Dal 13 ottobre al Cine Mezzano di Porto Empedocle il film di Giovanni Volpe [Vd Tg]

Dal 13 ottobre al Cine Mezzano di Porto Empedocle il film di Giovanni Volpe [Vd Tg]

Un film “tutto agrigentino” che esalta la bellezza selvaggia e autentica del territorio. “Sul’amuri”, scritto oltreché diretto da Giovanni Volpe, da giovedì 13 ottobre 2016 è in programmazione al Cine Mezzano di Porto Empedocle con due proiezioni giornaliere, alle ore 18 e alle ore 20,30. Una produzione indipendente, che con una scelta di qualità di attori, musicisti, maestranze locali racconta una donna ancora attualissima attraverso alcuni dei luoghi della Sicilia più suggestivi e densi di storia.

 

Questa mattina, martedì 11 ottobre, ad Agrigento, l’amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, Gaetano Pendolino, e il regista del lungometraggio, nella sede distrettuale di Viale della Vittoria, hanno presentato alla stampa l’attenta selezione delle locations, degli attori, delle musiche, delle tradizioni e delle maestranze locali che hanno determinato il patrocinio della Film Commission del Distretto. Presenti anche numerosi attori e i tanti che a vario titolo hanno contribuito alla riuscita del film.

 

 “Sul’amuri” è liberamente tratto dalla “Lupa” di Verga. Prima, spettacolo teatrale col titolo “Malerba e la Lupa”, poi, la versione cinematografica “Sul’amuri”. Un lavoro pregevole che ha ricevuto premi e riconoscimenti a Verona, Arezzo e Pistoia. Tra questi il “Giogo d’oro”, Premio del Parlamento Europeo. Nel film gli attori Giorgia Flora (figlia del noto musicista Pippo Flora de “I promessi Sposi” di Michele Guardì), la quale interpreta la “Lupa”, e l’affascinante Angelo Costanza nel ruolo di “Nanni Lasca”: grazie ai due protagonisti, già maturi delle rispettive esperienze teatrali e televisive, passione e emozione entrano in perfetto connubio con i profumi della Sicilia.

 

Il film rappresenta una scommessa, intanto dal punto di vista produttivo, perché si tratta di cinema indipendente e giovane, poi per la forza delle idee e per la selezione dei talenti: dagli attori, al progettista del sonoro, dalla ricerca musicale allo studio delle location, naturali scenografie, che accentuano fortemente la forza del racconto e della autenticità del rapporto con una Sicilia che sotto molti aspetti riesce ancora a conservare la sua genuinità e la sua bellezza naturalistica.

 

Il film racconta storie che benché affondino le proprie radici nella letteratura di fine Ottocento, hanno ancora un forte legame con la contemporaneità. La Lupa è forte, fragile, generosa, appassionata, spietata. La figura femminile che ne emerge, con le violenze subite, con le sue contraddizioni, con la sua voglia di libertà e il senso di oppressione di una cultura patriarcale è ancora di grandissima attualità. Nanni Lasca è incapace di governare i suoi istinti e crede di dover difendere il suo ruolo virile, mentre è invece incapace di gestire il suo rapporto con la donna, al punto da decidere di sopraffarla. Il tema diventa così attualissimo e riporta alla memoria storie recenti di violenza sulle donne.

 

Interessante anche la scrittura, che propone un Malerba simile al coro della tradizione tragica, più che il popolare cantastorie, in quanto sintetizza attraverso la sua bocca le voci che emergono dal passato che riportano gli eventi molti anni dopo la morte della “Lupa”.

 

Scenografia del film è quella Sicilia dell’Agrigentino che è meta del turismo dell’esperienza: quel turismo relazionale che tanti operatori del nostro territorio riescono a proporre ai visitatori (le gite a cavallo nella Valle dei Templi, i percorsi a piedi attraverso borghi, corsi d’acqua, boschi, colline d’ulivi, le esperienze enogastronomiche presso le cantine, i percorsi in mountain bike, le meravigliose attività delle fattorie didattiche, cooking show tra pasticcerie e forni, etc.), o quel turismo che viene oggi definito anche “valoriale”, perché crea un valore aggiunto all’appeal del territorio, coagulando sensibilità, nuove energie, tendenze.

 

Questa Sicilia emerge ad ogni fotogramma ed è frutto sapiente di una regia che porterà l’immagine più vera della nostra terra nelle sale cinematografiche italiane. Le musiche sono state composte e orchestrate da Accursio Antonio Cortese. La produzione è SAC&T realizzata da ArTesia.

 

E’ un prodotto, questo film, che è frutto del lavoro di siciliani, di artisti, che con generosità sanno regalare l’immenso patrimonio di storia e di cultura, autenticamente e nobilmente popolare, che hanno dentro.

La colonna sonora è eseguita da diversi musicisti locali, con la splendida voce di Antonella Infantino e quella di Antonio Zarcone, cantore della sicilianità.

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