Archive | dicembre 8th, 2017

AGRIGENTO – Rapisce il figlio di dieci anni dall’automobile dell’ex moglie

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Mobile e della Squadra Volanti, capitanati da Giovanni Minardi e da Rosa Malfitano, sono stati a lungo impegnati in una “caccia all’uomo”. Si tratta di un uomo di 40 anni il quale avrebbe prelevato, con atto predatorio, il figlio di 10 anni dall’automobile dell’ex moglie, posteggiata nella zona dello stadio Esseneto, e lo avrebbe condotto con sé. La donna ha lanciato l’allarme. La Polizia ha ricercato il 40enne per oltre 4 ore fin quando è stato rintracciato a bordo di una Volkswagen Golf e bloccato in via Crispi. Il bambino è stato così restituito alla madre. La coppia è in fase di separazione, e il figlio è affidato alla madre. La posizione del padre è adesso al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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CALTAGIRONE – Cadavere decapitato e senza braccia in pineta alla periferia

E’ al momento un giallo il ritrovamento di un cadavere con la testa mozzata e senza braccia a Caltagirone, comune nella provincia di Catania, noto per le ceramiche. Gli investigatori stanno cercando elementi per risalire all’identità della vittima, forse un romeno di circa cinquant’anni. A fare la sconcertante scoperta, nel giorno di festa dell’Immacolata, sono state alcune persone a passeggio con i cani in contrada Semini. Camminando in una pineta, hanno notato quello che da lontano sembrava un manichino, ma quando si sono avvicinati per capirne di più si sono trovati davanti la scena horror.

Una prima ipotesi formulata dai carabinieri di Caltagirone, che indagano assieme ai colleghi del comando provinciale di Catania, è che la mutilazione sia stata compiuta per impedire l’identificazione della vittima dal volto o dalle impronte digitali. In questa fase non è ritenuta attendibile la pista della criminalità organizzata che i cadaveri o non li fa ritrovare, usando tecniche da cosiddetta “lupara bianca”, o, al contrario, li “espone” per dare un segnale ad altri. Più probabile quella di un delitto maturato nell’ambito della sfera personale. Le parti del corpo sono state amputate in maniera netta, come se fosse stata usata un’arma particolarmente tagliente, come un’ascia o un machete.

Secondo i primi rilievi l’assassinio sarebbe stato commesso in un altro posto rispetto a dove il cadavere mutilato è stato lasciato da uno o più assassini: tra la pineta e un burrone. La Procura di Caltagirone, che coordina l’inchiesta, ha disposto l’autopsia ed esami tossicologici e del Dna per cercare di avere elementi che possano essere utili all’identificazione del cadavere e anche, in maniera indiretta, al movente del delitto.

«La nostra priorità, in questo momento, è identificare la vittima. Finché non sappiamo chi sia è difficile dare un indirizzo preciso alle indagini», dice il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera. Si cerca nella comunità di persone provenienti dall’Est Europa. «Le modalità del delitto sono di stampo mafioso – aggiunge il procuratore Verzera – ma riteniamo che possa essere maturato in ambienti esterni alla criminalità organizzata, qualche vendetta o uno sgarro magari tra stranieri». Resta il mistero della modalità del ritrovamento del cadavere mutilato: perché lasciarlo in un posto isolato, ma frequentato, visto che il delitto è stato compiuto in un posto diverso da quello del ritrovamento del corpo. Probabilmente perché costretti a muoversi in fretta o per dare “un avvertimento” a qualcuno che frequentava lo stesso “giro” della vittima e dell’assassino, o degli assassini.

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