Tag Archive | "arresti"

LAMPEDUSA – Arrestati due tunisini già espulsi e due presunti scafisti


Due tunisini sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Agrigento perché rientrati illegalmente in Italia, sbarcando a Lampedusa, nonostante fossero stati espulsi con provvedimenti dei prefetti di Varese e Ravenna. Si tratta di Maher Issaoui, 29 anni, e Maher Aidi di 25 anni.

I poliziotti della Squadra Mobile hanno inoltre sottoposto a fermo di indiziato di delitto due presunti scafisti, anch’essi tunisini. Secondo le indagini, i due avrebbero guidato l’ imbarcazione che lo scorso 17 febbraio ha fatto sbarcare a Lampedusa 32 tunisini. Si tratta di Jamal Shalby di 21 anni e Mohamed Belhaj di 29 anni.

I primi due sono stati messi nelle camere di sicurezza della Questura in attesa della direttissima, mentre i presunti scafisti sono stati portati in carcere.

Postato in AGRIGENTO, CronacaCommenti (0)

Arresti dei Carabinieri tra Palma di Montechiaro ed Agrigento


A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Vella, 50 anni, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Agrigento. Vella sconterà la condanna definitiva a 3 anni e 6 mesi di reclusione, perché giudicato colpevole dei reati di sottrazione di persone incapaci e atti sessuali con minorenne, nell’ anno 2008 a Palma di Montechiaro.

E ad Agrigento i Carabinieri della stazione di Villaseta hanno arrestato, per evasione
dagli arresti domiciliari, Francesco Vetrano, 31 anni di Agrigento, risultato non in casa all’atto del controllo da parte dei militari. Vetrano è stato poi rintracciato lungo le vie del centro cittadino, ed è stato nuovamente ristretto ai domiciliari.

Postato in AGRIGENTO, CronacaCommenti (0)

CASTELVETRANO – Appalti del Comune alle imprese amiche di Messina Denaro [VIDEO]


GUARDA IL VIDEO

Credevano di poterla fare franca nella super controllata Castelvetrano. Di aggiudicarsi gli appalti pubblici e finanziare la latitanza di Matteo Messina Denaro. Un imprenditore è finito in manette assieme al suo faccendiere, altri quattro sono stati allontanati con una misura cautelare dalle proprie imprese, e due funzionari comunali raggiunti da un avviso di garanzia.  

Castelvetrano è scossa da un’inchiesta giudiziaria coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Trapani e del Ros. Alcuni appalti pubblici banditi dal Comune sarebbero stati pilotati in favore dell’imprenditore Rosario Firenze, finito in carcere.  I domiciliari sono stati concessi al suo braccio destro, il geometra Salvatore Sciacca. Una parte dei soldi sarebbero nelle tasche dei familiari dell’imprendibile latitante. I reati contestati a vario titolo nell’inchiesta sono associazione mafiosa, fittizia intestazione di beni, turbativa d’asta e trasferimento fraudolento di beni.  

Firenze era stato interdetto tre anni fa dalla Prefettura, ma attraverso una rete di prestanome e due fratelli avrebbe continuato a gestire le aziende con cui si è aggiudicato commesse milionarie: dall’appalto per la fognatura ai lavori all’interno dell’ex autoparco comunale.

Il divieto ad esercitare attività imprenditoriale è stato emesso nei riguardi dei presunti prestanome di Firenze, Giacomo Calcara, 38 anni, Benedetto Cusumano, 68 anni, Fedele D’Alberti 41 anni e Filippo Tolomeo, 38 anni.

C’è stata anche la notifica dell’avviso di garanzia nei confronti di altri 4 indagati, tra cui due funzionari del Comune di Castelvetrano e due fratelli di FIRENZE

L’ordinanza, firmata dal giudice per le indagini preliminari Nicola Aiello, traccia la mappa degli affari su cui sono ancora al lavoro i carabinieri del Comando provinciale di Trapani, guidati dal colonnello Stefano Russo.

Postato in Cronaca, In evidenza, TRAPANICommenti (0)

CATANIA – Basta pizzo, imprenditori si ribellano e fanno arrestare i loro estorsori


Sei presunti affiliati al gruppo del calatino della famiglia di Cosa nostra catanese Santapaola-Ercolano sono stati arrestati a Palagonia dai carabinieri di Catania perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione tentata e consumata nei confronti di quattro imprenditori nel settore edile e commerciale. L’operazione, alla quale hanno preso parte nuclei cinofili ed elicotteri, è stata denominata ‘New faces’. 

Le vittime, che hanno denunciato il pizzo, sarebbero state costrette, con ripetute minacce e violenze, a pagare da 1.000 a 5.000 euro mensili. Il gruppo era capeggiato dal 46enne Salvatore Ferraro, che dai Santapaola-Ercolano aveva ricevuto l’incarico di gestire il racket delle estorsioni tra Palagonia e Militello in Val di Catania.

In almeno due circostanze gli imprenditori hanno subìto aggressioni fisiche, in un caso è stata bruciata una macchina. Gli arrestati sono Salvatore Alessandro Ferraro, 46 anni, Luigi Scuderi, 57, Mario Compagnino, 47, Rocco Farruggio, 46, Pierpaolo Di Gaetano, 37, e Salvatore Musumeci, 62. Sono tutti di Palagonia, tranne Scuderi, di Militello in Val di Catania. A Di Gaetano il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenzaCommenti (0)

LERCARA FRIDDI – I Cacciatori di Calabria a controllo nelle aree rurali, tre arrestati


Nei giorni scorsi, nei comuni della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Lercara Friddi, si svolti dei controlli mirati nelle aree rurali, effettuati con il supporto dei Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria.

I militari della locale Arma territoriale, con l’ausilio dei “colleghi dal basco rosso”, hanno effettuato decine di perquisizioni, interessando fino ad oggi, i territori di Lercara Friddi, Alia, Valledolmo, Vicari, Palazzo Adriano e Prizzi.

La peculiare posizione di confine della Compagnia, ha inoltre portato la task force nei territori nisseni di Vallelunga Pratameno e Villalba. Proprio qui i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Lercara hanno tratto in arresto due volti noti alle forze dell’ordine, Giuseppe Castiglione nato a Vallelunga Pratameno, classe 1945 e Vincenzo Coticchio nato a Vallelunga Pratameno, classe 1956 con l’accusa di furto aggravato. Il secondo si è inoltre reso colpevole dei reati di ricettazione e detenzione abusiva di munizioni, da lui abilmente occultate all’interno di ruote di macchina accatastate in garage, nonché nel tubo di sostegno di un’altalena per bambini. Il Coticchio è stato condannato a 10 mesi di reclusione con pena sospesa ed al pagamento di 800 € di ammenda, il Castiglione invece è stato sottoposto all’obbligo di firma due volte al giorno, in attesa della prossima udienza.

Ad Alia invece è stata la volta di Chimento Salvatore, volto noto alle forze dell’ordine, classe 1984, e C.G.,classe 1986, tratti in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. All’interno dello sportello del contatore dell’acqua, marito e moglie nascondevano 48 dosi di hashish, per un peso complessivo di 93 grammi circa.

I due sono stati rilasciati.

Postato in Cronaca, In evidenza, PALERMOCommenti (0)

AGRIGENTO – Arresti DIA, nuovi particolari: plauso dell’Antiracket


Sarebbe stato arrestato in una casa di campagna fornita di piscina e impianto di sorveglianza, Antonio Massimino, 48 anni, ritenuto dagli investigatori il nuovo boss di Agrigento.

Massimino è finito in manette due giorni fa, insieme ad un altro coinvolto nell’operazione della Dia di Agrigento, Liborio Militello, 49 anni, anch’egli agrigentino, suo fedelissimo.

I due sono accusati di un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore della Città dei Templi.

E si terrà oggi, nel carcere di contrada Petrusa dove sono rinchiusi, gli interrogatori di garanzia di Antonio Massimino, e Liborio Militello, dopo l’arresto dalla Dia di Agrigento per un tentativo di estorsione “con metodo mafioso” ai danni di un imprenditore.

L’incontro dei due con il gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, è previsto  in tarda mattinata.

Massimino, secondo gli inquirenti,avendo appreso tramite una soffiata di essere prossimo all’arresto, stava tentando di scappare, lasciare Agrigento e andare all’estero, probabilmente in Germania insieme alla famiglia e stava tentando di vendere tutto ciò che era nella sua disponibilità attraverso la ditta “Syrydrynk Srl unipersonale”, con  sede  legale  ad  Agrigento  in Viale  Monserrato l4,  esercente  l’attività  di  commercio al minuto al posto fisso di bevande. “Devo prendere i soldi che devo andarmene di corsa…Devo andare da una parte.” si sentirebbe in una conversazione registrata mentre Massimino era al telefono.

 “Esprimiamo un plauso ai magistrati della Procura della Repubblica di Palermo ed al Personale della Dia di AGRIGENTO per aver sottratto dal condizionamento mafioso, da parte di pregiudicati di rilevante spessore criminale, operatori economici della nostra realtà”. Così, l’associazione Fai Antiracket AGRIGENTO, referente locale della Federazione Nazionale delle Associazioni Antiracket ed Antiusura, commenta con una nota gli arresti da parte della Direzione Investigativa Antimafia di due esponenti della criminalità organizzata mafiosa agrigentina che tentavano di estorcere imprenditori impegnati nelle proprie attività lavorative. “Gli imprenditori che denunciano e collaborano trovano, in questo caso nel personale della Dia e nei Magistrati di Palermo, come già avvenuto in passato, supporto nelle articolazioni dello Stato che per tutti operano per assicurare benessere sociale senza condizionamenti mafiosi o di altro genere”, conclude la nota.

Postato in AGRIGENTO, Cronaca, In evidenzaCommenti (0)

NOTO – Arrestati moglie e fratello boss Triglia


– La moglie e il fratello del boss siracusano Antonio Trigila, che sta scontando una condanna all’ergastolo, sono stati arrestati stamane dalla polizia con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalla finalità mafiosa. Nunziatina Bianca, di 57 anni, e Gianfranco Trigila, di 42, sono stati posti ai domiciliari su disposizione della Dda di Catania. I provvedimenti cautelari sono l’epilogo di una complessa attività investigativa, sviluppata dal Commissariato di Avola e diretta dalla Dda, che ha permesso di fare luce su un traffico di sostanze stupefacenti organizzato dai vertici del clan Trigila d’intesa con la “ndrina” calabrese, che vanta una base operativa nel Milanese. Il clan Trigila, tra il 2010 ed il 2015, aveva organizzato un’attività di spaccio rifornendosi in Lombardia. Un ruolo di primo piano avrebbero svolto Nunziatina Bianca e Gianfranco Trigila, in assenza di Antonio Trigila, soprannominato “Pinuccio Pinnintula”, detenuto da più di vent’anni.

Postato in Cronaca, In evidenza, SIRACUSACommenti (0)

PIETRAPERZIA – Scardinarono e rubarono bancomat, arrestati


Due fratelli di Pietraperzia (Enna), Cosimo ed Eugenio Alú, di 37 e 34 anni, incensurati, sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di fare parte di una banda di 5 persone che aver scardinato un bancomat all’Unicredit di Sommatino (Caltanissetta), nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, utilizzando un’autocarro munito di gru rubato a Pietraperzia. Durante la fuga, a causa di un probabile guasto meccanico a una Fiat Uno, rubata sempre a Pietraperzia e utilizzata come mezzo di appoggio, la banda aveva rapinato un panettiere, facendosi consegnare il furgone. La cassa bancomat, ancora integra e con all’interno 23 mila euro circa, è stata trovata dai carabinieri in un fondo degli Alù; poco distante c’era anche il camion. Le indagini, coordinate dal pm Francesco Augusto Rio della Procura di Enna, continuano per individuare i complici.

Postato in CALTANISSETTA, Cronaca, In evidenzaCommenti (0)

PALERMO – Oltre 800 chili di hashish su un tir tra le arance: 6 arresti [VIDEO]


Sono stati sequestrati 861 chili di hashish con un valore di più di un milione di euro in piazza Scaffa a Palermo all’interno di un tir con targa polacca. I finanzieri hanno perquisito il mezzo e in fondo al vano frigo, nascosti dietro le cassette di frutta, sono stati trovati 26 pacchi del peso di 33 chili ciascuno, contenenti hashish confezionato a panetti.

Le fiamme gialle hanno arrestato in flagranza di reato 6 cittadini di nazionalità polacca, spagnola, rumena ed italiana, tutti coinvolti, a vario titolo, nel trasporto di un ingente quantitativo di droga.

Attorno al tir era stato notato uno strano via vai e per questo i militari hanno deciso di perquisire il mezzo, chiedendo di chiarire la natura del carico trasportato e di esibire la documentazione commerciale di supporto. L’autista del tir alle richieste dei finanzieri si è innervosito, mentre gli altri quando si sono accorti del controllo si sono dati alla fuga. Ma sono stati tutti bloccati.

Nella documentazione del carico risultava che si trattava di una spedizione di arance spagnole destinate formalmente a un operatore commerciale con sede in Polonia.

Ma i militari si sono ulteriormente insospettiti per il fatto che un mezzo commerciale partito da Valencia e destinato in un Paese del nord Europa si trovasse a Palermo.

Gli arrestati sono Adam Kazmierczak, Elena Alina Bivol, Daniele Benedetti, Juan Jose Santos Redero, Slawomir Piotr Blaszko, Slawomik Mikolajczk.

Postato in Cronaca, In evidenza, PALERMO, VideoCommenti (0)

Fbi colpisce Cosa nostra in America Cinquanta gli affiliati arrestati


Colpo alla rete di Cosa nostra negli Usa. Oltre 40 affiliati alle famiglie Genovese, Gambino, Lucchese e Bonanno sono stati arrestati nel corso di una operazione condotta nelle ultime ore a New York dall’Fbi.

Lo rende noto la stessa agenzia federale su Twitter.

L’operazione – si legge sui media americani – e’ scattata dopo indagini che sono durate anni, e ha interessato l’intera costa orientale degli Stati Uniti. Gli arresti complessivamente sarebbero circa 50.

Fbi e polizia sono dunque entrati in azione non solo a New York ma anche a Newark, Boston, Miami e New Haven. Tra le persone fermate – affermano i media locali – anche esponenti della famiglia Columbo.

Postato in Cronaca, Dal Mondo, In evidenzaCommenti (0)

Advert

TROVACI SU FACEBOOK

ULTIME NOTIZIE

PREVISIONI METEO

ALMANACCO

HERCOLE NEWS 24

STASERA IN TV

Calendario

marzo: 2017
L M M G V S D
« Feb    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

STATISTICHE

Dettagli www.trs98.it

Site Info

TRS98