Archive | agosto 19th, 2017

LICATA – Omicidio Marzullo, il nipote tradotto in carcere

Giuseppe Volpe, il diciannovenne accusato dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo assassinato ieri pomeriggio, in serata è stato tradotto nel carcere Petrusa di Agrigento, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il giovane è accusato di omicidio ed è stato posto in stato di fermo. Egli stesso, all’alba di oggi al termine di un lungo interrogatorio al commissariato di polizia di Licata, avrebbe confessato di avere sparato allo zio, uccidendolo. Il giovane ha fatto ritrovare agli agenti la pistola usata per il delitto, una calibro 9, indicando il canalone di raccolta delle acque piovane dove l’aveva buttata subito dopo l’omicidio.

Determinanti sono stati gli interrogatori che la polizia di Licata, la squadra mobile di Agrigento ed i carabinieri della compagnia cittadina hanno condotto nel corso della notte, sentendo familiari e parenti della vittima. Alcune dichiarazioni non hanno convinto gli inquirenti, che hanno continuato a sentire queste persone per molte ore. All’alba sarebbe arrivata la confessione di Giuseppe Volpe. 

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LICATA – Marzullo ucciso dal nipote 18enne per dissidi economici

Per l’omicidio del muratore di Licata, Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso ieri nel pomeriggio da un sicario armato di pistola calibro 9 si segue una pista ben precisa e pare ci sia anche un fermato, il nipote diciottenne figlio della sorella della vittima che adesso si trova nel carcere di Petrusa in attesa della convalida.. Quest’ultima, a quanto pare, avrebbe assistito a tutte le scene del delitto dato che, come trapela, avrebbe accompagnato il figlio all’incontro con Giacinto Marzullo.
L’arma del delitto, dopo le serrate investigazioni, e, a quanto pare dopo la confessione del giovane, sarebbe stata ritrovata.
Il movente sarebbe da ricercare all’interno della famiglia dell’uomo ucciso e poggerebbe le sue basi su un prestito ricevuto dalla vittima e mai restituito.
Polizia (commissariato di Licata e Squadra mobile di Agrigento) e Procura della Repubblica (indagine condotta dal Pm Carlo Cinque) sembrano privilegiare questa ipotesi investigativa alla luce anche dell’esito degli interrogatori avvenuti nel corso della notte che avrebbe posto in evidenza un fortissimo dissidio maturato in ambiente familiare.
La vicenda per il resto è nota: ieri una decina di colpi, di cui cinque, forse sei, sarebbero andati a segno, ha posto la parola fine alla vita del muratore Giacinto Marzullo di Licata in contrada Mollaca Faia, nei pressi della rotonda per Mollarella a Licata.
Marzullo sarebbe stato avvicinato – secondo la prima ipotesi investigativa – davanti al cancello dove i killer avrebbero iniziato a sparare. L’uomo, sposato e padre di due figli, avrebbe cercato di scappare ma sarebbe stato raggiunto e freddato prima d’arrivare alla porta del magazzino dove custodiva gli attrezzi agricoli. Familiari, amici, conoscenti e colleghi di lavoro sono stati sentiti durante tutta la notte.
Gli agenti della squadra mobile di Agrigento, coordinati dal dirigente Giovanni Minardi, dopo avere interrogato delle persone durante tutta la notte, all’alba hanno sequestrato un’auto e del materiale balistico. Inoltre avrebbero sottoposto alcune persone alla prova del tampon kit, utile a verificare se sulle loro mani ci sono tracce di polvere da sparo.
Ed a quanto pare i risultati del febbrile lavoro sono arrivati.
La Procura. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Carlo Cinque, ha già incaricato un medico legale per effettuare l’autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo ad Agrigento.

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MAZARA DEL VALLO – Ciclista travolto e ucciso

Un ciclista è morto investito da un’auto nella tarda serata di ieri in contrada Affacciata, a Mazara del Vallo, su un cavalcavia. Il 41enne Fernando Laurini è stato tamponato in discesa dall’automobilista trentunenne C. A., originario di Gela ma residente a Mazara del Vallo.

Colpito dalla Peugeot 206, il ciclista è finito sul parabrezza della macchina, sulla quale è stato trasportato per un paio di metri. Laurini è poi finito a terra. Per lui non c’è stato nulla da fare.

L’automobilista, che avrebbe chiamato i soccorsi, è stato accompagnato in ospedale dai vigili urbani per verificare se era sotto l’effetto di alcol o droghe.

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AIDONE – Tragica scalata, muratore precipita da 25 metri e muore

Stava praticando una forma estrema di free climbing, arrampicandosi a mani nude su una parete, nel cosiddetto «bauzu di San Nicola», che conosceva bene, perché l’aveva già scalata più volte. Ma giovedì sera ha perso il controllo ed è precipitato nel vuoto, da un’altezza di venticinque metri. Si è consumato così, l’altro ieri poco dopo le 18,30, il tragico destino di Giuseppe Palermo, un muratore quarantenne sposato e padre di tre figlie.

Una tragedia che lascia sgomenti amici e parenti, i quali in paese si sono già stretti attorno alla famiglia. Una passione travolgente, la sua per l’ebbrezza dello sport estremo, riscontrabile dalle foto che lui stesso postava sui social, dove appare sempre sorridente, anche se intento a mantenere l’equilibrio in posizioni decisamente complicate. Risale a un anno fa, infatti, un immagine che lo raffigura, alla vigilia di Ferragosto, nella stessa zona dove giovedì è avvenuta la tragedia, con pantaloncini jeans e senza maglietta, appeso in bilico tenendosi alla roccia.

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LICATA – L’agricoltore Giacinto Marzullo ucciso come un pezzo da novanta

Ucciso come un pezzo da novanta, ma dalle prime risultanze investigative la criminalità organizzata non c’entrerebbe affatto. Chi ha sparato ha fatto fuoco almeno dieci volte con una o due pistole calibro 9 per ammazzare uno sconosciuto, senza storia, per tutti un gran lavoratore. Sei o sette i colpi che, lo hanno raggiunto all’addome ed alle gambe, anche se i bossoli rinvenuti sul terreno, ed esplosi sembrano essere di più. E’ stato freddato accanto un deposito adibito a magazzino di arnesi agricoli. Quasi sicuramente gli autori dell’efferato omicidio hanno cominciato a sparare dalla vicina stradina, una vera e propria trazzera, e Marzullo preso di sorpresa, forse già ferito dalla pioggia di piombo, ha tentato un ultimo sforzo fuggendo via per mettersi in salvo. Non ce l’ha fatta. 

Al momento si tratta di  un vero rompicapo per gli investigatori che non escludono alcuna pista. Sin da subito i poliziotti hanno raccolto quanti più elementi possibile per venire a capo del delitto. A questo scopo è stata avviata una massiccia operazione di perquisizioni e controlli.

 L’esito dei rilievi effettuati dal personale della Scientifica della Questura e l’autopsia daranno le prime importanti risposte.

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