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MESSINA – ‘Sacco’ di Fiumedinisi, Cateno De Luca assolto: boato dei sostenitori in aula [VIDEO]

MESSINA –  ‘Sacco’ di Fiumedinisi, Cateno De Luca assolto: boato dei sostenitori in aula [VIDEO]

Il deputato regionale siciliano del centrodestra Cateno De Luca è stato assolto a Messina dall’accusa di tentativo di concussione, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, ovvero il cosiddetto ‘sacco’ di Fiumedinisi, comune di cui era sindaco.

De Luca (Udc) rimane ai domiciliari per associazione a delinquere ed evasione fiscale. L’arresto è scattato mercoledì scorso, appena tre giorni dopo il voto delle regionali. 

De Luca oggi è stato assolto perché il fatto non sussiste. Per quest’inchiesta era stato arrestato nel giugno 2011. Alla lettura della sentenza c’è stato un boato, con urla di gioia da parte di circa 150 persone che stavano dentro e fuori l’aula del tribunale di Messina.

Il deputato, accompagnato dalla moglie, si è commosso e tra le lacrime ha alzato le dita a V, il segno della vittoria. Ha salutato le persone che lo applaudivano ed è uscito dall’aula con i carabinieri, che lo hanno portato nella casa dove si trova ai domiciliari. ”Ora vado alla Regione anche contro Salvini che su di me ha dato dei giudizi falsi”, ha detto dopo la sentenza.

“In questo tribunale ci sono giudici onesti e altri meno. Ho sempre denunciato il verminaio e continuerò a farlo”, ha aggiunto. ”Non accetto di essere definito dagli improvvisati grillini e da quell’ignorante di Salvini come impresentabile. Salvini è venuto anche ai nostri convegni Fenapi e voleva lui che io entrassi nella Lega. Sfido Salvini e Grillo sulla buona politica. Io non sono un politico, sono un amministratore ho fatto del buon governo la base della mia attività”. 

Il procedimento per cui era sotto processo De Luca cominciò per presunti reati commessi tra il 2004 e il 2010 all’interno di un programma di opere di riqualificazione urbanistica e incentivazione dell’occupazione (contratto di quartiere II) a Fiumedinisi. Secondo l’inchiesta della Procura messinese l’ex sindaco avrebbe stravolto il programma per favorire imprese edilizie della sua famiglia. I fari della Procura erano stati puntati sulla costruzione di un albergo con annesso centro benessere da parte della società “Dioniso” e la realizzazione di centri di formazione permanente del Caf “Fenapi”, oltre all’edificazione di 16 alloggi da parte della coop “Mabel”.

”Sono ancora in stato di detenzione – dice De Luca in un video pubblicato su Facebook – ma mi difenderò anche da questa ignobile accusa. Dopodiché mi auguro che la politica prevalga sull’infamia della calunnia.

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