Archive | agosto 21st, 2017

LICATA – Omicidio Marzullo, non convalidato il fermo del nipote 19enne

Il fermo non è stato convalidato perchè non sono stati ravvisati pericoli di fuga. Nei confronti di Giuseppe Volpe, il diciannovenne licatese accusato di avere ucciso lo zio Giacinto Marzullo, 52 anni, per un contrasto economico, è stata comunque emessa un’ordinanza cautelare in carcere.

Queste le decisioni del giudice Stefano Zammuto al termine dell’udienza di convalida del provvedimento, eseguito dalla squadra mobile, dai poliziotti del commissariato di Licata e dai carabinieri della Compagnia di Licata, nel corso della quale il giovane – difeso dagli avvocati Rosanna Scrimali e Gaetano Timineri – si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Marzullo, agricoltore e muratore, è stato assassinato venerdì. All’origine del delitto, secondo quanto lo stesso ragazzo avrebbe confermato, ci sarebbero dei contrasti di natura economica.

 

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In amichevole la Libertas Racalmuto subisce un poker dalla Pro Favara [VIDEO]

Nuova amichevole per la Libertas Racalmuto, dopo quella della scorsa settimana contro il Canicattì. La formazione di Lillo Capraro si confronta ancora contro una formazione del torneo di Eccellenza, e perde con lo stesso identico risultato di sette giorni fa, 4-1. L’obiettivo di entrambe le squadre è di disputatare un campionato senza grandi ambizioni nelle rispettive categorie. I favaresi allenati da Peppe Balsamo che hanno ottenuto la salvezza nelle ultime due stagioni attraverso gli spareggi play-out, vogliono iniziare la nuova stagione con il piede giusto. La Libertas Racalmuto che, dopo il divorzio con il tecnico Angelo Consagra si è affidata a Lillo Capraro, ha cambiato quasi tutto nel suo organico confermando pochi uomini rispetto alla passata stagione. Spicca l’inserimento in prima squadra di una colonia di giocatori africani che, con le conferme di Omar, Hassan e Cozma e l’esperienza di Agozzino e Pino potranno sicuramente trarre spunti importanti nel loro cammino nel calcio siciliano che si presenta difficile ed ostico, specie, il torneo di Promozione, dove affronteranno avversari temibilissimi della provincia di Trapani e Palermo.  Ritornando alla cronaca della partita disputata allo stadio Bruccoleri di Favara, il match ha visto partire forte la più quotata Pro Favara, che al 15′  si portava in vantaggio  con il difensore Peppe Fallea. Al 23′ il raddoppio di Francesco Fanara. Al 25′ bagnava l’esordio in maglia gialloblù con la rete del 3-0 Pasq2uale Galluzzo. Sul 3-0 la reazione della Libertas che portava al calcio di rigore  che al 30′ Cozma si faceva respingere dall’ottimo Daniele Pandolfo. Nella ripresa, Balsamo dava spazio ad altri giocatori cambiandoli quasi tutti. La LIbertas si mostrava più propositiva , ma era il Pro Favara a realizzare il poker di reti al 78′ con Curaba, che trasformava il calcio di rigore concesso per atterramento di Mercurio. All’89’ la Libertas Racalmuto realizzava il gol della bandiera con Karamou.  

IMMAGINI VIDEO DI CALCEDONIO IACUZZO

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STRAGE DI BARCELLONA – La polizia uccide il killer della Rambla: aveva una falsa cintura esplosiva

La polizia catalana ha ucciso il killer della Rambla in fuga dopo l’attentato. L’uomo, abbattuto a Subirats, località a nord di Barcellona, è Younes Abouyaaqoub, il 22enne marocchino. Aveva una falsa cintura esplosiva. Dopo l’annuncio dei media spagnoli, anche la polizia e il ministero degli interni catalano ha confermato la notizia.

Secondo la tv pubblica catalana Tv3 il killer prima di essere ucciso avrebbe gridato “Allah è grande”.

Adesso, la polizia catalana sta verificando se Younes Aboyaaqoub sia stato accompagnato nel corso della fuga da una o più persone.

Secondo la tv Rtve, dopo quattro giorni in fuga, Abouyaa è stato intecettato dagli agenti dei Mossos d’Esquadra in una zona collinare a circa 50 km da Barcellona, su segnalazione di una abitante della zona che aveva visto un uomo, somigliante alla foto del killer, aggirarsi fra i vigneti e aveva chiamato la polizia. La donna si sarebbe avvicinata al terrorista e gli avrebbe chiesto che cosa faceva lì. Lui sarebbe scappato. Così, ancora più insospettita, la testimone ha chiamato la polizia. Il terrorista indossava quella che sembra una cintura esplosiva, poi rivelatasi falsa come lo erano quelle dei cinque terroristi abbattuti venerdi notte a Cambrils.

La caccia all’autista del furgone che ha ucciso 13 persone sulla Rambla di Barcellona, era stata estesa a tutta Europa.

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Matteo Messina Denaro è una drag queen

Dopo Reggio Calabria, Milano ora tocca a Palermo. Nel capoluogo di regione siciliano sono stati affissi circa 70 poster raffiguranti il boss Matteo Messina Denaro in abiti femminili. Non solo lui. In vari quartieri della città siciliana si possono vedere i poster di altri due boss della ‘Ndrangheta, Rocco Morabito latitante dal oltre 25 anni e Nicola Assisi introvabile da anni.

I poster sono visibili in vari quartieri di Palermo tra cui lo Zen, la zona di Via d’Amelio, la Zona del Porto, le strade che costeggiano l’ingresso dell’autostrada, il Centro storico. Autori della campagna Klaus Davi e il pubblicitario Pasquale Diaferia.

“I magistrati hanno più volte raccontato che i boss per fuggire si travestono da donna – affermano – Emblematico fu il caso del boss della Camorra Gionta che fu arrestato vestito in abiti femminili. Un vero e proprio foto kit con lo scopo di aiutare la ricerca dei boss ma in modo originale”.

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ENNA – Sostava nudo davanti alla biblioteca dell’università Kore

Sostava nudo davanti alla biblioteca dell’Universita Kore dopo avere attraversato una parte del centro abitato di Enna Bassa. L’uomo, di un paese vicino al capoluogo e che pare sia affetto da turbe mentali, è stato accompagnato dalla polizia al reparto di psichiatria senza opporre alcuna resistenza. L’uomo s’è denudato nei pressi della Kore e s’è fermato anche davanti al liceo linguistico, prima di raggiungere la piazza dell’università, dove è stato bloccato.

FOTO ARCHIVIO

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LICATA – Premio “Best practice” 2017 all’ex sindaco Angelo Cambiano

Il Centro Studi della Sogeea SpA ha deciso di assegnare ad Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata, il premio Best Practice 2017. La scelta è stata dettata, si legge in una nota, “dal profondo senso delle istituzioni e della legalità che ha caratterizzato l’azione del primo cittadino del comune siciliano nel corso del suo mandato, in particolar modo durante la campagna di demolizione degli edifici abusivi realizzati sul lungomare”. “Il sindaco Cambiano ha anteposto i doveri amministrativi e lo spirito di servizio a qualsiasi considerazione di opportunità politica e di tutela della propria incolumità – spiega Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore scientifico del Centro studi -. Bisogna rendergliene merito e portare una piccola ma significativa testimonianza, soprattutto dopo il clamoroso voto di sfiducia da parte del Consiglio comunale di Licata”. “Il sindaco Cambiano, – conclude – pur agendo in forza di provvedimenti della magistratura, ha subìto pressioni di ogni tipo e ha finito con il pagare in prima persona il suo rigore morale e la sua dedizione istituzionale. L’Italia onesta deve essergli riconoscente”.

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E’ morto “Faccia da mostro” Uomo ombra tra le stragi a Palermo

E’ morto stamani stroncato probabilmente da un malore Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della Mobile di Palermo con passato nei servizi, conosciuto alle cronache come “Faccia da mostro” e al centro di alcune vicende controverse. L’uomo, che da anni viveva a Montauro, sulla costa ionica catanzarese, è deceduto tra i bagnanti mentre cercava di portare a riva la propria barca.

Dopo avere tirato su l’imbarcazione assieme ad altri bagnanti che lo hanno aiutato Aiello si è accasciato. Per salvarlo è stato utilizzato anche un defibrillatore, recuperato in una struttura balneare vicina, ma non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono immediatamente intervenuti anche i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso di Aiello. La morte potrebbe essere stata causata da un infarto.

I pentiti lo chiamavano “faccia da mostro”, per quel volto sfigurato da una fucilata. Giovanni Aiello per anni – secondo i collaboratori di giustizia – si sarebbe aggirato come un’ombra nella Palermo delle stragi e degli omicidi eccellenti: dal fallito attentato dell’Addaura alla strage di via D’Amelio, fino all’omicidio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie incinta.

L’ex poliziotto che sarebbe stato al centro di una ragnatela di mafia e apparati deviati dello Stato ha sempre negato ogni coinvolgimento. L’uomo, indagato da diverse procure e considerato personaggio chiave di tanti misteri siciliani anche se non è mai arrivato a processo, era un ex poliziotto in pensione, in congedo dal 1977.

A luglio scorso Giovanni Aiello è stato indagato anche dalla Procura di Reggio Calabria che ha coordinato l’inchiesta sui mandanti degli attentati ai danni dei carabinieri compiuti nel 1994 a Reggio Calabria, svelando la presunta complicità nella strategia terroristico-mafiosa di Cosa nostra e ‘ndrangheta. Aiello, che è entrato nelle indagini della Dda di Palermo più volte, ultima quella sull’omicidio mai risolto dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castellucci, nell’inchiesta reggina risponde di induzione a rendere dichiarazioni false all’autorità giudiziaria.

Nei giorni scorsi il suo nome – piu’ volte in passato entrato nelle indagini su casi irrisolti aperte dalla Procura di Palermo – era tornato alla ribalta per i suoi presunti rapporti con Bruno Contrada, nell’ambito di una inchiesta della Procura di Reggio Calabria che indaga su un patto stretto tra ‘ndrangheta e Cosa nostra, negli anni delle stragi, per destabilizzare lo Stato.

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