Archive | maggio 10th, 2017

BASKET – Si è dimesso il Presidente della Fortitudo Agrigento Salvatore Moncada

Parole dure, ma dette con il cuore. E’ con lo stile che da sempre lo contraddistingue, Salvatore Moncada in un comunicato ufficiale annuncia di rassegnare le dimissioni da presidente della Fortitudo Moncada Agrigento. Dalle sue parole si legge un malessere derivato non dai risultati, ma da alcune scelte ritenute sbagliate. Moncada parla della sua esperienza e annuncia “una discussione interna su come programmare in modo diverso il futuro di questa società“.

La Fortitudo Agrigentoscrive Moncada – ha rappresentato per me una compagna di vita, avendo iniziato la mia carriera dirigenziale e con il ruolo di presidente nel 1991. Erano anni in cui la nostra società militava in Serie B2 così come Porto Empedocle, sono rimasto all’interno del club fino alla stagione 1993-94 prima che un problema familiare molto serio mi allontanasse dalla squadra, avendo questioni molto più importanti da affrontare. Quando sono tornato, nel 1998, la squadra era in C2: allora fui stimolato dai miei figli, che praticavano il minibasket, e da Giovanni Portannese.
Dal 1998 ad oggi sono passati ben 19 anni di affetto e dedizione a questa società, con soddisfazioni notevoli che tutti voi conoscete.
Siamo riusciti nelle ultime stagioni regolari a portare dentro il palazzetto 1300/1500 spettatori, di cui 300 atleti, componenti dello staff e sponsor. Non di più.
Siamo riusciti a coinvolgere un bel numero di sponsor, a quali sono grato e che ringrazio sempre.
Alla fine, però, gli incassi tra botteghino e sponsorship rappresentano appena il 20% dell’intero costo della stagione.
Nonostante questo, cioè un investimento non comune per il nostro campionato, ho continuato sempre con entusiasmo. Oggi però non mi diverto più.
Già lo scorso anno avevo avuto sensazioni non positive, ma quest’anno questa sensazione si è fatta sempre più forte, confermata da eventi degli ultimi giorni.
Non parlo dei risultati: sono uno sportivo, so che si vince e si perde e che nulla è scontato.
Mi riferisco soprattutto all’evidenza di tanti errori fatti nelle scelte di uomini, di cui mi ritengo il principale responsabile.
Abbiamo trovato nella camera di Perrin Buford le valigie pronte: ma un giocatore che deve fare tre partite di playoff perché prepara le valige prima di partire per Bologna? Chiaramente non perché i playoff vuole vincerli, anzi, magari pensava già di rientrare a casa una volta tornato dalla trasferta.
Damen Bell-Holter ha fatto qualcosa di ancora più grave, di cui non parlerò, che lede l’onorabilità mia e della società, e sopratutto dello staff che ci ha creduto sino alla fine.
Tutto questo, considerato come sono fatto, mi porta a prendere la decisione di rassegnare le mie dimissioni per aprire una discussione interna su come programmare in modo diverso il futuro di questa società.
Ringrazio tutto lo staff il loro impegno ed in particolar modo Franco Ciani: spero che questo mio gesto sia di buon auspicio per prendere decisioni per un futuro con uomini migliori“.

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AGRIGENTO – Cadono calcinacci da un viadotto nella zona industriale

Ancora preoccupazione intorno alle infrastrutture stradali ad Agrigento.

Infatti, al mattino di oggi, dal viadotto lungo la strada statale 189 al Km 58.300,  che cavalca la zona industriale, sono caduti dei calcinacci. Sul posto sono tempestivamente intervenuti i Vigili del fuoco, i Carabinieri e l’Anas, per i rilievi e la predisposizione delle opportune misure di sicurezza.

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RACALMUTO – Il 14 maggio “La via dei Castelli” [Vd Tg]

E’ tutto pronto per l’evento di domenica prossima, 14 maggio, a Racalmuto a partire dalle ore 9, da piazza Umberto I, con “La via dei Castelli”. Una passeggiata ecologica tra i posti più belli del paese con concentramento finale al Castelluccio con pranzo al sacco.

Le interviste agli organizzatori Andrea Murrone e Nicolò Vignanello.

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RACALMUTO – Mario Vella nuovo Presidente dell’Associazione Avis [Vd Tg]

Dopo aver fondato l’Avis venticinque anni fa, il dott. Calogero Taibi lascia la presidenza. Al suo posto Mario Vella.  La nomina è avvenuta durante la tradizionale cena degli associati che si è svolta  al ristorante dell’Autodromo Valle dei Templi.

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È morto Robert Miles, con il brano ‘Children’ diventò il re della trance [VIDEO]

Nel 1996 la sua Children diventò un successo internazionale, con oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo, uno dei più grandi successi di quella parte della dance music che prende il nome di trance. Il brano, che mescolava elementi di trance a una base ambient, era schizzato in vetta alle classifiche di vendita di tutta Europa diventando il numero uno in ben 12 paesi europei, conquistando il disco d’oro e di platino.

L’autore di quella hit, Robert Miles, alias Roberto Concina, dj e produttore svizzero di nascita ma di origini italiane, è morto stanotte a 47 anni a causa di un cancro. Fu l’album di debutto Dreamland a imporlo sulla scena dance mondiale, vendendo 1 milione di copie in Europa e oltre 500 mila tra Stati Uniti e Canada, e ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Brit Award, ancora oggi l’unico italiano ad averne ottenuto uno. Nella sua carriera ha prodotto musica sempre sperimentando nuove sonorità e, nel segno della sperimentazione, nel febbraio 2013 aveva dato vita alla stazione radio Open Lab, ascoltabile sulla frequenza 106.4 FM a Ibiza e Formentera: era dedicata alla musica indie, elettronica, alternativa, ambient, chill out e soul, sue principali passioni.
Robert Miles era nato in Svizzera da una coppia di emigranti italiani ma era cresciuto in Friuli: in provincia di Udine, a Fagagna, piccolo centro di seimila anime, dove comincia a studiare pianoforte, era tornato tornato a vivere da bambino. In principio comincia a lavorare in una radio amatoriale, poi debutta come deejay con il suo primo pseudonimo Roberto Milani fino alla fama, che lo porta dapprima a trasferirsi a Londra, poi a Los Angeles, dunque a Berlino e per ultimo a Ibiza, dove risiedeva e dov’è morto. Con il suo lavoro di dj si era imposto granzie al suo blend di elettronica, pubblicando sei dischi e ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui dischi d’oro e di platino, un World Music Award e un Brit Award diventando l’unico italiano a conquistarlo.

Il suo primo disco, Dreamland, nel 1996, aveva venduto un milione e mezzo di copie tra Europa e Stati Uniti, ma era stato soprattutto il singolo estratto Children a stregare il grande pubblico. L’ultimo cd, Thirteen, risaliva al 2011.

“La tragica notizia della scomparsa di un grande talento e artista del nostro tempo, mi rende incredulo e sconvolto. Con lui se ne va anche una parte della mia vita di produttore artista” ha scritto il suo amico e collega Joe T Vannelli.

Mario Fargetta su Twitter ha ricordato: “Sono stato il primo a suonare la tua Children a Radio Deejay. Non riesco ancora a crederci. Robert Miles R.I.P.”.

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In ricordo del prof. Calogero Casuccio di Lillo Bongiorno

Mentre a Padova Calogero Casuccio è ricordato per i meriti professionali e culturali, nel paese che lo ha accolto da cittadino onorario nemmeno una via,un marmo, una lapide. Anche per questo muore un paese, quando dimentica le cose e i personaggi del passato, osannando magari impostori vecchi e nuovi”.

Con queste pesanti parole, Salvatore Picone concludeva il suo articolo sul prof. Calogero Casuccio, ortopedico di fama mondiale di origini racalmutesi, pubblicato su MalgradoTutto il 25 aprile 2013.

Nell’articolo Picone, opportunamente, ricordava i meriti scientifici e culturali del prof. Casuccio, fondatore della prima cattedra di ortopedia e traumatologia dell’Università di Padova e per anni direttore della stessa, medico stimatissimo, ancor oggi, a distanza di 14 anni dalla morte, ricordato ed apprezzato sia a Padova che a Racalmuto, dai molti pazienti che si sono affidati alle sue sapienti cure.

Il prof. Casuccio è ricordato, inoltre, per l’importante donazione di straordinari reperti archeologici, fatta nel 1994, ai Musei civici Eremitani, della città patavina, collocati in una esclusiva cappella duecentesca (sala n. 19), che accoglie 170 pezzi di vasi italioti,apuli, ceramiche a vernice nera, terracotte figurate, lucerne fittili.

La sala collocata a ridosso della famosa Cappella degli Scrovegni, disegnata da Giotto, accoglie, altresì, un busto bronzeo del prof. Casuccio e all’ingresso riporta la scritta “Donazione prof. C. Casuccio Cavaliere di Gran Croce”.

Ebbene da tre anni Salvatore Picone, è assessore alla cultura del comune di Racalmuto, non sarebbe ora di intitolare al cittadino onorario prof. Calogero Casuccio “una via,un marmo,una lapide” , per non “dimenticare i personaggi del passato…osannando magari impostoti vecchi e nuovi” ?

Di più, dopo le elezioni comunali che si svolgeranno a Padova il prossimo mese di giugno, si potrebbe contattare la nuova amministrazione e proporre un eventuale gemellaggio nel nome del prof. Casuccio o, almeno, uno scambio culturale tra le due città con la collaborazione dell’Università di Padova e del Consorzio Universitario di Agrigento, per consentire, tra le altre attività, agli studenti di Padova di visitare il paese d’origine del prof. Casuccio ed i suoi importanti siti culturali : Fondazione Sciascia, Teatro, Castello ,ecc. ed agli studenti di Racalmuto di visitare a Padova la Cappella degli Scrovegni, ed i Musei Civici Eremitani, soffermandosi sulla stanza n. 19 ad ammirare i reperti donati dal prof. Calogero Casuccio.

Racalmuto, Lillo Bongiorno

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MAFIA – 14 arresti a Marsala: duro colpo al regno di Messina Denaro [VIDEO]

Quattordici arresti e la famiglia mafiosa di Marsala, che stava cercando di rialzare la testa con il sostegno del boss latitante Matteo Messina Denaro, è tornata a subire un duro colpo. Stanotte i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani hanno eseguito un provvedimento di fermo giudiziario firmato dai pm Di Leo e Padova della Dda di Palermo, a conclusione di indagini già avviate dai carabinieri nel 2015.

Il blitz denominato “Visir” ha registrato circostanze non di poco conto riguardo alla latitanza del capo mafia di Castelvetrano, ricercato dal giugno del 1993. In particolare un suo intervento nel 2015 che ha messo “pace” dentro la cosca marsalese all’epoca in cui stavano crescendo pericolosi attriti a proposito della spartizione di soldi provenienti da traffici illeciti e estorsioni. Le intercettazioni infatti hanno tradito la voce di un “picciotto” mentre avvertiva la “famiglia” che l’ordine del boss latitante era quello di mettersi d’accordo, in caso contrario “sarebbe stato iddu a muovere il suo esercito”.

E la cosca ha ubbidito senza discutere, cosa questa che permette di capire quanto forte resta il potere mafioso di Messina Denaro. I fermi eseguiti nella notte riguardano 14 personaggi della “famiglia” di Marsala indagati per associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi e altri reati gravati dall’accusa di avere favorito Cosa nostra.

Secondo le stesse indagini il capo mafia Matteo Messina Denaro, non trascorre la latitanza lontano dalla Sicilia occidentale. L’inchiesta antimafia ha delineato assetti e gerarchie della famiglia mafiosa di Marsala.

I fermati sono: Andrea Antonio Alagna di 38 anni, Alessandro D’Aguanno (26), Vincenzo D’Aguanno (57), Calogero D’Antoni (35), Giuseppe Giovanni Gentile (43), Michele Giacalone(47), Simone Licari (59), Ignazio Lombardo (55), Vito Vincenzo Rallo (57), Alessandro Rallo (24), Nicolò Sfraga (51) e Fabrizio Vinci(47), tutti ritenuti appartenenti al mandamento mafioso di Mazara del Vallo e accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, porto abusivo d’armi ed estorsioni. 

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PALMA DI MONTECHIARO – In possesso di 42 bottiglie di liquore: 2 denunciati

Con l’ipotesi di reato di ricettazione, due conviventi, un canicattinese e una donna di origine romena, sono stati denunciati poichè trovati in possesso di ben 42 bottiglie di liquore dal valore di 600 euro.

I poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro, hanno sorpreso i due a bordo di un’auto con altri soggetti che risultavano avere precedenti. Da qui sarebbe scattata la perquisizione che avrebbe permesso di scoprire tre capienti buste all’interno delle quali vie erano i liquori. Alcol che è stato dichiarato appartenere alla coppia e acquistato poco alla volta per l’organizzazione di una festa.

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