Tag Archive | "famiglia"

Medici non dissero che aveva un tumore: risarcimento a famiglia di un agrigentino


Una casa di cura di Palermo è stata condannata, dal giudice del tribunale del capoluogo siciliano Enrico Catanzaro, a pagare 135 mila euro di risarcimento danni ad una famiglia agrigentina. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia.
La vicenda risale a diversi anni fa quando un agrigentino è stato ricoverato nella struttura sanitaria per un intervento al cuore. Nessuno dei cardiochirurghi che, allora, operarono il paziente si sarebbe preoccupato di informare l’uomo o i suoi familiari del fatto che aveva un tumore.
Dopo il decesso dell’agrigentino, la famiglia – con l’assistenza dei legali Giuseppe Zucchetto, Giuseppe Arnone e Luciano Schillaci – ha citato in giudizio la struttura sanitaria. Il tribunale ha emesso sentenza di condanna per “il danno di perdita di chance di sopravvivenza”

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CALTANISSETTA – Furibonda lite in famiglia, poliziotti assaliti con una spranga


Nella tarda serata di ieri i poliziotti di Caltanissetta hanno arrestato Manaue Sagona, ventisettenne di San Cataldo, pregiudicato con vari precedenti, per minaccia aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali nei confronti di un minore e danneggiamento. Chiamati in contrada Xirbi per una lite in famiglia, gli agenti hanno trovato il giovane che inveiva contro il fratello minore della convivente. Un litigio che si è risolto con calci e pugni. Vedendo i poliziotti, Sagona si è armato di una spranga e si è scagliato nuovamente contro il cognato minorenne e contro gli agenti. Dopo vari tentativi è stato bloccato.

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LICATA – Prigionieri di due rottweiler Ore di incubo per una famiglia


Barricati in casa per paura di essere assaliti da due Rottweiler inferociti. La brutta avventura è capitata ad una donna e ai suoi figli, residenti in una villetta utilizzata nel periodo estivo, in contrada «Nicolizia», a poche centinaia di metri dal mare di Licata. Si trovavano nella veranda quando improvvisamente sono sbucati gli animali, probabilmente scappati poco prima dal giardino di qualche residenza vicina. La famigliola se l’è vista brutta e ha rischiato davvero tanto, con i due cani rimasti a «presidiare» l’esterno della casa per alcune ore.

C’è voluto l’intervento dell’accalappiacani e della polizia, i quali senza non poche difficoltà, hanno preso in custodia i due grossi cani e portarli presso il canile comunale. Le indagini, immediatamente avviate dai poliziotti, ad oggi non hanno permesso di individuare il proprietario degli animali. Rischia la denuncia per omessa custodia.

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LICATA – Lite in famiglia la notte di ferragosto, interviene la Polizia


 

Venti persone, tutte imparentate tra di loro, si erano date appuntamento in una villetta vicino al mare per trascorrere insieme la “notte più lunga dell’estate”. Come al solito sono state preparate le grigliate di carne, salsiccia e pesce e fino ad un certo punto tutto è andato bene, all’insegna dell’allegria e della spensieratezza. Poi qualcosa si è rotto e tra alcuni dei presenti c’è stato un alterco, pare per futili motivi. Dalle parole si è presto passati ai fatti ed è scattato l’allarme.

A riportare la calma sono stati gli agenti del commissariato di polizia che, coordinati dal dirigente Marco Alletto, sono intervenuti nella villetta, in una delle frazioni marittime di Licata, ed hanno sedato gli animi. Tra i presenti qualche contuso, ma non è stato necessario ricorrere alle cure dei medici. La vicenda avrà un seguito giudiziario se quanti hanno partecipato alla lite decideranno di querelarsi a vicenda.

 

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PALMA DI MONTECHIARO – Violenta rissa in famiglia:5 arresti e 1 carabiniere ferito


Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro, nel corso di un servizio di controllo del territorio, traevano in arresto in flagranza di reato:

  1. RALLO Salvatore, classe 1986, bracciante agricolo, già noto alle FF.OO.;
  2. RALLO Antonino, classe 1953, pensionato, già noto alle FF.OO.;
  3. CATANIA Carmelo, classe 1969, bracciante agricolo, già noto alle FF.OO.;
  4. CATANIA Giuseppe, classe 1963, pensionato, già noto alle FF.OO.;
  5. CANI Gioacchino, classe 1963, bracciante agricolo, già noto alle FF.OO.,

poiché resisi responsabili in concorso di rissa aggravata, lesioni personali e resistenza a un pubblico ufficiale.

In particolare, i Militari della locale stazione intervenivano presso l’abitazione dei soggetti, ubicata nel centro della Città del Gattopardo, ove accertavano che i medesimi, a seguito di futili motivi conseguenti ad accesi dissidi di natura familiare, avevano dato luogo ad una violenta colluttazione, cagionandosi varie lesioni ed escoriazioni tra di loro, e ferendo lievemente un Militare intervenuto per sedare la rissa al fine di riportare l’ordine e la tranquillità nel quartiere.

Pertanto i soggetti, una volta soccorsi e medicati presso la Guardia Medica della Cittadina, venivano dichiarati in stato di arresto.

Gli arrestati, una volta espletate le formalità di rito, venivano condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, a disposizione dell’A.G., subito informata dai Carabinieri.

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AGRIGENTO – Schiaffeggia ripetutamente la moglie: interviene la Polizia


Maltrattamenti in famiglia ad Agrigento. Un uomo avrebbe schiaffeggiato la moglie al culmine dell’ennesima lite in un’ abitazione in via Manzoni. Sul posto è intervenuta la Polizia, che ha raccolto la denuncia della donna. La signora ha raccontato agli agenti che il marito, con il quale è in corso una crisi coniugale, l’avrebbe ripetutamente schiaffeggiata. E’ stato richiesto anche l’intervento di un’ambulanza del 118. Il personale medico ha visitato e medicato la donna

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Spariscono 185 bancali da un’azienda: arrestato agrigentino e la sua famiglia


Una famiglia dedita al furto. Padre e madre a rubare bancali di legno da un’azienda nella zona industriale del comune del Val d’Enza e i figli che facevano da “palo” in caso di arrivo di forze dell’ordine. 

Le comunicazioni correvano via WhatsApp: “E’ passata la vigilanza qua dentro”, “allora, cosa facciamo?”, “venite è andato via”. Questi alcuni dei passaggi delle conversazioni che questa notte i familiari si sono scambiati tra loro prima di essere scoperti dai carabinieri di Sant’Ilario che con l’accusa di concorso in furto aggravato hanno arrestato il 45enne agrigentino Antonino Ognibene, residente a Reggio Emilia, la compagna e convivente Rosaria Barletta, 47 anni di Taranto, e i figli che i due hanno avuto da precedenti relazioni, il 20enne Leonardo Ognibene e il 24enne Gianni De Pascali.

L‘origine dei fatti poco prima dell’una di questa notte quando al 112 è giunta una segnalazione circa la presenza di un furgone con cassone che entrava e usciva dalla zona industriale di Cavriago. Sul posto è stata inviata una pattuglia da Sant’Ilario che ha appurato che il furgone effettivamente entrava nella zona industriale con il cassone vuoto e usciva 15 minuti dopo pieno di bancali in legno, il tutto ripetuto quattro volte. Inoltre, all’uscita il conducente spegneva i fari del mezzo.

Ricostruito il percorso, i militari hanno intercettato l’autocarro carico di una cinquantina di bancali appena rubati da un’azienda della zona dopo aver abbattuto la recinzione. A bordo c’erano Ognibene e la compagna, che hanno immediatamente ammesso le proprie responsabilità. Oltre ai 50 bancali sul mezzo, i carabinieri ne hanno recuperati altri 135 rubati in precedenza grazie anche all’aiuto dei due ragazzi, che hanno raggiunto i rispettivi genitori in caserma.

Alla luce di quanto appurato, per i quattro sono scattate le manette in attesa di comparire davanti al tribunale di Reggio Emilia per rispondere dell’accusa loro contestata.

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CANICATTI’ – “Ucciso dallo stress”: vedova di un burocrate chiede risarcimento milionario


Un milione e mezzo di euro, a titolo risarcimento, sono stati chiesti al Comune di Canicattì (Ag) dagli eredi dell’ex segretario comunale Italo Di Maria, morto, secondo i familiari, per causa di servizio. La richiesta della vedova e dei tre figli, residenti a Sommatino (Caltanissetta), è stata motivata con «lo stress psicofisico accumulato guidando la burocrazia del Comune di Canicattì» che di lì a poco, nel marzo 2004, sarebbe stata decapitata dall’operazione «Alta mafia». Di Maria morì nel luglio 2002 mentre si trovava a Palermo nel corridoio del tribunale in attesa di partecipare all’udienza che lo vedeva parte lesa in un processo per calunnia e diffamazione, dove era imputato un consigliere comunale, che fu tra i primi a soccorrerlo. Sulla richiesta dovrà pronunciarsi il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento.

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PORTO EMPEDOCLE – Un arresto per maltrattamenti in famiglia


La polizia stanotte ha arrestato, per resistenza, danneggiamento aggravato, lesioni personali, oltraggio, minacce gravi e violenza a pubblico ufficiale, Francesco Lo Giudice, 50 anni, di Porto Empedocle (Ag). L’uomo, non rassegnandosi alla fine del matrimonio, ha danneggiato l’auto della ex moglie con il crick, poi si è scagliato, picchiandoli, contro il figlio maggiorenne, l’ex compagna e contro due poliziotti intervenuti. Del fascicolo d’inchiesta si sta occupando il sostituto procuratore di Agrigento, Andrea Maggioni.

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