Archive | settembre 7th, 2017

NARO – Paese attonito per l’improvvisa morte del Maresciallo Piccione

Ha accusato un malore mentre era in servizio ed è morto poco dopo probabilmente per un aneurisma. Tommaso Piccione, maresciallo dei carabinieri, del nucleo investigativo, 53 anni, di origini pugliesi e residente a Naro ha detto a un collega di sentirsi male e poco dopo si è accasciato al suolo. Inutile la corsa all’ospedale Sant’Elia, per lui non c’è stato più nulla da fare. Il Maresciallo Piccione lascia la moglie e due figlie.

L’intera città è rimasta attonita dopo la tragica notizia e i messaggi di cordoglio hanno tempestato il post con la notizia sui social network.

I funerali saranno celebrati domani nella chiesa dei Cappuccini alle ore 17.00

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PORTO EMPEDOCLE – La Cassazione:”Anna Messina va riprocessata”

Le sentenze di primo e secondo grado non hanno chiarito se Anna Messina abbia svolto, per conto del fratello Gerlandino, il ruolo di “corriere” dei pizzini in maniera abituale o episodica e in ogni caso il concorso esterno si concretizza “se le informazioni sono provenienti da altri associati o persone che svolgono attività utili al conseguimento degli scopi dell’associazione mafiosa”.

Dalle sentenze “non si comprende chi fosse il destinatario dei messaggi” e in definitiva non emerge in che termini la condotta della sorella del boss “abbia contribuito al rafforzamento dell’associazione mafiosa”. 

La Cassazione ha depositato le motivazioni che porteranno al processo di appello bis (prima udienza fissata per l’11 ottobre) nei confronti della donna trentanovenne arrestata con l’accusa di avere smistato messaggi e direttive per conto del fratello, capomafia di Agrigento, durante la latitanza.

I giudici ermellini hanno accolto gran parte dei motivi del ricorso del difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, e hanno annullato con rinvio la sentenza ritenendo che “non siano motivati gli elementi processuali dai quali si desume che ha contribuito a rafforzare Cosa Nostra”. 

 

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ROSOLINI – Uccise la moglie per 20 euro: arrestato [VIDEO]

Al culmine dell’ennesima lite, per avere 20 euro, prima le avrebbe gettato del liquido infiammabile e poi avrebbe dato fuoco. Sebastiano Iemmolo, 36 anni, di Rosolini, è stato arrestato dalla polizia di Pachino per l’omicidio della moglie, Laura Pirri, 31 anni, deceduta all’ospedale Civico di Palermo il 25 marzo scorso dopo 18 giorni di agonia. L’uomo aveva detto agli investigatori che c’era stato un incidente domestico causato dall’esplosione improvvisa della bombola da campeggio con la quale stavano cucinando.

Le indagini sono scattate dopo la testimonianza della madre della vittima che aveva raccontato che il figlio di 10 anni della coppia aveva detto di aver assistito all’omicidio della madre. Il procuratore Francesco Paolo Giordano, che col sostituto Tommaso Grillo ha coordinato le indagini, ha indagato Iemmolo e messo sotto intercettazioni ambientale la casa della madre dell’uomo dove era andato a vivere dopo il sequestro della casa coniugale.

La donna negli anni sarebbe stata vittima dei maltrattamenti dell’uomo, persona violenta, che per futili motivi avrebbe anche incendiato l’auto di un vicino. Il Gip Michele Consiglio ha emesso il provvedimento di arresto con l’accusa di omicidio, maltrattamenti, lesioni, incendio e calunnia. 

«Un episodio che sembrava frutto di un atto accidentale, ma la curiosità investigativa e la tenacia hanno ricostruito un’altra verità, molto più inquietante». Così il capo della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, commenta il femminicidio scoperto dagli investigatori del commissariato di Pachino. «E poi ci siamo anche trovati di fronte ad un’ambiente omertoso, dovuto a tanti fattori culturali e storici anche in una provincia come quella di Siracusa e quindi non è stato facile penetrare nel muro di omertà che si era creato».

Eppure la famiglia di Laura Pirri ha creduto nella verità: «I familiari hanno denunciato e avuto fiducia in noi – ha aggiunto il dirigente del commissariato di Pachino, il vicequestore aggiunto Maria Antonietta Malandrino -. Quella frase detta da un bimbo di dieci anni alla nonna è stato il punto di partenza. Ascoltando i parenti e i vicini è emersa una situazione di degrado ma anche di intimidazione. Poi grazie alla consulenza tecnica sul fornellino ed anche sulle mani dell’arrestato, che non potevano essere state causate da un’esplosione, abbiamo ricostruito cosa è accaduto realmente». 

VIDEO SERVIZIO SIRACUSA NEWS

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SICILIA – Temporali in arrivo

Una perturbazione in arrivo da ovest, porterà maltempo sulle regioni meridionali, con temporali più diffusi e intensi su Sicilia, Campania e Calabria, in successiva estensione anche a Basilicata e Puglia.

Lo indica un’allerta meteo della Protezione civile. L’avviso prevede dalle prime ore di domani temporali, dapprima su Sicilia e Campania, quindi, dalla tarda mattinata, sulla Calabria in estensione a Basilicata e Puglia.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

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CANICATTI’ – Confermato il dissequestro dei beni di Angelo Di Bella

La sezione misure di prevenzione della Corte d’Appello di Palermo, pronunciandosi sul ricorso della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha confermato quanto disposto il 12 giugno del 2013 dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, che ha dissequestrato una parte dei beni al presunto mafioso di Canicattì, Angelo Di Bella, 60 anni. A Di Bella sono state restituite 3 ditte individuali, 5 società, conti correnti e diversi beni immobili intestati a lui e ai suoi familiari, del valore di alcune decine di milioni di euro. I giudici d’Appello hanno invece confermato la confisca di una parte del capitale sociale di una società azionista di un centro commerciale agrigentino.

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RACALMUTO – Incendi, iniziative in Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Racalmuto ha deliberato di procedere alla denuncia contro gli ignoti, al momento, responsabili dei violenti incendi che sono divampati recentemente nel territorio comunale. Inoltre, il Comune sarà parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario. Il Consiglio, riunito in seduta straordinaria, si è rivolto all’Amministrazione comunale affinchè sia stipulato un protocollo d’intesa con la Guardia Forestale per un maggiore controllo del territorio e per una più incisiva tutela del patrimonio boschivo e forestale. In tale ambito è da potenziare anche il servizio di Polizia Municipale, dei sistemi di prevenzione degli incendi, e bisogna organizzare delle squadre volontarie di pronto intervento ambientale coinvolgendo anche le scuole in una campagna di sensibilizzazione.

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ENNA – Denaro in cambio di “promesse di guarigione”, domiciliari per santone di Paternò

Un settantenne di Paternò Carmelo Sambataro, prometteva di praticare particolari riti magici ad un’anziana donna per guarirla: l’uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato e posto ai domiciliari, con l’accusa di circonvenzione di incapace.

Il ”Santone” avrebbe tentato di frodare una sessantenne, disabile mentale e ospite di una comunità della provincia ennese, promettendole la guarigione, attraverso particolari riti magici, in cambio di denaro. Sambataro è stato arrestato all’uscita di una banca dove si era recato, insieme alla donna, che aveva fatto uscire dalla comunità, con addosso la somma di denaro prelevata poco prima.

L’uomo aveva insistito col personale della banca affinché la signora scambiasse delle polizze vita a lei intestate e, solo dopo aver capito che tale operazione non era immediatamente possibile si era accontentato del poco denaro che la donna aveva prelevato dal conto corrente. A casa di Sambataro la polizia ha trovato, talismani, amuleti, ciondoli e manuali per “maghi” o “chiaroveggenti”, oltre ad alcuni pizzini dove l’uomo aveva annotato l’importo di varie somme di denaro cedute in passato dalla donna in cambio di una particolare acqua santa che avrebbe dovuto guarirla.

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LICATA – Operazione “Stipendi Spezzati”, liberi Salvatore Lupo e la moglie

Salvatore Lupo, 41 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Favara, e Maria Giusy Barba, 35 anni, moglie di quest’ultimo, sempre di Favara, sono tornati liberi. E’ stato revocato, infatti, l’obbligo di dimora nel comune di residenza col divieto di uscire da casa in specifici orari. I due erano stati coinvolti in una inchiesta, denominata “Stipendi spezzati”, riguardante un presunto giro di estorsioni compiuti ai danni alcuni dipendenti appartenenti alla “Cooperativa sociale Suami –
Onlus”. L’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Licata portò all’esecuzione di 4 ordinanze cautelari firmate dal Gip del tribunale di Agrigento Alfonso Malato su richiesta della Procura. Lupo e la moglie inizialmente finirono agli arresti domiciliari, la misura fu poi attenuata con l’applicazione dell’obbligo di dimora. Altre indagate furono Caterina Federico di 34 anni e Veronica Sutera Sardo, 30 anni.

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MILANO – Nino Santapaola in rianimazione Il legale: “E’ in pericolo di vita”

E’ stato “ricoverato nell’Unità operativa complessa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale San Paolo di Milano” il boss Antonino Santapaola, 63 anni. Il fratello del capomafia ergastolano Benedetto, era detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Opera.

La notizia è stata resa nota dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera, sottolineando che questo “conferma tristemente ed amaramente quanto fossero fondate le svariate istanze di libertà presentate invano dalla difesa, specialmente negli ultimi periodi, e che sono rimaste inevase e disattese”.

Secondo il penalista “siamo al tragico epilogo” di Antonino Santapaola, “detenuto da 17 anni per reati commessi 40 anni fa”, che, osserva, è “in reale e assoluto pericolo di vita”. L’avvocato Lipera chiede al magistrato di sorveglianza di Milano l’emissione di “un provvedimento che sia conforme alla legge, alla giustizia e alla umana pietà” disponendone “l’immediata scarcerazione” o il “trasferimento a Catania nella casa della moglie, consentendogli di morire nel suo letto”.

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PALAGONIA – Preso il killer di Calcagno si trovava a Licata

E’ stato arrestato dai carabinieri di Catania l’assassino di Francesco Calcagno, il bracciante agricolo di 58 anni ucciso il 23 agosto scorso in un fondo agricolo. E’ un 49enne, Luigi Cassaro, rintracciato nella sua abitazione di Licata (Ag).

Al momento dell’irruzione l’uomo non ha opposto alcuna resistenza, chiudendosi in un ostinato mutismo, tradito soltanto da qualche segno di nervosismo all’atto di conoscere che i carabinieri che stavano operando erano quelli di Catania e Palagonia. 

Per identificarlo la Procura di Caltagirone aveva autorizzato la diffusione del video in cui si vede l’uomo armato di pistola inseguire la vittima e dopo averla ferita mortalmente lasciare il posto con passo veloce, mentre il cane di casa si scansa per farlo passare.

Calcagno, nell’ottobre del 2016 secondo l’accusa per legittima difesa, uccise in un bar Marco Leonardo, un consigliere comunale eletto in una lista civica, anche lui armato. Anche in quel caso i carabinieri ricostruirono la dinamica della sparatoria grazie a un video. Cassaro è stato associato al carcere di Catania piazza Lanza a Catania su disposizione della procura della Repubblica di Caltagirone.

omicidio_calcagno

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