Archive | maggio 20th, 2017

Mareamico in difesa della costa di Palma di Montechiaro

Mareamico si muove per salvare Vicinzina. “E’ una spiaggia tanto bella quanto sfortunata – spiega l’associazione ambientalista di Agrigento -, in territorio di Palma di Montechiaro”. Negli scorsi anni è stata invasa da alcune tonnellate di rifiuti tossici, “costituiti da un tappetino bituminoso perso da una nave di passaggio, che dopo tante peripezie Mareamico è riuscita a eliminare. Ora il mare ci ha regalato un pennello fognario, proveniente chissà da dove, e che va eliminato prima che inizi la stagione balneare. Abbiamo informato la capitaneria di porto di questo ritrovamento e abbiamo anche dato la nostra disponibilità a collaborare per il suo recupero”.

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SCIACCA – Respinto il nuovo ricorso dei giudici. Gianni “il bello” resta in carcere

Il saccense Gianni Melluso, cinquantanovenne, rimane in carcere. La Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato dai suoi legali. Melluso è stato condannato all’ergastolo alla fine dello scorso anno, dalla Corte di Assise di Trapani. Sarebbe il mandante dell’omicidio della giovane Sabine Maccarone.

Nel curriculum del Melluso spicca la sua notorietà quale accusatore di Enzo Tortora, poi assolto dall’accusa di essere stato affiliato alla camorra.

Di recente, Melluso aveva subito una condanna per sfruttamento della prostituzione. Stava scontando gli ultimi mesi in detenzione domiciliare, quando il 28 novembre del 2016 fu nuovamente tradotto in carcere per la sentenza di condanna, in primo grado, all’ergastolo, emessa dalla Corte di Assise di Trapani. Pesantissima l’accusa:mandante dell’omicidio della giovane Sabine Maccaroe.

Fu Giuseppe D’Assaro ad autoaccusarsi del delitto, indicando Melluso come mandante.

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AGRIGENTO – Aggressione a trans : iniziato processo

E’ iniziato, ieri, presso il Tribunale di Agrigento, il processo riguardante la vicenda della presunta aggressione ai danni di un transessuale di Porto Empedocle, Ambra Meli, 41 anni, che sporse denuncia nei confronti di tre persone che, a suo dire, la picchiarono dopo averne fatto oggetto di scherno. Il fatto avvenne nel 2015, in piena estate, nei pressi di un locale di San Leone. I tre accusati sono nello specifico: Soraya Liotta, 25 anni, di Grotte, Carmelo Costanzo, 25 anni, di Serradifalco e Sabrina Aquilina, 23 anni, anche lei di Grotte.

All’udienza era presenta la stessa Ambra Meli.

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AGRIGENTO – In casa con 500 kg di cocaina. arrestato 33enne dopo un tentativo di fuga

Gli agenti della squadra mobile di Agrigento – nel corso di un’attività di polizia giudiziaria finalizzata al contrasto del traffico degli stupefacenti – hanno arrestato Mohamed El Yahimid, 33 anni, di origine marocchine perché trovato in possesso all’interno della sua abitazione di 500g di cocaina.

Gli agenti, durante la perquisizione, hanno trovato un involucro avvolto con della plastica all’interno del cassone della finestra: al suo interno c’era *mezzo kg di cocaina*. Qui il colpo di scena: prima di essere trasportato presso il carcere di Agrigento il 33enne ha tentato la fuga per la rampa di scale della sua abitazione nascondendosi dietro una siepe.

Nel tentativo di bloccarlo è nata una colluttazione tra gli agenti e il 33enne. Dopo le formalità di rito il 33enne, difeso dall’avv. Daniele Re del foro di Agrigento, è stato portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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LAMPEDUSA – Estorsione e incendio, 4 anni di carcere per Cono Cucina

4 anni e 10 giorni di carcere per l’accusa di estorsione, incendio e detenzione illegale di arma: è la pena inflitta dal giudice monocratico Gianfranca Claudia Infantino nei confronti del disoccupato Cono Cucina, 43 anni, di Lampedusa , accusato di avere chiesto la “messa a posto” al titolare di un’impresa di autonoleggio proprio all’indomani dell’incendio di quattro autovetture della propria attività. Cucina, secondo la ricostruzione dell’episodio, aveva chiesto, a un imprenditore, titolare di una ditta che noleggia autovetture, 200 euro per “essere messo a posto”. Ma il titolare dell’azienda, invece, non ci pensò due volte ad avvisare i Carabinieri che, al momento della consegna del denaro hanno arrestato Cucina.

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SAN LEONE – Lottizzazione, chiesti 6 mesi per i 7 imputati

6 mesi di arresto e 35 mila euro di ammenda per i sette imputati del processo ribattezzato “Self Service 2”. “Non è sufficiente dire che erano già state realizzate in precedenza delle opere di urbanizzazione – aveva ricostruito il pm Manuela Sajeva- per sostenere che la lottizzazione non è abusiva. In realtà sono state commesse numerose violazioni su un terreno sottoposto al vincolo Gui- Mancini”: L’indagine rappresenta una costola dell’inchiesta “Self Service”, che ipotizzava un vasto giro di tangenti all’ufficio tecnico di Agrigento e ha portato a una quindicina di condanne. Quattro dei sette imputati sono comuni con l’inchiesta precedente. Secondo la Procura le opere edilizie in corso di realizzazione che stavano per essere completate erano illegittime. Dopo la requisitoria sono iniziate le arringhe difensive che continueranno il 26 maggio.

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SCIACCA – Estorsione, rinviato a giudizio il deputato Gaetano Cani

Il Tribunale di Sciacca ha rinviato a giudizio il deputato regionale dell’Udc, Gaetano Cani, perché, nella qualità di amministratore della società “Athena”, che fino al 2010 ha gestito il Liceo delle scienze sociali “Rotolo” a Menfi, avrebbe costretto diversi docenti, una decina in tutto, a rinunciare al compenso per il lavoro prestato ed a firmare le busta paga mensili a titolo di quietanza del compenso in realtà non corrisposto, nonché a sottoscrivere, già dal momento della stipulazione del contratto di lavoro, una lettera di dimissioni “in bianco”, priva di data, in modo da potere interrompere in qualsiasi momento e unilateralmente il rapporto di lavoro. Il processo ordinario a carico di Cani inizia il 19 luglio.

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PORTO EMPEDOCLE – Due milioni di euro per le vittime innocenti della seconda strage

Il 4 luglio del 1990, il giorno della cosiddetta “seconda strage di mafia” a Porto Empedocle, due furono le vittime innocenti, Giuseppe Marnalo, 46 anni, e Stefano Volpe, 20 anni. Maria Concetta Vecchia, moglie di Giuseppe Marnalo e madre di 5 figli, e Giuseppe Volpe, padre di Stefano Volpe, tramite gli avvocati Angelo Farruggia ed Annalisa Russello, hanno sostenuto il processo innanzi al Tribunale di Agrigento che si è concluso nel 2012 con la condanna dei responsabili della strage, in solido con il Fondo di Solidarietà per le vittime innocenti della mafia, al risarcimento dei danni. Il Fondo di Solidarietà si è però opposto alla sentenza. Dunque, Maria Concetta Vecchia e Giuseppe Volpe, ancora difesi dagli avvocati Angelo Farruggia ed Annalisa Russello, insieme all’avvocato Carmelita Danile, hanno sostenuto un secondo giudizio innanzi al Tribunale di Palermo, che ha confermato la condanna del ministero dell’Interno, quindi il Fondo di Solidarietà, al pagamento dei danni, che ammontano a circa 1 milione di euro per ciascuna vittima.

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AGRIGENTO – E’ morto il boss Lillo Lombardozzi, il Questore vieta i funerali

E’ morto quasi in sordina , a 73 anni, Calogero Cesare Lombardozzi, figura emblematica e carismatica della mafia agrigentina. Lo scrive il sito online grandangoloagrigento.it del gruppo Castaldo.

Un personaggio di sicuro spessore mafioso, tre condanne o forse più, parentele con il Gotha palermitano di Cosa nostra, protagonista suo malgrado, degli ultimi 50 anni di storia mafiosa agrigentina.

Ieri la sua morte annunciata in silenzio da un manifesto funebre affisso nella chiesa di San Leone dove oggi(sabato) avrebbero dovuto celebrarsi i funerali.

Il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ha firmato un provvedimento di divieto dei funerali – previsti , alla chiesa di San Leone, – “per motivi di ordine e sicurezza pubblica”. Non è la prima volta, però, che la Questura di Agrigento firma provvedimenti analoghi.   “

 

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INCHIESTA “MARE MOSTRUM” – Sott’inchiesta Marianna Caronia in corsa per il Consiglio a Palermo

“Con la serenità, la fermezza e la chiarezza che ha sempre contraddistinto il mio operato comunico che oggi sono stata raggiunta da un avviso di garanzia. Un atto dovuto con il quale la Procura di Palermo mi ha doverosamente informato che ben presto potrò rendere, nei modi e termini di legge, tutti quei chiarimenti che serviranno a dimostrare, in ogni sede, la assoluta infondatezza e inconsistenza degli ipotizzati addebiti nei miei confronti. Condotta quest’ultima alla quale mi accingo non appena me ne verrà data occasione”. Lo scrive in un comunicato Marianna Caronia, candidata al Consiglio comunale di Palermo ed ex deputato regionale indagata nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che ha scosso in particolare la campagna elettorale di Trapani con l’arresto del candidato sindaco Mimmo Fazio.

“Ribadita dunque la mia piena fiducia nell’operato della magistratura, fiducia che ciascuno, in uno Stato di diritto e di democrazia ha il diritto e dovere di potere riporre, e sottolineato che l’avviso di garanzia è esclusivamente un atto di informazione ‘dovuto’ al cittadino e non può mai costituire un’anticipazione di giudizio, con forza e assoluta serenità riaffermo il mio intendimento di continuare, senza se e senza ma, la mia campagna elettorale – conclude – certa che la coincidenza temporale tra l’attuale sfida sociale alla quale mi accingo e l’odierno occorso sia appunto unicamente una spiacevole evenienza”.

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