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SICILIA – Incendi e prevenzione non fatta, acquisiti atti alla Regione


Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza bussa alle porte della Protezione civile e di due assessorati regionali, Territorio e Foreste, acquisisce carte e documenti anche attraverso Internet, chiede decreti e provvedimenti a Palazzo d’Orleans: la Procura di Palermo passa all’offensiva sul fronte dell’inchiesta che punta a capire se una parte delle responsabilità degli incendi che stanno devastando l’Isola sia da ricondurre alla mancata prevenzione, agli aerei e agli elicotteri che non ci sono, al servizio di antincendio che – per ciò che si vede in questi giorni di emergenza, fa acqua da tutte le parti. Funzionari da sentire, dirigenti regionali da convocare come testimoni, il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che potrebbe essere ascoltato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal pm Pierangelo Padova, delegati dal capo della Procura, Francesco Lo Voi.

Il fascicolo è a «modello 45», senza indagati né reati ipotizzati.

Coldiretti Sicilia ha lanciato l’iniziativa intitolata “Preserva la Sicilia”: da settembre sarà avviato un piano di risanamento delle zone incendiate. Il presidente di ColDiretti, Francesco Ferreri, spiega: “Il 2017 è l’anno di una tragedia senza precedenti, con migliaia di ettari bruciati da criminali senza scrupoli che hanno provocato milioni di euro di danni. La devastazione del patrimonio di biodiversità ha raggiunto cifre inestimabili. E’ cambiato il paesaggio e con le piogge si rischiano problemi idrogeologici gravissimi. Ecco perché abbiamo deciso di avviare un progetto di rimboschimento delle zone bruciate, in collaborazione con le imprese socie e con tutti coloro che vogliono ripristinare quello che è stato distrutto. Siamo nella fase di adesione all’iniziativa. Per le adesioni con donazioni di piante è possibile scrivere a sicilia@coldiretti.it”.

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INCENDI IN SICILIA – Dichiarato stato di calamità


La Giunta regionale ha approvato la dichiarazione dello stato di calamità per gli incendi che hanno appena imperversato gravemente in Sicilia. Così annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che aggiunge: “E’ stato dato mandato alla protezione civile di predisporre la classificazione dei danni. Il primo passo da attuare sarà quello di acquisire tutti gli elementi necessari per quantificare l’entità economica dei danni, e successivamente saranno avviati tutti gli adempimenti utili ad individuare gli strumenti da mettere in campo per sostenere le aziende danneggiate dagli incendi”.

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SICILIA – Altra giornata di incendi


Ancora una giornata di incendi in Sicilia. Il fumo che ha invaso l’autostrada A18 per le fiamme alte sulle colline nella zona di Taormina, dove ci sono diversi focolai d’incendio, ha creato panico tra gli automobilisti che hanno invertito la marcia. Per allontanarsi dai roghi e dal fumo spinto dal forte vento, le auto hanno fatto una improvvisa inversione in maniera autonoma, procedendo nel senso opposto.

Molti automobilisti hanno chiamato con i telefonini la polizia stradale che non appena è giunta nella zona ha chiuso il tratto di autostrada tra Giardini Naxos e Roccalumera e ha gestito la circolazione, fino alla riapertura anche se si procede a rilento.

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CANICATTI’ – Appiccato il fuoco all’interno di una concessionaria di auto


Una concessionaria di automobili nuove e usate di via Diaz a Canicattì è stata vittima di un incendio di natura dolosa che ha danneggiato due vetture. Il fatto è avvenuto tra sabato e domenica. Dopo aver forzato la recinzione, ignoti si sono introdotti all’interno dell’autosalone e avrebbero appiccato il fuoco, utilizzando materiale infiammabile, alla parte posteriore di una Bmw e di una Fiat Multipla. Inoltre avrebbero provato ad incendiare anche gli uffici non riuscendoci. Le fiamme sono state spente dall’intervento dei proprietari e dei vicini di casa che hanno limitato i danni prima dell’arrivo dei Vigili del fuoco. Carabinieri e Polizia si stanno occupando delle indagini grazie anche al supporto delle immagini del sistema di video sorveglianza.

Le serate del weekend appena trascorso sono state parecchio movimentate sul piano delinquenziale a Canicattì. Infatti alcuni malviventi hanno preso di mira tre esercizi commerciali locali rubando, volta per volta, poche decine di euro.

Si tratta del bar “Il giardino” di piazza San Diego dove, dopo aver scassinato la saracinesca, i ladri hanno sottratto dalle casse una trentina di euro; la panineria “Da Gino”; “La putia” di largo Aosta. Anche in questi ultimi due casi il bottino è stato di poche decine di euro. Indagano Carabinieri e Polizia.

 

 

 

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AGRIGENTO – Furto di scooter e incendio 2 autovetture


Ad Agrigento i ladri si specializzano sempre più. In piazzale Ugo La Malfa il proprietario di uno scooter ha subito il furto del mezzo posteggiato sotto casa. I ladri lo hanno prelevato e sul posto è stata trovata soltanto la ruota con la catena ancora agganciata ad un palo dell’ illuminazione pubblica.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, nottetempo, hanno subito un incendio due automobili. In via Brancati una Bmw X3, intestata ad una donna, ma in uso al fratello, un commerciante di 50 anni. In Via dei Fiumi Vigili del fuoco e investigatori hanno lavorato a seguito dell’ incendio di un’altra automobile.

 

 

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PATTI – Arrestato per aver appiccato un incendio [VIDEO]


I Carabinieri della Compagnia di Patti, mentre effettuavano appositi servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione del fenomeno dell’emergenza incendi, in una Contrada del Comune di Patti hanno visto un incendio di notevole proporzione espandersi su una collina. Notando che nei pressi dell’incendio vi era un camion sospetto, hanno proceduto ad osservarne gli spostamenti  per verificare se l’autore dell’incendio era il conducente di quel mezzo. Dal posto di osservazione hanno accertato che esattamente nel punto di sosta, poco dopo che il camion riprendeva la marcia, si notavano nascere nuovi focolai. Focolai che da lì a poco si andavano man mano sviluppando in incendi.I Carabinieri dopo aver allertato il dipartimento dei Vigili del Fuoco di Patti per intervenire sui luoghi teatro dell’incendio, si sono quindi subito messi sulle tracce del camion per poi intercettarlo dopo pochi minuti. Le fiamme hanno interessato e distrutto alcuni ettari di macchia mediterranea e terreno alberato provocando ingenti danni.
Nel corso della perquisizione del mezzo sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni strumenti di innesco da fuoco.
Il conducente del veicolo è stato identificato in Antonino Calabrese operaio, residente a Patti 53 anni, incensurato.

L’uomo è stato arrestato per incendio boschivo.
Lo stesso, dopo le formalità di rito, su disposizione del Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Patti, è stato tradotto presso la propria abitazione a Patti in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’odierna udienza di convalida.

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Numerosi incendi in provincia di Agrigento


Ad Agrigento, è stata una notte di fuoco tra sabato e domenica. Ad essere devastate sono stati, complessivamente, due autovetture e un ciclomotore Al Villaggio Mosè in via delle Rose è andato distrutto un ciclomotore Honda. , utilizzato da un 18 enne, e una fiat 500 di proprietà di una casalinga di 49 anni. Annerito anche il muro perimetrale esterno di una abitazione. A Villaseta, bruciava, una Lancia Y di proprietà di un disoccupato di 30 anni. Spetterà alle indagini dei carabinieri e alla perizia che i pompieri depositeranno fare chiarezza.

Sulla strada statale  123 che collega Canicattì a Ravanusa è andata in fiamme una stalla, i proprietari sono riusciti a mettere in salvo due cavalli che si trovavano all’interno dello stabile.  Per la stalla non c’è stato nulla da fare, è stata divorata dal rogo.

A Naro, un rogo ha distrutto ben 18 ettari di bosco.

A Sambuca di Sicilia è stata danneggiata, in via Roma, l’auto di un medico originario di Bivona. I danni ammontano a qualche migliaia di euro.

 

 

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SICILIA – Incendi, Crocetta respinge le critiche:”Nessun ritardo, via altri forestali”


Il governatore Rosario Crocetta ha respinto al mittente con fermezza la valanga di critiche e le richieste di dimissioni che gli sono piovute addosso per il modo in cui è stata gestita l’emergenza incendi che ha colpito  la Sicilia e annuncia altri licenziamenti tra i forestali.

“Ho convocato questa conferenza stampa – spiega il presidente della Regione a palazzo d’Orleans –  per fare un’operazione verità. E’ chiaro che questi incendi hanno fatto un danno all’immagine della Sicilia, creando panico e terrore e compromettendo i flussi turistici. Trovo assurdo dire cosa si e’ fatto e cosa non si e’ fatto. Quest’anno il piano antincendio in Sicilia è partito il 15 giugno, come prevede la legge. Non abbiamo avuto ritardi”.

Crocetta ha poi snocciolato i numeri del servizio antincendio: “I forestali sono stati 6.500 – ha detto – e i volontari 1000”.

E poi il governatore ha fornito anche i dati degli ettari di territorio andati in fumo nei giorni scorsi: “Sono stati bruciati 5.626 ettari di cui 3748 ettari di bosco e 1878 circa di superficie destinata a macchia mediterranea, è una prima ricognizione sommaria”.

Crocetta ha quindi annunciato “altri licenziamenti tra i forestali, non faremo sconti a nessuno, non
ci spaventiamo. Il popolo siciliano vuole pulizia” e annunciato “un appello alla cittadinanza: sindacati, lavoratori collaborino con amministrazione e forze dell’ordine e magistratura per identificare i criminali. I piromani sono come l’Isis. Il patrimonio boschivo della Sicilia è dei vostri figli, basta con i silenzi. Chi ha piste venga a parlare con me, può inviarmi anche messaggi anonimi. E’ il momento di reagire. Abbiamo bisogno di una nuova frontiera antimafia che mobiliti i nostri cittadini, serve una riscossa morale”.

Crocetta ha precisato però che occorre “stare attenti alla criminalizzazione generalizzata dei forestali, tra loro ci sono persone che amano la Sicilia e i criminali non possono offuscare queste immagine, ma anche stare in guardia dall’assoluzione generalizzata. Noi abbiamo 24 mila forestali: può essere mai che nessuno sa nulla degli incendi? Faccio un appello anche alle organizzazioni sindacali. Sicuramente non aprirò uno scontro con le parti sociali, e ho apprezzato che non hanno difeso quelli che ho licenziato, ma se hanno dei sospetti devono dirlo. Su 24 mila forestali ne abbiamo trovati circa 3 mila con alle spalle numerose condanne. E’ evidente che ogni caso è a sè: qualsiasi provvedimento che noi facciamo deve essere nel rispetto delle regole. Siamo partiti dai casi piu’ gravi, ma stiamo procedendo con altri controlli”.

Quindi il governatore siciliano si è detto certo che dietro agli incendi “ci sono interessi criminali che hanno bisogno di manovalanza. C’è il grande tema degli interessi della mafia ma anche l’attacco politico-mafioso. Se qualcuno in questi giorno a chiesto le miei dimissioni, significa che l’obiettivo non sono solo i boschi, ma c’è chi vuole vuole cavalcare la polemica addossando responsabilità al Governo. Noi dobbiamo dare una risposta e sarà più severa di quanto fatto fino a ora”.

E sull’ipotesi che gli incendi di questi giorni possano essere una reazione ai licenziamenti dei forestali, Crocetta ha detto: “E’ una pista che verificheremo fornendo alla Procura distrettuale antimafia l’elenco dei licenziati per un ulteriore verifica”.

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La Sicilia brucia senza un perchè


C’è odore di bruciato nell’aria. Lo si avverte in ogni angolo della città di Palermo. Un odore acre anche se meno intenso rispetto a ieri ma diffuso. Bruciano gli occhi a chi si aggira anche per il centro alle 6 del mattino. Una sensazione strana che non ha precedenti o quasi. Anche il cielo e grigio e non si distinguono le nuvole dal fumo.

Palermo si è svegliata come in un ‘day after’ il giorno dopo il disastro. Per 12 ore ha conosciuto il vero volto dell’Inferno. Nel silenzio di una città davvero strana si sentono solo i canadair che continuano a fare avanti e indietro, raccogliere e lanciare acqua.

L’emergenza di ieri è passata. O almeno è passata la fase acuta. Ma gli incendi ci sono ancora tutto intorno alla città. Riaperte le autostrade ma lungo il viaggio di incendi se ne incontrano tanti. Non è andata meglio nel messinese dove le fiamme hanno raggiunto anche esercizi commerciali e magazzini a Capo d’Orlando. Fiamme anche nel trapanese.

Si contano i danni e sarà un lavoro lungo perché le fiamme hanno colpito ovunque. Su quanto accaduto ci sarà certamente una inchiesta. Più fronti di fuoco separati gli uni dagli altri. Il dolo è cosa quasi scontata per la maggior parte degli incendi.

L’unico bilancio al momento possibile è quello sanitario. 21 persone soccorse dai sanitari e trasportati agli ospedali palermitani. Dieci i pazienti soccorsi a Cefalù, altri due a Monreale, cinque pazienti nel rogo dell’Arenella e dello Sperone.

Di questi due ustionati e tre intossicati da monossido tutti all’ospedale Civico. Altri due intossicati sono stati trasportati all’Ingrassia e quattro pazienti sempre intossicati al Policlinico.

Dall’ospedale di Cefalù due pazienti in rianimazione intubati sono stati spostati: uno all’ospedale di Termini Imerese e uno all’ospedale Cervello. A questi vanno aggiunti i 60 bambini di Monreale per fortuna tutti dimessi dopo una visita per lievi effetti di intossicazione da fumo.

Ma la domanda che campeggia su tutto e su tutti è solo una: dov’erano i vigili del fuoco? A palermo non se ne sono visti. Forse tutti dirottati su Cefalù e sugli incendi della Madonie. Certamente più di qualcosa non ha funzionato. Polizia e Carabinieri hanno triplicato le auto sul territorio. Agenti e militari  in tuta mimetica hanno spento incendi con mezzi di fortuna (guarda il video) insieme ai cittadini. Tubi da irrigazione, secchi, autobotti private o destinate ad altri scopi per portare acqua.

E’ stata una emergenza totale. E oggi arriva a Palermo il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. In prefettura incontrerà le Forze dell’ordine in un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nel quale si dovrà chiarire cosa è successo. Perchè lo chiede la città che ha vissuto un giorno di panico, Lo chiedono stanchi e ‘arrostiti’ poliziotti e carabinieri e lo chiede la civiltà stessa. Una grande città (ma neanche una qualsiasi altra comunità di qualsiasi dimensioni) non può essere abbandonata così ad un giorno di inferno. [BLOG SICILIA]

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LICATA – Incendi e furti, è di nuovo allarme criminalità


Torna l’allarme criminalità a Licata. Dopo l’incendio di uno scooter nella notte tra domenica e lunedi, poco prima dell’alba di ieri un rogo ha distrutto la mercedes 220 di un pensionato parcheggiata nel quartiere della Playa. Poi, nella notte tra martedi e mercoledi, i ladri sono entrati in azione nell’area industriale di contrada Bugiades dove hanno messo a segno un maxi furto ai danni della Dedalo Ambiente, hanno rubato il carburante dai camion e dagli auto compattatori in sosta. Sono riusciti a portare via almeno 200 litri di gasolio. Solo l’arrivo di un autista della Dedalo ha evitato danni più consistenti, tanto da costringere i ladri alla fuga. Proprio di recente il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha deciso un ulteriore potenziamento delle operazioni anticrimine condotte in città delle forze dell’ordine.

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