Piano Battaglia, è stata annullata la prova speciale Geraci-Castelbuono. In seguito gli organizzatori hanno deciso di annullare la 101ª edizione della Targa Florio, la competizione automobilistica più antica del mondo, e valida come terza prova del campionato italiano Rally e per il campionato italiano Autostoriche.

 

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LICATA – Trovato con una pistola clandestina con matricola abrasa”, arrestato

Sarebbe stato trovato in possesso di una pistola clandestina, con matricola abrasa. E’ per l’ipotesi di reato di detenzione illegale di arma che i carabinieri della stazione di Licata, nel pomeriggio di ieri, dopo una perquisizione domiciliare, hanno arrestato, in flagranza di reato, Andrea Aquilino, 53 anni, coltivatore diretto.

“E’ stato trovato in possesso – rendono noto i carabinieri della compagnia di Licata – di una pistola clandestina con matricola abrasa. Contestualmente si è proceduto al ritiro cautelare di un fucile da caccia ed il relativo munizionamento, regolarmente detenuto”. 

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato posto – su disposizione del sostituto procuratore di turno – agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida. 

 

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MAFIA – Confisca da 15 milioni per l’ex deputato Giammarinaro

Il tribunale di Trapani ha disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 5 anni e la confisca di beni per 15 milioni di euro a carico dell’ex parlamentare regionale Giuseppe Giammarinaro, già destinatario di una misura di prevenzione perché indiziato di mafia.

Il provvedimento del tribunale arriva dopo le indagini della Divisione anticrimine della questura di Trapani e dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza secondo cui “Giammarinaro era al centro di una combine politico-affaristica che gli ha consentito di controllare attività economiche nel settore della sanità, beneficiare di finanziamenti pubblici regionali e condizionare importanti settori della vita politica in particolare nel comune di Salemi”.

 

Il provvedimento si inquadra nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Salus Iniqua”. Nell’inchiesta era stato ricostruito il quadro “di rapporti di natura politico-affaristica in cui Giammarinaro si è mosso a partire dai primi anni del 2000”. Sono stati confiscati beni società e conti correnti riconducibili all’ex parlamentare che si serviva anche di prestanomi.

In particolare sono state individuate diverse società tra le quali la “C.e.m.” e la “Salus s.r.l.”e varie proprietà immobiliari che Giammarinaro avrebbe intestato a persona di sua fiducia per evitare le misure di prevenzione.

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RIBERA – Denunciato per l’incendio di un furgone

I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno intensificato le indagini a seguito di numerosi e ricorrenti incendi e danneggiamenti notturni, e hanno denunciato a piede libero un uomo di 43 anni di Ribera che nei giorni scorsi ha incendiato un furgone parcheggiato in una via del centro cittadino. L’uomo denunciato è stato incastrato dalle telecamere di videosorveglianza che lo hanno colto all’atto dell’incendio del furgone, cospargendo del liquido infiammabile sui pneumatici anteriori del veicolo. Nel corso della perquisizione domiciliare, il denunciato, sospettato di avere compiuto anche altri danneggiamenti dello stesso genere, è stato sorpreso in possesso di materiale ritenuto utile alle indagini.

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AGRIGENTO – Rapina in via Dante, acquisite le videoriprese

Sono state acquisite alcune registrazioni. Immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati che, ieri, risultavano essere al vaglio dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e del reparto operativo e radiomobile . I militari dell’Arma della Scientifica hanno inoltre, durante il sopralluogo effettuato nella giornata di mercoledi, raccolto mozziconi di sigarette e rilevato impronte digitali. Le indagini sulla violenta rapina messa a segno, contro i proprietari di un’abitazione di via Dante – si tratta dei suoceri del vice presidente della Regione, Mariella Lo Bello  – vanno avanti senza sosta . Anzi, si sta cercando di stringere il cerchio . Nessun dubbio – sul fatto che i due delinquenti che sono entrati in azione in pieno giorno e che hanno immobilizzato la coppia di anziani, legandoli ed imbavagliandoli, siano due siciliani. Due agrigentini, molto probabilmente. Il bottino che i due malviventi – che hanno agito incappucciati ed apparentemente non erano armati – sono riusciti a portar via dovrebbe essere superiore a 20 mila euro. Sotto choc, nonostante il passare delle ore da quel colpo, i due anziani: un 85 enne ed una 82enne.

 

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AGRIGENTO – L’Ars boccia il centro storico, l’intervento del sindaco Firetto

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, interviene a seguito della bocciatura all’Assemblea regionale dell’emendamento alla Finanziaria che avrebbe rifinanziato la legge speciale per il recupero dei centri storici di Agrigento e Ortigia. Firetto afferma: “Si trattava di un provvedimento serio per lo sviluppo e la sicurezza del territorio. Lo scorso anno, con questa legge, avevamo potuto avere 500 mila euro per i prospetti del centro storico. Adesso, invece, trattandosi di un emendamento soppressivo, abbiamo perso clamorosamente questa opportunità per il centro storico. E’ un peccato perchè avrebbe dato continuità e rimpolpato risorse per il centro storico. Tuttavia abbiamo altre risorse previste per il progetto ‘Girgenti’ che è sullo stesso tema.”

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CALTANISSETTA – Strage via D’Amelio, ergastolo per due mandanti

Una sentenza importante che ricostruisce e rimette al suo posto parte dei pezzi mancanti faticosamente e pazientemente raccolti dalla Procura di Caltanissetta, ma non è l’ultimo capitolo della tragica storia delle stragi del ’92. Con la condanna all’ergastolo dei boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino e a 10 anni dei falsi pentiti Calogero Pulci e Francesco Andriotta si mette un punto su mandanti ed esecutori materiali dell’attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta.

Su boss finora impuniti, dunque e su chi si è spacciato per collaboratore di giustizia, accusando innocenti. Ma restano da scrivere ancora delle pagine, forse le più complesse. Si intuisce già dal dispositivo del verdetto e se ne avrà la conferma leggendo le motivazioni della sentenza emessa stasera dalla corte d’assise di Caltanissetta dopo tre anni di dibattimento e dieci ore di camera di consiglio.

Si intravede ad esempio dalla concessione a Vincenzo Scarantino, grande depistatore che ha accusato dell’eccidio otto innocenti in attesa del processo di revisione, di una particolare attenuante. Avrebbe mentito, accusando ingiustamente persone che con la strage non avevano nulla a che fare, perché indotto da qualcuno. Una apertura al tentativo delle parti civili costituite, il fratello del giudice Borsellino e due degli innocenti condannati, di dimostrare che dietro al depistaggio c’era un manovratore.

La concessione dell’attenuante ha consentito a Scarantino di salvarsi dall’accusa di calunnia grazie alla prescrizione del reato. E poi c’è la decisione dei giudici di trasmettere alla Procura di Caltanissetta tutti i verbali delle udienze. Una mossa assolutamente insolita che può avere una doppia interpretazione: l’input ai pm a valutare profili di falsa testimonianza in alcune deposizioni – al processo sono stati sentiti anche poliziotti e pm che indagarono – e di accertare l’esistenza di eventuali nuovi spunti di indagine.

I magistrati saranno dunque costretti ad aprire un nuovo fascicolo, del tutto generico viste le indicazioni vaghe della corte, che si aggiungerà alle altri inchieste già in corso sugli aspetti ancora poco chiari della strage. Come quello sulla scomparsa dell’agenda rossa del giudice, mai ritrovata dopo l’attentato. “Non so se ci sarà un altro processo, ma ci sono temi che devono essere ulteriormente sviluppati e l’esito del processo offre spunti per altri approfondimenti”, ha commentato, dopo il verdetto, il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone che era in aula insieme al pm Stefano Luciani.

E’ stato Luciani, insieme all’aggiunto Gabriele Paci, a riaprire l’indagine sulla strage ricostruendo la verità sulla fase esecutiva su cui il suggello della Cassazione aveva messo la parola fine. Grazie ai pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina si è scoperto che il clan di Brancaccio aveva avuto un ruolo decisivo nel furto della 126 usata come autobomba.

E nel giorno della sentenza, che segna un traguardo dopo 25 anni dall’attentato e undici processi già celebrati per tre filoni di inchiesta, è soddisfatto anche il legale del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore a cui è stata riconosciuta una provvisionale di 300mila euro. L’avvocato Fabio Repici, protagonista di accesi scontri con la Procura, da lui accusata di non aver fatto abbastanza per scoprire le responsabilità istituzionali nel depistaggio, parla di un verdetto che ridà dignità alla giustizia.

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I consigli degli ergastolani stiddari Paolello e Sole ai giovani: ” Non dovete sprecare la vostra vita”.

“Abbiamo sbagliato, ragazzi non sprecate la vostra vita, non bruciatela con delle cose assurde. Volete fare questa vita da sfigati?”. Orazio Paolello, l’ex capo della Stidda di Gela, insieme ad altri detenuti, si rivolge ai giovani. E lo fa attraverso il docufilm “Spes contra Sperm, Liberi dentro “, ieri proiettato a Gela , in un incontro rivolto agli studenti e il giorno prima alla Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto. Paolello, soprannominato “Anguilla” arrestato nel 1993, dopo cinque anni di latitanza, condannato all’ergastolo ostativo e cioè “fine pena mai”, per 22 anni è stato in isolamento. Stessa sorte per il racalmutese, Alfredo Sole. E Rita Bernardini ha letto una lettera , l’altro giorno proprio dell’ergastolano Sole, nella quale il detenuto chiede perdono ai propri concittadini.

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SICILIA – Ambulanze dimezzate

Si va dalle 29 ambulanze con il medico a bordo  tolte in provincia di Palermo alle 16 sparite nel catanese, 13 nel messinese, 10 nella zona di Enna, 8 a testa nel nisseno, nel siracusano e nel trapanese, 6 nel territorio di Agrigento e 5 nel ragusano. E quanto emerge dal confronto dei dati  pubblicati  sul sito della Seus, relativi alle postazioni del 118 attualmente operative, con quelli indicati  nella nuova rete ospedaliera: risultano 103  che, spiega il M5S, a causa della nuova rete ospedaliera, perderanno la disponibilità dell’ambulanza. Favara, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Santa Margherita Belice e Siculiana nell’agrigentino. Butera, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi , Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco e Villalba nel nisseno.

Ma l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, ha  detto con fermezza:” Nessun  allarme, non ci sarà alcun taglio del numero di ambulanze , i mezzi di soccorso  nel territorio continueranno ad essere  251 e non 125 come ipotizzato da qualcuno”.

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REGIONE – Maggioranza battuta all’Ars col voto segreto, manovra in tilt

Maggioranza dell’Ars affondata dai colpi di Grillini e Forza Italia e la Finanziaria va ko col voto segreto per ben tre volte. “Si ” solo ai primi fondi per i disabili. Soppressi i finanziamenti per Agrigento e Siracusa, a ciascuna delle due città d’arte sarebbero andati 750 mila euro. Il deputato Michele Cimino di Sicilia Futura ha parlato di ” barbari all’arrembaggio”. Passano solo gli stanziamenti per gli enti locali, che permetterà ai sindaci  di approvare i bilanci. Agli enti locali la Finanziaria ha destinato 340 milioni, anche se una parte, il 10%, dovrà essere obbligatoriamente utilizzato dai Sindaci per pagare l’assistenza ai disabili.

Il Vice Presidente dell’Ars, Giuseppe Lupo, che ha diretto i lavori  per gran parte della giornata ha dovuto rivolgere un appello a tutti i deputati affinchè oggi si ritrovi una convergenza, evitando polemiche, per apporvare la Finanziaria almeno entro la prossima settimana come prevede lo Statuto.

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