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CANICATTI’ – Marco Vinci ucciso con 2 coltellate al cuore. Oggi i funerali


Due coltellate sferrate con forza, che hanno raggiunto Marco Vinci al cuore. E’ questo quanto emerge  dall’autopsia effettuata ieri pomeriggio nella camera mortuaria dell’ospedale Barone Lombardo dal perito nominato dalla Procura di Agrigento il dottor Cataldo Raffino dell’università di Catania. Esperto che si è riservato  60 giorni di tempo per depositare gli esiti dell’esame effettuato ieri e durato oltre tre ore. Due i colpi, sferrati da Daniele Lodato ed entrambi letali. Oggi, pomeriggio, alle ore 17, nella chiesa “Gesù Amore Misericordioso” di Canicattì si svolgeranno i funerali di Marco e sarà lutto cittadino proclamato dal Sindaco Ettore Di Ventura . Sul fronte delle indagini , non ci sono novità. Intanto, venerdi la città si mobilita per una fiaccolata contro la violenza . Un corteo alle ore 20 partirà da piazza IV Novembre per raggiungere il luogo dell’assassinio diventato meta di pellegrinaggio.

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CANICATTI’ – Omicidio Marco Vinci, domani la Procura di Agrigento conferirà l’incarico per l’autopsia


Verrà conferito domani dalla Procura di Agrigento, l’incarico al medico legale che dovrà effettuare l’autopsia del ventiduenne Marco Vinci, ucciso, a Canicattì, nella notte fra sabato e domenica perché ha provato a difendere un’insegnante di 38 anni che sarebbe stata importunata.

L’esame dovrà confermare se davvero, come sembra, la vittima è stato raggiunta da due coltellate all’addome, e dovrebbe essere eseguito nel pomeriggio di domani. Il fascicolo di inchiesta, per omicidio volontario, è coordinato dal sostituto procuratore Alessandra Russo. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri che hanno fermato il presunto responsabile: Daniele Lodato, 34 anni.

Intanto, a Canicattì, il sindaco Ettore Di Ventura ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali del giovane. “Questa morte appartiene a tutti noi – ha scritto Di Ventura – . Il lutto cittadino è il segno di vicinanza alla famiglia ed è il monito, per l’intera città, perché rimanga unita e trovi motivo di speranza nel gesto eroico ed altruista di Marco”.

Al prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, il sindaco di Canicattì ha chiesto di convocare con urgenza il comitato per l’ordine e la sicurezza, “per analizzare la situazione, arginare i fenomeni delinquenziali e garantire la tutela dell’ordine pubblico della città”.

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GELA – L’autopsia smentisce la madre assassina: trovata candeggina nei corpicini di Gaia e Maria Sofia


Sarebbe stata trovata candeggina negli organi interni di Maria Sofia e Gaia Trainito, le due sorelline di 7 e 9 anni uccise martedì scorso a Gela dalla madre Giuseppa Savatta. Sarebbe questo, secondo le prime indiscrezioni, l’esito dell’autopsia, su incarico della Procura di Gela, dal medico legale catanese Cataldo Raffino.

Se l’indiscrezione troverà conferma si tratta di una circostanza che smentirebbe almeno parzialmente il racconto di Giuseppa Savatta che aveva spiegato di avere strangolato le figlie e di aver usato la candeggina per sé nel tentativo di uccidersi. Tutte circostanze che probabilmente saranno chiarite dal procuratore di Gela Fernando Asaro che domani mattina terrà una conferenza stampa.

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Ragusana trovata morta in Brasile L’autopsia: è stata strangolata


E’ stata strangolata Pamela Canzonieri, la donna di Ragusa, che era stata trovata morta giovedì scorso nella sua abitazione a Morro de Sao Paolo, uno dei paradisi turistici nell’isola di Tinhare, a sud di Salvador de Bahia. Sono stati i risultati dell’autopsia, comunicati all’Ansa dalla polizia locale, a fornire i primi dati certi dopo giorni di buio sulle cause della morte.

Il portavoce della polizia Alberto Maraux ha precisato che il decesso è stato provocato da asfissia e che lo strangolamento è stato compiuto con le mani. “Sappiamo che è stata sorpresa in casa e che non ci sono segni di effrazione”, ha detto il commissario Argimária Freitas de Sousa Soares, titolare dell’indagine, ed il portavoce ha aggiunto che la polizia sta seguendo due piste investigative ed ha sentito già alcuni testimoni.

Pamela Canzonieri, 39 anni, amava molto quella zona del Brasile e da cinque anni vi trascorreva i mesi estivi brasiliani. Affittava una casa e si manteneva lavorando in un ristorante. Proprio nella sua casa nel quartiere di Mangaba, dove si trovava da più di un mese, è stata trovata morta dalla polizia che era stata allertata da una telefonata anonima e dalla denuncia di alcuni amici della donna.

I lividi sul corpo avevano subito fatto pensare ad un’aggressione, anche se non c’erano state conferme ufficiali. I familiari di Pamela hanno espletato tutte le pratiche burocratiche attraverso un loro amico sul posto e il rientro della salma, ora che è stato completato l’esame autoptico, dovrebbe avvenire venerdì prossimo.

Anche il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti anche per consentire agli organi di polizia locali di poter svolgere indagini autonome rispetto a quelle finora fatte dalle autorità di polizia brasiliana.

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Bimbo sbranato, la verità dalle telecamere?


Sarà eseguita domani l’autopsia sul piccolo di 18 mesi morto due giorni fa dopo essere stato sbranato da uno dei due doghi argentini che la sua famiglia aveva nella loro villetta di Mascalucia, nel Catanese.

La madre, che ha detto di essere con lui al momento dell’aggressione, è indagata per omicidio colposo, come atto dovuto.

La donna, 34 anni, si è avvalsa della facoltà di non rispondere all’interrogatorio disposto dal sostituto procuratore di Catania, Fabrizio Aliotta, che la sentirà nei giorni successivi all’esame medico legale.

Proseguono intanto le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, che hanno eseguito un sopralluogo nella villetta e acquisito le riprese di alcune telecamere di sicurezza, che sono state affidate all’analisi al Ris dell’Arma di Messina, ma che, secondo quanto si è appreso, non sarebbero visibili.

Non è escluso che per questo la Procura richieda un esame tecnico sui filmati, attraverso un atto irripetibile come un incidente probatorio.

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CATTOLICA ERACLEA – Disposta l’autopsia sul farmacista Gaetano Sajeva


La Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto l’ autopsia su Gaetano Sajeva, 52 anni, originario di Cattolica Eraclea e titolare di una farmacia a Favara, scoperto morto nella sua abitazione a San Leone lo scorso primo agosto. La Procura intende così accertare in modo inconfutabile quali siano state le cause che hanno provocato la morte dell’ uomo. Si ipotizza che Gaetano Sajeva sia stato vittima di un ictus cerebrale.

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MILANO – Eseguita l’autopsia sul cadavere di Bernardo Provenzano


È stata eseguita stamani all’Istituto di medicina legale di Milano l’autopsia sul cadavere del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, morto ieri all’ospedale San Paolo a Milano.

Gli esami autoptici sono stati disposti dal pm di turno Alessandro Gobbis per fugare qualsiasi dubbio sulle cure ricevute nella struttura sanitaria e sulle cause della morte legate all’aggravarsi della malattia che lo aveva colpito ormai da tempo.

All’autopsia, da quanto si è saputo, non ha partecipato alcun consulente per la famiglia Provenzano, ma solo quello nominato dalla Procura. Per effettuare l’accertamento il pm ha dovuto aprire formalmente anche un fascicolo a ‘modello 45’, ossia senza ipotesi di reato nè indagati. Gli inquirenti sono ora in attesa di una relazione con i primi esiti dell’autopsia.

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CATTOLICA ERACLEA – L’autopsia conferma: il marmista Giuseppe Miceli ucciso con più colpi alla testa [VIDEO]


Giuseppe Miceli, marmista di 67 anni, di Cattolica Eraclea è stato ammazzato. L’autopsia eseguita nella camera mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento da due medici legali – uno di Sciacca e uno di Palermo – non lascia dubbi. A determinare il decesso di Miceli, trovato morto ieri nell’ufficio della sua azienda artigiana, sarebbero stati dei colpi inferti fra la nuca e la testa con un oggetto contundente. La lesione al mento pare che sia successiva al decesso, forse determinata dalla caduta sul pavimento.

La morte di Miceli dovrebbe essere avvenuta fra il tardo pomeriggio e la notte della domenica. Stamani, i carabinieri di Cattolica Eraclea e quelli della Scientifica del nucleo investigativo hanno sequestrato anche il laboratorio di marmi e graniti e alcuni materiali saranno inviati al Ris di Messina. Ieri, era stato sequestrato soltanto l’ufficio di via Crispi, laddove la salma è stata ritrovata dal fratello maggiore di Miceli, Ignazio, contitolare dell’azienda: “E’ stato ammazzato come un cane”, ha detto. Le ipotesi investigative, di cui si stanno occupando i carabinieri, restano quella della rapina finita male o dell’omicidio scaturito da un precedente litigio. Intanto, i carabinieri di Cattolica Eraclea, diretti dal maresciallo Liborio Riggi, stanno continuando a scavare nella vita del sessantasettenne che, a quanto pare, avrebbe avuto il vizio delle scommesse sportive che in alcuni casi lo avrebbero portato ad indebitarsi.

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AGRIGENTO – Muore dopo essere stato dimesso: la Procura dispone l’autopsia


Come primo passo formale è stata disposta l’autopsia, nelle prossime ore sarà formalizzata l’iscrizione nel registro degli indagati dei medici che hanno avuto in cura Sebastiano Bellanca, l’agrigentino di 63 anni morto dopo essere stato dimesso qualche ora prima dall’ospedale dove era andato a causa di forti dolori addominali. Ieri mattina il pubblico ministero Matteo Delpini, titolare dell’inchiesta avviata dopo la denuncia del cognato, il noto imprenditore Salvatore Moncada, ha disposto un esame autoptico sul corpo della vittima per accertare le cause della morte. Inevitabile l’iscrizione nel registro degli indagati dei medici. Si tratta di un dovuto, non ancora formalizzato.

 

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CAMPOBELLO DI LICATA – La salma di Rosario Sanfilippo sottoposta oggi ad autopsia


Sarà eseguita oggi nella camera mortuaria dell’ospedale Umberto I di Enna, l’autopsia sul corpo di Rosario Sanfilippo, 15 anni, di Campobello di Licata, deceduto sabato scorso. Il sostituto del Tribunale di Agrigento, Antonella Pandolfi, che coordina l’inchiesta ha dato incarico al Dott. Cataldo Raffino dell’università di Catania, di eseguire la perizia necroscopica. L’esame, servirà a stabilire le esatte cause del decesso. L’inchiesta, è partita dopo la denuncia dei familiari. Il 15 enne è morto all’ospedale dopo che, da alcuni giorni, aveva accusato dei forti mal di testa e vomitava in continuazione. Il giovane, pare soffrisse di diabete. La Procura di Enna, ha trasmesso tutti gli atti ai colleghi di Agrigento competenti per il territorio.

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