Tag Archive | "Barcellona Pozzo di Gotto"

MAFIA – Confiscati beni per 4,8 mln a Concetto Bucceri [VIDEO]


Beni per un valore complessivo di 4 milioni e 800 mila euro sono stati confiscati a Concetto Bucceri, esponente legato al clan mafioso Santapaola. Personale della Dia di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, sta eseguendo il provvedimento disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla. Le indagini patrimoniali sono state condotte in sinergia con la Procura di Messina. Il provvedimento interessa l’intero patrimonio di Bucceri comprese alcune aziende intestate a fidati prestanome.
    Il provvedimento di confisca ha riguardato due imprese attive nel settore delle costruzioni ed opere di ingegneria civile, due fabbricati ed otto terreni utilizzati in parte come sedi operative, 13 mezzi strumentali alle attività, una polizza vita e vari rapporti finanziari. Bucceri è ritenuto organico alla famiglia mafiosa riferibile al clan Santapaola-Picanello di Catania.
   

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Bimba di due anni ingoia un palloncino e muore


Una bambina di due anni, figlia di una coppia di stranieri, è morta la scorsa notte a Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese soffocata da un palloncino gonfiabile che aveva messo in bocca mentre giocava. E’ accaduto intorno alle 22,30. I genitori hanno cercato di estrarre il palloncino ma non ci sono riusciti; sono corsi all’ospedale della città, dove la piccola è arrivata in condizioni disperate ed è morta. Indagano i carabinieri.

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La fortuna bacia Barcellona Pozzo di Gotto . Superenalotto, “5+1” da record


Sarà sicuramente una felice Pasqua quella del fortunato vincitore che ieri sera, al concorso numero 36 del SuperEnalotto, ha vinto 478.019,88 con un 5+1. La fortunata vincita è avvenuta a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, nella tabaccheria Viola di piazza Duomo. Appena avuta la notizia, nella ricevitoria è esplosa la festa.

“E’ un’emozione incredibile, quando ho visto che il biglietto era stato venduto qui da noi mi sono sentito emozionato come se l’avessi vinto io – ha commentato Carmelo Viola, figlio del titolare”. Il locale è stato subito preso d’assalto da decine di avventori e Viola ha offerto da bere a tutti. “Il vincitore per il momento non si è ancora fatto vivo. La speranza, ovviamente, è che lo faccia. Sono certo sia uno del posto, la nostra non è una zona di passaggio”.

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Il dramma di Barcellona Pozzo di Gotto. Morto il bimbo caduto dal balcone di casa


Non ce l’ha fatta il piccolo Giuseppe Pirri, il bambino di 5 anni caduto dal balcone di casa nella giornata di sabato a Fondaco Nuovo, a Barcellona Pozzo di Gotto. E’ morto alle ore 4.58 presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico di Messina dove era stato ricoverato e dove i medici hanno fatto tutto il possibile per cercare di strapparlo alla morte. Troppo gravi i traumi riportati nella rovinosa caduta. Adesso si attende di conoscere l’esito dell’autopsia, con i carabinieri che stanno indagando per cercare di capire se il piccolo al momento della caduta si trovasse solo in casa o con qualche componente del nucleo familiare.

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Massacra il fratello a fucilate


Non ci ha pensato su due volte. Nulla lo ha fatto desistere. Le urla della madre, le mani tese del padre verso di lui per implorarlo di calmarsi, per cercare di disarmarlo, di non premere il grilletto, di abbassare la canna del fucile. Quel dannato fucile che Alessandro Crisafulli ha utilizzato per spazzare via per sempre la vita di suo fratello. E la propria. E quella di tutti i suoi familiari, investiti da una tragedia assurda, incomprensibile. 

Alessandro, 28 anni, ha ucciso il fratello maggiore Roberto, 32 anni. Intorno alle 5 mattino, all’interno della loro abitazione, a Barcellona Pozzo di Gotto, è accaduto qualcosa che i carabinieri stanno cercando di accertare. Sembra che Roberto volesse difendere i genitori vittime di una aggressione verbale e fisica del fratello. L’assassino sarebbe tornato tardissimo a casa, forse sotto l’effetto di alcool, e si sarebbe scagliato contro i genitori che lo rimproveravano.

E’ certo che si è trattato dell’esito assurdo di una lite. L’ennesima lite fra due fratelli, che, secondo alcune indiscrezioni, avevano di frequente dei contrasti.

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MAFIA – Colpo alla famiglia di Barcellona Estorsioni e rapine, blitz con 22 arresti


I carabinieri e la polizia stanno eseguendo a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 22 persone, accusate di far parte della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto con l’accusa di associazione mafiosa, estorsioni, rapine, porto abusivo d’armi e altri reati contro la persona e il patrimonio. Altre 5 persone sono state denunciate per gli stessi reati.

L’operazione antimafia, denominata ‘Gotha 5’,  ha messo in luce soprattutto l’attività estorsiva nel settore imprenditoriale  della famiglia di Barcellona e della cosca dei Mazzarroti, da anni principali riferimenti della mafia palermitana e catanese. I particolari dell’operazione saranno resi noti stamani nel corso di una conferenza stampa tenuta da magistrati e dalla forze di polizia impegnate nell’operazione al Comando provinciale dei carabinieri di Messina alle 10.30 .

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COPPA SICILIA – Vigilia di finale per la Libertas Vs Paceco


Vigilia di finale per la Libertas che si prepara per la sfida che vale la conquista della Coppa Sicilia contro il Paceco. La gara si gioca al d’Alcontres di Barcellona Pozzo di Gotto, domani pomeriggio alle ore 16.30. Giocatori e dirigenti in partenza già questo pomeriggio dallo stadio di Grotte per raggiungere già in serata la città della provincia di Messina e pernottare lì. Un altro pullman con 60 posti circa è stato messo a disposizione dalla società per i tifosi e partirà domani mattina alle ore 8.30 dal Professionale Marconi di Racalmuto. Dunque, tenta di bissare il successo ottenuto con la vittoria del campionato, la Libertas, che si è regolarmente allenata per tutta la settimana con tre sedute. Tutti i giocatori sono disponibili e godono di un buono stato di forma. L’unico assente sarà Gabriele Russo che ha rimediato due turni di stop , dopo il rosso subito nella gara contro il Furci nella semifinale di ritorno. Per la Libertas è la seconda finale in due anni. Nel maggio del 2011 dovette arrendersi a San Cataldo contro il Messina Sud. Ma oggi, la Libertas arriva all’appuntamento in tutt’altre condizioni.

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Ucciso 22 enne incensurato


Omicidio in serata a Barcellona Pozzo di Gotto, intorno alle 20,30. In via Garibaldi nel quartiere di San Giovanni Giovanni Isgrò, 22 anni, incensurato, è stato centrato da 5 colpi di pistola di cui uno in pieno petto, mentre usciva da un barbiere. Il giovane è stato condotto all’ospedale Cutroni-Zodda ma dopo circa un’ora è spirato.

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“Manca ucciso dall’eroina” Dubbi sulla morte dell’urologo


“Attilio Manca è stato ucciso da un’overdose di eroina mista a tranquillanti. Nessun indizio, per quanto labile, suffraga l’ipotesi dell’omicidio di mafia ipotizzata dai familiari. Le indagini sono state complete e minuziose. Non c’è alcun elemento che sia stato trascurato o sottovalutato”.

Così, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti e il pubblico ministero Renzo Petroselli, titolare dell’inchiesta sulla morte dell’urologo siciliano in servizio nell’ospedale cittadino, avvenuta il 11 novembre 2004, hanno rintuzzato punto per punto quanto affermato dalla madre di Attilio, Angela, dal fratello Gianluca e dal loro legale, avvocato Fabio Repici, che a distanza di pochi giorni hanno criticato aspramente l’operato della procura viterbese, intervenendo alle trasmissioni “Servizio Pubblico” di Michele Santoro e “Chi l’ha visto?” di Federica Sciarelli.

“Non abbiamo mai scritto o detto – hanno detto i due magistrati – che il dottor Manca si sia suicidato. Sulla base dei riscontri, abbiamo sostenuto che è deceduto per un’overdose di eroina e farmaci. Non è vero che non abbiamo fatto rilevare le  impronte digitali sulle due siringhe trovate nella sua abitazione. Le impronte digitali ci sono, ma su una superficie troppo limitata per risalire a chi le abbia lasciate. Dall’autopsia non è risultato che avesse il setto nasale rotto nè sul cadavere sono stati trovati segni di violenza”.

ARCHIVIAZIONE DI 5 DEI 6 INDAGATI. Ieri la procura della Repubblica di Viterbo ha chiesto l’archiviazione delle posizioni di cinque dei sei indagati nell’ambito del supplemento d’indagini sulla morte di Manca. Si tratta di: Angelo Porcino, Ugo Manca, cugino di Attilio, Salvatore Fugazzotto, Andrea Pirri e Lorenzo Mondello, tutti residenti a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), paese d’origine del medico in servizio nell’ospedale viterbese di Belcolle. Tra i destinatari del provvedimento non compare invece Monica Mileti, residente a Roma.

Quindi, qualora le richieste del Pm venissero accolte dal giudice per le indagini preliminari, resterebbe l’unica indagata per cessione di droga e morte a seguito di cessione di droga. E l’unica che potrebbe essere rinviata a giudizio. La famiglia Manca ha già annunciato che si opporrà all’archiviazione.

IL GIALLO
. Secondo la procura, il medico si sarebbe suicidato iniettandosi una dose letale di eroina e un potentissimo tranquillante. Un’ipotesi, quest’ultima, che la famiglia Manca ha sempre contestato, negando che Attilio facesse uso di droga. La loro tesi, basata su una serie di circostanze mai chiarite, è che sia stato ucciso e che chi lo ha assassinato lo abbia fatto per farlo tacere dopo che era stato obbligato ad assistere il boss Bernardo Provenzano durante una fase della latitanza trascorsa, secondo un pentito, nell’alto Lazio e anche ad accompagnarlo a Marsiglia essere operato di cancro alla prostata. Il giovane medico, infatti, era uno dei pochi in Italia ad eseguire interventi di prostata in laparoscopia.

È la terza volta che la procura viterbese indaga sulla morte di Manca. Nei due precedenti casi, il pm aveva chiesto l’archiviazione. La famiglia si è sempre opposta e il gip ha sempre disposto ulteriori indagini. Quella chiusa ieri, però era limitata alla cessione dell’eroina che ha ucciso il medico. Per la magistratura, quindi, l’ipotesi dell’omicidio di mafia è definitivamente archiviata. Ma la battaglia dei genitori e del fratello di Manca prosegue. “Ci sono troppi lati oscuri che la procura di Viterbo non ha mai chiarito – dicono – a cominciare dalle due iniezioni che Attilio, mancino puro, si sarebbe fatto nel polso sinistro. Inoltre, ci sono le tumefazioni alle mani e ai piedi che fanno ipotizzare che sia stato bloccato. Restiamo convinti che sia stato suicidato”.

FONTE: LA SICILIAWEB

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