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CALTABELLOTTA – Furto chiesa Madre: scarcerati i 2 romeni


Il Tribunale di Sciacca, ha convalidato l’arresto, ha revocato i domiciliari e ha imposto l’obbligo di presentazione 3 volte alla settimana alla Polizia a carico di Donato Bronzino, 44 anni, di Partinico, e Alexandru Cantorianu, 25 anni, romeno, residente a Partinico, arrestati dai Carabinieri perché sorpresi a trasportare 110 chili di rame appena rubati nella Chiesa Madre di Caltabellotta.

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CALTABELLOTTA – Rubano 110 chili di rame da chiesa Madre: 2 arresti


I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Sciacca e della stazioni di Caltabellotta e Burgio hanno arrestato un palermitano di Partinico ed un romeno, sorpresi a trasportare 110 chili di rame appena rubato nella chiesa madre di Caltabellotta, più volte bersaglio di furti dello stesso genere, denunciati con rammarico dall’ arciprete della chiesa, don Giuseppe Marciante. I Carabinieri sono intervenuti allarmati dalla telefonata al 112 di alcuni residenti nei pressi della chiesa, che hanno udito rumori sospetti. In manette sono Donato Bronzino, 44 anni, di Partinico, ed Alexandru Cantorianu, 25 anni, romeno e residente anche lui a Partinico. La Procura di Sciacca gli ha concesso gli arresti domiciliari. Il rame sarà restituito alla chiesa.

RAME

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CALTABELLOTTA – Tagliati 80 alberi di ulivo


Ottanta alberi di ulivo sono stati tagliati e devastati, probabilmente utilizzando una motosega, in contrada Favarella a Caltabellotta. L’appezzamento di terreno dove si è verificato il sospetto raid è di proprietà di una anziana pensionata – scrive il quotidiano La Sicilia -. E’ stata la stessa donna a fare la scoperta dopo un paio di giorni che non si recava nella sua campagna. Fatta la denuncia, contro ignoti, i carabinieri hanno avviato le indagini per risalire ai balordi che hanno compiuto il danneggiamento. 

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CALTABELLOTTA – Due bimbe aggredite da un cane rottweiler


A Caltabellotta 2 bambine di 12 anni sono state aggredite da un cane rottweiller e sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca, tra punti di sutura e prognosi di alcuni giorni. Il cane è di proprietà della famiglia di una delle due bambine. Le piccole si sarebbero recate, insieme alla madre di una di loro, in campagna, per portare il mangiare al cane il quale, però, all’ improvviso, avrebbe aggredito le bambine. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri della compagnia di Sciacca, diretti dal capitano Salvatore Marchese, che hanno acquisito le informazioni utili per ricostruire quanto accaduto. E’ intervenuto anche il Servizio Veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.

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CALTABELLOTTA – Uccise dei cuccioli: condannato


Condannato per avere ucciso alcuni cuccioli di cane con una particolare crudeltà, afferrandoli per una zampa e sbattendoli violentemente contro un grosso sasso. Una vicenda che ha dell’incredibile quella che ha portato alla condanna, a 2 anni e 3 mesi di reclusione, da parte del giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, di Gaetano Di Girolamo, di 36 anni, di Caltabellotta.

Le accuse a suo carico sono venute fuori in sede di separazione giudiziale con la moglie. E’ in quella vicenda che sarebbe emersa questa condotta da parte di Di Girolamo. Un episodio che il giovane di Caltabellotta ha sempre negato e questa è stata anche la linea difensiva del suo avvocato, Giuseppe Randazzo, fino alla discussione in udienza poi svolta da un altro legale, Giuseppe Scorsone.

Questi fatti non sono mai accaduti secondo la difesa di Di Girolamo che aveva chiesto l’assoluzione del caltabellottese che, invece, per l’accusa andava condannato. All’imputato veniva contestato l’articolo 544 del codice penale, il maltrattamento di animali. Un capo d’imputazione particolarmente pesante quello a carico del giovane secondo il quale Di Girolamo, per particolare crudeltà o comunque senza alcuna apprezzabile ragione, cagionava la morte di alcuni cuccioli di cane con modalità assai cruente, ossia afferrandoli per una zampa e sbattendoli violentemente per la testa contro una grossa pietra. I fatti contestati a Di Girolamo, per i quali si è celebrato il processo, si riferiscono al 2009.

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GRANDE PASSO 3- Trovate le armi dei “corleonesi”: erano nascoste a Caltabellotta, l’armiere è di Burgio[VIDEO][Vd Tg]


Nel corso dell’operazione di ieri che ha portato all’azzeramento del mandamento di Corleone, in provincia di Palermo, i carabinieri di Monreale e Corleone hanno eseguito una serie di perquisizioni con il sequestro di un cospicuo arsenale formato da una pistola e quattro fucili oltre relativo munizionamento, che sono state rinvenute esattamente nell’ovile dei Pellitterri nascoste sotto le balle di fieno come avevano preventivato i due giovani arrestati: una pistola Beretta calibro 7.65 con il colpo in canna pronta a sparare ed un fucile semiautomatico Franchi calibro 12, più numerose munizioni sono state sequestrate dai carabinieri.

Nel pomeriggio le indagini, hanno consentito di individuare anche lo zio Pino, Pellegrino Grisafi, 56 anni di Caltabellotta in provincia di Agrigento, incensurato. Nella sua campagna sono stati trovati, nascosti in pozzetto frigo in disuso, tre fucili perfettamente funzionanti, uno a canne mozze marca Franchi calibro 12 con matricola abrasa, una doppietta sovrapposta marca Lames calibro 12 con matricola parzialmente abrasa e un’altra doppietta calibro 12 prima di matricola, e relativo munizionamento, tra cui colpi a palla singola, particolarmente dirompenti. Si tratta di un importante riscontro che avvalora ulteriormente la concretezza delle minacce captate e della pericolosità sociale degli arrestati, che avevano in mente di costituirsi in un mandamento diverso da quello di Corleone, avvicinandosi ad esponenti agrigentini di cosa nostra, e che programmavano omicidi, anche su commissione per somme di denaro esigue. L’indagine ‘Grande Passo 3′ ha rivelato il possesso e la detenzione illegale di armi da parte dei principali esponenti della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani, ovvero i Pellitteri, che costituivano un gruppo di fuoco a disposizione di cosa nostra per compiere atti intimidatori ed omicidi nei confronti di vittime predesignate: imprenditori, ma anche ignari cittadini imbrigliati in vicende private di eredità contese. Il 19 gennaio 2015 era stata intercettata una conversazione tra Salvatore Pellitteri, classe 1992, e il cugino Roberto Pellitteri, arrestati in esecuzione del fermo di ieri. L’argomento verteva principalmente sulla scelta del luogo dove nascondere le armi in loro possesso, sull’opportunità di spostarle sfruttando l’oscurità della notte per evitare eventuali controlli sul territorio delle Forze di Polizia, nonché sulla necessità di provarle ed effettuare la dovuta manutenzione per mantenerle efficienti. In particolare, gli indagati facevano riferimento ad alcune pistole e ad una persona, tale zio Pino, che teneva nascosta un’arma all’interno della propria autovettura. “Lo zio Pino se la porta appresso tanto chi minchia lo ferma. Lo zio Pino la mette qua dietro al seggiolino suo ce l’ha”, diceva Roberto Pellittieri.

Dunque, trova conferma come viene scritto nel provvedimento di fermo, l’ipotesi ora certezza del possesso di armi ad opera del gruppo mafioso che si avvale per la custodia e manutenzione di persone di Burgio e Caltabellotta.

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CALTABELLOTTA – La nonnina di Sicilia compie 110 anni, la comunità pronta a festeggiarla


Domani spegnerà 110 candeline. Calogera Nicolosi, la nonnina di Caltabellotta, è la più anziana donna della Sicilia, mentre il più longevo è un uomo di 111 anni, Arturo Licata, che vive a Enna. In Italia il primato spetta alla piemontese Emma Marano, di 113 anni, mentre Calogera Nicolosi, a livello nazionale, è «solo» al dodicesimo posto. La nonnina festeggerà, alle 16, in un ristorante del centro montano dove verrà celebrata anche una santa messa. Calogera Nicolosi è la seconda di otto fratelli, tutti emigrati in America. Soltanto lei ha deciso di rimanere a Caltabellotta. Un fratello, Giuseppe Nicolosi, riuscì, grazie alle doti innate e allo studio, a fare fortuna in America, diventando un famoso scultore. Le sue opere sono conservate oggi nel museo a lui dedicato a Los Angeles dove risiede ancora la figlia Lilian Nicolosi Nall.

 

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CALTABELLOTTA – Stagionale della forestale patteggia per incendio doloso


Pellegrino Aquilina, di Caltabellotta, accusato di incendio doloso ha patteggiato la pena a 6 mesi di reclusione, con la sospensione, e 30 giorni di lavori di pubblica utilità presso il Comune. Lo stagionale della forestale di 52 anni, venne sorpreso nello scorso mese di maggio dai carabinieri mentre bruciava sterpaglie in un terreno di sua proprietà accanto alla provinciale per Caltabellotta.  “Volevo bruciare delle sterpaglie per fare passare il mio gregge”. Si è difeso così l’uomo.

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SCIACCA – Bruciano le campagne: due Canadair per spegnere le fiamme


Un inferno di fuoco si è scatenato sabato sera nelle contrade Ganetici, Pasqualetto, Rocca Rossa e Portella di Gioia, a cavallo tra i territori dei Comuni di Sciacca, Caltabellotta e Sambuca. Gli ultimi focali sono stati spenti ieri mattina, ma per domare l’incendio sono dovuti intervenire anche due canadair del Corpo Forestale. Le fiamme si sono sviluppate su un’area di 500 ettari di zona incolta e 30 ettari di terreno demaniale. E’ andato a fuoco anche un bosco, di circa cinque ettari, di proprietà privata. Sono intervenute, rimanendo all’opera per tutta la notte e fino al completamento delle operazioni di bonifica, svolto nella mattinata di ieri, squadre del Corpo Forestale di Sambuca, Caltabellotta e Sciacca. L’intervento è stato coordinato dall’ispettore Giorgio Sacco, a capo del distaccamento di Sambuca. Al momento non viene avanzata alcuna ipotesi sulla natura dell’incendio, Accurati accertamenti, in tutta la vasta area, sono in corso da parte del Corpo Forestale. Nelle ore in cui si sono sprigionate le fiamme soffiava un forte vento e questo ha reso ancora più difficile l’azione del Corpo Forestale.

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CALTABELLOTTA – Operaio della forestale provoca rogo: arrestato


I carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, un operaio stagionale della Forestale, un uomo di 52 anni,Aquilina Pellegrino, di Caltabellotta, sorpreso, con una fiamma ossidrica, ad incendiare sterpaglie in un terreno di contrada Perrana, a Sciacca. Il fuoco, che ha interessato circa 2 ettari di terreno incolto, è stato domato dai vigili del fuoco. L’operaio è accusato di incendio doloso aggravato.

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