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SICILIA – Precari, Riccardo Gallo:””Tramite il Mille proroghe il governo intervenga”


Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ribadisce la necessità urgente che il Governo – recuperando tra l’altro un suo emendamento già presentato in Commissione Bilancio alla Camera, che proroga per altri 12 mesi i contratti di lavoro per i lavoratori socialmente utili siciliani – introduca la norma di proroga nel prossimo decreto “Mille proroghe” o “Omnibus” di fine anno. Gallo afferma : “Bisogna scongiurare prevedibili tensioni sociali, che potrebbero determinarsi nel caso rimanessero senza lavoro dal prossimo gennaio migliaia di lavoratori e famiglie. E’ una questione divenuta emergenziale, che comprende anche gli Aso, i formatori, gli sportellisti e le categorie a rischio per le quali la Regione Siciliana deve essere autorizzata ad avviare i processi di stabilizzazione. L’ approvazione della legge di bilancio, avvenuta in tutta fretta, ha lasciato aperte e irrisolte tante questioni importanti che riguardano la vita sociale ed economica del Paese. Adesso occorre dunque innanzitutto dare continuità ai contratti di lavoro che scadono il prossimo 31 dicembre, nei confronti di tanti precari della Regione Sicilia”.

 

 

 

 

 

 

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GOVERNO – Diciottenni, arriva il “bonus cultura”


Cinquecento euro da spendere per visitare musei, gallerie d’arte, andare a teatro, al cinema e partecipare ad eventi culturali. Si chiama “bonus cultura”, la nuova misura del governo a disposizione dei ragazzi che nel 2016 sono diventati o diventeranno maggiorenni. Una misura fruibile, tra l’altro, attraverso un’applicazione, la “18app”, quindi perfettamente in linea con i tempi e il pubblico a cui è rivolta. I ragazzi e le ragazze nati nel 1998 avranno a disposizione 500 euro da spendere per acquistare libri (non soltanto quelli per la scuola), per visitare musei, aree archeologiche, andare al cinema, a teatro, seguire fiere, mostre, concerti, e tanto altro, compreso lo shopping online.

Si è fatta attendere 8 mesi e mezzi, ma arriverà ufficialmente il 15 settembre. La misura era stata prevista dal governo già nell’ultima legge di Stabilità, ma ha subito delle modifiche. Inizialmente, infatti, destinatari di questo “borsellino elettronico”, dovevano essere soltanto gli italiani. Successivamente, il voucher di 290 milioni di euro è stato esteso anche agli stranieri residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno.

 

Numeri alla mano, saranno 574.593 i giovani che potranno usufruire del bonus cultura, ovvero tutti coloro che hanno spento o spegneranno 18 candeline entro il 31 dicembre 2016. I 500 euro, tra l’altro, potranno essere spesi entro il 31 dicembre 2017, quindi per tutto l’anno della maggiore età. A occuparsi della misura a Palazzo Chigi è il sottosegretario Tommaso Nannicini che al Corriere della Sera ha dichiarato: “Con il bonus mandiamo un messaggio preciso: quello di una comunità che ti accoglie nella maggiore età ricordandoti quanto siano cruciali i consumi culturali. E – continua – per una volta i fondi per promuovere la cultura non saranno ripartiti dalla burocrazia, ma dalle decisioni di migliaia di giovani. I soldi andranno laddove si indirizzeranno le scelte dei 18enni”.

Il 18enne dovrà, innanzitutto, registrarsi in uno dei 5 identity provider (Poste, Aruba, Tim, Infocer e Sielte) per avere il cosiddetto “Spid”, ovvero il Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale che permette agli utenti di essere riconosciuti dallo Stato. Attraverso questo, il ragazzo riceverà le credenziali per accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione e anche a molti servizi privati. Il secondo step prevede il download su smartphone, pc o tablet della app chiamata “18app” dal sito dedicato (www.18app.it o www.diciottap.it), oppure da Apple Store e Google Play. Utilizzando lo Spid, l’utente potrà entrare nel sistema, inserire i suoi dati e automaticamente avrà a disposizione 500 euro, che saranno attivi dal giorno del suo compleanno fino alla fine del 2017.

Sulla piattaforma digitale, tra l’altro, è presente anche un elenco di tutti gli esercizi commerciali, negozi, biblioteche, cinema, teatri ecc., tramite i quali i ragazzi potranno scegliere cosa acquistare. L’acquisto, infine, potrà essere in forma digitale (tramite smartphone) oppure tradizionale, recandosi direttamente in negozio e mostrando all’esercente il “qr code” o il “bar code” riferito all’acquisto effettuato.

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REGIONE – Ardizzone diffida governo:”Presenti manovra 2016″


Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, diffida il governo Crocetta “a depositare quanto prima bilancio e finanziaria, non soltanto per consentire a questo Parlamento di poterli esaminare con la necessaria e dovuta attenzione, ma anche e soprattutto per poter dotare la Regione siciliana dell’indispensabile strumento finanziario nel rispetto del termine costituzionale del 31 dicembre 2015”.

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SICILIA – Governo impugna legge su acqua pubblica [VIDEO]


Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale 19 dell’agosto 2015, sulla “Disciplina in materia di risorse idriche”. Lo ha reso noto Palazzo Chigi.
”Numerose disposizioni – spiega la nota – contrastano con le norme statali di riforma economico sociale in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell’ambiente, spesso di derivazione comunitaria, eccedendo in tal modo dai limiti posti alle competenze regionali. In caso di approvazione di una nuova normativa da parte dell’Assemblea regionale siciliana che riveda completamente il testo, il Governo potrà valutare l’opportunità di riesaminare il ricorso”.
Il Consiglio dei ministri ha invece deciso di non impugnare la legge della Regione Sicilia di approvazione del Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2014.

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GOVERNO – Sicilia secondo Banca Italia, interrogazione di Riccardo Gallo


Il deputato nazionale e vice coordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro delle Finanze a seguito della pubblicazione del rapporto annuale per il 2014 della Banca di Italia sull’ economia della Regione Sicilia, che traccia un quadro generale estremamente preoccupante e negativo per il tessuto socio – economico dell’ isola. Tra i tanti dati in negativo, oltre il blocco dell’ edilizia e dell’ agricoltura, vi è l’ aumento dei flussi migratori verso le regioni del centro nord e l’estero tra i siciliani più istruiti e quelli della classe di età tra i 25 e i 34 anni. A fronte di ciò – rileva Gallo – è evidente l’ assenza di politiche economiche e sociali da parte del Governo in carica, sin dall’inizio del suo insediamento, a favore del Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia. E’ allora urgente e necessario prevedere rapide iniziative volte ad interrompere un processo di dismissione della Sicilia da parte del Governo nazionale. Ad esempio, misure compensative o di agevolazione fiscale, e l’istituzione di un tavolo specifico tra la Regione Sicilia, le principali associazioni industriali e imprenditoriali locali e le categorie sindacali, introducendo misure economiche di carattere emergenziale per la ripresa e l’occupazione in Sicilia.

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GOVERNO – Delrio al Colle giura da ministro


Giovedì alle 20 il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha prestato giuramento al Quirinale. Circa un’ora prima il presidente del consiglio Matteo Renzi e il sottosegretario avevano lasciato Palazzo Chigi diretti al Quirinale per il giuramento da nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’avvicendamento al dicastero avviene in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi, dopo lo scandalo che ha coinvolto il super burocrate Ercole Incalza.

E proprio Lupi scrive su Twitter: «Graziano Delrio ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. Un’ottima scelta. Sono sicuro farà un buon lavoro».

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Il governo: salveremo le tv locali


Il Governo tende la mano alle oltre cento televisioni locali che rischiano di essere spente nelle prossime settimane. E, attraverso il sottosegretario con la delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, apre spiragli per «cancellare gli errori che hanno caratterizzato il passaggio dalla tv analogica a quella digitale in questo comparto fondamentale per il panorama informativo italiano e per il pluralismo». 

Di fronte al diktat imposto alle tv di dover restituire entro la fine dell’anno i canali che permettono loro di trasmettere ma che creano interferenze con le stazioni oltre confine, Giacomelli annuncia «la possibilità di mettere in campo frequenze non assegnate» fra cui quelle dell’ex beauty contest. Sia le frequenze rimaste in mano allo Stato dopo l’asta della scorsa primavera, sia quelle mai entrate in alcuna gara potranno finire alle televisioni locali per continuare ad andare in onda. Lo chiedevano da tempo le associazioni di categoria. «Stiamo lavorando con Bruxelles per poter utilizzare anche le frequenze che erano inibite per la procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea e che, invece, noi vorremmo concedere in questo frangente», fa sapere il sottosegretario che ha un passato da dirigente televisivo. Una svolta che rappresenta una sorta di rivoluzione per l’intero settore delle telecomunicazioni italiane. Il beauty contest è il “concorso” per assegnare le sei frequenze nazionali rimaste libere con il passaggio al digitale terrestre. Prima doveva essere un’assegnazione gratuita; poi sono state tre sono state messe all’asta, ma una è stata affidata: perché soltanto Cairo ha scelto di partecipare alla gara.

Non solo. Giacomelli ipotizza anche uno slittamento dell’ultimatum dato alle reti locali per restituire le frequenze: il 31 dicembre. È stabilito che le emittenti debbano liberare i canali per quella data, altrimenti scatterà il blocco degli impianti. «Non ci saranno misure coatte – dice il sottosegretario –. Alle tv e alle loro associazioni lanciamo una sfida: vogliamo fare insieme un percorso virtuoso nei tempi che saranno necessari. Se occorrerà qualche settimana in più, la concederemo. Purché non si tratti di una dilazione per far sì che tutto resti com’è oggi».

Giacomelli fa un passo indietro per spiegare come si è arrivati alla “teleghigliottina”. «Non siamo noi a mettere in pericolo le emittenti locali. Anzi, tentiamo di salvarle. Perché le tv sono in bilico per le scelte adottate negli anni precedenti. Quando c’è stato l’avvento del digitale terrestre, si è optato per una nuova saturazione dello spettro e sono state usate frequenze che l’Italia non poteva impiegare». Il riferimento è alla scelta di concedere nel 2012 alle tv locali settantasei canali che l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) di Ginevra ha riservato a Slovenia, Croazia, Francia, Malta, Svizzera e San Marino. Con il risultato che oggi i segnali delle nostre reti si sovrappongono a quelli delle emittenti dei Paesi vicini e tendono a oscurare i loro programmi. «Di fatto – prosegue Giacomelli – si è voluto proteggere il duopolio caricandone il peso sulle spalle dell’emittenza locale. E adesso siamo al paradosso che nessuna delle nostre frequenze è riconosciuta a livello internazionale».

Di sicuro le frequenze sotto accusa dovranno essere lasciate. «Sono state identificate con chiarezza quelle che creano interferenze e che perciò non vanno usate – afferma il sottosegretario –. È un lavoro compiuto dall’Agcom con cui abbiamo un’ottima collaborazione. Per questo abbiamo scelto di favorire ogni iniziativa che consenta alle emittenti di liberare volontariamente le frequenze senza che abbiano gravi problemi: ad esempio, incentivando gli accordi per il trasporto sulle frequenze di altre tv o creando realtà consortili. Inoltre il Governo è impegnato a trovare risorse aggiuntive per gli indennizzi» alle reti che dismetteranno i canali.

A questa strategia si accompagna la volontà di «assegnare nuove frequenze e facilitare una riorganizzazione autonoma degli operatori», aggiunge Giacomelli. L’obiettivo finale ha più volti. «Puntiamo, da un lato, a far rientrare l’Italia nella legalità internazionale iscrivendo tutte le nostre frequenze a Ginevra ed eliminando la Penisola dalla lista nera degli osservati speciali. Dall’altro, desideriamo che le tv locali abbiano la certezza di poter operare in tranquillità. Ormai non è più possibile far finta di niente o procedere con un’altra invenzione all’italiana per tirare a campare. Sarebbe l’ennesimo macigno sulle emittenti locali e sulle migliaia di lavoratori che animano queste televisioni».

FONTE: L’AVVENIRE

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GOVERNO – Renzi e l’esercito dei consulenti. Anche agrigentini in lista


Il giornale Libero diretto da Maurizio Belpietro ha pubblicato un articolo intitolato “La carica dei 300 consulenti”, contenente l’elenco dei consulenti e degli esperti esterni di supporto all’azione del governo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi e nei Ministeri. Sono circa 300 e tra i nomi citati nella lista vi sono diversi agrigentini in quota ministero dell’ Interno, retto da Angelino Alfano, come Giovannantonio Macchiarola, Aldo Piazza già sindaco di Agrigento, l’ex consigliere provinciale Ivan Paci, il figlio dell’ex consigliere comunale di Agrigento, Renato Rametta, Alfonso Gallo Carrabba, Maria Adriana Pancamo, e Gaetano Miccichè, figlio del consigliere comunale di Agrigento, Pino Miccichè. E vi sono alcuni casi sottolineati in particolare. Ad esempio, il ministero dell’Economia, retto da Piercarlo Padoan, avrebbe affidato all’economista Giuseppina Baffi una consulenza durata poco più di un mese e costata oltre 75mila euro, e poi il ministero degli Esteri, la cui titolare Federica Mogherini ha stipendiato un architetto per tutto il periodo del semestre europeo, pagato 45mila euro.

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GOVERNO – Nominati i 40 sottosegretari: quattro i siciliani [video]


Si completa con il ‘bilancino’ politico – degno del manuale Cencelli – la squadra di Governo di Enrico Letta che ieri sera, con un ‘blitz’, ha convocato il consiglio dei ministri per la nomina di sottosegretari e viceministri. Dopo una intensissima giornata di trattative – con richieste da tutte le parti politiche (qualcuno le ha definite “una ressa che rischiava di finire in rissa”) – il premier ha deciso di prendere le redini del gioco convocando i propri ministri liquidando in venti minuti (dopo però una pre riunione a palazzo Chigi di oltre un’ora) la pratica dei sottosegretari.  E così, alla fine, 23 sono quelli di provenienza Pd (o di area), 10 targati Pdl, 5 Scelta Civica e due di Grande Sud, tra cui il suo stesso fondatore, Gianfranco Micciché.  Una nomina su quattro è andata alle donne: ne entrano infatti 10, due delle quali come viceministri.
Ai Sottosegretari parlamentari, come già annunciato dal Presidente del Consiglio nel discorso alle Camere, non sarà corrisposto lo stipendio aggiuntivo. Inoltre gli uffici di diretta collaborazione dei Viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei Sottosegretari, con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina. Di seguito l’elenco dei nuovi Viceministri e Sottosegretari.
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma)
Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività
di Governo)
Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coord.
attività Governo)
Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie)
Micaela Biancofiore (Pari Opportunità)
Gianfranco Miccichè (Pubblica Amministrazione e Semplificazione)
INTERNO
Filippo Bubbico (Viceministro)
Domenico Manzione
Giampiero Bocci
AFFARI ESTERI
Lapo Pistelli (Viceministro)
Bruno Archi (Viceministro)
Marta Dassù (Viceministro)
Mario Giro
GIUSTIZIA
Giuseppe Beretta
Cosimo Ferri
DIFESA
Roberta Pinotti
Gioacchino Alfano
ECONOMIA E FINANZE
Stefano Fassina (Viceministro)
Luigi Casero (Viceministro)
Pierpaolo Baretta
Alberto Giorgetti
SVILUPPO ECONOMICO
Carlo Calenda (Viceministro)
Antonio Catricalà (Viceministro)
Simona Vicari
Claudio De Vincenti
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Vincenzo De Luca (Viceministro)
Erasmo De Angelis
Rocco Girlanda
POLITICHE AGRICOLE FORESTALI E ALIMENTARI
Maurizio Martina
Giuseppe Castiglione
AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Marco Flavio Cirillo
LAVORO E POLITICHE SOCIALI
Cecilia Guerra (Viceministro)
Jole Santelli
Carlo Dell’Aringa
ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA
Gabriele Toccafondi
Marco Rossi Doria
Gianluca Galletti
BENI, ATTIVITÀ CULTURALI E TURISMO
Simonetta Giordani
Ilaria Borletti Buitoni
SALUTE
Paolo Fadda.

 

MICCICHE’: “COSÌ SEMPLIFICHERÒ BUROCRAZIA”. «L’incarico ricevuto è l’occasione per portare a termine il rivoluzionario progetto di cambiamento della macchina amministrativa attraverso il passaggio dal sistema delle autorizzazioni a quello del controllo ex post». Così il neo-sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Gianfranco Miccichè.

 

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ARS – Assessore Piraino si dimette, Udc esce da governo Lombardo


È ufficiale: in Sicilia l’Udc esce dal governo di Raffaele Lombardo. Dopo la decisione del coordinamento regionale del partito di Casini di qualche giorno fa, oggi l’assessore di riferimento, Andrea Piraino, ha rassegnato le dimissioni al governatore. La scelta di lasciare il governo è maturata dopo gli appelli, caduti nel vuoto, di porre fine all’attuale giunta tecnica per passare a un governo politico. “Ho assunto io l’interim – ha spiegato Lombardo – in attesa, ovviamente, che venga assegnata definitivamente la delega all’assessore designato nei prossimi giorni”.

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