Archive | ottobre 14th, 2017

PRIOLO – Sindaco Rizza arrestato per truffa. E’ candidato a regionali con Fi

Il sindaco di Priolo (Sr), Antonello Rizza, candidato alle prossime elezioni regionali con Fi a sostegno del candidato a governatore Nello Musumeci, è stato posto agli arresti domiciliari per truffa, tentata truffa e turbativa d’asta dalla polizia. Il provvedimento è del gip del Tribunale, Giuseppe Tripi, su richiesta della Procura della Repubblica al termine dell’operazione «Res Publica» su un “consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”, scrive il gip, finalizzato al «condizionamento e alla prevaricazione per il perseguimento illecito di finalità di tipo personale e clientelare».

Il Gip ha disposto anche l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria a carico di Salvatore Cirnigliaro, dirigente del Settore sport e spettacolo del Comune di Priolo Gargallo, per il reato di turbata libertà degli incanti, anch’egli in concorso; Francesco Artale, imprenditore ed amministratore della «Indie Sound Music sas», per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture; Flora La Iacona, dirigente del settore Pubblica Istruzione del Comune di Priolo Gargallo, che all’epoca dei fatti era dirigente del settore Politiche Sociali per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e truffa aggravata.

La polizia avrebbe scoperto una gestione illecita degli appalti al Comune di Priolo. Le indagini, coordinate dal dirigente del commissariato Fabio D’Amore, sono scattate nella seconda metà del 2016, e riguardano tre episodi di «turbata libertà degli incanti e turbamento del procedimento di scelta del contraente in relazione alla segnalazione di persone vicine al sindaco» per l’affidamento di appalti del Comune. Episodi di truffa ai danni del Comune commessi, secondo l’accusa, in concorso tra sindaco, indagato anche per tentata concussione, un funzionario comunale e un imprenditore, per l’acquisto di beni tramite la Consip con codici alterati per consentire all’imprenditore la vendita dei beni ad un prezzo maggiorato. Ed ancora un episodio di frode nelle pubbliche forniture dell’imprenditore, ed un episodio di tentata concussione, per l’assegnazione di un appalto ad un imprenditore. Per Artale e Sebastiano Carpinteri, uno dei 14 indagati nell’inchiesta, disposta la misura cautelare del sequestro preventivo, rispettivamente per 15 mila 461euro in relazione alle condotte di truffa e frode e per 86 mila 278 euro per truffa ai danni del Comune in relazione alla gestione della piscina comunale.

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CORLEONE – Botte ai bimbi, sospesa maestra [VIDEO]

Avrebbe maltrattato e picchiato i piccoli alunni durante le ore di lezione in una scuola materna di Corleone (Pa). E’ questa l’ipotesi di reato per cui i carabinieri a marzo avevano arrestato un’insegnante di 54 anni. Adesso le hanno notificato la sospensione dell’esercizio di pubblico ufficio per un anno da tutte le attività.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, sono state avviate dopo la denuncia della mamma di un bambino che aveva riferito di essere stato vittima di maltrattamenti da parte della maestra. I militari installarono le telecamere nella classe e videro in diretta quanto succedeva nelle ore di lezione.

Per i bimbi era un inferno. La maestra ricorreva abitualmente a punizioni fisiche. Ogni occasione, secondo l’accusa, era buona, anche i soli giocattoli fatti cadere a terra era la scusa per maltrattare i piccoli alunni. Schiaffi alla nuca, percosse ripetute, urla e rimproveri sempre quando l’insegnante rimaneva sola con i bambini.

A marzo, dopo l’ennesimo episodio di violenza, i carabinieri della stazione di Corleone sono intervenuti allontanando la maestra dall’aula e portandola in caserma. Su ordine del giudice fu arrestata e portata ai domiciliari.

La sezione per il riesame del Tribunale penale di Palermo ha accolto il ricorso della Procura applicando la misura cautelare della sospensione dai pubblici uffici, con interdizione dalle attività connesse con l’incarico di maestra per la durata di dodici mesi, con provvedimento divenuto definitivo dopo la pronuncia della Corte di Cassazione.

“E’ ormai riconosciuto come il denominatore comune della violenza sui minori derivi da un rapporto cosciente o inconscio di strumentalizzazione del bambino, reso possibile dalla superiorità fisica o psichica dell’adulto dal quale la vita del bambino dipende. Per questo non dimentichiamo mai che Tre cose ci sono rimaste dal Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini” (Dante Alighieri)”, ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo Antonio Di Stasio commentando l’indagine.

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LICATA – Calibro 38 con matricola abrasa, condannato

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, ha condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione, Andrea Aquilino, 53 anni, di Licata, imputato di detenzione illegale di arma da fuoco, una pistola calibro 38 con matricola abrasa. Per Aquilino, difeso dall’avvocato Domenico Romano, la Procura ha invocato la condanna a 3 anni e 4 mesi.

 

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FAVARA – Armi, scarcerato il favarese Francesco Sorce

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, a conclusione dell’interrogatorio di garanzia, ha convalidato l’arresto e ha scarcerato Francesco Sorce, 40 anni, di Favara, arrestato mercoledì scorso dai Carabinieri perché sorpreso in possesso di armi e munizioni. A Sorce, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba, è stato imposto l’obbligo di dimora. Francesco Sorce si è giustificato così: “I fucili e le munizioni trovate nel fienile non erano miei. Le armi erano nascoste dentro un divano che ho raccolto per strada. Avrei consegnato tutto ai Carabinieri che, però, sono venuti prima”.

 

 

 

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FAVARA – Carmelo Nicotra indagato per riciclaggio

Carmelo Nicotra, 35 anni, di Favara, vittima di un tentato omicidio lo scorso 23 maggio, è indagato dalla Procura di Agrigento per riciclaggio perché dentro un magazzino di sua pertinenza, in via Torino, luogo dell’agguato, è stato scoperta un’automobile rubata il primo febbraio 2016 a Catania, una Fiat Panda. L’ipotesi di reato di riciclaggio si riferisce a condotte dirette ad occultare l’origine delittuosa di un determinato bene.

 

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CANICATTI’ – Tentata rapina a un corriere, condannato a 3 anni e 4 mesi

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per tentata rapina e porto in luogo pubblico di arma da fuoco, Mario Rizzo, 40 anni, di Canicattì, arrestato ai domiciliari lo scorso 2 gennaio perché il precedente 23 dicembre ha tentato un assalto per rapina, insieme a un minorenne, ad un furgone di una impresa di trasporti, lungo la strada che conduce a Naro. Il corriere trasportava circa 47 mila euro, e il colpo fallì a seguito del tempestivo intervento della Polizia.

 

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PALMA DI MONTECHIARO – Abusivismo, aggiudicato appalto demolizioni

Dopo Licata, la Provincia di Agrigento ha aggiudicato anche la gara per le demolizioni di immobili abusivi a Palma di Montechiaro. Più nel dettaglio, l’Ufficio Gare ha aggiudicato due gare per conto del Comune di Palma di Montechiaro. Il primo appalto riguarda il secondo stralcio dei lavori di costruzione di nuovi loculi e sistemazione delle zone interne al cimitero comunale, con un importo a base d’asta di 224mila e 953 euro. L’appalto è stato assegnato provvisoriamente all’impresa Marino Rosario srl, che ha offerto un ribasso del 26,89%. Il secondo appalto, invece, comprende i lavori per le demolizioni di immobili abusivi a Palma e, con un importo di 171mila euro, è stato aggiudicato provvisoriamente alla Conpat Scarl, la stessa che si è aggiudicata l’appalto demolizioni a Licata, e che ha offerto un ribasso del 36,75%.

 

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RIBERA – Sparò alla moglie, condanna definitiva per Alessandro Tavormina

La Cassazione ha confermato e ha reso definitiva la condanna emessa dalla Corte d’Appello di Palermo lo scorso 7 novembre 2016 che, a sua volta, ha altrettanto confermato la condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione inflitta dal Tribunale di Sciacca a carico di Alessandro Tavormina, 36 anni, di Ribera, accusato del tentato omicidio della ex moglie e di stalking a danno di lei. Il riberese, il 6 maggio 2014, avrebbe sparato 5 colpi di pistola all’automobile Mercedes con alla guida la donna, G S sono le iniziali del nome, 37 anni, di Ribera.

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CANICATTI’ – Colpo in tabaccheria, banditi in azione con coltello

Due banditi con il volto coperto da passamontagna e coltelli in pugno sono riusciti a rapinare la tabaccheria di corso Umberto, a pochi passi dal Comune, a Canicattì. I malviventi, a quanto pare, hanno puntato il coltello alla gola ad uno dei clienti che si trovava dentro la tabaccheria e si sono fatti consegnare il denaro che il titolare aveva in casa: poche centinaia di euro. E’ accaduto tutto giovedì sera, poco dopo le 23,30. 

Delle indagini si stanno occupando i carabinieri che hanno già acquisito le registrazioni del sistema di videosorveglianza. 

 

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AGRIGENTO – Vincenzo Avanzato confermato Presidente dell’ordine degli Avvocati

Vincenzo Avanzato confermato presidente dell’Ordine degli avvocati. Salvatore Maurizio Buggea, forte dell’ottima affermazione (588 voti, primo degli eletti), sarà il vice: la carica non esisteva nei precedenti mandati ed è stata istituita, per i fori con almeno mille iscritti, dalla nuova legge professionale.

L’esperta Lilla Azzarello sarà il consigliere segretario mentre spetta a una new entry – Vincenza Gaziano, figlia di Antonino, che dopo tanti anni di presidenza, quasi tre anni fa, è approdato al consiglio nazionale – il ruolo di tesoriere. Le cariche direttive sono state scelte ieri pomeriggio alla seduta di insediamento del nuovo consiglio dell’Ordine composto anche da Gianluca Sprio (298 preferenze alle elezioni di sette giorni prima), Ilaria Sferrazza (294), Antonio Ragusa (275), Ignazio Valenza (267), Anna Agrò (261), Lucia Stefania La Rocca (258), Antonino Maria Cremona (256), Fabio Quattrocchi (249), Gerlando Alonge (248), Luigi Mulone (243) e Maria Alba Nicotra (205).

Per i nuovi rappresentanti dell’organismo che rappresenta la categoria forense, che ad Agrigento registra un numero record di iscritti (hanno votato in 985 per il rinnovo del Consiglio ma sono oltre 1.300 gli appartenenti al foro) inizia ufficialmente un mandato che terminerà in anticipo rispetto alla norma e che scadrà il 31 dicembre dell’anno prossimo.

 

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