Archive | gennaio 18th, 2018

Influenza, picco raggiunto: quasi 4 milioni di italiani a letto

Nell’ultima settimana si contano 832mila nuovi casi, che hanno così fatto salire a 3 milioni 883mila il numero degli italiani messi ko da febbre alta e dolori articolari. Secondo gli ultimi dati, sempre meno persone si stanno ora ammalando, ma il livello di incidenza è ancora “Molto Alto”, si legge nella nota dell’Istituto superiore di sanità, ed è pari a 13,73 casi per mille assistiti.

In tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è pari o superiore a dieci casi per mille assistiti tranne in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Bolzano. Anche gli ultimi dati confermano quello che già è chiaro da diverse settimane: quest’anno è stata un’influenza record. Il fatto che quest’anno la malattia sia stata così aggressiva è principalmente colpa di un nuovo ceppo virale, lo Yamagata, che ha sorpreso gli esperti rivelandosi più virulento del previsto.

Il virologo

Fabrizio Pregliasco, virologo all’università di Milano, ha spiegato che lo Yamagata era contenuto solo nel vaccino quadrivalente, non nel trivalente. “Ma il problema principale, come sempre non è il vaccino, che fanno in linea di massima solo gli anziani o i soggetti a rischio, ma il boom tra i bambini, il cui sistema immunitario non era preparato a questa variante”. In ogni caso, ha precisato il virologo,“l’incidenza è alta, ma non vuol dire che questa influenza, come si sente dire, sia più aggressiva a livello di sintomi. I sintomi sono sempre quelli: febbre alta abbastanza repentina, dolori articolari, problemi respiratori, il tutto per qualche giorno”.

Ora però il peggio sembra essere passato. “I bambini sono gli ‘untori’ e adesso stiamo registrando un calo da due settimane. Il che significa che i diffusori del virus si stanno ammalando sempre meno, ora a cascata caleranno anche le altre fasce d’età”.

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LICATA – Arrestato l’uomo che ha accoltellato padre e figlio

Gli agenti del commissariato di Licata hanno sottoposto al fermo di indiziato di delitto il licatese Vincenzo Bugiada, bracciante agricolo, in quanto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio ai danni di padre e figlio licatesi poi costretti a ricorrere alle cure dei medici in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso per ferite di arma da taglio. Alla base dell’aggressione, ci sarebbero motivazioni di natura passionale. Bugiada è stato associato presso la casa circondariale di Contrada Petrusa ad Agrigento.

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PORTO EMPEDOCLE – Sequestro di 4 reti a pescatori di frodo

Nei giorni appena trascorsi, personale militare dipendente della Capitaneria di porto Guardia Costiera di Porto Empedocle, impegnato nell’attività di vigilanza atta a contrastare la pesca di frodo e gli illeciti commessi in mare, ha accertato la presenza nella acque prospicienti il porto di Porto Empedocle di tre imbarcazioni intente alla pesca abusiva. Sul posto interveniva prontamente una motovedetta dipendente e alcune squadre automontate da terra (al fine di impedire una possibile fuga dei contravventori) che riuscivano ad intercettare i predetti pescatori di frodo e a condurli in porto per i successivi accertamenti.

Venivano cosi sequestrate 4 reti da posta (poiché non è consentito l’utilizzo di attrezzature da pesca da parte di pescatori non professionisti), per una lunghezza pari a 600 m circa e successivamente elevate sanzioni di tipo amministrativo a carico dei tre trasgressori identificati per un totale di 3000€.

 

 

 

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TV – “A tu per tu” con l’Avv. Girolamo Rubino

Una nuova puntata con il nostro settimanale ” A tu per tu” in onda ogni venerdi sera, alle ore 21, su Studio 98 canale 95 del digitale terrestre e condotto in studio da Nicolò Giangreco. Questa settimana, ospite dei nostri studi, è l’avvocato Girolamo Rubino, Amministrativista del Foro di Palermo. Tra gli argomenti, in primo piano il contenzioso elettorale e le informative antimafia e tanti altri temi. Buona visione.

VENERDI ORE 21; SABATO ORE 15.45 E 23.10; DOMENICA ORE 15.45 E 21 E ALTRE REPLICHE ANCORA.

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CERDA – Uccisa davanti alla figlia di 11 mesi, luce sull’omicidio di una donna. Gli arrestati 2 incensurati di 18 e 19 anni

E’ stata uccisa la donna trovata morta dal marito a Cerda. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Termini Imerese e della Stazione Carabinieri di Cerda hanno eseguito due provvedimenti di fermo  emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, nei confronti di due giovani romeni incensurati, Florin Buzilà di 19 anni e  Paul Todirascudi 18 anni, ritenuti responsabili dell’omicidio d Alina Elena Bità, giovane madre, uccisa nella propria abitazione a Cerda lo scorso 9 ottobre.

Le indagini della Compagnia di Termini Imerese, con l’ausilio tecnico del Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale e coordinate dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, hanno permesso di acquisire gravi elementi sui due cugini del marito della vittima, i quali avrebbero agito a seguito di un malriuscito tentativo di furto all’interno dell’abitazione della donna, dove si erano introdotti con un pretesto allo scopo di trafugare un’esigua somma di denaro.

Una volta scoperti hanno strangolato la donna fuggendo via dall’abitazione.

Il Colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, si dice soddisfatto del lavoro degli inquirenti che hanno individuato i due presunti assassini della mamma romena: “Ritengo doveroso perseverare sempre nelle attività investigative per assicurare alla giustizia i responsabili di atroci delitti, senza clamore e nel rispetto del dolore altrui. Il male non ha tempo e non è mai troppo tardi per la verità – dichiara Di Stasio –  Per questo rivolgo il mio grazie alla Procura di Termini Imerese per la celerità e lo sforzo profusi, nonché un sentito apprezzamento ai ‘miei’ carabinieri di ogni grado i quali, ogni giorno, non si risparmiano in impegno, dedizione e sacrificio per l’affermazione della legalità”.

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AGRIGENTO – Danneggiamento tensostruttura “Porta Aperta”, confermate le condanne ma solo per lesioni

La Corte d’Appello di Palermo, in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento il 9 luglio del 2015, ha condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere Davide Cipolla, 29 anni, e a 3 anni di reclusione Biagio Licata, 31 anni, entrambi di Agrigento, imputati di lesioni aggravate, danneggiamento, ingiuria e percosse perché il 25 gennaio del 2009, ad Agrigento, al Viale della Vittoria, sarebbero entrati dentro la tenda della Comunità missionaria Porta Aperta in piazza Cavour, aggredendo il custode eritreo con calci e pugni, e usando come arma anche una grossa croce di legno.

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RACALMUTO – Furto di mezzi agricoli in un deposito di Rocca Rossa

Nuovo raid nelle campagne di Racalmuto, in un’abitazione rurale di contrada Rocca Rossa, di proprietà di un racalmutese pensionato di 75 anni. I ladri   hanno portato via , da un magazzino , una moto, una motozappa e anche un taglia erba. Spetterà all’inchiesta dei carabinieri dare una risposta, accertando e stabilendo se fra i vari furti registratisi nell’arco di una decina di giorni, vi sia o meno un collegamento. E’ probabile l’esistenza di una banda criminale, che prende di mira e svaligia i magazzini. Tre colpi, negli ultimi 10 giorni, praticamente tutti uguali attuati con lo stesso modus operandi.

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LICATA – Accoltella il compagno dell’ex moglie, 40enne arrestato

Padre e figlio sono finiti in ospedale al San Giacomo d’Altopasso, e dopo le prime medicazioni e accertamenti in pronto soccorso sono stati ricoverati in Chirurgia generale. Un quarantenne è stato invece arrestato dai poliziotti del commissariato di Licata e da quelli della Squadra Mobile della Questura di Agrigento. Sarebbe lui – secondo l’attività investigativa, svolta in tempi record, dalla Polizia di Stato, il presunto aggressore. Un accoltellamento che si è verificato, pare, a causa di una donna. L’ex marito probabilmente  non sarebbe riuscito a rassegnarsi alla fine della relazione con l’ormai ex moglie che, pare nel frattempo, avesse avviato una relazione , con l’altro 40 enne, appunto accoltellato insieme al padre 65enne , subito accorso in aiuto del figlio, pare scendendo dall’autovettura sulla quale si trovava, in una strada della periferia di Licata.

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