Tag Archive | "Castellammare del Golfo"

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Insulti e schiaffi ad anziani in casa di riposo: quattro persone arrestate [VIDEO]


Schiaffi, insulti e maltrattamenti ad anziani ospiti di una casa di cura di Castellammare del Golfo. E per chi minacciava di denunciare aumentava la dose di angherie. Una donna di 90 anni è stata legata al letto giorno e notte.

I carabinieri di Alcamo e di Castellammare del Golfo hanno documentato gli orrori che avvenivano all’interno della casa di cura e hanno arrestato il gestore e tre dipendenti.

Il personale della casa di cura si sarebbe accanito soprattutto sulle persone che tentavano di ribellarsi o di denunciarli ai familiari. Ma in questo modo le violenze aumentavano perché gli aguzzini non volevano perdere l’assegno mensile.

I carabinieri di Castellammare del Golfo hanno installato telecamere all’interno della struttura per registrare cosa accadeva. Così sono emersi episodi di violenza e crudeltà giorno e notte da parte degli operatori nei confronti degli anziani ospiti.

 In particolare i presunti aguzzini hanno concentrato le loro angherie nei confronti di tre anziani. Una donna di 90 anni in precarie condizioni di salute sarebbe stata sempre legata al letto con le maniche del pigiama in modo da impedirle ogni movimento. La donna non poteva riposare decentemente nemmeno la notte. La sera l’anziana rimaneva legata al letto e in più  veniva coperta completamente con un pesante piumone e scoperta solamente l’indomani mattina.

I carabinieri della compagnia di Alcamo, coordinati dalla procura della repubblica di Trapani, hanno tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trapani, i quattro responsabili delle violenze che dovranno rispondere di sequestro di persona aggravato in concorso, violenza privata pluriaggravata continuata in concorso e maltrattamenti aggravati contro familiari e conviventi in concorso.  La struttura è stata inoltre sequestrata e sarà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla procura della repubblica. La struttura è stata posta sotto sequestro.

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Incidente in moto, morta 17enne


È morta la ragazza rimasta ferita gravemente questa notte in un incidente stradale all’incrocio tra la via Leonardo Da Vinci e la via Guglielmo Marconi a Castellammare del Golfo. L’impatto tra l’auto e la moto su cui viaggiava insieme ad un ragazzo non le ha dato scampo. Ilenia Collica, castellammarese di 17 anni, praticante estetista, è morta per le gravi ferite riportate all’Ospedale Vito e Santo Spirito di Alcamo. La ragazza a seguito dell’impatto con l’Alfa Romeo guidata da un giovane castellammarese ha battuto violentemente la testa sull’asfalto dopo essere stata sbalzata qualche metro più avanti.

Il boato, l’impatto sull’asfalto e la corsa in ospedale. “Era per terra, non si muoveva, abbiamo cercato di chiamarla per nome per tenerla sveglia, ma le sue condizioni sono sembrate critiche fin da subito” – ha raccontato un ragazzo giunto tra i primi sul posto. Ferito gravemente il ragazzo che guidava la moto, trasportato all’ospedale Villa Sofia di Palermo, ha subito un intervento e ha riportato una grossa ferita alla gamba ma non è in pericolo di vita. Nessuno dei due indossava il casco.

Sulla dinamica dell’incidente sono in corso le indagini da parte dei vigili urbani e dei carabinieri. Sui social intanto sono tantissimi i messaggi di cordoglio di amici e conoscenti per la tragica morte della ragazza.

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Cemento mafioso e finto antiracket 5 arresti nel feudo di Messina Denaro [VIDEO]


Nell’ambito delle indagini per la cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro, i carabinieri di Alcamo e di Trapani hanno arrestato il capo della famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo, Mariano Saracino, 69 anni, Vito Turriciano, 70 anni, Vito Badalucco, 59 anni, e Vincenzo Artale, 64 anni.

Sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata, danneggiamento aggravato, fittizia intestazione aggravata, frode nelle pubbliche forniture e furto. Al blitz hanno partecipato oltre 100 militari dell’Arma, con l’ausilio di un velivolo del 9° Nucleo elicotteri di Palermo.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Palermo, guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, è stata avviata nel 2013 e ha permesso di scoprire l’attuale organigramma mafioso della cupola di Castellammare, enclave storica delle cosche trapanesi.

L’attività investigativa è nata dopo una serie di attentati a imprenditori edili. I carabinieri hanno scoperto che i danneggiamenti erano da ricondursi al contesto mafioso legato alla famiglia di Castellammare del Golfo, che fa parte del mandamento di Alcamo, e al cui vertice c’è Saracino, già condannato per associazione mafiosa e da sempre legato alla storica “famiglia” alcamese dei Melodia.

Dalle indagini è venuto fuori che un gruppo di persone imponeva la fornitura di calcestruzzo a diversi imprenditori impegnati in lavori privati o in opere pubbliche. Ufficialmente era tra i promotori dell’associazione antiracket di Alcamo, regno di Messina Denaro. Di fatto, emerge dalle indagini dei carabinieri di Trapani, godeva del supporto del clan, che gli avrebbe assicurato una sorta di monopolio nella fornitura del calcestruzzo.

Ancora una volta l’antimafia di facciata viene svelata da un’inchiesta. L’imprenditore favorito dalla cosca è, secondo quanto hanno accertato le indagini, coordinate dalla Dda di Palermo, Vincenzo Artale, responsabile di una società del settore del calcestruzzo. Ad Artale, che fa parte dell’associazione antiracket e antiusura di Alcamo, di fatto la mafia avrebbe garantito una posizione di forza all’interno del mercato.

Con pressioni e intimidazioni, i committenti di lavori privati o le ditte appaltatrici venivano costretti a rifornirsi di cemento dall’imprenditore, che si è aggiudicato tutte le maggiori forniture nei lavori in zona. Diversi sono stati gli episodi estorsivi accertati nel corso dell’indagine, alcuni dei quali provati anche con la collaborazione delle vittime.

Nel corso dell’operazione è stata sequestrata inoltre l’azienda SP Carburanti s.r.l., con sede legale a Castellammare del Golfo, considerata fittiziamente intestata a prestanome, ma riconducibile alla famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo.

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Rinvenuto cadavere in riva al mare


Rinvenuto ieri intorno alle ore 20 in riva al mare nei pressi del Castello a Castellammare del Golfo un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Sul posto carabinieri, polizia, vigili del fuoco e capitaneria di porto, dopo avere ricevuto la segnalazione da un cittadino.
Indagini a trecentosessanta gradi per risalire all’identità della persona trovata morta. Si tratta di un uomo con addosso costume da bagno e pinne. Dalle prime analisi degli inquirenti risulta che il decesso sia avvenuto almeno due mesi fa e che il cadavere sia stato trasportato dalle correnti marine.

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Omicidio Bongiorno, fermato rumeno a Reggio Calabria


Un rumeno è stato fermato a Reggio Calabria, dalla Squadra mobile di Trapani, nell’ambito delle indagini riguardanti l’omicidio di Giuseppe Bongiorno, il pensionato di 73 anni trovato cadavere martedì scorso nel suo appartamento di corso Garibaldi, a Castellammare del Golfo (Trapani). Gli investigatori mantengono il riserbo, rimandando ogni chiarimento a dopo la convalida dell’arresto da parte dell’autorità giudiziaria, ma il rumeno sarebbe il responsabile dell’omicidio, con un movente di natura sessuale che è poi sfociato nella rapina

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Omicidio a Castellammare: legato e ucciso ai piedi del letto.


Un pensionato, Giuseppe Bongiorno, 73 anni, è stato trovato legato e ucciso nella sua abitazione a Castellammare del Golfo. L’uomo viveva da solo ma aveva alcuni badanti. I carabinieri stanno conducendo le indagini. Il pensionato è stato trovato morto, a terra, al lato del letto. L’uomo è nudo e ha stretto attorno al collo una sciarpa e un cavo elettrico. Le gambe sono piegate: una posizione che fa pensare all’incaprettamento. Attorno al cadavere, che ha contusioni al volto, c’é un lago di sangue. Gli investigatori aspettano l’arrivo del medico legale per spostare il corpo ed effettuare l’ispezione cadaverica. Non è ancora chiara la causa della morte: la presenza del sangue è poco compatibile con lo strangolamento.

La procura sta cercando di capire se il pensionato è morto durante una pratica sessuale o se i lacci siano stati messi successivamente per alterare la scena del delitto e nascondere un’altra causa del decesso. La casa è messa a soqquadro e gli assassini hanno rovistato ovunque. L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Trapani Marcello Viola.

 

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