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SCIACCA – Rogo, i piromani sono due ragazzi di 14 anni


Due ragazzi di 14 anni di Sciacca (Ag) sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Palermo con l’accusa di incendio doloso. Ai carabinieri hanno confessato di avere dato fuoco a delle sterpaglie nella zona in contrada Isabella, ai piedi del monte San Calogero.

Le fiamme si sono poi propagate, interessando ancora una volta il bosco. Un incendio che ieri ha bruciato almeno 5 ettari di macchia mediterranea. Per le operazioni di spegnimento è stato necessario l’intervento di un elicottero dell’esercito. Alcuni testimoni hanno permesso agli investigatori di risalire all’identità dei due ragazzini, che dopo avere appiccato le fiamme sono fuggiti con le loro biciclette tornando nelle loro case.

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SAN LEONE – Fiamme al viale dei Giardini, devastata auto dal fuoco


Prima l’incendio auto in viale Delle Dune, dove ad andare distrutta è stata la Lancia Y di un commerciante ambulante. Poi, alle 5,30 circa, un nuovo rogo che ha avvolto e devastato una macchina che era posteggiata in viale Dei Giardini, sempre nel rione balneare di San Leone. 

Ed ancora una volta sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Villaseta. Pompieri che, idranti alla mano, hanno tentato di salvare il salvabile. Per la vettura c’è stato però ben poco da fare, visto che è stata pesantemente – forse anche irrimediabilmente – danneggiata. 

Non viene  esclusa alcuna ipotesi: né quella del dolo e nemmeno quella di un incendio dovuto a cause accidentali. 

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BELMONTE MEZZAGNO – Rogo doloso in un’officina, incendiate 14 auto pronte per la rottamazione


Incendio ieri sera in una officina meccanica a Belmonte Mezzagno (Pa), in via Mattarella. Bruciate quattordici auto pronte per la rottamazione. in fiamme anche decine di pneumatici accatastati per lo smaltimento. L’officina è di Salvatore Ludovico Bisconti, 46 anni.

Qualcuno ha tranciato la rete metallica di recinzione dell’officina e ha dato fuco alle vetture parcheggiate. Trovate tracce di liquido infiammabile e una bottiglia di plastica con dentro della benzina. Tre squadre del vigili del fuoco hanno domato le fiamme dopo un intervento durato circa tre ore e protrattosi oltre la mezzanotte. Indagano i carabinieri, coadiuvati dai tecnici dei vigili del fuoco. L’area non ha sistema di videosorveglianza.

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PORTO EMPEDOCLE – Maxi incendio contrada Pero, “beccato” un presunto piromane


La polizia di Stato ha identificato il piromane di Porto Empedocle. Si tratta di un trentenne che è stato iscritto nel registro degli indagati. Sarebbe stato lui, secondo le ricostruzioni investigative dei poliziotti del commissariato “Frontiera” ad appiccare fiamme nei pressi del canneto di contrada pero.

Un rogo che si è poi esteso, provocando devastazione, nella stessa contrada e nelle limitrofe contrada Zubbia, Empedocle 1 ed Empedocle 2.

All’identificazione del presunto piromane, che avrebbe appiccato un rogo che ha fatto deflagrare anche delle bombole del gas, i poliziotti del commissariato “Frontiera” sarebbero arrivati dopo aver sentito ed interrogato decine e decine di residenti nelle diverse zone.

 

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CANICATTI’ – In fiamme il Centro raccolta differenziata, si oscura il cielo del paese


Fumo acre continua a rendere irrespirabile l’aria a Canicattì (Ag). A distanza di oltre 24 ore dal vasto incendio che ha interessato un’ampia porzione del Centro raccolta differenziata di contrada Calandra all’interno del centro abitato le fiamme continuano ad autoalimentarsi con quanto rimasto sul luogo del rogo. Nonostante il massiccio intervento dei vigili del fuoco di Canicattì ed Agrigento ancora adesso il materiale inquinante con parti plastiche ed altro materiale facilmente infiammabile continua a bruciare.

 

 

 

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PORTO EMPEDOCLE – Fuoco in contrada Pero , sgomberate alcune abitazioni


 “Sono scioccata per quanto accaduto”. E’ questo il commento di Ida Carmina, sindaco di Porto Empedcole. Il primo cittadino ieri, ha visto andare in fiamme ettari di vegetazione, catapultandosi senza pensarci troppo in contrada Pero. “Si, sono voluta andare di persona – ha detto Ida Carmina, La situazione era scioccante. Era un inferno, una sorta di inferno Dantesco. La macchina organizzativa ha funzionato benissimo e di questo ne sono davvero fiera. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore, la forestale era sul posto e la polizia non è mai andata via. Insieme a noi anche il questore Auriemma, ha seguito anche lui le operazioni di persona. Io non avevo mai visto niente di simile, bastava davvero una miccia e l’incendio si riaccendeva espandendosi sempre di più”.

E sull’origine dell’incendio, il sindaco è chiaro: “Non penso ci sia una matrice dolosa, ieri il caldo era torrido bastava anche una cicca di sigaretta per far succedere quello che di fatto poi è successo. Ettari di vegetazione è andata in fumo, ci sono stati attimi di paura credo siano anche scoppiate due bombole, la gente era terrorizzata”.

Il sindaco, protegge la sua città e lancia un messaggio preciso: “Dobbiamo prenderci cura di Porto Empedocle, non trascurando nessun dettaglio. Ieri abbiamo toccato circa 50 gradi, stiamo bene attenti a non trascurare nessun dettaglio. Se qualcuno dovesse vedere anche un minimo focolaio, avvisi subito le autorità competenti, per il resto ci rialzeremo”.

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ALCAMO – Cessato timore sulla qualità dell’aria, il sindaco revoca divieto di uscire ai cittadini


“I primi dati sulla qualità dell’aria che ci sono stati forniti da parte dei Vigili del fuoco e dell’Arpa sono confortanti. E’ cessato il timore della qualità dell’aria che respiriamo. Sto predisponendo in questi minuti l’ordinanza che andrà a revocare il provvedimento che avevo emesso a poche ore dall’incendio del deposito di stoccaggio quando invitavo gli abitanti a stare al chiuso”.

Lo dice il sindaco di Alcamo Domenico Surdi dopo la riunione con i tecnici di Arpa Sicilia, i vigili del fuoco e la protezione civile.

“Diverso è il discorso per le analisi ambientali sui terreni e sulle acque – aggiunge il sindaco – All’Arpa, come mi ha detto il direttore Francesco Licata di Baucina, serve ancora qualche giorno per sapere se c’è inquinamento da diossina su terreni e acqua. Mi ha garantito il direttore che avremo i risultati molto presto. In questo momento invito i cittadini a lavare molto bene ortaggi e frutta. I tecnici hanno spiegato che la diossina non penetra nella frutta e nella verdura. Si deposita”.

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ALCAMO – A fuoco centro di stoccaggio rifiuti. Allarme diossina, il sindaco invita a cittadini a restare a casa. Controlli dell’Asp


Non è stato ancora del tutto domato dopo diverse ore l’incendio divampato ieri pomeriggio ad Alcamo nel deposito per la raccolta differenzia dei rifiuti di contrada Stasi che ha provocato un’altissima nube nera di fumo che ha coperto la città del Trapanese. Sul posto sono ancora al lavoro le squadre dei vigili del fuoco e i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale che stanno monitorando i valori dell’aria dopo l’allarme diossina lanciato a causa della presenza nell’impianto di stoccaggio di materie plastiche. Il sindaco Domenico Surdi stamane ha comunicato alla centrale operativa della Protezione civile che la nube si sta lentamente diradando, anche se la situazione rimane critica. Surdi ha ribadito, con una ordinanza, l’invito lanciato ieri alla popolazione a non uscire di casa, se non per motivi strettamente necessari, e a tenere chiuse le finestre in attesa dei risultati delle analisi condotte dall’Arpa.

Nel provvedimento firmato dal sindaco si invitano i cittadini “a evitare di stazionare all’aperto”, a “tenere gli infissi di casa possibilmente chiusi”, a “limitare il più possibile gli spostamenti”, a “non praticare attività sportiva all’aperto”,

e a “fare uso di adeguate misure di protezione nel caso di necessità di stazionare all’aperto”. Infine, il sindaco invita i cittadini a “evitare il consumo di prodotti ortofrutticoli di produzione propria o comunque raccolti nel territorio dopo lo svilupparsi dell’incendio”.

Per spegnere definitivamente il rogo stanno per arrivare i Canadair e un elicottero, dice il sindaco Surdi. I tecnici dell’Arpa forniranno domani i valori dell’aria.

 

 

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ALCAMO – A fuoco deposito per la raccolta differenziata [FOTO]


Vasto incendio in un deposito di stoccaggio di rifiuti in contrada Sasi ad Alcamo dove sono in corso le operazioni di spegnimento delle fiamme. Dal centro, di proprietà dell’imprenditore alcamese Vincenzo D’angelo, si è sprigionata una enorme nube nera, non si sa ancora se contenga sostanze tossiche. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri che stanno accertando la natura del rogo. 
Intanto, il sindaco Domenico Surdi ha detto di essere in contatto con la prefettura e con il dipartimento della protezione civile regionale per capire quali provvedimenti adottare nel caso in cui dalla combustione si stiano sprigionando sostanze tossiche.

Secondo una prima ricostruzione le fiamme sarebbero partite da un’area attorno al deposito, cosparsa di rifiuti in mezzo alle sterpaglie. Le fiamme hanno investito alcuni capannoni. Una colonna di fumo nero si è alzata coprendo una zona di oltre un chilometro. Oltre ai vigili del fuoco di Trapani, sono intervenute alcune squadre di Palermo, una decina in tutto. Il fumo è visibile dall’autostrada Palermo-Mazara del Vallo.

La redazione del sito online alqamah consiglia alla cittadinanza  di tenere chiuse le finestre, e mettere al riparo persone e animali, per evitare di inalare e far inalare i fumi di questa nube. Un video in diretta su Facebook dell’assessore Russo invita anche a non recarsi in zona per curiosare, al fine di non intralciare i lavori di intervento e soccorso.

 

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AGRIGENTO – Appiccarono incendio per ottenere il rame: denunciati due giovani


Nella tarda mattinata di ieri 20 luglio, giungeva segnalazione alla sala operativa della Polizia di Stato della presenza, nel piazzale di ingresso antistante il Tempio di Giunone, di una persona fortemente ustionata che chiedeva aiuto.

Sul posto, oltre al personale del 118, venivano inviate pattuglie della Polizia Stradale e dell’Ufficio Volanti.
Gli operatori rintracciavano la persona ustionata, identificata per P. J. di anni 26, il quale presentava vistose ustioni in tutte le parti del corpo, specie negli arti superiori ed inferiori: pertanto veniva immediatamente trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Contestualmente una pattuglia della polizia stradale, in transito per la Rotatoria Giunone, comunicava via radio al 113 la presenza di un pericoloso incendio all’interno dell’area boschiva vicino al Museo vivente del Mandorlo a poca distanza dal tempio di Giunone.

Immediatamente, personale della Volante “Esseneto” giungeva sul posto ed, atteso che le fiamme si sarebbero potute propagare per tutta l’area boschiva nonché interessare parte del parco archeologico, non esitava ad attivarsi, anche con lo stesso estintore in dotazione, alle primissime operazioni di spegnimento.
La stessa volante, una volta spente le fiamme, accertava la presenza di un ammasso di fili di rame ancora incandescenti da cui era divampato l’incendio.

Ancora una volta il perfetto coordinamento tra tutto il personale della Polizia di Stato ha dato i suoi frutti.
Infatti, la successiva attività investigativa, compiuta in piena sinergia dai poliziotti della squadra volante e della stradale permetteva, nel giro di poche ore, di far luce sulla reale dinamica degli eventi.
Nel dettaglio, P. J. e C. S. si erano dati appuntamento nel boschetto per bruciare una matassa di cavi elettrici da cui ricavare rame.

Infatti, P. J e C. S in concorso, per separare il predetto rame dalle parti in plastica ed accelerare il processo combustivo avevano prelevato della benzina dalla moto ape in uso ad uno dei due e, dopo aver cosparso la massa da incendiare, la fiamma divampava sfuggendo così al loro controllo e ustionando in tutte le parti del corpo P.J.
Quest’ultimo, preso dal panico fuggiva con la propria autovettura ma, colto da malore e non riuscendo più a guidare per i forti dolori, si fermava subito dopo l’area di sosta del tempio di Giunone per chiedere soccorso ai commercianti ivi presenti.

P. J. nel primo pomeriggio di ieri è stato trasportato presso il centro ustionati dell’ospedale Cannizzaro di Catania.
I due sono stati deferiti, in stato di libertà, all’Autorità Giudiziaria competente per il reato di incendio boschivo in concorso.

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