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PORTO EMPEDOCLE – Anna Messina viene scarcerata


A seguito della sentenza della Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa in Corte d’Appello di Palermo, sono decorsi i termini di custodia cautelare relativamente alla condanna inflitta in primo grado dal Tribunale di Agrigento, e, pertanto, è stata scarcerata Anna Messina, 38 anni, di Porto Empedocle. La Messina, difesa dall’avvocato Salvatore Pennica, sorella del boss empedoclino Gerlandino, è stata ristretta ai domiciliari, e adesso, invece, le è stata restituita la libertà senza alcuna prescrizione.

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PORTO EMPEDOCLE – Annullata dalla Corte di Cassazione la condanna a Anna Messina


La Corte di Cassazione, ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Palermo nie confronti di Anna Messina, 38 anni, di Porto Empedocle, sorella del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, imputata di favoreggiamento reale dall’avere agevolato l’associazione mafiosa , sarebbe stata messaggera del fratello Gerlandino durante la latitanza. Sarà un’altra sezione d’Appello a Palermo a giudicare una seconda volta Anna Messina. E l’avvocato Salvatore Pennica commenta: “Sono convinto della non colpevolezza di Anna Messina. E’ un processo che si sarebbe dovuto chiudere con l’assoluzione se il pregiudizio sul cognome non avesse offuscato il giudizio. Siamo pronti a continuare la battaglia processuale”. A Favara, in Corso Stati Uniti, nella palazzina a due piani dove il 23 ottobre del 2010 i Carabinieri arrestarono Gerlandino Messina, fu scoperta una lettera di Anna Messina.

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PORTO EMPEDOCLE – Il Gip non convalida l’arresto di Anna Messina


Arrestata e liberata a tempo di record Anna Messina, sorella del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina.

La donna (difesa dall’avvocato Salvatore Pennica) è stata arrestata dai carabinieri lo scorso 26 aprile perché trovata al Centro vaccini di Porto Empedocle per sottoporre la figlioletta di due mesi e mezzo al trattamento obbligatorio.

Essendo la donna agli arresti domiciliari e trovata fuori casa, i carabinieri hanno proceduto all’arresto. Arresto che non è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato che non ha ritenuto grave il comportamento della donna ma, anzi, ha evidenziato come la stessa, attraverso anche l’opera del suo legale, aveva avvisato tempestivamente carabinieri e polizia del suo spostamento verso il centro vaccini; aveva richiesto ritualmente il permesso ai giudici della terza sezione penale della Corte d’appello (permesso ottenuto ma arrivato in ritardo) aveva la documentazione sanitaria in regola e precedentemente ottenuta.

Pertanto, il giudice Malato ha disposto di non convalidare l’arresto.

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PORTO EMPEDOCLE – Condannata Anna Messina


La Corte d’ Appello di Palermo ha ridotto da 6 a 5 anni di reclusione la condanna inflitta ad Anna Messina, 37 anni, di Porto Empedocle, sorella del boss Gerlandino Messina, imputata di concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici hanno riconosciuto alla donna le attenuanti generiche. Il difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ha insistito nella richiesta di assoluzione sostenendo che : “secondo il contenuto dei “pizzini” ritrovati si evincerebbero contatti di sola natura familiare, che nulla hanno a che vedere con l’associazione mafiosa, ma al massimo potrebbero paventare un favoreggiamento, che la legge non punisce tra familiari”.

 

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MAFIA – 3 anni di sorveglianza speciale ad Anna Messina


Donna boss e socialmente pericolosa: Anna Messina, 37 anni, sorella del boss Gerlandino, condannata in primo grado a sei anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, dovrà scontare anche tre anni di sorveglianza speciale. I giudici della prima sezione misure di prevenzione, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, le hanno imposto il provvedimento che prevede alcune restrizioni della libertà personale fra cui il divieto di uscire da casa negli orari serali, quello di frequentare pregiudicati e varcare i confini del proprio comune di residenza. La sorveglianza speciale viene imposta alle persone ritenute socialmente pericolose.

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MAFIA – Rinviato processo d’Appello per Anna Messina in stato di gravidanza


A Palermo, al palazzo di giustizia, è stata rinviata l’ udienza del processo d’Appello a carico di Anna Messina, 37 anni, sorella del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, condannata in primo grado a 6 anni di reclusione per concorso esterno alla mafia. La donna, agli arresti domiciliari dal 6 febbraio 2015, è in gravidanza e, dunque, per ragioni di salute è impossibilitata a partecipare al dibattimento. La sostituto procuratore generale Anna Maria Palma ha annunciato una perizia medica per accertare la sussistenza dell’ impedimento. Prossima udienza il 10 febbraio.

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CORTE DI APPELLO – Anna Messina sta per partorire, il processo non comincia


E’ stato ulteriormente rinviato al 28 gennaio la prossima udienza del processo di appello nei confronti di Anna Messina, 37 anni, condannata in primo grado a 6 anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’udienza si sarebbe dovuta tenere ieri dopo che già a dicembre vi era stato un rinvio viste le condizioni di salute della donna, in stato di gravidanza, e che si trova agli arresti domiciliari dal 6 febbraio 2015 e non può comparire davanti ai giudici per problemi di salute dovuti appunto allo stato di gravidanza.
Anna Messina è sorella del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, ed è accusata di aver contribuito al rafforzamento dell’associazione mafiosa attraverso lo smistamento di pizzini contenenti le direttive del fratello quando era latitante

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PORTO EMPEDOCLE – 6 anni di reclusione ad Anna Messina: rinvio a giudizio per Gerlandino


A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Riccardo Ricciardi, ha condannato a 6 anni di carcere Anna Messina, di Porto Empedocle, sorella del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, che è stato rinviato a giudizio. Anna Messina, 35 anni, difesa dall’ avvocato Salvatore Pennica, attualmente detenuta ai domiciliari, e per la quale la pubblico ministero della Dda, Rita Fulantelli, ha invocato 10 anni di reclusione, è accusata di essere stata messaggera del fratello Gerlandino durante la sua latitanza, ed è imputata di favoreggiamento reale dall’avere agevolato l’associazione mafiosa.

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PORTO EMPEDOCLE – Chiesti 10 anni di reclusione per Anna Messina


Il Pubblico ministero della Dda di Palermo, Rita Fulantelli ha concluso la sua requisitoria chiedendo 10 anni di carcere per Anna Messina, 35 anni, e il rinvio a giudizio per il fratello e capomafia di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, 41 anni.
La donna è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di avere fatto da “messaggera” al fratello durante gli anni di latitanza. Le richieste di accedere al rito abbreviato per Anna Messina e all’ordinario per Gerlandino Messina, sono state formulate dal loro difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ed esplicitate stamani nel
corso dell’udienza preliminare, che si è celebrata avanti il Gup del Tribunale di Palermo, Riccardo Ricciardi. Il prossimo 3 dicembre ci sarà discussione e sentenza. Per Gerlandino Messina invece si saprà se verrà
rinviato a giudizio o meno.

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PORTO EMPEDOCLE – Anna Messina:”Mai aiutato Cosa Nostra”


“Io non sono mafiosa”. Così all’udienza preliminare del processo, che vede imputati il capomafia di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, 41 anni e la sorella Anna Messina, 35 anni, finita agli arresti domiciliari con l’accusa di avere fatto da “messaggera” al fratello durante gli anni di latitanza, ha detto l’imputata, che ha voluto rendere dichiarazioni spontanee.

Per i pubblici ministeri della Dda di Palermo, Rita Fulantelli ed Emanuele Ravaglioli, Anna Messina è stata il punto di riferimento del fratello, nonché boss Gerlandino. E così, davanti al Gup del Tribunale di Palermo, Riccardo Ricciardi, Anna Messina, assistita dall’avvocato Salvatore Pennica, ha raccontato la sua verità: “Sono stata arrestata nel Febbraio del 2014 perché accusata di avere concretamente contribuito, pur senza farne parte alla realizzazione degli scopi dell’organizzazione di tipo mafioso Cosa Nostra ed in particolare delle articolazioni territoriali operanti nella zone di Porto Empedocle.Oggi ho deciso di difendermi di fronte al Giudice naturale e prendo la parola per difendere la mia dignità di donna, soprattutto di mamma, ed affermare la mia innocenza ai fatti contestati. Subito dopo l’arresto sono stata oggetto di interviste da parte di esponenti dell’arma dei carabinieri che hanno tratteggiato attraverso i media la mia figura come donna mafiosa.

Affermo con serena e calma determinazione di non essere mafiosa, non lo sono mai stata, e gli unici rapporti che avevo con mio fratello, Gerlandino, sono stati prettamente familiari così come spiegherò dando chiarezza e significato al contenuto dello scritto sequestrato nel covo dove egli è stato arrestato.

Non ero al corrente di ciò che mio fratello faceva o non faceva durante la latitanza, seppur nè in questa nè in altra sede intendo rinnegare il mio sentimento di affetto che è costituito dall’essere fratelli e dalla legge naturale. Ho inizialmente negato, avanti i carabinieri, di essere l’autrice della lettera perché nell’invito di convocazione non era richiesta nè indicata la presenza dell’avvocato. Ho quindi pensato che fosse uno dei tanti colloqui legati allo status di mio fratello Gerlandino così come in passato ero stata sottoposta. Quando mi presentarono la lettera davanti e mi venne chiesto se la lettera l’avessi scritta io, inconsapevole di ciò che mi stava accadendo e presa dal panico dissi di no poiché non venni resa edotta del mio status di indagata”. Il processo riprenderà il prossimo 19 novembre: Anna Messina ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato condizionato; Gerlandino Messina ha optato per il giudizio ordinario.

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