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EX PROVINCE – Si rischiano 2 elezioni in 4 mesi


L’ipotesi di un ritorno alle Province anche in Sicilia si fa concreto. A più di tre anni dalla cancellazione dei vecchi enti, Liberi Consorzi e città Metropolitane restano al palo. La data prevista è febbraio 2017, ma dopo le Amministrative di aprile-maggio molti dei prescelti finirebbero per decadere. Questa sarebbe l’ultima beffa in arrivo dall’Ars, una norma quella delle x Province mai decollata. Ora è scaduta l’ultima proroga e l’assessore agli Enti Locali, Luisa Lantieri , deve portare in giunta la data delle elezioni: per legge deve cadere a febbraio. Ma non avrebbe senso indire le elezioni ,per poi, ripeterle tre mesi dopo. Un rinvio sarebbe possibile solo se l’Ars vota una norma in questo senso.  Inoltre, fa notare sempre la Lantieri:”Il referendum del 4 dicembre ha bocciato anche la cancellazione delle Province a livello nazionale. Si stanno verificando gli effetti in Sicilia. Gli statuti delle vecchie Province sono ancora applicabili- secondo il vicepresidente dell’Anci , Paolo Amenta, – basterebbe fare un’altra legge all’Ars che riproponga l’elezione diretta. Cosi, dopo 3 anni , tra riforme all’Ars e tre elezioni bloccate a seggi quasi aperti si tornerebbe al punto di partenza, le care vecchie Province.

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ARS – Via libera alle città metropolitane [VIDEO]


Grazie all’accordo raggiunto dal governo Crocetta e dalla maggioranza con M5s e Ncd, l’Assemblea siciliana ieri sera ha approvato la norma che istituisce le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. La norma è contenuta nel disegno di legge di riforma delle Province regionali, sostituite con i Liberi consorzi. 

La norma sulle città metropolitane, emendata dal Ncd col parere favorevole del governo e della commissione Affari istituzionali, prevede che il territorio delle città metropolitane “coincide con quello delle aree metropolitane individuate con decreto del presidente della Regione del 10 agosto 1995 e dei rispettivi comuni”. L’aula deve votare gli ultimi 4 articoli del ddl che affrontano aspetti tecnici.

“La riforma ha adesso i contorni di una buona riforma: dopo 68 anni abbiamo istituto i Liberi consorzi, e oggi siamo la prima regione italiana a istituire le città metropolitane, in linea con lo statuto siciliano e la costituzione – dice il capogruppo del Pd all’Ars, Baldo Gucciardi – il Pd ha avuto un ruolo determinante in questa riforma, che deve ancora essere completata con gli ultimi articoli e il voto finale. Il voto a favore di M5s e Ncd conferma che le riforme vanno condivise”.

“Stiamo incassando un risultato politico importante”, ha commentato a caldo il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. La norma segue quella che ha istituito i Liberi Consorzi al posto delle Province, abolendo il voto diretto sostituendolo con quello di secondo livello per la composizione degli organismi.

Rispetto al fatto che la norma è frutto di una mediazione con il Ncd e il M5s e non è quella contenuta nel testo iniziale del ddl, Crocetta cita Pasolini: “Nel Decameron Pasolini appare subito nelle vesti del narratore e dice di volere fare un film e alla fine aggiunge che se non è venuto come l’aveva previsto non è detto che non sia venuto meno bello. Ecco io cambio e me ne faccio un vanto, perché un bravo politico cambia opinione: per me è una norma importante”.

Dopo l’approvazione della norma sulle città metropolitane (art.7), il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha rinviato a oggi, alle 16, i lavori parlamentari per l’esame degli altri articoli del ddl sulle Province.

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