Archive | settembre 21st, 2017

AGRIGENTO – 27 anni fa l’omicidio del “giudice ragazzino”: giornata del ricordo

Le iniziative in occasione del 27° anniversario dell’omicidio di Rosario Livatino inserite nel programma “Settimana della Legalità Giudici Saetta Livatino” 2017.

Il programma si è aperto nella chiesa San Domenico a Canicattì con la funzione religiosa in Memoria del Giudice Rosario Livatino e a mezziogiorno ad Agrigento – Vecchio tracciato SS 640 – C.da Gasena – Omaggio alla stele Livatino risistemata dopo il danneggiamento dalla sottosezione di ANM Agrigento e dalle associazioni.

Numerose le iniziative per ricordarlo ed alle quali hanno preso parte le massime autorità provinciali militari, civili e religiose.

Laureatosi a soli 22 anni in giurisprudenza, il “giudice ragazzino”, così come era stato soprannominato per la sua giovane età, era entrato subito nel mondo del lavoro vincendo il concorso per vicedirettore in prova presso la sede dell’Ufficio del Registro di Agrigento dove restò dall’1 dicembre 1977 al 17 luglio 1978. [FOTO TRATTE DA GRANDANGOLOAGRIGENTO]

Aveva superato infatti un concorso in magistratura diventando uditore giudiziario a Caltanissetta. Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso la mattina del 21 settembre sul viadotto Gasena, lungo la strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta, mentre – senza scorta, con la sua Ford Fiesta amaranto – si recava in Tribunale.
Per la sua morte sono stati individuati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i componenti del commando omicida e i mandanti che sono stati tutti condannati in tre diversi processi nei vari gradi di giudizio all’ergastolo, con pene ridotte per i “collaboranti”.
Nella sua attività Livatino si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli siciliana ed aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni.
Il 19 luglio 2011 è stato firmato dall’arcivescovo di Agrigento il decreto per l’avvio del processo diocesano di beatificazione, aperto ufficialmente il 21 settembre 2011 nella chiesa di San Domenico di Canicattì. Il processo diocesano è stato concluso nel luglio scorso.
Ed entro l’anno il materiale raccolto sarà al vaglio della Sacra Congregazione per le cause dei Santi a Roma, per la valutazione finale circa l’eroicità delle virtù del Servo di Dio.

 

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VIABILITA’ – Rischio blocco definitivo per completamento lavori Palermo-Agrigento: al via licenziamenti

Rischiano di fermarsi definitivamente i lavori per il completamento della Palermo-Agrigento. E’ la denuncia dei sindacati. “Nonostante le rassicurazioni dell’Anas, la società contraente dell’opera, la Bolognetta Scpa, ha comunicato ai sindacati la riduzione del 50% delle maestranze e la sospensione dei lavori nei tratti oggetto dell’appalto.

“Sono già partiti i licenziamenti – dichiarano alcuni Sindacalisti , – e dopo il 27 settembre, giorno in cui si terrà un vertice al centro per l’Impiego, la situazione potrebbe precipitare. E tutto questo avviene nonostante la volontà espressa dall’Anas di aumentare la produttività, per rispettare i tempi contrattuale di consegna dell’opera. Non si comprende più quale possa essere il futuro di quest’infrastruttura e delle manovalanze che vi operano. Se le istituzioni hanno cambiato idea e vogliono rendere quest’opera l’ennesima incompiuta, che lo dicano senza ulteriori rimpalli”. Feneal, Filca e Fillea, hanno organizzato per il prossimo 22 settembre, una manifestazione lungo lo scorrimento veloce, dopo lo svincolo di Mezzojuso.

 

 

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VITTORIA – Arrestato ex Sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello per mafia e voto di scambio nelle elezioni 2016

I Finanzieri di Catania, dopo un’indagine coordinata dalla Procura etnea, ha eseguito sei misure di arresti domiciliari per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni amministrative del 2016 del comune di Vittoria (Ragusa).

Tra le persone arrestate anche l’ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio, attuale consigliere comunale, Giombattista Puccio e Venerando Lauretta, entrambi giàcondannati per associazione mafiosa.

La notizia di un’inchiesta sulle amministrative del 2016 a Vittoria, con nove indagati, si diffuse a giugno dello scorso anno, a pochi giorni dal voto. Il fascicolo era stato aperto dall’allora procuratore aggiunto di Catania, Amedeo Bertone, oggi procuratore a Caltanissetta, e dal sostituto della Dda etnea Valentina Sincero, che avevano delegato le indagini alla guardia di finanza.

Furono le perquisizioni eseguite dalle Fiamme gialle nei comitati elettorali di alcuni candidati del Pd a fare emergere la notizia. Il fascicolo, di cui è titolare il procuratore Carmelo Zuccaro, scaturì dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila.

L’ex sindaco Giuseppe Nicosia (Pd) commentò l’indagine parlando di “infondata accusa infamante” e di “macchina del fango”, che “si è diffusa nei gangli vitali, nei settori economici e in quelli politici della città, con il coinvolgimento di settori criminali che evidentemente non hanno gradito l’azione di legalità portata avanti con determinazione dalla mia amministrazione”.

“Voglio che sia la magistratura – aggiunse – ad acclarare e a smascherare il disegno criminoso che esponenti mafiosi, evidentemente toccati dalla mia azione e dalle mie denunce contro i clan, e ispirati da chissà chi, hanno inteso macchinare”.

A essere eletto sindaco è stato Giovanni Moscato, 40 anni, avvocato, che ha fatto segnare una svolta storica a Vittoria: dopo 70 anni, il Comune non è più retto da un esponente della sinistra come lo era stato dal 1946 al 2016.

Il nuovo sindaco, a capo di una coalizione di liste civiche, è un esponente del centrodestra che quando furono eseguite le perquisizioni era tra i nove indagati, ma è totalmente estraneo all’operazione di oggi.

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AGRIGENTO – Violento pestaggio a danno di un commerciante

Ad Agrigento, in via Cicerone, un commerciante di 35 anni è stato violentemente aggredito e picchiato da un extracomunitario. La vittima, trasportata in ambulanza, è stata soccorsa in ospedale per la cura delle ferite subite, con una prognosi di 10 giorni per trauma cranico. L’aggressore è fuggito ed è ricercato. Le indagini si avvalgono anche delle immagini registrate da impianti di video-sorveglianza nella zona.

 

 

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BAGHERIA – Il Sindaco Patrizio Cinque indagato per abuso edilizio e in un’inchiesta sui rifiuti

Guai giudiziari per il sindaco grillino di Bagheria, Patrizio Cinque. Il priomo cittadino è indagato in un’inchiesta della Procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i Carabinieri hanno notificato la misura cautelare dell’obbligo di firma per evitare possa reiterare il reato. Sarebbero in tutto 17 le misure cautelari disposte dal giudice per le indagin  i preliminari per dirigenti e impiegati comunali. Nell’inchiesta rientrerebbe l’indagine su un abuso edilziio contestato ads un parente del Sindaco. 

L’inchiesta che coinvolge il sindaco grillino di Bagheria Patrizio Cinque, a cui oggi il gip di Termini Imerese ha notificato la misura dell’obbligo di firma, trae spunto dalla denuncia della dirigente del Comune Laura Picciurro su un affidamento diretto, nel 2015, da parte dell’amministrazione comunale, alla ditta Tech del servizio di raccolta e trasferimento dei rifiuti in discarica e negli impianti di recupero per un importo di 3 milioni di euro. La dirigente denunciò irregolarità nell’assegnazione del servizio con la procedura della somma urgenza alla società subentrata al Coinres.

Il caso venne discusso anche dalla commissione regionale Antimafia che sentì sia Cinque che la dirigente.  Il sindaco sarebbe indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio insieme a una ventina di dirigenti e funzionari comunali. Nell’inchiesta è finita anche la vicenda, già nota alle cronache, della casa abusiva del suocero della sorella di Cinque. Il sindaco risponde in questo caso di violazione del segreto d’ufficio in concorso con l’ispettore della polizia municipale Domenico Chiappone. Quest’ultimo gli avrebbe rivelato l’esistenza di un’inchiesta della Procura di Termini sull’immobile abusivo. La procura aveva contestato a Cinque anche l’omissione di atti d’ufficio che il gip, però, non avrebbe ritenuto sussistente. 

Cinque precisa che, da lui non è partito alcun attacco alla magistratura. La precisazione del sindaco fa riferimento ad  una nota, si sottolinea in ambienti M5s, diffusa per errore.

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