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Liberi consorzi al voto il 26 febbraio


Il governo regionale ha fissato per il 26 febbraio la data delle elezioni per i Liberi consorzi dei comuni. «Eventuali proposizioni di modifiche legislative – dice il presidente della Regione Crocetta – non possono interferire sulle decisioni dell’esecutivo, che deve rispettare le leggi».

«La legge nazionale, pur prevedendo la possibilità di elezioni dirette di primo grado, esclude – aggiunge il governatore – tale possibilità in fase di prima applicazione per cui chi oggi propone la modifica della data, di fatto nega questa possibilità. La legge Delrio parla chiaro, in fase di prima applicazione l’elezione è di secondo grado».

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EX PROVINCE – Si rischiano 2 elezioni in 4 mesi


L’ipotesi di un ritorno alle Province anche in Sicilia si fa concreto. A più di tre anni dalla cancellazione dei vecchi enti, Liberi Consorzi e città Metropolitane restano al palo. La data prevista è febbraio 2017, ma dopo le Amministrative di aprile-maggio molti dei prescelti finirebbero per decadere. Questa sarebbe l’ultima beffa in arrivo dall’Ars, una norma quella delle x Province mai decollata. Ora è scaduta l’ultima proroga e l’assessore agli Enti Locali, Luisa Lantieri , deve portare in giunta la data delle elezioni: per legge deve cadere a febbraio. Ma non avrebbe senso indire le elezioni ,per poi, ripeterle tre mesi dopo. Un rinvio sarebbe possibile solo se l’Ars vota una norma in questo senso.  Inoltre, fa notare sempre la Lantieri:”Il referendum del 4 dicembre ha bocciato anche la cancellazione delle Province a livello nazionale. Si stanno verificando gli effetti in Sicilia. Gli statuti delle vecchie Province sono ancora applicabili- secondo il vicepresidente dell’Anci , Paolo Amenta, – basterebbe fare un’altra legge all’Ars che riproponga l’elezione diretta. Cosi, dopo 3 anni , tra riforme all’Ars e tre elezioni bloccate a seggi quasi aperti si tornerebbe al punto di partenza, le care vecchie Province.

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SICILIA – Liberi Consorzi, si vota l’ 11 settembre


Si profilano mesi estivi di infuocata campagna elettorale anche nell’ agrigentino. Infatti, le elezioni per i Liberi consorzi, ex Province, si svolgeranno il prossimo 11 settembre. Così ha deciso la giunta regionale, accogliendo la proposta dell’assessore alle Autonomie locali Luisa Lantieri. Tra poco meno di due mesi, quindi, i nuovi enti, che sono commissariati da oltre 3 anni, saranno dotati di organismi eletti, sebbene attraverso elezioni di “secondo livello”, ossia voteranno solo sindaci e consiglieri comunali di ciascun comune, e che, il 25 settembre, si svolgeranno anche per le città metropolitane.

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ARS – Annullate le elezioni per i Liberi Consorzi commissari prorogati [VIDEO]


L’Ars ha annullato le elezioni fissate per il 29 novembre prossimo per i Liberi Consorzi e Città metropolitane, in attesa dell’approvazione del disegno di legge che dovrebbe recepire l’impugnativa del Consiglio dei Ministri. Ieri il Governatore Crocetta ha presentato la nuova giunta all’Assemblea regionale, tra assenze polemiche di pezzi della maggioranza.

Firetto e Amato rispettivamente Sindaci di Agrigento e Palma di Montechiaro sono rimasti candidati solo per 24 ore.

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SICILIA – Addio Province, da oggi nascono i liberi consorzi


Addio Province, non chiamatele più così: da oggi in Sicilia nascono i liberi consorzi comunali, aggregazioni di enti locali con un numero minimo di abitanti pari a 180 mila. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore alle Autonomie locali, Patrizia Valenti, hanno stimato un risparmio immediato di oltre 50 milioni di euro grazie anche alla cancellazione di circa 350 poltrone tra eletti e amministratori e di sedi dismesse.

La legge che riforma la Province è stata pubblicata oggi in Gazzetta ufficiale: i Comuni adesso hanno sei mesi per decidere se far parte di un altro consorzio. A tal fine servirà una delibera approvata dai due terzi del Consiglio comunale e un referendum confermativo. Nel frattempo i consorzi manterranno le prerogative delle vecchie Province e continueranno ad operare nelle stesse sedi sotto la guida di un commissario.

In futuro i liberi consorzi saranno guidati da un’assemblea, un presidente e una giunta, che esercitano tutti le proprie funzioni a titolo gratuito mentre le spese di trasferta sono a carico dei Comuni di appartenenza. In ogni caso si tratta di organi di secondo livello non eletti dunque direttamente dai cittadini.  L’assemblea in particolare è formata dai sindaci del consorzio che, assieme ai consiglieri comunali, eleggono il presidente. La giunta invece è composta da otto assessori che vengono scelti dal presidente.

A Palermo, Messina e Catania nascono invece le città metropolitane che includono i comuni del comprensorio. A governarle saranno la Conferenza metropolitana composta dai sindaci dell’area, il sindaco metropolitano e la giunta metropolitana, tutti organismi non eletti direttamente dai cittadini. La modalità di elezione e il numero di componenti saranno stabiliti tra sei mesi.
Assieme ai liberi consorzi, queste aree avranno funzioni di coordinamento, pianificazione, programmazione territoriale, ambientale, di trasporto e di sviluppo economico. Ma il dettaglio delle funzioni verrà comunque chiarito entro sei mesi nel momento in cui la Regione ratificherà tutti i consorzi che si saranno formati dopo le variazioni decise dai Comuni.

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ARS – Approvato Ddl liberi consorzi


È stato approvato in commissione Affari istituzionali dell’Ars, presieduta da Antonello Cracolici (Pd), il disegno di legge che istituisce i Liberi consorzi al posto delle Province. Dieci i voti a favore, 4 i contrari. “Dovevamo aspettare un governo regionale di Sinistra a guida comunista per vedere espropriare a quattro milioni di siciliani il diritto al voto”, ha dichiarato il deputato regionale Nello Musumeci.  

“Altro che riforma: si torna indietro di cinquant’anni, quando in Sicilia – osserva – i vertici dell’Ente intermedio non venivano scelti dai cittadini ma dagli apparati dei partiti. Crocetta ha mentito ancora una volta ai siciliani: aveva detto di abolire le Province per fare risparmiare sui costi e invece ne ha solo cambiato il nome, mantenendo lo stesso personale, le stesse funzioni, gli stessi immobili. Come se non bastasse, i debiti degli enti provinciali graveranno sui comuni, già al collasso, ed i centri di costo dei Liberi consorzi si moltiplicheranno a dismisura”.

Per Musumeci “l’unica modifica apportata da Crocetta consiste nell’impedire d’ora in poi che i vertici amministrativi delle nuove province siano scelti dai cittadini: niente più elezioni. La invenzione delle tre città metropolitane (Palermo, Catania e Messina) – ha aggiunto il deputato dell’opposizione – è un’offesa al buon senso e una condanna alle aree interne dell’Isola (il 90 per cento del territorio siciliano) che con questa riforma resteranno sempre più isolate e degradate”. “Daremo guerra in aula – anticipa Musumeci – affinché questa ignobile mistificazione mediatica non crei altro danno alla Sicilia”.

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