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MAFIA – Operazione “Nibelunghi”, scatta il blitz fra Caltanissetta, Enna e Messina


Arresti di personaggi che si ritengono legati al clan Emmanuello nelle province tra Enna e Messina. I finanzieri del comando provinciale di Caltanissetta e i carabinieri del comando provinciale di Enna, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno sequestrato beni per un valore di 11 milioni di euro, guadagnati con dell’attività mafiose. L’operazione è stata denominata “Nibelunghi”. I dettagli verranno comunicati nel corso della conferenza stampa che si terrà alle 10,30 al palazzo di giustizia di Caltanissetta.

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Operazione “EFFETTO DOMINO” – Droga, rete dello spaccio tra Catania ed Enna, blitz con 5 arresti


Una vasta operazione antidroga della polizia, denominata “Effetto Domino”, ha consentito di smantellare un clan criminale che aveva costituito un asse di rifornimento dello spaccio di stupefacenti fra la città di Catania e la provincia di Enna.

I provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di cinque presunti esponenti del clan sono stati firmati dal Gip del Tribunale di Enna, su richiesta della locale Procura. Nell’operazione, tuttora in corso, è impegnato il personale delle Squadre Mobili di Torino, Catania e Reggio Calabria.

L’indagine svolta dagli uomini della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di Leonforte ha permesso di scoprire una rete di persone che spacciavano marijuana e cocaina, nei comuni orientali dell’hinterland ennese e nel catanese.

Ulteriori dettagli verranno forniti nel corso della Conferenza Stampa che si terrà presso l’Auditorium del Palazzo di Giustizia di Enna, alle ore 09:00, alla presenza del Procuratore Massimo Palmeri, del sostituto Francesco Rio e del Questore Antonino Pietro Romeo.

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Blitz della Guardia di Finanza nei negozi cinesi a Canicattì e Racalmuto: sequestrati prodotti “pericolosi”


Migliaia di pezzi di diverse centinaia di articoli sono stati sequestrati nelle ultime ore dal personale della Tenenza della Guardia di Finanza di Canicattì nei comuni di competenza territoriale in diversi negozi gestiti da commercianti cinesi. I sequestri maggiori sono stati effettuati in due diversi negozi, uno a Canicattì ed uno a Racalmuto , gestiti da famiglie cinesi. Si tratta di materiale da cartoleria e per la scuola, giocattoli dai più semplici ai più sofisticati, materiale elettronico ed informatico nonché capi di abbigliamento ritenuti tossici ed altamente infiammabile al pari del materiale elettrico ed utensileria varia assieme ad attrezzatura per l’hobbistica. Il material sequestrato è stato caricato su capienti furgoni e portato in caserma nell’attesa di svolgere ulteriori accertamenti anche per stabilire la provenienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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FAVARA – Blitz dei Carabinieri e dell’Ispettorato in un’attività della zona industriale


A Favara i Carabinieri della locale Tenenza, insieme ai colleghi del Centro Natura Anticrimine di Agrigento e del Nucleo Ispettorato Lavoro, hanno effettuato un controllo amministrativo in una lavanderia industriale. E’ emerso che la lavanderia non ha il pozzetto a norma ed è priva di autorizzazioni per lo scarico di acque reflue industriali. Quindi, sia le lavatrici che le asciugatrici scaricano nelle fogne urbane in modo non conforme. I Carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento la titolare della lavanderia e hanno sequestrato il pozzetto, 3 lavatrici e 2 asciugatrici. I Carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro hanno invece riscontrato la presenza all’atto del controllo di 5 lavoratori in nero su 6 presenti e hanno quindi elevato le previste sanzioni a carico del datore di lavoro e disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale, in quanto i lavoratori in nero hanno superato il 20% dei lavoratori presenti.

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SICULIANA – Blitz della Guardia di Finanza in un’area del demanio [VIDEO]


La Guardia di Finanza di Porto Empedocle ha recuperato alla disponibilità del Demanio un’area a Siculiana Marina dove è stato ricavato abusivamente un porticciolo turistico, capace di contenere almeno una cinquantina di piccole imbarcazioni, per lo più da diporto. Le Fiamme Gialle hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento il custode e il responsabile della struttura, e anche 8 proprietari delle barche ormeggiate per il reato di occupazione abusiva di Demanio pubblico. Sono state sequestrate le 8 imbarcazioni, e un gazebo in legno sulla spiaggia dove, tra l’altro, sono stati venduti, allo stesso modo abusivamente, giocattoli. Sanzionati amministrativamente anche i proprietari di altre 21 imbarcazioni. Le indagini proseguiranno al fine di individuare eventuali ulteriori responsabilità collegate all’utilizzo in sicurezza dei beni del Demanio nella stagione estiva su tutto il litorale agrigentino, evitando che soggetti non autorizzati possano impedirne l’uso pubblico.

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PARMA – Blitz dell’Antimafia:”Riina resti in ospedale cure e assistenza meglio che a casa”


“Riina si trova in una condizione di cura e assistenza continue che, a dir poco, sono identiche – se non superiori – a quelle che potrebbe godere in status libertatis o in regime di arresti domiciliari, e in cui gli è ampiamente assicurato il diritto, innanzitutto, ad una vita dignitosa e, dunque, a morire, quando ciò avverrà, altrettanto dignitosamente a meno che non si voglia postulare l’esistenza di un diritto a morire fuori dal carcere non riconosciuto dalle leggi”. Così la presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi che ieri, con alcuni componenti della commissione parlamentare Antimafia, ha svolto un sopralluogo all’Ospedale Maggiore di Parma dove è ricoverato, in regime di 41 bis, il boss Totò Riina. “E’ stato e rimane il capo di Cosa Nostra – ha aggiunto Bindi – ma perche’ tale rimane per le regole mafiose”. “E’ perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento”. “E’ in sedia a rotelle con sguardo vigile: si alimenta autonomamente e costantemente assistito”.

 

 

 

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Operazione antidroga alla Kalsa, 13 arresti


Non solo Kalsa ma tanto altro. Gestivano lo spaccio da Brancaccio a Bonagia, dall’Arenella allo Zen i componenti della banda del quartiere palermitano della Kalsa arrestati oggi nell’ambito di una vasta operazione antidroga congiunta di Carabinieri e Polizia.

Complessivamente 13 le persone che sono state arrestate in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, per il reato di traffico di sostanze stupefacenti.

Nel mirino degli investigatori è finito il lucroso spaccio che, a proprio a partire dal quartiere della Kalsa, inondava di droga le strade di altri storici quartieri cittadini come Brancaccio, Bonagia, Arenella, Zen, fino ad arrivare addirittura in provincia e raggiungendo San Giuseppe Jato, Partinico ed Altavilla Milicia.

Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto-Stazione” hanno registrato un’attività di spaccio particolamente dinamica, segnata dai vorticosi spostamenti di numerosi coindagati lungo gli itinerari dello spaccio, impegnati in “consegne a domicilio” e richieste di nuove “forniture”.

Da settembre 2015 a novembre 2016, con riferimento a questo stesso filone di indagine, la Polizia di Stato ha sequestrato centinaia di chili di hashish e marijuana. Durante l’indagine è emerso il ruolo non marginale di Ottavio Abbate, pluripregiudicato anche con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso e per produzione e traffico di stupefacenti, appartenente alla famiglia mafiosa di “Porta Nuova”.

Si tratta del fratello del più noto Luigi Abbate, detto “Gino u mitra”, attualmente detenuto per “416 bis” (associazione mafiosa) che, nel contesto dell’attività di spaccio della “Kalsa”, avrebbe organizzato e diretto l’attività di altri arrestati.

Nell’ambito di un parallelo filone di indagine condotto dai militari dell’ Aliquota Operativa della Compagnia dell’Arma Carabinieri di Monreale, sono stati tratti in arresto, in esecuzione della stessa Ordinanza, altri due presunti malviventi, marito e moglie, Giovanni Pilo e laura Pirinei, ritenuti responsabili a vario titolo di reati attinenti agli stupefacenti e un terzo soggetto, Filippo D’Angelo, per più condotte di evasione dalla misura degli arresti domiciliari.

Le indagini sonos tate svolte anche con intercettazioni da settembre del 2015 a febbraio del 2016, mesi durante i quali sono stati effettuati approfondimenti investigativi mirati su alcuni pregiudicati contigui alla famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, i quali sono risultati pienamente inseriti nel traffico di sostanze stupefacenti nei Comuni jatini, con propaggini anche in quelli di Partinico e Montelepre.

Nel corso delle indagini, inoltre sonos tati effettuati diversi riscontri per documentare l’approvvigionamento dello stupefacente nel quartiere Kalsa del capoluogo siciliano in funzione della gestione di diverse piazze di spaccio nei Comuni dell’entroterra palermitano.

In questa fase sono stati effettuati 11 arresti di persone colte in flagranza di reato (di cui 7 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, 3 per evasione e 1 per furto di energia elettrica) e denunciate ulteriori 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di munizioni. Inoltre sono stati sequestrati 400 grammi di hashish, 111 di marijuana,  uno di cocaina e 47 cartucce calibro 22 corto.

Singolare il fatto che fra gli indaghati ci fossero persone ai domiciliaric he uscivanio regolarmente di casa sia per incontrare amici che per andare a giocare a pallone oltre che per commettere gli altri reati contestati. le video riprese raccontano, ad esempio di quanto succedeva nelle adiacenze dell’abitazione di Pilo e Pirineri, documentando le continue evasioni dai comiciliari di D’Angelo ripreso anche mentre giocava partite di pallone nella piazzetta antistante il proprio domicilio.

Gli arrestati nell’operazione antidroga scattata questa mattina alla Kalsa di Palermo sono: Ottavio Abbate, fratello di Luigi Abbate detto Gino U Mitra, 51 anni, Antonino Augello, 41 anni, Andrea Di Giovanni, 48 anni, Francesco Paolo Augello, 36 anni, Gaspare Rizzuto, 23 anni, Gaetano Musicò, 38 anni, Eddine Salah Janane, 33 anni, Rita Di Giovanni, 38 anni, Giovanna di Giovanni, 38 anni, Raffaele Catanzaro, 48 anni, Giovanni Pilo, 48 anni, Laura Pirinei, 45 anni, Filippo D’Angelo, 28 anni.

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PALERMO – “Squillo” sudamericane, Blitz della polizia: sgominata una rete di incontri nelle case del centro


L’edicolante di via Libertà a Palermo in affari con la prostituzione. Un business redditizio  che non conosce crisi, pubblicizzato su internet con annunci allettanti  e foto di procaci ed esotiche ragazze sudamericane pronte a concedere piacevoli momenti di relax. Sul conto di Marco Cricchio, 38 anni e sua moglie venezuelana già in passato coinvolta in un’inchiesta sul sesso a pagamento , hanno indagato gli investigatori del commissariato, che sono andati ad arrestarlo sul posto di lavoro, l’uomo è finito agli arresti domiciliari, nelle’elenco degli indagati è finita anche la moglie che si sarebbe occupata di tenere i contatti con le prostitute. Su un sito web le proposte, poi gli appuntamenti negli appartamenti di via Sampolo, via dei Cantieri e via Sperlinga con ricambio mensile per le prostitute per non fornire punti di riferimento. Le ragazze ogni giorno incontravano diversi clienti, con tariffe che oscillavano tra i 40 e i 100 euro. Un giro di affari notevole che avrebbe permesso all’edicolante di ottenere buoni guadagni.

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OPERAZIONE CUMBERTAZIONE – Appalti e n’drangheta, blitz della Guardia di Finanza: 25 arresti (quattro sono agrigentini) [Vd Tg]


Ci sono anche degli agrigentini – destinatari di provvedimenti di custodia cautelare agli arresti domiciliari – fra le 25 persone arrestate nell’ambito dell’operazione, della Guardia di finanza e della Dda di Reggio Calabria, denominata “Cumbertazione”. Un’operazione che avrebbe fatto luce su una presunta associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla turbativa di gare d’appalto nel settore pubblico.

La Guardia di finanza di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda sempre di Reggio Calabria, ha eseguito in Calabria, Sicilia e Lazio un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 25 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, – secondo quanto viene reso noto dal procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho – delle ipotesi di reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici, anche aggravati dalle modalità mafiose.

“I provvedimenti giudiziari eseguiti rappresentano l’epilogo – scrive il procuratore – delle investigazioni condotte dal Gico del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, nel cui contesto sono stati approfonditi i profili imprenditoriali della criminalità organizzata operante nella piana di Gioia Tauro nel settore degli appalti pubblici”. 

Lo scorso 19 gennaio erano stati eseguiti, sempre su disposizione della Dda, 27 provvedimenti di fermo, oltre 150 perquisizioni, 44 sequestri preventivi d’azienda per un valore complessivo pari a 224 milioni di euro.

Gli imprenditori agrigentini arrestati (tutti ai domiciliari) sono: Francesco Migliore, 56 anni; Filippo Migliore, 47 anni, ex presidente del Kamarat calcio ed ex consigliere comunale, entrambi di Cammarata; Alessio La Corte, 33 anni e Vito La Greca, 39 anni entrambi di  a Santo Stefano Quisquina, ma il primo residente a Cammarata ed il secondo a San Giovanni Gemini, già raggiunti da provvedimento di fermo nel gennaio scorso.

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CAMMARATA – “In affari con le cosche calabresi”, fermati 4 agrigentini


Facevano affari con le “Ndrine” calabresi dei Piromalli e Bagalà che monopolizzavano il settore degli appalti pubblici ed attraverso ditte compiacenti riuscivano ad aggiudicarsi lavori importanti e di una certa rilevanza economica.

Ci sono anche 4 agrigentini tra i 35 “fermati” dal comando della Guardia di finanza di Reggio Calabria, nell’ambito dell’operazione «Cumbertazione» e «Cinque lustri», coordinate dalle Procure antimafia di Reggio e Catanzaro.

Gli agrigentini destinatari del provvedimento di fermo sono Francesco Migliore, 56 anni, Filippo Migliore, 48 anni, entrambi di Cammarata, ed ancora Alessio La Corte, 33 anni e Vito La Greca, 39 anni.

Due le imprese, tra le 54 sequestrate, a cui sono stati apposti i sigilli con sede nell’Agrigentino: la «Comel Srl», con sede a Cammarata in via Panepinto e la «Interconsolidamenti», pure questa con sede legale a Cammarata in via Bonfiglio. Un’altra impresa sarebbe stata sequestrata in Sicilia, a Vittoria, mentre le altre operavano in Calabria, Lazio, Campania e Toscana.

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