Archive | dicembre 13th, 2017

AGRIGENTO – Vestire gli ignudi”, una data speciale conclude l’anno di Pirandello[VD TG]

Un appuntamento speciale concluderà l’anno di celebrazioni dedicate al 150esimo dalla nascita del Premio Nobel agrigentino Luigi Pirandello. La commedia pirandelliana “Vestire gli ignudi”, che aveva inaugurato le celebrazioni, conclude l’anno di Pirandello in una data speciale, venerdì 22 dicembre. 

La commedia, diretta da Gaetano Aronica, è il primo spettacolo prodotto nella storia della Fondazione Teatro Pirandello dopo il debutto lo scorso febbraio andrà in adesso scena nei dei teatri italiani. Lo spettacolo infatti circuiterà a Roma al Teatro Palladium partnership Teatro Argentina, Campobasso, L’Aquila, Asti, in tutte le città siciliane e in altre ancora per un totale di oltre 30 rappresentazioni. 

Presentata la nuova protagonista dello spettacolo, l’attrice Vittoria Faro, nei panni di Ersilia Drei, una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello. 

“Un’opera di spessore che porta l’opera pirandellina interpretata da talenti agrigentini in Italia, un momento importante per la storia del Teatro di Agrigento e per la città che si prepara con tutti i suoi ‘attori della cultura’ a celebrare Agrigento 2020”, ha affermato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto alla conferenza stampa di stamattina. 

“Il Teatro Pirandello – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gaetano Aronica – è finalmente un teatro vivo, che produce, propone, inventa, pronto a portare una propria produzione nei teatri più belli d’Italia”.

Presenti in conferenza stampa anche gli attori Andrea Tidona e Barbara Capucci. Lo spettacolo è in programma il 22 dicembre alle 21 ed è fuori abbonamento, ad un prezzo speciale per abbonati e per tutti i cittadini. “Vestire gli ignudi” andrà in scena anche per le scolaresche in due matinée il 20 dicembre prossimo. 

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RIBERA – Operai in nero per raccogliere le arance: 1 arresto e 6 denunce

I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un presunto “caporale”, un 58enne operaio forestale, originario di Ribera e denunciato a piede libero altre sei persone residenti nel centro crispino, tra cui il titolare di un’azienda agricola, accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Gli indagati utilizzavano 10 lavoratori in “nero”, tutti stranieri, impiegati illecitamente nella raccolta delle arance. Sono state elevate sanzioni per 40.000 euro. L’arrestato, su disposizione della Procura di Sciacca (Ag), è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Raccogliere il maggior numero di frutti a poco prezzo, sfruttando alla giornata lavoratori stranieri in “nero” e approfittando della loro condizione di bisogno. Era questo il metodo adottato dal “caporale” riberese in accordo con il titolare di un’azienda agricola, secondo i militari.

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MENFI – 2.000 clienti truffati da un notaio

La guardia di finanza di Sciacca (Ag), su ordine del gip, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di conti correnti bancari e fondi di risparmio intestati al notaio Filippo Palermo di Menfi.

Secondo l’accusa il notaio ha truffato duemila clienti, dal 2012 al 2017, emettendo fatture con due voci: la prima inerente l’onorario professionale (sempre di basso importo) soggetta a tassazione, la seconda (esclusa dalla base imponibile) relativa agli importi, trattenuti a nome e per conto del cliente, delle imposte da versare all’Erario, tasse notarili ed eventuali ulteriori costi sostenuti.

Dagli accertamenti è emerso che la somma che il notaio si faceva consegnare dai clienti “per gli asseriti adempimenti fiscali era notevolmente superiore alle imposte (catastali, ipotecarie e di registro) che avrebbe dovuto versare al fisco”.

Pertanto – dice la Gdf – quello che all’apparenza sembrava un normale documento fiscale nascondeva, in realtà, un vero e proprio artifizio che permetteva, al professionista, di trattenere per sé la parte della somma versata dal cliente ma in realtà non dovuta. Il professionista, sottoposto a una verifica fiscale che, per il solo anno d’imposta 2012, avrebbe sottratto oltre 407.000 euro di base imponibile a tassazione e avrebbe evaso 290 mila euro di imposta. Per questo il notaio ha già corrisposto all’erario 304 mila euro.

La Finanza fa l’esempio del caso del sig. Rossi (nome di fantasia) che nel 2012 acquistava la sua prima casa per 112.000 euro, con l’accensione di un mutuo ipotecario. Rossi oltre a versare le imposte dovute e coprire i costi dell’onorario (2.162 euro) consegnava al notaio anche 4.870 euro che gli venivano indicati come necessari per versare le imposte (gonfiate) all’Erario ma che, in realtà, venivano incassati dal professionista. E’ emerso che dal 2012 al 2017 l’indagato ha percepito illecitamente 1,8 milioni di euro.

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PALERMO – Assalti ai tir di sigarette: 13 arresti

I carabinieri hanno arrestato 13 persone accusate di avere messo a segno 9 rapine ai danni di furgoni porta-tabacchi a Palermo. Il valore della merce rubata è di un milione di euro.

I rapinatori avevano organizzato un commando caratterizzato da una struttura solida e articolata che operava ripartendo, tra gli affiliati, ruoli e competenze (pianificazione dei colpi, furto di mezzi idonei anche agli sbarramenti stradali, immobilizzazione e sequestro delle vittime, sottrazione e successiva ricettazione della merce).

Nella notte è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo. Nove degli arrestati sono finiti in carcere e 4 ai domiciliari.

“Dopo i recenti blitz di mafia, anche l’operazione di oggi conferma l’importanza di un costante controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, accuratamente pianificato e coordinato in prefettura – ha commentato Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo -. Anche in questa circostanza, la capillare presenza delle stazioni dei carabinieri, i servizi di pattuglia e osservazione e i riscontri info-investigativi hanno reso possibile l’individuazione di 13 soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere, rapina, sequestro di persona, furto, minacce e ricettazione”.

“Viene così azzerato – ha aggiunto – un vero e proprio commando, dotato di una struttura solida e articolata, che – dedito alla commissione di rapine ai danni di autotrasportatori di tabacchi – operava da tempo in città ripartendosi ruoli e competenze (pianificazione dei colpi, furto di mezzi idonei anche agli sbarramenti stradali, immobilizzazione e sequestro delle vittime, sottrazione e successiva ricettazione della merce). Sono state documentate 9 rapine (7 tentativi e 2 portate a termine) che, se portate tutte a segno, avrebbero fruttato alle casse dei malviventi un ingente guadagno”.

I FERMATI: Alessandro Algeri, 33 anni, Fabio Alvaro Algeri, 27 anni, Alessandro Cannizzaro, 39 anni, Andrea Garofalo, 23 anni, Giuseppe Garofalo, 27 anni, Gioacchino Precania, 35 anni, Cesare Unniemi, 46 anni, Pietro Sanzo, 37 anni, Giuseppe Luisi, 44 anni, Domenico Di Vita, 53 anni, Vincenzo Oliva, 53 anni, Roberto Ferrante, 48 anni, Giovanni Puccio, 23 anni.

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Sorelle massacrate in casa

Due anziane sorelle di 70 e 79 anni, Lucia e Filippa Mogavero, sono state uccise nella loro abitazione di Ramacca, nel Catanese. Secondo una prima ricostruzione sono state picchiate e accoltellate durante un tentativo di rapina.

La casa è stata trovata a soqquadro. Un disordine che potrebbe anche essere stato simulato per sviare le indagini. Le due donne, nubili e casalinghe, vivevano in un’abitazione vicino alla villa comunale insieme con una terza sorella, un’insegnante che al momento del duplice delitto era a scuola. E’ stata lei, tornando a casa, a scoprire la strage.

“E’ l’ennesimo massacro che si registra nel Calatino, sono già sette gli omicidi registrati. Alcuni dei quali molto efferati. Lavoriamo in condizioni molto difficili”, dice il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera.

“La scena del delitto – aggiunge – è raccapricciante. Donne picchiate e colpite con arma da taglio. Bisogna fermare questo massacro. Noi e le forze dell’ordine siamo impegnati al massimo con i problemi di organico e anche legati al territorio e alla criminalità presente”.

Per il sindaco Giuseppe Limoni è “una tragedia immane che ha gettato nello sconforto tutta la nostra comunità. Nessuno di noi ha idea di chi possa aver commesso un gesto così atroce. Siamo una comunità di 10 mila persone e ci conosciamo tutti, il nostro non è un paese che ha la violenza nel suo Dna. Le vittime erano due anime pie, due persone veramente per bene, tutte casa e chiesa”.

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Alternativa Popolare, separazione sancita

Divisi senza rancore, anzi aiutandosi  a vicenda a presentare liste elettorali  senza dover raccogliere le firme. Finisce cosi la separazione consensuale dentro Alternativa Popolare , la cui direzione, ha votato all’unanimità  un documento unitario  che definisce le prossime mosse. Nonostante la divisione politica fra le due anime, i gruppi parlamentari  resteranno uniti fino a fine legislatura . Sciolte le camere, ognuno per la sua strada  ma con la possibilità di attingere  a nome e simbolo comune del gruppo per poter presentare  le liste elettorali.

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PALERMO – Processo “Grandi Eventi”, in Appello un’assoluzione e una condanna

I Giudici  della Corte d’Appello di Palermo, cancellano il verdetto di colpevolezza per il dirigente regionale Elio Carreca, assolvendolo. Connfermata, invece, la pena per la segretaria del manager Faustino Giacchetto, Daniela Craparotta, a 8 mesi, pena sospesa. Il processo  è quello dei cosiddetti “Grandi Eventi”, l’inchiesta estremamente collegata agli altri accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza nei confronti di Giacchetto , già condannato a a 8 anni  e un mese nel processo Ciapi 1 e Ciapi 2. Vicende legate agli appalti nel campo della formazionee gestiti dall’ente regionale che si occuipa proprio di questo campo. Mentre per il processo che si è chiuso ieri , le vicende erano legate  ad altri appalti banditi dalla Regione  per importanti manifestazioni pubbliche.

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SICILIA – Gruppo cavalieri del lavoro, Averna resta presidente

L’assemblea annuale del Gruppo siciliano  dei cavalieri del lavoro, che si è svolta a Caltanissetta, ha riconfermato all’unanimità Freancesco Rosario Averna alla presidenza del Gruppo per il triennio 2018-2020. Averna, dopo aver commemorato Giuseppe Gioia, past president recentemente scomparso, ha ribadito l’impegno del Gruppo per contribuire alla crescita economica della Sicilia.

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CANICATTI’ – Vincenzo Lo Giudice per il tribunale resta pericoloso

L’ex assessore regionale Vincxenzo Lo Giudice, condannato definitivamente a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Alta Mafia”, secondo i giudici della sezione misure  di prevenzione è ancora socialmente pericoloso. Niente sconto, quindi, sulla sorveglianza speciale, inflitta per 5 anni, che scadrà il prossimo 28 giugno. 

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CALTAGIRONE – Il corpo decapitato. Una donna:” Forse è mio fratello”

Il cadavere dell’uomo  senza testa e senza braccia trovato nella pineta potrebbe essere quello di un romeno di 51 anni Costel Ciobanu, impiegato in nero come allevatore in azienda agricola della provincia etnea. E’ stata la sorella a lanciare l’allarme sostenendo che quel corpo potrebbe essere quello del fratello scomparso nel nulla la sera del 3 novembre.

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