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AGRIGENTO – L’università approda in Consiglio: la relazione del Presidente Armao [Vd Tg]


Solo 100 nuovi iscritti, un bilancio in carenza di ossigeno e margini di manovra strettissimi, tanto da lasciar presagire anche il rischio di una riduzione del personale oggi in servizio. Insomma, niente da festeggiare. Il presidente del Consorzio universitario Gaetano Armao arriva in Consiglio comunale per la seduta aperta e dedicata al futuro del Cupa.“Il Cupa non chiuderà – ha garantito subito -”, aggiungendo però che “con Unipa non credo possano sorgere nuovi corsi. Bisogna prendere atto che Palermo ha fatto una scelta, rispettabile, ma non compatibile con il futuro del Consorzio”. Il riferimento chiaro è alla chiusura di 4 corsi su 5 di quelli che si svolgevano ad Agrigento, svuotando di fatto l’offerta formativa.  L’unica “concessione” che potrà esserci da Palermo è solo un nuovo corso in architettura triennale che, però, è ancora da formalizzare. Altre iniziative formative riguarderanno due università, la “Kore” di Enna, che in città potrebbe portare i corsi di Giurisprudenza ed Economia del Turismo e la Lum di Casamassima, per corsi finalizzati a formare responsabili amministrativi specializzati per aziende e pubbliche amministrazioni. Palazzo Tomasi, che il Comune sta formalmente offrendo all’Università, diventerà invece un centro specialistico per ospitare i master, in un più complessivo investimento sul centro storico di Agrigento. Tutte iniziative che saranno trasformate in concreto solo nel prossimo anno accademico. Quest’anno, ha spiegato Armao, nulla poteva essere fatto, al punto che non avverrà nemmeno l’inaugurazione dell’Anno universitario, ad eccezione di una cerimonia per dedicare un’aula della struttura di via Quartararo a Ignazio Melisenda Giambertoni. Le basi per l’anno prossimo, tuttavia, sono state gettate. “Se non fossimo intervenuti subito – spiega Armao – i flussi si sarebbero spostati verso altre università e nessuno avrebbe avuto più interesse ad aprire nuovi corsi”.. “Puntiamo a recuperare circa 200mila euro entro questo anno – ha detto Armao – grazie ai pensionamenti e al demansionamento. Oggi abbiamo 15 lavoratori per 100 nuovi studenti. Prima di incidere sui livelli occupazionali vediamo se riusciamo a recuperare, se non ci riusciremo dovremo purtroppo farlo comunque”. Poi Armao ha lanciato un appello alla politica: perché contribuisca in primis in termini di risorse, facendo tornare tra i soci i Comuni e gli ordini professionali. E il Libero Consorzio? “Ad oggi – ha detto il presidente – non ci sono stati rapporti, e me ne dispiaccio”. L’Ente deve comunque somme importanti al Cupa e, la sua assenza, già dal prossimo anno rischia d far saltare il banco. “Con il ritorno della politica – conclude Armao – speriamo vi sia un ritorno di responsabilità”. I consiglieri comunali di Forza Italia di Agrigento, Giovanni Civiltà, capogruppo, e Willy Giacalone, e il consigliere indipendente, Pasquale Spataro, esprimono apprezzamento a seguito dell’ intervento del presidente del Consorzio universitario provinciale di Agrigento, l’ avvocato Gaetano Armao, in Consiglio comunale, al fine di presentare e condividere con i rappresentanti della cittadinanza il tracciato didattico ed economico che si intende perseguire. Il capogruppo al Consiglio comunale di Agrigento di “Agrigento cambia”, Pietro Vitellaro, afferma : “Finalmente siamo usciti dallo stato di precarietà in cui l’Università ad Agrigento versava. Il progetto sul Cupa, proposto dal professore Armao nell’ aula consiliare, è ambizioso, ricco e pieno di aspettative. Adesso, il Polo Universitario può vantare un’ottima governance.

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AGRIGENTO – Armao incontra la Commissione Istruzione per il Cupa [Vd Tg]


Dopo essere stato ricomposto, il Consiglio di amministrazione del Polo universitario di Agrigento si è insediato lo scorso 19 luglio, ed è a lavoro interloquendo anche con le forze sociali e politiche locali nell’ ambito del tracciato da intraprendere per recuperare le sorti didattiche e finanziarie del Polo universitario agrigentino. L’ incontro con i sindacati, tra Cgil, Cisl e Uil, risale allo scorso 28 luglio. Adesso invece il presidente Armao ha accolto l’ invito e ha ricevuto la Commissione consiliare Pubblica Istruzione del Comune di Agrigento, presieduta dal consigliere Pasquale Spataro che riferisce : “E’ stato un incontro franco, propositivo ed istituzionalmente proficuo”. “Il presidente Armao – aggiunge Spataro – si è mostrato subito disponibile e pronto al dialogo con le istituzioni locali, e si è detto favorevole a mantenere un rapporto costante di collaborazione con la Commissione sugli argomenti che coinvolgono il territorio in tema di formazione”. Nel corso della riunione, l’ avvocato Armao si è dichiarato disponibile ad intervenire più compiutamente in Consiglio comunale in occasione di una seduta appositamente dedicata. E poi, ancora il presidente della Commissione Istruzione, Spataro, si sofferma sui progetti coltivati dal nuovo Consiglio di amministrazione del Polo Universitario, e spiega : “Le priorità del presidente Armao sono legate all’aspetto economico – finanziario, che certamente, soprattutto a causa del recesso dell’ ex Provincia, non è in salute. Quindi la revisione dei costi e il contenimento della spesa saranno una tappa obbligata. In altre province siciliane, gli attuali Liberi consorzi, quindi le ex Province, sono ancora dentro, mentre ad Agrigento non si comprende perché vi è stato il disimpegno totale da parte dell’ ex Provincia. Per quanto riguarda l’ offerta formativa, Armao ci ha assicurato che saranno attivati dei corsi di alta formazione, attraverso l’intercettazione di fondi europei. Inoltre, nell’ ambito del ragionamento ormai in uno stadio avanzato che è quello di tagliare il cordone ombelicale con l’Ateneo di Palermo, si lavorerà per far partire nuovi indirizzi di studio che abbiano un concreto sfogo occupazionale e una maggiore aderenza con quelle che sono le potenzialità e le risorse del territorio agrigentino”.

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AGRIGENTO – CUPA, i sindacati incontrano il Presidente Armao


Ad Agrigento i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Agrigento, Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto, si sono recati in contrada Calcarelle, in via Quartararo, e al Polo universitario hanno incontrato il presidente. L’ avvocato Gaetano Armao, che si è appena insediato a capo del Consiglio di amministrazione dell’ Università, e il vice presidente, Giovanni Di Maida, hanno discusso con i sindacati puntando il dito verso l’orizzonte. E a termine della conversazione sulle prospettive di navigazione, Raso, Saia e Acquisto concordano e hanno scritto nero su bianco : “Vi è assoluta comunanza di vedute”. E poi Cgil, Cisl e Uil agrigentine spiegano : “Abbiamo esposto al neo Presidente del Consorzio universitario di Agrigento qual è la nostra visione del Polo universitario e come andrebbe rilanciato, ed abbiamo registrato un’assoluta comunanza di vedute. Abbiamo salutato la nomina dell’ avvocato Armao con favore perché gli riconosciamo grandi capacità, e può davvero rappresentare la persona in grado di rilanciare il Consorzio Universitario. E’ un compito non facile poiché i problemi che preesistevano alla sua nomina sono ancora sul tappeto, a cominciare da quello delle risorse. La ex Provincia e la Regione debbono ancora fare la loro parte, in ottemperanza delle norme che la stessa Regione si è data. Ci hanno colpito positivamente la grande capacità d’ascolto ed il ruolo che il Presidente riconosce alle organizzazioni sindacali quali interlocutori privilegiati delle questioni attinenti lo sviluppo. Conveniamo col Presidente Armao sul fatto che è finito un ciclo del Consorzio universitario e che occorre costruirne un altro con una nuova visione : e in questa nuova visione gli attori economici e sociali ed il territorio hanno un ruolo determinante. Riconoscere ciò ed averne consapevolezza ci fa guardare con speranza al futuro, ma ci pare davvero un buon inizio”.

 

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AGRIGENTO – Consorzio Universitario, Gaetano Armao è il nuovo Presidente


L’ex assessore regionale Gaetano Armao è il nuovo presidente del consorzio universitario di Agrigento.

E’ stato nominato insieme all’intero consiglio di amministrazione. A far parte del cda sono stati chiamati: Giovanni Di Maida, il farmacista Paolo Minacori ed il medico Giovanni Vaccaro. La nomina è stata fatta dai componenti dell’assemblea dei soci, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Calogero Firetto ed il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina. La Regione nominerà il quinto componente del Cda.

Per Vincenzo Giambrone, commissario provinciale di Forza Italia, “il prestigioso, quanto arduo, incarico affidato all’avvocato Gaetano Armao, al fianco dei consiglieri Di Maida, Minacori e Vaccaro, testimonia la volontà politica di porre solide e valenti basi a fondamento del percorso di riassetto sociale e finanziario del consorzio universitario agrigentino, e del suo rilancio nel panorama accademico siciliano”.

 

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La Regione vende i suoi immobili


PALERMO – Duecentoventiquattro milioni di euro per 68 immobili. Questo è quanto conta di incassare la Regione dal piano di dismissione del patrimonio immobiliare che, a differenza di quanto successo in passato, non sarà più vincolato dall’intermediazione di una società mista, come previsto da una legge del 2004, con il compito di gestire il parco degli immobili di proprietà della stessa Regione. “Per poter meglio gestire questo processo – dice Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia – richiestoci dalla Corte dei Conti in linea con l’orientamento nazionale, abbiamo operato un intervento normativo di tipo chirurgico nell’ultima finanziaria al fine di eliminare l’obbligo di ricorrere alla partecipata”.
“Nell’immediato – continua Armao – partirà una prima tranche, uno step da 116 milioni di euro che ci servirà anche da banco di prova per testare la formula di vendita. Il ricavato della dismissione non verrà certo utilizzato per pagare gli stipendi della Multiservizi, ma per abbattere la soglia d’indebitamento della Regione e realizzare qualche investimento”. 

Tra gli immobili in programma di dismissione anche pezzi pregiati come il palazzo dei congressi di Agrigento, per il quale lo stesso Comune agrigentino ha già presentato una proposta, l’ex ospedale di Sciacca e diverse strutture sul lungomare di Capo d’Orlando.

“Abbiamo già le prime proposte di acquisto – aggiunge Dania Ciaceri, responsabile del Servizio Patrimonio del Dipartimento Bilancio e Tesoro della Ragioneria Generale della Regione – Nel caso dovessero pervenire entro il 12 ottobre, termine ultimo per la presentazione dei documenti, più richieste per lo stesso immobile e per le proprietà il cui costo supera i 400 mila euro si procederà ad un avviso pubblico”.

Il processo di dismissione ha coinvolto anche l’Ast. La partecipata della Regione ha deciso infatti di vendere degli asset non strategici per l’acquisto di asset strumentali. Verranno infatti messe in vendita delle proprietà che Ast detiene nei comuni di Caltagirone, Trapani, Siracusa, Sortino, Modica e Ragusa per poter reinvestire il ricavato, stimato per circa 5,2 milioni di euro, nell’acquisto di 50 autobus .

A margine della conferenza stampa di presentazione del piano, l’assessore Armao ha voluto anche anticipare che ulteriori due immobili di proprietà dalle Regione, il Palazzo delle Finanze e Villa Belmonte, saranno ripristinati e riutilizzati il primo come sede unica della Corte dei Conti di Palermo ed il secondo come base del consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione. “Molti uffici regionali – ha concluso Armao – si trovano in immobili in affitto, gravando sul bilancio della Regione per 40 milioni di euro all’anno, di cui 25 solo a Palermo. Per questo è necessaria la costruzione di un centro direzionale, una grande scelta urbanistica ed economica di cui ho già parlato con il sindaco Orlando, che ha pienamente condiviso questa idea. Stiamo cercando a tal proposito di utilizzare 10 milioni di euro di fondi Fas che andrebbero a finanziare quantomeno la progettazione del centro”.

 

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Armao indagato per bancarotta


L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, e’ indagato nell’ambito della vicenda collegata all’istanza di fallimento che la Procura di Palermo ha presentato nei confronti della Pea, una societa’ mista tra aziende del gruppo Falck e l’Amia, l’azienda per l’igiene ambientale del Comune capoluogo dell’Isola. Istanza a sua volta strettamente connessa al progetto, mai realizzato ma costato 44 milioni di euro di costruire un termovalorizzatore nella discarica di Bellolampo.

Erano gia’ indagati, con l’ipotesi di falso in bilancio, sette ex amministratori della Pea, che oggi e’ in liquidazione, per avere iscritto nei bilanci spese inammissibili e inattendibili, secondo la tesi sostenuta dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dal pm Calogero Ferrara. Nell’elenco delle uscite della societa’ ci sono anche quelle per “spese 2006” dello studio Armao (appena 1.741 euro), che salgono a 102 mila per un ricorso presentato nello stesso anno e a 479.400 come “legali 2009”. Il reato di bancarotta fraudolenta puo’ essere contestato anche se la societa’ non e’ fallita.

 

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