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REGIONE – Caos all’Ars, salta il via libera al Def [Vd Tg]


“In occasione dell’ultima Conferenza dei capigruppo il governo ha assunto l’impegno formale di presentare entro la settimana oramai trascorsa i disegni di legge di bilancio e di stabilità dal contenuto essenziale e tecnico. Ad oggi 20 dicembre devo purtroppo constatare che gli stessi non sono ancora pervenuti in Assemblea”.

E’ un passaggio della missiva indirizzata al governatore Rosario Crocetta dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che l’ha letta in aula. “Nell’esercizio del mio ruolo istituzionale mi sono sempre preoccupato di contemperare le esigenze di celerità spesso rappresentate dal governo con quelle di garantire il rispetto delle prerogative istituzionali delle Commissioni parlamentari e dell’Assemblea nella sua interezza – scrive Ardizzone -. Nel caso in specie a fronte della richiesta di un celere esame dei testi governativi devo riscontrare un inammissibile ritardo nella presentazione degli stessi, elemento questa che non si concilia con quella richiesta di assunzione di responsabilità che Lei stesso richiede”.

E ancora: “Ritengo, pertanto, a questo punto assolutamente necessaria la presentazione, congiuntamente ai documenti finanziari, del disegno di legge di esercizio provvisorio proprio per evitare quella interruzione dell’attività amministrativa che porterebbe un grave nocumento alla società e all’economia siciliana, con particolare riferimento alla necessità di assicurare le risorse finanziare idonee a garantire la proroga dei precari”.

Ardizzone ricorda che “in diverse dichiarazioni rese alla stampa” Crocetta “ha ritenuto di richiamare questa Assemblea al senso di responsabilità così da consentire l’approvazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità entro il 31 dicembre”.

“Come lei sa e ha avuto modo di apprezzare da ultimo in occasione dell’esame del disegno di legge di assestamento – scrive Ardizzone nella lettera al governatore -, questa Presidenza si è sempre assunta l’onere, spesso gravoso, di garantire l’approvazione di disegni di legge importanti per la Regione entro tempi rapidi. Il tutto però nel rispetto del regolamento e del ruolo dell’Assemblea nelle sue diverse articolazioni”.

“Un onere che questa Presidenza non può assumersi è quello relativo alla presentazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità – prosegue Ardizzone – onere che, per espressa previsione costituzionale, grava sul governo. Al riguardo i tempi di presentazione dei predetti disegni di legge sono scanditi in modo puntuale dalla normativa vigente , e sono abbondantemente trascorsi; allo stesso modo anche la presentazione del Defr è avvenuta con notevole ritardo rispetto ai termini previsti”.

Nella maggioranza che sostiene Crocetta ormai è evidente lo sbando.  In commissione Bilancio  tantissime assenze al punto che è saltata l’approvazione del Documento economico finanziario (Def). In pratica senza il varo di questo atto importante e propedeutico non si potrà procedere all’iter di esame del bilancio e della finanziaria. In commissione eravamo presenti in sei. Con me c’erano solo i colleghi Cimino, Cancelleri, Di Pasquale, Anselmo e Lupo”.

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AGRIGENTO – Si attiva sportello per consumatori bancari e finanziaria


Ad Agrigento da domani venerdì primo luglio sarà attivo lo Sportello legale unico di tutela del consumatore bancario e finanziario nei locali di Villa Calasitano, in via Crispi 34, accanto alla Banca di Italia. L’ avvocato Ornella Russello, esperta in gestione del debito e del contenzioso finanziario, referente e coordinatrice dell’ iniziativa, spiega : “Si tratta di un sistema di consulenza contabile e legale, frutto della collaborazione tra studi legali specializzati e la società “ Inmind consulting ” del noto top manager, Vincenzo Imperatore, che si dichiara entusiasta di collaborare con lo Sportello di Agrigento, che mira alla verifica di irregolarità e violazioni a danno dei consumatori bancari, finanziari e tributari. Agrigento è la sede unica regionale dello Sportello”. Altre informazioni al numero telefonico 327 55 88 739 o sul sito internet www.inmindconsulting.eu .

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ARS – Finanziaria, Panepinto:” Bene finanziamento a miniera Cozzo-Disi di Casteltermini”


“L’approvazione dell’emendamento che destina 200 mila euro alla bonifica del sito minerario cozzo DISI a Casteltermini  è un  atto molto importante che consentirà di giungere in tempi brevi alla fruibilità dell’intera area”. Lo dice il vice presidente del gruppo parlamentare PD all’Ars Giovanni Panepinto.

“La miniera  di Cozzo Disi affidata al Comune di Casteltermini grazie a diversi finanziamenti, compresi del patto territoriale Magazzolo-Platani, – spiega il parlamentare regionale – è da anni interessata da lavori di ristrutturazione e recupero “.

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FINANZIARIA – Panepinto:” Emendamento per incrementare fondi serricoltori Licata e Palma di Montechiaro”


“Abbiamo ottenuto un primo importante risultato per i serricoltori di Licata e Palma di Montechiaro danneggiati dalla tromba d’aria dello scorso ottobre inserendo, nell’ambito dell’esame della finanziaria in commissione Bilancio, una norma che va in loro sostegno. Lo stanziamento previsto, però, non è ancora sufficiente: per questo ho già presentato un emendamento, che ha il sostegno del presidente Crocetta, per destinare altri due milioni di euro. Adesso bisogna confermare l’impegno in aula e sostenere concretamente un importante comparto della nostra agricoltura messo in ginocchio da una calamità naturale”. Lo dice Giovanni Panepinto, vicepresidente del gruppo PD all’Ars.

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AGRIGENTO – On. Fontana:“Un contributo straordinario per il Cupa” [VIDEO]


“Un contributo straordinario per spingere l’ex Provincia a fare un nuovo passo indietro, a ritirare la richiesta di recesso come socio fondatore del Cupa”. Il Vice Capogruppo all’Ars del Nuovo Centro Destra, Vincenzo Fontana, annuncia il primo, importante, risultato ottenuto in Commissione Bilancio all’Ars: lo stanziamento di un fondo destinato al Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, che, se supererà lo scoglio dell’Aula, giungerà a destinazione attraverso il rientro del Libero Consorzio fra i Comuni nell’assetto associativo.
“La somma complessiva prevista nel testo della Finanziaria, licenziata in Commissione , ammonta a quasi 2 milioni e mezzo di euro – sottolinea l’onorevole Fontana – ma va distribuita a quattro realtà universitarie della Sicilia. Tenuto conto, di alcuni parametri, nelle casse del Cupa dovrebbe affluire una cifra attorno a 700 – 800 mila euro. Quindi possiamo dire – osserva il Parlamentare del Ncd – che la tanto paventata chiusura, a questo punto, dovrebbe essere scongiurata. E’ stata una battaglia difficile. Ma come agrigentino, che ama e serve questa terra all’interno delle Istituzioni, non potevo fare finta di nulla. Sarebbe un peccato mortale negare ai nostri giovani la possibilità di frequentare una struttura che si trova nel proprio territorio, senza determinare così un ulteriore aggravio di spese per le famiglie. Ovviamente, bisognerà aspettare il voto definitivo dell’Ars per poter avere il quadro completo della situazione. E un’altra battaglia destinata a dare i suoi frutti – aggiunge Fontana – riguarda lo stanziamento all’Istituto Toscanini di Ribera, anch’essa in seria difficoltà dal punto di vista economico. Ma nella lunga maratona, che tra sabato e domenica, ha portato alla definizione del testo, c’è stato spazio per altri importanti aggiustamenti. Come quello che riguarda i consorzi di bonifica – conclude Vincenzo Fontana – emendamenti che garantiranno gli attuali livelli occupazionali e un migliore sviluppo del settore agricolo in Sicilia, o come quello che assegna fondi per l’inclusione sociale e alle scuole cattoliche. Ed ancora cantieri di lavoro e tante altre misure che daranno ossigeno allo sviluppo e all’occupazione nel territorio”.

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FINANZIARIA – Roma boccia i conti della Regione


Cinque pagine fitte di note critiche e richieste di chiarimenti. Il Governo nazionale si muove per impugnare la Finanziaria e il bilancio con una lettera inviata nei giorni scorsi dalla Ragioneria generale dello Stato alla Regione e all’Ars. Si apre ora una fase di confronto che terminerà entro il 15 luglio, termine entro il quale Roma deve prendere una decisione.

In particolare da Roma esprimono dubbi sull’utilizzo di due poste di bilancio che hanno permesso di arrivare al pareggio dei conti: la prima sono i circa 600 milioni del Fondo sviluppo e coesione che la Regione ha utilizzato per coprire una parte del debito con lo Stato, la seconda sono i 300 milioni che sono stati inseriti tra le entrate e che dovrebbero arrivare da Roma come restituzione di tributi maturati in Sicilia ma incassati da altre Regioni. Somme che infatti non ancora arrivate: un problema per le finanze regionali. Altre contestazioni riguardano norme specifiche, come quella che ha introdotto i prepensionamenti estendendoli fino al 2020.

Faraone ha evidenziato che il governo Crocetta è ancora indietro rispetto agli impegni presi con Roma: ” Il governo nazionale sta prevedendo interventi di risanamento per il bilancio della Sicilia. Ma serve credibilità per chiedere una mano. E la credibilità si acquisisce con le riforme. Dopo la Finanziaria, in Sicilia, siamo un’altra volta al palo. Non vanno scaricate responsabilità, serve che la Regione faccia la sua parte”.

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ARS – La Finanziaria passa per un soffio


Dopo una maratona di 24 ore, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato finanziaria e bilancio. Una delle manovre più sofferte degli ultimi anni, anche perché l’opposizione, quasi per intero, ha lasciato l’aula prima del voto finale, mettendo a rischio l’esito del provvedimento per mancanza di numero legale. Rischio superato per la presenza in aula di tre esponenti della minoranza (Girolamo Fazio del gruppo misto, Vincenzo Vinciullo di Ncd, che si sono astenuti; Giovanni Grasso dell’Mpa che ha votato sì) e del dissidente della maggioranza Fabrizio Ferrandelli (Pd), che si è astenuto ma è rimasto in aula.

PER UN SOFFIO. I sì sono stati 39. Dei 90 deputati dell’Ars (dalla prossima legislatura saranno 70) ne erano presenti 77: 13 sono in congedo. Il numero legale, proprio di 39, aveva fatto tremare la maggioranza: prima che i tre dell’opposizione decidessero di partecipare al voto, infatti, le sorti del governo guidato da Rosario Crocetta erano appese alla decisione di Ferrandelli, che dopo un battibecco con il governatore ha deciso di prendere comunque posto a sala d’Ercole, dicendo stizzito che questo è l’ultimo atto di un esecutivo “ormai ai titoli di coda”.

SPARTIZIONI E MARCHETTE. Dopo una notte in cui l’aula è stata impegnata a votare l’articolato, all’alba sono scoppiate tensioni soprattutto sulla sulla ex tabella H, che elenca finanziamenti a enti, associazioni e così via e che per molti deputati rappresenta la madre di tutte le battaglie.

La manovra è stata definita a caldo dal deputato di Fi Giuseppe Milazzo “una triste spartizione”, e dal capogruppo del Cantiere popolare Toto Cordaro “una lunga serie di marchette”.

Ma restano in piedi i provvedimenti voluti dal governo nazionale che ha trovato un sostenitore nell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, molto legato al ministro Graziano Delrio. Uno su tutti, l’allineamento delle pensioni dei regionali a quelle degli statali a partire dal 2016.

“LEI NON HA UNA MAGGIORANZA”. “Lei non ha più una maggioranza, presidente Crocetta. Il voto sul bilancio lo dimostra inesorabilmente. Ne prenda atto e si dimetta, è quello che vogliono i siciliani”, ha detto Nello Musumeci, per annunciare che i deputati del centrodestra (alcuni di Ncd sono rimasti in aula) e del M5s sarebbero usciti dall’aula.

“A una opposizione rimasta in aula tutta la notte con senso di responsabilità, per consentire l’esame di un bilancio senza anima e strategia, avete risposto – ha aggiunto – con furbizia e arroganza: mostrate forza ed avete invece i muscoli di cartone. Lasci quella poltrona e liberi la Sicilia dal collasso al quale è stata condannata dal suo governo in questi due anni e mezzo. Ponga fine a questo lungo calvario”.

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ARS – Fumata nera sulla Finanziaria


Fumata nera sulla manovra finanziaria. Dopo una maratona di otto ore la giunta regionale, presieduta da Rosario Crocetta, ha aggiornato i lavori a lunedì prossimo.  

Approvate le norme ritenute essenziali dal governo e auspicate da Palazzo Chigi, tra queste l’armonizzazione del trattamento di quiescenza dei 16 mila regionali a quello dei dipendenti dello Stato, un piano di prepensionamento quinquennale e la riduzione dei costi del personale.

Via libera ai tagli dei compensi dei consiglieri comunali, che non potranno superare il 30% delle indennità degli assessori.

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SICILIA – Nella Finanziaria niente soldi per Sagra e Carnevale di Sciacca


La provincia di Agrigento tagliata fuori dai finanziamenti per le
manifestazioni più rappresentative. La Regione ha elargito fondi di qua
e di là, ma non per l’Agrigentino. Niente soldi per la Sagra del
Mandorlo in Fiore e per il Carnevale di Sciacca. Rientrano invece con
grosse somme stanziate iniziative come il Brass Group (300 mila euro),
Banco Alimentare (300 mila euro), per gli studi teologici di Catania
(142  mila euro) e San Tommaso di  Messina (67 mila euro), l’ente
Cerisdi (350 mila euro), la Fondazione Whitaker (400 mila euro),e tanti
altri ancora, soprattutto contributi per la cultura con Taormina,
Catania, Messina e Palermo e i loro teatri.

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ARS – Finanziaria, maratona domenicale: meno soldi a enti e associazioni


Maratona domenicale all’Ars per riuscire a portare il testo in Aula entro domani sera. Un cammino tortuoso e lento. La Finanziaria ter si è impantanata sull’articolo 28 e non ha superato lo scoglio dei contributi da destinare alla galassia di enti collegati alla Regione. La coperta è corta, anzi cortissima. E trovare la quadra in commissione Bilancio, in tempi di spending review, ieri non è stato facile, nonostante una seduta fiume iniziata al mattino e proseguita ad oltranza fino a tarda sera, dopo una lunga pausa pomeridiana. I deputati hanno lavorato nonostante fosse domenica. E, come in ogni Finanziaria degna di questo nome, anche in questa non poteva mancare la pioggia di contributi a tutte quelle associazioni rimaste a bocca asciutta dalla divisione della «torta» fatta a dicembre.

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