Archive | maggio 6th, 2017

CALTANISSETTA – Il convivente la picchia selvaggiamente, riesce a chiamare il 113 e a farlo arrestare

Il trentanovenne Gianluca Di Giugno è stato arrestato a Caltanissetta per maltrattamenti e lesioni alla convivente. La donna è stata percossa e minacciata con un cutter ma è riuscita a comporre il 113 lasciando la comunicazione aperta. Il poliziotto della sala operativa, ascoltando urla e trambusto, ha colto la richiesta d’aiuto e individuato l’abitazione. Così Di Giugno, che aveva dei precedenti per rapina ed era sottoposto a detenzione domiciliare, è stato fermato.

E’ stato proprio il trentanovenne ad aprire la porta ai poliziotti con aria stupita, facendo intendere che non era accaduto nulla; ma dietro di lui c’era una donna esile in lacrime con il volto tumefatto, il setto nasale gonfio e i vestiti sporchi di sangue. Gli agenti hanno quindi fatto irruzione bloccandolo.

La convivente ha raccontato che poco prima mentre si trovava in cucina era stata aggredita senza alcun apparente motivo con schiaffi e pugni al volto. Approfittando di un momento di distrazione è riuscita a comporre il 113. E’ stata poi portata all’ospedale Sant’Elia, dove le è stata riscontrata una frattura scomposta alle ossa del setto nasale, con prognosi di 30 giorni.

 

 

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AGRIGENTO – Via Piersanti Mattarella, 4 auto distrutte dal fuoco

Notte di passione per i vigili del fuoco di Agrigento che,  sono stati impegnati nello spegnimento di un incendio che ha distrutto ben 4 automobili in via Piersanti Mattarella, nei pressi del Quadrivio Spinasanta. Il rogo sarebbe partito da una di queste una Volkswagen

Tiguan di proprietà di un commerciante di 40 anni di Agrigento. Le fiamme si sarebbero poi propagate ad altre tre vetture vicine: una Fiat 600, una Citroen Xsara e una Lancia Y. Sul posto oltre i vigili del fuoco del distaccamento di Villaseta anche i Carabinieri che hanno effettuato i rilievi utili all’accertamento delle cause che hanno originato l’incendio. Non si esclude alcuna pista, nemmeno quella del dolo. La Procura della Repubblica della Città dei Templi ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul fatto.

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FAVARA – “Up &Down” la Cassazione conferma l’arresto

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dagli avvocati difensori di due coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Up&Down” su una presunta organizzazione che gestiva traffici di droga dal Belgio in Sicilia, con ramificazioni a Favara. E proprio di Favara sono gli indagati per i quali la Suprema Corte ha rifiutato l’annullamento delle misure cautelari attualmente applicate, Calogero Presti, 43 anni, e Gaspare Indelicato, 34 anni, dovranno rimanere agli arresti domiciliari.

 

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AGRIGENTO – Porcedimento “Duty Free”, il Pm integra le indagini : 24 imputati

E’ stata rinviata al prossimo 26 maggio l’udienza, prevista per ieri, di uno dei due tronconi dell’inchiesta denominata “Duty Free” riguardanti presunte tangenti all’Agenzia delle Entrate di Agrigento. La decisione è motivata dallo sciopero in corso da parte degli avvocati. Sono 10 sui 24 imputati dell’udienza preliminare “Duty Free” ad avere chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato. E per alcuni di loro il Pm Andrea Maggioni ha preannunciato  che nella prossima udienza del 26 maggio presenterà la documentazione relativa a una integrazione delle indagini.

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SS 189 – La Cgil slle prospettive di recupero sicurezza della Agrigento – Palermo

Il segretario provinciale della Cgil di Agrigento, Massimo Raso, lancia un allarme sulle prospettive di recupero sicurezza della strada statale 189 Agrigento – Palermo, e afferma: “La statale 189 non è più compresa nell’elenco delle ‘opere strategiche’ e, pertanto, rischia di rimanere l’ennesima incompiuta. Nei giorni scorsi i sindacati delle costruzioni di Cgil, Cisl e Uil di Palermo hanno chiesto che nella riprogrammazione delle opere, in corso fino a giugno, fosse inserito il finanziamento per completare lo scorrimento veloce da Palermo ad Agrigento, nei due tratti Palermo-Bolognetta e Lercara-Agrigento. Ebbene, abbiamo ricevuto notizia da fonti parlamentari che tali opere sono state escluse. Pertanto chiediamo alla deputazione agrigentina di interloquire con il Ministro delle Infrastrutture affinché ci sia il massimo della chiarezza sul futuro dell’opera: non possiamo permettere che al disagio sofferto in questi anni per le interruzioni ed i semafori, si unisca la beffa di lasciare l’opera un cantiere”.

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SCIACCA – Controlli antidroga dei Carabinieri nelle scuole

A Sciacca i Carabinieri, in collaborazione con il pastore tedesco Derby della squadra cinofila di Palermo, hanno compiuto dei controlli antidroga nei pressi e all’interno di un Istituto scolastico cittadino. I controlli hanno sortito esito negativo. I militari proseguiranno tale genere di attività al fine di prevenire, soprattutto tra i più giovani, l’assunzione e lo spaccio delle sostanze stupefacenti.

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AGRIGENTO – Omicidio in contrada San Benedetto, ucciso a coltellate un 39enne

Sarebbe stato ritrovato legato con del nastro adesivo. Ha 39 anni e si chiama Giuseppe Mattina l’uomo che è stato ucciso, durante la notte, o verosimilmente nella tarda serata di ieri, all’interno della sua officina, nella zona industriale – in contrada San Benedetto – di Agrigento. L’uomo sarebbe stato assassinato con diverse coltellate. 

A quanto pare, colui che avrebbe commesso il delitto – un ventinovenne Giovanni Riggio – si sarebbe già costituito a Palermo. Il reo confesso sarebbe originario proprio del capoluogo siciliano e dopo aver commesso il delitto è tornato in città per costituirsi al commissariato di Brancaccio. Sul posto  la Squadra Mobile della Questura di Agrigento e la polizia Scientifica. Gli agenti stanno effettuando i rilievi e la ricostruzione della scena del delitto.

Ad indicare il posto preciso dove era avvenuto l’omicidio sarebbe stato – secondo quanto si apprende al momento – lo stesso autore, reo confesso, dell’omicidio. Erano le 4 circa quando il giovane si è presentato alla Questura di Palermo. Era sporco di sangue e riferiva di aver assassinato un uomo. 

La polizia di Stato, che è stata allertata appunto dalla Questura di Palermo, si è recata sul posto: in contrada San Benedetto e, per aprire la saracinesca chiusa dell’officina, ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco.

Aperta la saracinesca, all’interno c’era il cadavere dell’uomo, di Giuseppe Mattina. 

A far scatenare l’omicidio ci sarebbe una storia di soldi , I due, vittima e assassino, pare, sarebbero stati soci nella gestione dell’officina dove è stato trovato il corpo dell’uomo.

Secondo quanto avrebbe raccontato Riggio ai poliziotti del commissariato di Brancaccio di Palermo,  alla base del gesto ci sarebbero stati “problemi economici”. Secondo una prima ricostruzione, il reo confesso avrebbe chiesto dei soldi alla vittima, che però si sarebbe rifiutato di darglieli. La situazione è degenerata, quando – sempre secondo il racconto di Riggio – la vittima avrebbe offeso i familiari del reo confesso, che accecato dalla rabbia, avrebbe sferrato le coltellate mortali alla vittima.

Una volta compiuto il delitto, il presunto omicida si sarebbe diretto verso casa, a Palermo, a bordo di un furgone. Dopo aver fatto una doccia, con i vestiti ancora sporchi di sangue nel veicolo, ha deciso di costituirsi, raccontando la sua versione dei fatti agli agenti del commissariato di Brancaccio. Spetterà adesso alle indagini, ricostruire l’accaduto e verificare l’autenticità del racconto del presunto omicida.

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LICATA – Tentato furto ad anziano, arrestato un minorenne

A Licata i Carabinieri hanno arrestato uno studente di 16 anni perché nel centro cittadino, in via Alessandria, si è intrufolato dentro l’abitazione di un anziano, un pensionato di 90 anni, a fine di furto. I militari lo hanno sorpreso in flagranza di reato e lo hanno condotto in caserma. Risponderà di tentato furto. Il 16enne è recluso nell’istituto penale per i minorenni “Malaspina” di Palermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.

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FAVARA – Bestemmie scritte sui muri del centro storico, video a setaccio

A Favara i Carabinieri della locale Tenenza sono impegnati nelle indagini a seguito delle scritte blasfeme con una bomboletta spray su alcuni muri della città, in via Roma sul prospetto del Comune dove vi è l’ufficio Servizi sociali, in piazza Matrice, in piazza Cavour e nel cortile Copernico. Responsabili che potrebbero essere individuati attraverso la visione delle immagini filmate dalle diverse telecamere di sorveglianza piazzate dal Comune.  La sindaca Anna Alba ha espresso amarezza e indignazione.

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LIEGI – Una pioggia di piombo sul ristoratore favarese ucciso con un Kalashnikov

I killer hanno utilizzato un kalashnikov nell’agguato dove è stato ammazzato il ristoratore favarese Rino Sorce, 51enne, titolare del ristorante pizzeria “Grande Fratello” nel quartiere Sclessin”, nel centro di Liegi in Blegio. E0 quanto emerso dalle indagini della Polizia belga alle prese con un omicidio , dalla tarda serata di mercoledi sera, il cui movente è ancora sconosciuto . Probabile che l’obiettivo del gruppo di fuoco, fosse solo Sorce, anche se non è escluso che i sicari volessero eliminare Luigi Cordaro, anche lui di origini siciliane, con cui si trovava la vittima. Cordaro, cuoco nel locale di Sorce, ha evitato i colpi sparati a raffica, dal fucile mitragliatore, gettandosi istintivamente a terra. E’ rimasto lievemente ferito dalle schegge di vetro. Esplosi almeno dieci colpi di arma da fuoco. Due o tre hanno raggiunto il corpo  del ristoratore. L’esito dell’autopsia, già eseguita ieri dal medico legale, nella camera mortuaria  del cimitero di Liegi, chiarirà questo aspetto. L’agguato secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è stato compiuto da almeno due persone. La pista di un regolamento di conti   sembra al moneto quella privilegiata. Al momento non vi è nessun collegamento tra i due fatti di sangue del emse di settembre scorso.

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