Archive | giugno, 2017

AGRIGENTO – Spaccio di droga: arrestato un uomo di 43 anni

Nella giornata di ieri 29 giugno in Agrigento, personale della Squadra Mobile, traeva in arresto MAHFOUDHI Abdelaziz, nato in Tunisia il 18.08.1974, in quanto riconosciuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’arrestato veniva condotto presso la casa circondariale di Agrigento.

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CANICATTI’ – Estorsione e rapina in Germania, arrestato un uomo

A Canicattì , personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. traevano in arresto FURIA Vincenzo, canicattinese classe ’64 per l’espiazione della reclusione di anni 7, mesi 5 e giorni 21, per i reati di estorsione, rapina e incendio consumati in Germania.
L’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Agrigento.

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LEGA PRO – L’Akragas salvata in extremis ed iscritta al prossimo campionato

L’AKRAGAS SI ISCRIVE AL CAMPIONATO DI SERIE C . La conferma arriva, durante la conferenza stampa organizzata velocemente dal Presidente Silvio Alessi, che nel breve giro di poche ore ne ha dato comunicazione attraverso l’Ufficio Stampa dell’Akragas.

Ha parlato di alcune trattative mai concretizzatesi che hanno fatto barcollare l’intenzione dei due presidenti Giavarini e Alessi nel voler continuare il progetto Akragas. Da qui l’intenzione di non proseguire.

“Poi, – racconta Alessi – la decisione di non buttare tutto al vento, ed ecco che dopo aver passato diverse notti insonni con il presidente Giavarini, e dopo il sit-in dei tifosi, qualcosina si è mossa, con delle persone che dicono di essere interessate alla società piuttosto che con qualche sponsorizzazione che potrebbe arrivare nel prossimo futuro. Situazioni legate all’iscrizione al campionato.

E quindi io ed il presidente Giavarini con grande senso di responsabilità abbiamo iscritto la squadra al prossimo campionato di Serie C. Un grande segno di responsabilità e di amore nei confronti di questa società, dei tifosi, della città. Domani mi incontrerò con il sindaco Firetto per ribadire che noi abbiamo mantenuto la promessa in attesa di poter conoscere questi papabili acquirenti. Noi il nostro lo abbiamo ancora una volta fatto, compiendo un grosso passo in avanti verso il futuro di questa società.”

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LICATA – Scoperta una coltivazione di marijuana: arrestato bracciante agricolo trovato con 4075 piante [FOTO]

Un bracciante agricolo di Licata, Calogero Valoroso di 36 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di coltivazione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In un terreno nella disponibilità dell’uomo, occultate nelle serre, ieri sera gli agenti avrebbero rinvenuto 47 piante di canapa sativa alte tra 30 e 60 centimetri, irrigate con impianto a gocce, e 46 contenitori in polistirolo (semenzai) contenenti complessivamente 4.000 piantine di Cannabis di pochi centimetri.

I particolari dell’operazione sono stati resi noti dal dirigente del commissariato di polizia, Marco Alletto che ha diretto il blitz, nel corso di una conferenza stampa che ha avuto luogo alle 10 del mattino di oggi.

L’arrestato è stato posto ai domiciliari, così come stabilito dal sostituto procuratore Simona Faga che coordina le indagini della polizia. 

“La ricerca – si legge nel comunicato stampa della polizia – estesa al terreno circostante, consentiva di rinvenire, specificatamente in un guado parallelo alla strada asfaltata, 3 piante, mentre su di un promontorio lato opposto del guado si rinvenivano altre 25 piante suddivise in tre lotti”. 

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RACALMUTO – Un workshop di fotografia dedicato al sale

Un gruppo di fotografi romani in questi giorni a Racalmuto realizzeranno un progettl fotografico dedicato alle miniere e al “paese del sale”. Un workshop organizzato da “Tao Photo” di Roma, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Racalmuto e l’Italkali.
Ieri i fotografi hanno incontrato l’assessore Salvatore Picone, che ha inaugurato il workshop, e Gigi Scibetta, direttore dello Stabilimento Italkali di Racalmuto. L’attività durerà solo pochi giorni, fino al 2 luglio. “Ancora una volta – commenta l’assessore Picone – Racalmuto al centro dell’obiettivo di fotografi interessati alla nostra comunità. Il sale, le nostre radici, raccontate con sguardi nuovi possono dare anche a noi che viviamo qui e spesso ci lamentiamo delle cose che abbiamo, una prospettiva diversa per apprezzare meglio le nostre ricchezze”.

L’idea del progetto “L’oro bianco. Racalmuto il paese del sale” è di Marco Salvadori e Simone Tramonte. Partecipano al workshop Roberto Palombarani, Rino Labate, Mariangela Palermo e Aristide Conte.

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PORTO EMPEDOCLE – Operazione”Mare Sicuro 2017″: sanzioni per violazione all’ordinanza balneare, sequestro 3 reti abusive sottocosta [VD TG]

Il dispiegamento di uomini, donne e unità navali messo in campo dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle nell’ambito dell’Operazione “Mare Sicuro 2017” ha determinato i suoi primi esiti positivi a favore della sicurezza dei bagnanti e dei diportisti.

            Nelle prime giornate di attività operativa sono state sequestrate 2 reti da posta di lunghezza pari a circa 100 m ciascuna e 1 rete della stessa tipologia pari a circa 250m, depositate in modo irregolare nella fascia di mare riservate alla balneazione: solo in due casi è stato possibile risalire ai proprietari che sono stati sanzionati con un verbale amministrativo di 1000€ ciascuno.

Su quattro natanti (i cui proprietari non sono stati immediatamente identificati) sono stati apposti cartelli di diffida alla rimozione perché ancorati nella fascia di mare riservata alla balneazione.

Nell’ambito dei controlli presso gli stabilimenti balneari sotto la giurisdizione della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, si è accertato che ben 3 non erano in possesso di alcune importanti dotazioni di sicurezza (mancanza del servizio salvamento e/o dotazioni mediche di primo soccorso), ciò in violazione all’Ordinanza di Sicurezza Balneare del Capo del Circondario n° 30 del 16/07/2014. Pertanto, i titolari degli stessi sono stati sanzionati con un verbale amministrativo di 1032€ ed inoltre, si è provveduto ad emettere diffida alla sospensione temporanea dell’attività fino al ripristino delle condizioni minime atte a poter garantire la sicurezza alla fruizione sicura dell’attività balneare.

In uno degli stabilimenti sanzionati per la violazione all’Ordinanza Balneare  è stato, altresì, elevato un ulteriore verbale amministrativo di 1500€ per mancanza di tracciabilità del pescato (pari a circa 10kg), destinato al ristorante annesso allo stesso: lo stesso pescato è stato posto sotto sequestro.

La Capitaneria di Porto di Porto Empedocle – Guardia Costiera informa che nei prossimi giorni nell’ambito dell’”Operazione Mare Sicuro 2017”, proseguiranno, intensificandosi le attività di controllo lungo gli arenili di giurisdizione.

           

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AGRIGENTO – Asp, Ficarra confermato in proroga fino al 15 agosto

E’ stata disposta una proroga in servizio per Salvatore Lucio Ficarra, il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, il cui mandato scade oggi 30 giugno come per gli alti manager della Sanità in Sicilia. Ficarra è stato trasferito come Commissario a Ragusa dal governo regionale. Nel frattempo è intervenuta tale proroga che conferma Ficarra come Commissario ad Agrigento per altri 45 giorni, quindi fino al 15 agosto. Di conseguenza, Aricò è confermato a capo dell’Azienda sanitaria di Ragusa, e Gervasio Venuti, atteso ad Agrigento al posto di Ficarra, è confermato a capo del Villa Sofia – Cervello a Palermo.

 

 

 

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GELA – Coppia di imprenditori legata alla mafia sequestrati beni per un milione di euro

La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta ha sequestrato beni ai coniugi Valerio Longo, 45 anni, originario di Hilden (Germania), e Monica Rinzivillo, 43 anni di Gela (Cl). La coppia, nel dicembre 2006, fu arrestata nell’operazione ‘Tagli Pregiati’, e successivamente condannata, con sentenza passata in giudicato nel 2007, per associazione mafiosa, perché ritenuti imprenditori di fiducia e al “completo servizio” della famiglia gelese dei Rinzivillo.

Il sequestro, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Dda dopo la proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla, riguarda numerosi beni, comprese sei 6 attività commerciali operanti nel settore della costruzione, assemblaggio, montaggio e manutenzione di impianti industriali e chimici, con sedi a Gela. Sigilli anche a 5 immobili e a numerosi rapporti bancari e assicurativi.

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Alfredo Pedullà risponde a Mimas Turbo su Twitter: risate in studio e video virale [VIDEO]

Video  Durante il programma Aspettando il calciomercato in onda mercoledì 28 su SportItalia, Alfredo Pedullà ogni sera risponde alle domande fatte tramite Twitter da follower e telespettatori. Il giornalista di Messina si è imbattuto nel mitologico profilo di Mimas Turbo, leggendo la domanda senza rendersi conto in un primo momento del gioco di parole provocato dal nome. Fra le risate degli altri colleghi, che gli hanno fatto notare che ci casca sempre. Sul profilo Twitter ufficiale Sportitalia ha omaggiato Mimas Turbo così: “Ha colpito ancora! Dopo Gianluigi Longari, è toccato anche ad Alfredo Pedullà”. In studio  l’opinionista sportivo ha trattenuto a stento le risate, ma ha continuato a rispondere alle domande. Il video è esilarante, più per la reazione dello studio che per il tranello teso.     Video

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«Noi, disperati, vittime degli sciacalli delle aste»

E no, storie come queste è difficile raccontarle con le categorie del tutto bianco e del tutto nero.
Perché è arduo distinguere i buoni dai cattivi.

È il buono o il cattivo, un allevatore dei monti Iblei il quale, strozzato dal crollo del prezzo del latte, non riesce a onorare le rate del mutuo contratto sei anni fa con le banche per migliorare le stalle e una bella mattina vede salire il proprio bestiame su un camion diretto chissà dove? È il buono o il cattivo, un commerciante di sanitari e materiale edile di Catania, in ginocchio per crisi, al quale – pur debitore insolvente – viene tolto il tetto da sopra la testa, qualche mese dopo acquistato all’asta da una fortunata nonnina che risulta proprietaria di 18 immobili, oltre che madre di un affermato avvocato penalista?

È il buono o è il cattivo, un impiegato di Siracusa che, per saldare i debiti contratti per finanziare il matrimonio del figlio, chiede un prestito a un «amico disponibile» e poi, perso il lavoro per il fallimento della ditta dove lavorava da 25 anni, una sera deve confessare alla propria famiglia che la loro casa (valore di mercato 95mila euro) è stata acquistata all’asta, per 10mila euro, dallo stesso strozzino? Chi è il buono e chi è il cattivo, fra un commerciante di corredi di Castelvetrano, che esce dal suo appartamento (stimato 140mila euro) e il signore di Catania che se l’aggiudica all’asta per 18mila euro, arricchendo la sua “collezione” costituita da 44 appartamenti in tutta la Sicilia quasi tutti intestati a un’ottuagenaria parente?

L’elenco potrebbe continuare. Storie grigie; né buoni né cattivi. Decine, centinaia, migliaia. È diventata un simbolo la tragedia di Giovanni Guarascio, operaio edile vittoriese: nel 2013 morì dopo essersi dato fuoco per evitare lo sfratto dalla propria casa, venduta all’asta per 26.750 euro. I familiari sono tornati in possesso dell’immobile anche grazie ai fondi messi a disposizione dai deputati regionali del Movimento 5stelle. Ma quanti altri Guarascio ci sono, silenziosi e disperati? Nel 2016 – per il rapporto di “Astacy Analytics” – in Italia si contano 267.323 esecuzioni immobiliari, +18,33% rispetto al 2015. E la Sicilia, dopo la Lombardia, è la seconda regione per incidenza: il 9% delle procedure, infatti, sono nell’Isola, per un totale di 25.240 aste nel 2016, con un incremento del 9,44% rispetto all’anno precedente. La zona a più alta densità è il Ragusano: circa 2.400 procedure nel 2015, con +61% nel primo quadrimestre del 2016. Un trend che fa di Ragusa la capitale italiana delle aste: in pratica una ogni 110 abitanti, lattanti e nonnini compresi.

Una piaga che qui, nell’ex isola felice, brucia. Assemblee, blitz per bloccare le esecuzioni, pressing di un movimento alimentato da Mariano Ferro (leader dei Forconi) e dall’imprenditore Angelo Giacchi, che ha rischiato di essere arrestato per aver impedito all’ufficiale giudiziario di mettere i sigilli nella sua casa di Scoglitti. Sit-in e scioperi della fame, ma anche le prime risposte giudiziarie. Alt, dal Tribunale di Ragusa con provvedimenti innovativi, ad alcune procedure. In un caso per «l’eccessiva durata del processo»; nel più recente s’introduce il principio dell’eccessivo ribasso: su istanza dell’avvocato Giuseppe Nicosia, il giudice Claudio Maggioni, «verificata l’effettiva sussistenza del cosiddetto “prezzo vile”», ha sospeso la vendita di un’azienda e di fabbricati. Gli “sconti”, nelle aste, arrivano fino al 75%.

Ma la procedura, in teoria, è “neutra”. Lo Stato e i creditori (spesso le banche) vengono in tutto o in parte ristorati del mancato rispetto di impegni finanziari da parte di imprenditori e capi famiglia. E l’almanacco dei fallimenti, in Sicilia, è pieno di truffatori. Buoni o cattivi? Oggi, forse, a perdere un immobile, sono più che altro i disperati. «Cittadini onesti – sostiene Ferro – che stavano su una barca affondata e ora s’aggrappano a qualche tavola di legno per galleggiare. Molti sono affogati, altri sono stati sbranati dagli squali affamati». La tesi è che «i tribunali siciliani sono diventati la migliore agenzia immobiliare». Frequentati, soprattutto, da «impuniti, corrotti, strozzini, mafiosi e riciclatori». In due parole: «Spazzatura umana». Gente che «non conosce pietà e che approfitta delle disgrazie altrui». Il leader dei Forconi si chiede «perché un giudice, alla ventesima o trentesima aggiudicazione allo stesso soggetto, che magari è una vecchietta ottantenne, non pensa mai di indagare sulla provenienza dei capitali?». Ferro va oltre. Con accuse pesanti: i tribunali sono «luogo di business per molti, non tutti per fortuna, affaristi, speculatori, comunque sciacalli sempre pronti». E un profilo di connivenza: «S’indaghi – è l’appello – su avvocati, professionisti delegati, commercialisti, faccendieri, agenzie estere create ad hoc, direttori e impiegati di banca». Colletti bianchi, dunque. Ma anche pezzi dello Stato. «Insospettabili cancellieri, talvolta persino giudici, ma anche uomini delle forze dell’ordine», sostiene Ferro. Accuse da denunciare alle procure, oltre che tutte da dimostrare, così come quelle sull’ingerenza di Cosa Nostra.

Anche se c’è chi sostiene che già ci sia più di un fascicolo aperto. Del resto, a Palermo – incidentalmente anche ombelico del caso Saguto – un faccendiere, principe delle aste, è finito nel fascicolo del processo nato dall’inchiesta “Brasca” sulla mafia di Santa Maria di Gesù. Un vorticoso giro di compravendita di immobili. Con uno stratagemma semplice ed efficace: il fantomatico nome di un giudice inesistente, Giovanni Casella; una finta carta intestata del tribunale e un numero di ruolo fittizio. Soltanto i soldi truffati erano veri.
Twitter: @MarioBarresi

FONTE: LA SICILIA – MARIO BARRESI

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