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CALTAGIRONE – Il corpo decapitato. Una donna:” Forse è mio fratello”


Il cadavere dell’uomo  senza testa e senza braccia trovato nella pineta potrebbe essere quello di un romeno di 51 anni Costel Ciobanu, impiegato in nero come allevatore in azienda agricola della provincia etnea. E’ stata la sorella a lanciare l’allarme sostenendo che quel corpo potrebbe essere quello del fratello scomparso nel nulla la sera del 3 novembre.

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CALTAGIRONE – Cadavere decapitato e senza braccia in pineta alla periferia


E’ al momento un giallo il ritrovamento di un cadavere con la testa mozzata e senza braccia a Caltagirone, comune nella provincia di Catania, noto per le ceramiche. Gli investigatori stanno cercando elementi per risalire all’identità della vittima, forse un romeno di circa cinquant’anni. A fare la sconcertante scoperta, nel giorno di festa dell’Immacolata, sono state alcune persone a passeggio con i cani in contrada Semini. Camminando in una pineta, hanno notato quello che da lontano sembrava un manichino, ma quando si sono avvicinati per capirne di più si sono trovati davanti la scena horror.

Una prima ipotesi formulata dai carabinieri di Caltagirone, che indagano assieme ai colleghi del comando provinciale di Catania, è che la mutilazione sia stata compiuta per impedire l’identificazione della vittima dal volto o dalle impronte digitali. In questa fase non è ritenuta attendibile la pista della criminalità organizzata che i cadaveri o non li fa ritrovare, usando tecniche da cosiddetta “lupara bianca”, o, al contrario, li “espone” per dare un segnale ad altri. Più probabile quella di un delitto maturato nell’ambito della sfera personale. Le parti del corpo sono state amputate in maniera netta, come se fosse stata usata un’arma particolarmente tagliente, come un’ascia o un machete.

Secondo i primi rilievi l’assassinio sarebbe stato commesso in un altro posto rispetto a dove il cadavere mutilato è stato lasciato da uno o più assassini: tra la pineta e un burrone. La Procura di Caltagirone, che coordina l’inchiesta, ha disposto l’autopsia ed esami tossicologici e del Dna per cercare di avere elementi che possano essere utili all’identificazione del cadavere e anche, in maniera indiretta, al movente del delitto.

«La nostra priorità, in questo momento, è identificare la vittima. Finché non sappiamo chi sia è difficile dare un indirizzo preciso alle indagini», dice il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera. Si cerca nella comunità di persone provenienti dall’Est Europa. «Le modalità del delitto sono di stampo mafioso – aggiunge il procuratore Verzera – ma riteniamo che possa essere maturato in ambienti esterni alla criminalità organizzata, qualche vendetta o uno sgarro magari tra stranieri». Resta il mistero della modalità del ritrovamento del cadavere mutilato: perché lasciarlo in un posto isolato, ma frequentato, visto che il delitto è stato compiuto in un posto diverso da quello del ritrovamento del corpo. Probabilmente perché costretti a muoversi in fretta o per dare “un avvertimento” a qualcuno che frequentava lo stesso “giro” della vittima e dell’assassino, o degli assassini.

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CALTAGIRONE – Paracadutista imprenditore morto dopo schianto in volo


Un appassionato di paracadutismo, Giulio Massarotti, 37 anni, imprenditore, è morto dopo essersi lanciato da un aereo appositamente attrezzato in contrada Caudatella di Caltagirone, nel Catanese.

L’uomo aveva più brevetti ed era istruttore di lanci col paracadute. Secondo una prima ricostruzione prima dell’atterraggio sarebbe stato ‘spostato’ dal vento e poi si sarebbe schiantato a terra.

Il paracadutista è morto per la violenza dell’impatto, inutili si sono rivelate le operazioni di soccorso.

Massarotti, di Caltagirone, era un paracadutista esperto e si era formato nella scuola Sunflyers di paracadutismo sportivo in Sicilia. Il suo paracadute si è regolarmente aperto ma il vento ha spostato la traiettoria spingendo l’uomo verso il terreno con grande violenza.

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CALTAGIRONE – Una sola ambulanza in città, muore per un attacco d’asma


Muore a 25 anni per una banale insufficienza respiratoria. Questo l’epilogo di una tragedia che ha gettato nello sconforto, oltre che l’intera comunità di Mineo, anche il personale sanitario del pronto soccorso dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone. Noemi Venuti, che avrebbe compiuto 26 anni il 23 dicembre, sarebbe purtroppo spirata durante il tragitto in ospedale. I medici del pronto soccorso hanno invano tentato di rianimarla con ogni mezzo per strapparla alla morte. Per oltre un’ora, al reparto di Rianimazione, le sono state praticate le cure del caso. Tutto invano. Le cause del decesso sono ancora da accertare, anche se le ipotesi più accreditate rimangono quelle dell’insufficienza respiratoria, dovuta a una severa crisi asmatica. Dovranno essere accertate le cause della morte, ma appare assurdo che, nel 2017, si possa perdere la vita per un attacco d’asma.

Il sindaco di Mineo, Anna Aloisi ha proclamato il lutto cittadino, poiché Noemi era fortemente impegnata nel sociale. Si prodigava ad animare Grest estivi e a collaborare in eventi culturali legati in particolare alle tradizioni del Natale.

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CALTAGIRONE – Droga in un autosalone, arrestato il titolare


Circa 2,5 chilogrammi di hashish e 580 grammi di marijuana sono stati sequestrati da carabinieri della compagnia di Caltagirone in un locale adibito a magazzino di una rivendita di autovetture. Durante una perquisizione nell’abitazione del titolare dell’autosalone, un 34enne di Caltagirone, militari dell’Arma hanno sequestrato 46.000 euro in contanti, ritenuti il provento dell’attività di spaccio. La droga sequestrata, opportunamente lavorata e immessa sul mercato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare una cifra molto vicina ai 50.000 euro. Il commerciante è stato arrestato e condotto in carcere.

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CALTAGIRONE – 5 mila in piazza per Patrizia e contro i femminicidi


Dopo l’assassinio di Patrizia Formica,  erano in tanti, forse cinquemila, ieri sera, alla fiaccolata di preghiera e solidarietà partita dal piazzale antistante la Chiesa di San Pietro (nel quartiere in cui era nata Patrizia) e conclusasi, dopo un corteo silenzioso, in Cattedrale. “La drammaticità degli eventi che la comunità calatina sta vivendo – ha detto il vescovo Calogero Peri – fa appello alla necessità che ci si interroghi, senza infingimenti e con interiore libertà, laici e credenti di ogni fede, sulla situazione presente inquieta e precaria”.

“In segno di condanna, costante memoria e monito – ha affermato il sindaco Ioppolo – dipingeremo di rosso una delle panchine di piazza Umberto. Ma è dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi che deve partire una significativa rivoluzione delle coscienze”.

Bandiere a mezz’asta nelle sedi Uil. Lo ha disposto il segretario generale etneo Parisi, ieri alla fiaccolata.

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CALTAGIRONE – Accoltella la convivente mortalmente e si costituisce


Femminicidio la notte scorsa a Caltagirone: un 53enne, Salvatore Pirronello, ha accoltellato la convivente di 47 anni Patrizia Formica e poi si è costituito nella caserma dei carabinieri confessando il delitto.

L’avrebbe uccisa intorno alle 5 con quattro colpi di coltello mentre la donna dormiva nel loro letto matrimoniale, cogliendola di sorpresa. Non si conosce ancora il movente, lui avrebbe detto di essere stato preso da un raptus omicida.

Il delitto è avvenuto nella loro casa in via Palatini, nel rione Balatazze, dove vivevano da soli da alcuni anni. Entrambi uscivano da matrimoni finiti con la separazione. La donna aveva avuto due figli dal marito, che non vivevano con lei.

“Noi insieme appassionatamente” è l’ultimo post pubblicato ieri sera sul proprio profilo Facebook dalla 47enne. La giornata, meteorologicamente, non era cominciata bene, ma non era importante per lei che scrive: “Buongiorno a tutti. Fuori piove, e chi se ne frega, io ho il sole dentro, le persone che Amo sono accanto a me può anche arrivare il diluvio io mi sento al sicuro. Buona domenica a tutti”.

Per poi aggiungere: “Noi insieme, bellissima domenica” e “il pomeriggio continua in compagnia delle persone a cui voglio bene”. Post accompagnati da foto e filmati della coppia, parenti e amici. Fino a conclusione della domenica “Bellissima giornata trascorsa in ottima compagnia e all’insegna del divertimento assoluto”.

La causa scatenante di quelle quattro coltellate nel sonno, di cui una al cuore, sarebbe da ricondurre alla volontà di Pirronello di lasciare la compagna 47enne, con cui conviveva dall’estate scorsa. Lei però non ne avrebbe voluto sapere, tanto da insistere e postare, fino alla serata di ieri, sul suo profilo Facebook una foto di loro due in coppia accompagnata dalla scritta “Insieme appassionatamente”. 

Ieri sera, ha raccontato l’omicida ai carabinieri, al rientro della giornata domenicale trascorsa fuori casa insieme ad amici e ai figli della donna, che vivono col padre, avevano litigato sul loro futuro. Tutto però sembrava rientrato. Ma lui, ha sostenuto, non è riuscito a prendere sonno, pensando al loro rapporto. All’improvviso si è alzato, si è recato in cucina, ha preso un grosso coltello e, mentre la donna dormiva, l’ha colpita con una prima coltellata. La vittima ha cercato di difendersi e di fuggire, ma l’uomo ha continuato a colpirla e lei si accasciata ai piedi del letto, morendo dissanguata. Dalla ricostruzione del delitto fatta dai militari dell’Arma impegnati nell’indagine coordinata dal procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera e dal sostituto Fabio Platania, è emerso anche che Patrizia Formica ha cercato di difendersi, dopo essere stata colpita, chiudendo a chiave la porta della camera da letto dall’interno. 

La donna ha speso le ultime forze rimaste per alzarsi e chiudere a chiave la porta, come ultimo atto di difesa, probabilmente per paura che il convivente potesse tornare. Poi si è accasciata a terra, in un lago di sangue. Quando i carabinieri sono arrivati in casa hanno dovuto sfondare la porta della stanza da letto, ma lei era già morta. Pirronello, frattanto, si era cambiato e con abiti puliti aveva raggiunto la caserma dei carabinieri per confessare il delitto e costituirsi.

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“Sbarcai incinta di due gemelli ma dopo il parto uno è sparito”


La Procura di Caltagirone ha aperto un’inchiesta sulla denuncia di una migrante nigeriana di 25 anni ospite del Cara di Mineo che il 9 dicembre ha partorito una bambina, sostenendo di essere in attesa di due gemelli. “Stiamo svolgendo gli accertamenti del caso – afferma il procuratore Giuseppe Verzera – aspettiamo l’esito di esami e perizie per verificare cosa sia veramente accaduto”. La migrante sostiene di avere eseguito, dopo essere sbarcata in Sicilia, un’ecografia nell’ospedale Santo Bambino di Catania nella quale si vedevano due feti. La donna, che parla solo inglese, sottoposta a intervento parto cesario ha visto sua figlia solo quatto giorni dopo il parto. Dall’ospedale di Caltagirone si sostiene che l’ecografia evidenziava la presenza di un solo feto. La donna, arrivata dalla Libia dove sarebbe rimasta incinta mentre era in attesa di imbarcarsi, è assistita psicologicamente e legalmente dal Cara di Mineo. Sequestrate cartelle cliniche negli ospedali di Catania e Caltagirone.

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CALTAGIRONE – Ancora un aggressione per il “Pocket Money”, due operatrici in ospedale


Ancora un sequestro di persona, con tanto di aggressione nei confronti di due operatrici di un centro accoglienza di Caltagirone. I Carabinieri della Stazione di Caltagirone hanno arrestato, nella flagranza, il 18enne Fofana Abdulrahim, della Guinea, ed il 19enne Maiga Isissiaka, del Mali, e denunciato cinque minorenni, originari della Guinea, del Mali e del Gambia, dell’età compresa tra 16 e 17 anni, tutti ritenuti responsabili di sequestro di persona, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose e alle persone, lesioni personali e danneggiamento.

Secondo la ricostruzione dei militari, ieri mattina il gruppetto, capeggiato dagli arrestati, al fine di ottenere immediatamente il “Pocket Money”, non hanno esitato a sradicare dai muri alcuni estintori iniziando a distruggere i suppellettili presenti nel Centro di Prima Accoglienza calatino. Le operatrici presenti nella struttura, nel tentativo di calmare gli animi, sono state aggredite, minacciate con dei cocci di bottiglia ed obbligate a non lasciare i locali del centro.

Solo l’intervento in forze dei Carabinieri, avvisati da un’altra operatrice tramite 112, ha consentito la liberazione degli ostaggi e l’arresto, dopo una violenta colluttazione, dei due vandali con il contestuale ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno della struttura. Le due operatrici aggredite sono state medicate all’Ospedale di Caltagirone dove sono state riscontrate affette da “distorsione cervicale, trauma cranico minore e stato d’ansia reattivo” con prognosi di una decina di giorni. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati accompagnati nel carcere di Caltagirone.

 

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CALTAGIRONE – Pianificavano un omicidio, 5 arresti


Cinque persone, tra cui un minorenne, sono state fermate la notte scorsa tra Grammichele e Floridia (Siracusa) dai carabinieri della Compagnia di Caltagirone perché ritenute responsabili, a vario titolo, di porto e detenzione illegale di armi, furto aggravato e ricettazione. Con l’operazione i militari hanno anche sventato un omicidio, nei confronti di una persona al momento non ancora identificata, per ragioni presumibilmente riconducibili alla commissione di reati nell’area calatina della provincia di Catania.

I fermati sono J.M., di 17 anni, Gaetano Gullè, di 22, Andrea Armeli Moccia, di 29, Nicolò Felice, di 19, Carmelo Buonanotte, di 34.I quattro maggiorenni sono stati rinchiusi nel carcere di Caltagirone. Il minorenne è stato rinchiuso in un centro di prima accoglienza di Catania. L’operazione, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Caltagirone, è stata portata a termine con la collaborazione dei militari della Compagnia di Siracusa.

Il provvedimento si inquadra nel contesto di un’indagine più ampia condotta dai carabinieri di Caltagirone che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito a rapine, furti, danneggiamenti, porto e detenzione di armi da fuoco e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo quanto accertato i componenti del gruppo, anche se di giovane età, hanno evidenziato una “notevole pericolosità e propensione a delinquere”.

In merito all’omicidio che era stato pianificato gli indagati avrebbero manifestato l’intenzione di raggiungere la vittima a bordo di una moto sportiva per poi colpirla con un mitra che si stavano premurando di procurare. Durante alcune perquisizioni personali e domiciliari i carabinieri hanno recuperato parti di armi lunghe ed il motociclo, risultato rubato nei giorni scorsi a Grammichele.

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