Archive | gennaio 19th, 2018

AGRIGENTO – Nuova Statale 640, aperto un altro tratto di 2,5 chilometri

E’ stato messo in esercizio un tratto di 2,5 chilometri sulla nuova statale 640 “Degli Scrittori”, tra San Cataldo, località Favarella e Caltanissetta, località Scaringi. Lo ha reso noto l’Anas, sottolineando che il tratto, i cui lavori sono stati completati lo scorso mese di dicembre, è stato aperto al traffico per consentire la prosecuzione delle attività di costruzione della galleria artificiale “Favarella”, che comportano la temporanea chiusura al traffico della vecchia Statale 640. La nuova viabilità, che interessa il tratto stradale tra i km 54,800 e 57,500, comprende quattro opere d’arte principali: la galleria naturale “Papazzo”, lunga 700 metri, la galleria artificiale “San Cataldo”, di 200 metri, e i viadotti “Favarella” e “Fosso Mumia”, di lunghezza rispettivamente pari a 120 metri e 400 metri. Tra il nuovo tratto aperto oggi al traffico e quello già aperto in precedenza permarrà una deviazione provvisoria su viabilità complanare fino al completamento dei lavori di realizzazione della nuova galleria artificiale “Favarella” di 350 metri. La costruzione della nuova statale 640 “Strada degli Scrittori”, fa sapere l’Anas, prevede il raddoppio della preesistente carreggiata, da Agrigento fino all’innesto con l’autostrada A19 “Palermo-Catania”. L’opera, finanziata per il tramite della Regione Siciliana anche con i fondi del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Sicilia 2007-2013, comporta un investimento complessivo per oltre 1,5 miliardi di euro.

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PROMOZIONE A – Clamoroso: la capolista Partinicaudace esonera mister Perricone, al suo posto Chico

E’ l’alcamese Riccardo Chico (nella foto) il nuovo allenatore del Partinicaudace. Prende il posto dell’esonerato Christian Perricone, a cui stamattina è stato formalizzato il provvedimento. Una scelta clamorosa se si considera che Perricone lascia una squadra al primo posto nel girone A di Promozione con ben 6 punti di distacco sull’inseguitrice Salemi e ancora imbattuta dopo ben 16 giornate.

Tra Perricone e parte della dirigenza dei neroverdi non sarebbe mai stato idilliaco il rapporto nonostante i risultati soprattutto per alcune scelte tecniche. Il suo successore è un nome di spicco nel panorama del calcio dilettantistico. Chico è stato allenatore dell’Alcamo e della Folgore di Castelvetrano.

Con i bianconeri sfiorò per tre volte la promozione dall’Eccellenza alla serie D perdendo due finalissime play-off, con Noicattaro e Manduria, e non riuscendo nell’impresa all’ultima giornata 4  anni fa di scavalcare la prima in classifica nello scontro diretto contro la Leonfortese; con i rossoneri invece si rese protagonista della vittoria a sorpresa del campionato di Eccellenza del 2003-04 e della promozione quindi nella massima serie dei dilettanti.

La Partinicaudace, tra l’altro, è la prossima avversaria della Libertas Racalmuto, domenica 21 gennaio 2018, alle ore 14.30 , allo stadio Giuseppe La Mantia, ci sono tutti i presupposti per assistere ad un match spettacolare.

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PORTO EMPEDOCLE – Processo “Bazar”, 10 condannati e 4 assolti per spaccio di stupefacenti

Si è concluso con 10 condanne e 4 assoluzioni il processo scaturito dall’operazione antidroga “Bazar”, condotta alcuni fa  dal commissariato di Polizia di Porto Empedocle. Si tratta delle persone accusate di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, comparse dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde. Persone soprattutto di origini magrebine, coinvolte nel 2012 nell’operazione antidroga. Le indagini portarono all’arresto di 16 persone da parte dei poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento. Tutto ebbe inizio nell’inverno del 2010, dopo la denuncia di una donna nei confronti del compagno che riteneva coinvolto.

3 anni di reclusione per Faouzi Toumi;

1 anno e 8 mesi per Haitham Aidi;

1 anno e 8 mesi per Yosri Boucnak;

1 anno e 8 mesi a Zied Ferchichi;

1 anno e 8 mesi a Houssemeddine Messaoudi;

1 anno e 8 mesi al marocchino Sadt Barrechad;

8 mesi per Elmedhi Halimy;

1 anno e 8 mesi per Soufaine Kajja; Younes Mouhid , Amine Talibourdidah; Yosri Bouchna.

Assoluzione per Walid Amemi, Fabio Croce di Porto Empedocle, Tarik Marco Farah di Agrigento e l’albanese Emilian Borici.

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CRISI IDRICA E RIFIUTI – Poteri speciali a Musumeci, Gentiloni pronto a dire si

Poteri speciali e finalizzati a obiettivi precisi: accorciare i tempi per ottenere le autorizzazioni sugli impianti considerati necessari a scongiurare il protrarsi dell’emergenza. È quanto ha chiesto ieri pomeriggio il presidente della Regione Nello Musumeci al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che si è preso qualche giorno di tempo per analizzare le richieste e confrontarsi col ministero dell’Ambiente. Il governatore chiede deroghe alla normativa in particolare per relizzare la settima vasca per la discarica palermitana di Bellolampo: «Con tempi ordinari – spiega Musumeci, alla fine dell’incontro – potremmo averla fra un anno, se dovessimo avere i poteri straordinari potremmo disporre di questo spazio assai capiente, anche nell’arco di qualche mese». Ma ci sono altri impianti, bloccati da inghippi procedurali, che è urgente far partire: l’ampliamento della discarica di Trapani, gli impianti di Tmb (trattamento meccanico-biologico) a Enna e Gela, quello per il compostaggio a Bisacquino, nel Palermitano.

 

 

 

 

 

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CAMPOBELLO DI LICATA – Licenziati i due dipendenti comunali inquisiti per concussione

Al Comune di Campobello di Licata, con due distinti atti deliberativi della giunta comunale presieduta dal sindaco Gianni Picone, sono stati licenziati i due dipendenti comunali arrestati e inquisiti per concussione. Si tratta di Francesco Gioacchino La Mendola, 48 anni, che ha appena proposto il patteggiamento della sua condanna, e Giuseppe Nigro, 49 anni, prossimo al giudizio abbreviato. Entrambi avrebbero preteso e ottenuto una tangente di 3mila euro dall’impresa Omnia srl di Licata, minacciando il blocco di appalti e pagamenti.

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AGRIGENTO – Il Consiglio dei Ministri rimuove il Prefetto Diomede al suo posto Caputo

Durante il consiglio dei ministri appena conclusosi, il prefetto di Agrigento Nicola Diomede è stato rimosso ed è stato collocato “a disposizione”

La decisione – presa a palazzo Chigi – è scaturita in seguito all’inchiesta per associazione per delinquere, riciclaggio, corruzione, false comunicazioni sociali e truffa sul presunto “sistema” Girgenti Acque, che lo vede coinvolto insieme ad altre 71 persone.

Era il 29 dicembre del 2013 quando Diomede, nuovo prefetto di Agrigento, si insediava. Non era però, già allora, uno sconosciuto. Alla fine del 2013, di fatto, Diomede rientrava in città dopo la parentesi che lo aveva portato via dalla città dei Templi e dopo, quindi, essere stato capo della segreteria tecnica dell’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano.

l prefetto Diomede ha compiuto, da recente, 60 anni. Era l’ormai lontanissimo 1991 quando veniva assegnato, nella qualità di vice-consigliere, alla Prefettura di Agrigento. Nel 2000 è diventato vice prefetto aggiunto e poi, un anno e mezzo dopo circa, veniva promosso a vice prefetto.

Alla Prefettura di Agrigento ha ricoperto gli incarichi di vice-capo di gabinetto, capo di gabinetto e vicario del prefetto. Sempre nell’Agrigentino, il prefetto Nicola Diomede è stato componente della commissione di accesso ispettivo al Comune di Lampedusa e Linosa e di coordinatore delle commissioni di accesso ispettivo nei Municipi di Campobello di Licata, Castrofilippo e Racalmuto.

Si chiama Dario Caputo il nuovo prefetto di Agrigento. La nomina è stata fatta dal Consiglio dei ministri, subito dopo la rimozione del prefetto Nicola Diomede che è stato collocato “a disposizione”. Dario Caputo è il vice capo di gabinetto del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

Caputo, 61 anni, è laureato in Scienze politiche all’università di Padova. È stato tra i responsabili dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati.

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CANICATTI’ – Doppio furto na tabaccheria in corso Umberto e abitazione in via La Mendola

Doppio furto a Canicattì ai danni di una tabaccheria in corso Umberto e in un’abitazione di via Amendola.

La tabaccheria presa di mira e la “Cirami – Bellavia” nel centralissimo Corso Umberto, due i malviventi che sono entrati in azione armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna. Il bottino ammonta a circa 1000 euro in contanti ed alcuni biglietti del Gratta e Vinci. Scattato l’allarme sul posto sono giunti i carabinieri del nucleo radiomobile della locale Comapgnia che hanno avviato le indagini.

Mentre, l’abitazione presa di mira dai ladri si trova in via La Mendola e , i ladri approfittando della temporanea assenza della famiglia recatasi al mercato settimanale, hanno portato via denaro contante e monili in oro per un valore di parecchie migliaia di euro. Sul posto, in questo caso, dopo la segnalazione sono giunti gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza della città.

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CALTANISSETTA – Evaso di Ravanusa arrestato ad un controllo della Polizia Stradale

Aveva l’obbligo di non allontanarsi dal comune di residenza; Ravanusa, in quanto in libertà vigilata, ma una pattuglia della Polizia Stradale di Caltanissetta lo ha “beccato” a bordo di una Golf Wolkswagen lungo la 626 alle porte del capoluogo. Il conducente, sapendo che il passeggero era in difetto, alla vista degli agenti ha accelerato eludendo cosi l’alt che gli era stato imposto. L’equipaggio della Polstrada, a quel punto, si è posto all’inseguimento della Golf ed è riuscita a bloccarla dopo qualche chilometro. A bordo del veicolo c’erano due pregiudicati  residenti a Ravanusa. Il conducente è stato contravvenzionato per guida senza patente; il controllo a carico del passeggero ha evidenziato che l’uomo non avrebbe potuto lasciare il comune di residenza , per cui è stato segnalato alla Procura e a suo carico è stata elevata una pesante sanzione di 3 mila euro.

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Oleificio in mano al clan di Messina Denaro. sequestro da 25 mln di euro all’imprenditore Moceri [VD TG]

La Direzione Investigativa Antimafia di Trapani ha confiscato beni per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro riconducibili all’imprenditore Andrea Moceri, 57 anni, di Campobello di Mazara, e ad i suoi familiari. Con lo stesso provvedimento sono stati imposti all’indagato due anni di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

La proposta di applicazione della misura di prevenzione con cui è stata disposta la confisca del patrimonio, già sottoposto a sequestro nel novembre 2015, era stata avanzata dal Direttore della Dia d’intesa con il Procuratore distrettuale di Palermo. Il Tribunale di Trapani ha dichiarato Moceri “persona socialmente pericolosa, perché dedita in maniera abituale ad attività delittuose”.

Secondo il giudizio espresso dai giudici della Prevenzione, l’imprenditore campobellese, dedito da più di trent’anni alla commercializzazione di auto, nuove e usate, anche sotto le insegne di importanti case automobilistiche internazionali, avrebbe posto in essere “condotte illecite volte a massimizzare spregiudicatamente i profitti delle sue attività, disvelando anche una notevole abilità nella predisposizione dei mezzi per delinquere, che vanno dalla manomissione dei misuratori elettrici presso le sede aziendali, all’appropriazione indebita di merci e denaro liquido, all’assunzione in nero di lavoratori e alle minacce verso i propri dipendenti volte a costringerli ad accettare condizioni economiche deteriori rispetto a quelle risultanti dalle buste paga”.

L’arricchimento conseguito mediante tali condotte, interamente sottratto all’imposizione fiscale, sarebbe stato reimpiegato da Moceri nella parallela illecita attività creditizia, costatagli anche alcuni processi per usura. Nel decreto di confisca l’indagato viene definito come una sorta di “banca privata”. Tra le attività economiche illecitamente finanziate con denaro del Moceri, secondo gli investigatori, ci sarebbe l’oleificio denominato “Fontane d’oro sas”, con sede a Campobello di Mazara, oggi in amministrazione giudiziaria, intestato a prestanome di Francesco Luppino, attualmente detenuto, indicato come elemento di spicco della locale famiglia mafiosa, tra gli uomini più fedeli, su cui può contare il boss latitante Matteo Messina denaro. Il patrimonio confiscato a Moceri consta di 35 unità immobiliari di varia dimensione e differenti destinazioni d’uso (locali commerciali, appartamenti per civile abitazione, rimesse); 35 appezzamenti di terreno di varia estensione a destinazione urbanistica; 5 compendi aziendali; quote di partecipazioni in società di capitali, vari conti bancari e polizze assicurative.

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APPELLO DEI VESCOVI SICILIANI:”No agli stipendi d’oro”

La sessione invernale  della Conferenza Episcopale di Sicilia elabora un documento che è un atto di accusa verso la politica. “Condividiamo la denuncia di quanti – scrivono i Vescovi- hanno evidenziato la distanza tra il sentire della nostra gente e le prospettive di chi è interessato a salvaguardare i privilegi economici di pochi burocrati , a discapito di chi non ha un livello di vita dignitoso. Tutto ciò mentre migliaia di ragazzi sono costretti a lasciare la Sicilia per costruirsi un futuro”.  Alla Cesi replica il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè:”I Vescovi si informino. Abbiamo avviato una trattativa sindacale per confermare i tetti alle retribuzioni. Loro, però, cosi condizionano  la campagna elettorale”.

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