Archive | maggio 16th, 2017

SICILIA – Rifiuti, emergenza discariche, Vania Contraffatto:”Differenziata ora una svolta” [Vd Tg]

Non appena ricevuta la relazione dei suoi uffici, l’assessora all’Energia Vania Contrafatto ha inviato tutto alle procure di Catania, Siracusa e Palermo. Perché tra le pieghe di questa relazione ci sono davvero molte anomalie. Al centro del documento, il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche e ampliamenti di quelle attuali. E i conti non tornano, perché molte certificazioni sono state date senza alcuna verifica e senza i controlli del caso.

All’indomani della vicenda giudiziaria che ha travolto funzionari del suo dipartimento, accusati di aver preso tangenti dagli amministratori della discarica della Cisma a Melilli (autorizzata in tre giorni ad accogliere rifiuti urbani dal governatore Rosario Crocetta). Contrafatto ha disposto una verifica su come è stata autorizzata non solo la discarica della Cisma, ma anche la nuova di Lentini, contestata dal Comune e dagli ambientalisti, e come è stato dato il via libera alla Ecoambiente per l’impianto di trattamento a Bellolampo, realizzato senza gara pubblica.

La relazione, ad esempio, a proposito della Cisma denuncia, in sintesi, come la Valutazione d’impatto ambinetale data nel 2008 alla discarica prevedesse soltanto il conferimento dei rifiuti della provincia di Siracusa. Ma con un tratto di penna nel 2015 si consente alla Cisma di accogliere i rifiuti di tutta la Sicilia. L’assessora Contrafatto ha inviato tutte le carte ai magistrati, compresi i provvedimenti firmati dal governatore durate l’emergenza dello scorso anno.

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AGRIGENTO – Nuova caduta di calcinacci sul viadotto in C.da San Benedetto: strada transennata

Un altro problema impedisce agli automobilisti di transitare lungo la strada che porta all’ospedale di contrada Consolida ad Agrigento. Per una nuova caduta di calcinacci dal viadotto sulla ss 189 nella tarda mattinata di oggi è stata chiusa al traffico la strada in contrada San Benedetto , zona industriale di Favara. Pochi giorni fa, si erano già registrati interventi , a seguito della caduta di calcinacci dal viadotto, da parte dei Vigili del Fuoco per metterlo in sicurezza.  A distanza di 6 giorni però il problema si è ripresentato. Adesso, però. la strada è stata transennata e chiusa, almeno, per una decina di giorni. Da domani mattina, lavoratori dell’Anas in azione per tentare di risolvere definitivamente il problema.

 

 

 

 

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FAVARA – A fuoco autovettura

Auto in fiamme a Favara, nottetempo in via Bivona. Ad andare a fuoco una Lancia Y, di proprietà di un uomo, già noto alle forze dell’ordine. Sul fatto indagano i Carabinieri della locale tenenza.   

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LICATA – Cade, si taglia un’arteria e muore dissanguato

Cade in casa rompendo un vetro e una scheggia gli recide l’arteria di un braccio. E’ morto praticamente dissanguato un disabile licatese Michele Bona, cinquantacinquenne. Vani i tentativi di salvargli la vita del personale medico. Il suo cuore si è fermato poco dopo l’arrivo al presidio ospedaliero.

Il tragico incidente domestico, nella prima mattinata di ieri, in un appartamento di una palazzina nell’abitato di Licata. La salma di Michele Bona è stata trasferita nella camera mortuaria del nosocomio licatese, in attesa del nulla osta del magistrato, per essere restituita ai familiari.

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AGRIGENTO – Borgo Scala dei Turchi , sopralluogo dei periti

Al processo in corso al Tribunale di Agrigento su presunti illeciti urbanistici relativi al progetto di costruzione del residence “Borgo Scala dei Turchi” a Realmonte, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano,  ha nominato tre consulenti affidando loro il compito di riscontrare gli esiti della consulenza della Procura già depositata. Adesso, l’avvocato Gigi Restivo, che assiste gli amministratori della società Comaer titolare del progetto sotto inchiesta, ha nominato quali consulenti tecnici di parte il professor Giuseppe Gangemi, docente ordinario di Urbanistica presso la facoltà di Architettura di Palermo, poi l’ingegnere Gianfranco D’Orazio, già Dirigente capo del Dipartimento di Urbanistica del Comune di Marsala, e l’architetto agrigentino Maurizio Natoli, estensore delle perizia tecnica che ha sollevato dubbi sulla stessa consulenza della Procura. E poi, il geometra Daniele Manfredi ha nominato quale proprio consulente tecnico di parte il geometra Vincenzo La Rosa, esperto in topografia.

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AGRIGENTO – Droga in casa , denunciati padre e figlio minorenne

Il figlio, un 17enne, è stato trovato in possesso di 13 dosi di hashish, per un peso complessivo di circa 22 grammi. A casa del padre, invece, sul balcone, sono state trovate 5 piante , poste in altrettanti vasi, di marijuana. Entrambi sono stati denunciati. A portare a segno , nei giorni scorsi, l’operazione – durante un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti – sono stati i “falchi” della Squadra Mobile della Questura di Agrigento.  

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ARAGONA – “Maccalube”, il consulente del Pm: “La riserva doveva restare chiusa”

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, in Tribunale si è svolta un’altra udienza nell’ambito del processo in corso sulla morte dei fratelli di Aragona, Carmelo e Laura Mulone, di 9 e 7 anni, morti il 27 settembre del 2014 vittime di una eruzione dei vulcanelli nella riserva “Maccalube” ad Aragona gestita da Legambiente. Il professor Carlo Cassaniti, geologo, consulente del pubblico ministero, ha depositato la relazione tecnica in cui, tra l’altro, come ha dichiarato in aula lo stesso Cassaniti, “senza la presenza di una stazione di monitoraggio permanente la riserva delle Maccalube non poteva essere fruita dai visitatori. Inoltre dall’analisi dei diversi ribaltamenti che si sono susseguiti dal 1984 al 2014 è possibile osservare come negli anni la differenza di tempo tra un ribaltamento e l’altro era andata via via diminuendo fino ad attestarsi a circa 13 – 17 mesi. Tale dato poteva e doveva essere preso in considerazione prima di procedere alla riapertura della riserva in data 21 agosto 2014. Ovvero, la probabilità statistica che si verificasse un ribaltamento era molto elevata tanto che un mese dopo la collina dei vulcanelli si è ribaltata in data 27 settembre 2014, giorno della tragedia”.

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ATTENTATO ANTOCI – 14 indagati tra Cesarò e Tortorici ritenuti coinvolti nell’agguato al Presidente del Parco dei Nebrodi

La Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha inviato 14 avvisi di garanzia per il fallito attentato al presidente del Parco dei Nebrodi. Gli indagati risiedono nei paesi dei Nebrodi, in particolare a Cesarò e Tortorici. Sono ritenuti coinvolti nell’agguato compiuto nella notte del 17 maggio dello scorso anno , nei confronti del Presidente del Parco dei Nebrodi Giusepe Antoci , al rientro da Cesarò per una manifestazione alla quale aveva partecipato. L’auto su cui viaggiava Antoci con la sua scorta, venne bloccata lungo i tornanti di montagna da alcuni massi posti sulla carreggiata per fermare il corteo. A salvare la vita ad Antoci fu proprio l’auto blindata. La vettura venne presa di mira dai killer e ne seguì un conflitto a fuoco, a cui partecipò anche una seconda pattuglia della Polizia giunta poco dopo , con a bordo il dirigente del commissariato di Sant’Agata, Daniele Manganaro. Antoci, già da tempo, era sottoposto a tutela  per le serie minacce subite in seguito ai protocolli di legalità messi in atto per evitare la concessione di ampie zone di pascoli alla mafia.  

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