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AGRIGENTO – Prosegue il giallo sulla morte del 30enne Nicolò Conti


Prosegue il giallo sul rinvenimento del cadavere del trentrenne di Agrigento, Nicolò Conti, scomparso due settimane prima, dal ritrovamento(mercoledi scorso) del suo cadavere. Sembra perdere consistenza l’ipotesi del suicidio. Il giallo di Punta Binaca si infittisce. Nessuna ipotesi viene esclusa. Secondo gli investigatori il 30enne non sarebbe precipitato nel canneto, passata a setaccio la sua Panda rossa ritrovata a Drasy. Non viene scartata nemmeno l’ipotesi del malore improvviso. Soltanto l’esito dell’autopsia potrà dunque fare chiarezza. Intanto proseguono le audizioni dei conoscneti del 30enne. 

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CANICATTI’ – “Morte sotto il trattore”, indagato il titolare dell’azienda agricola


La sostituto procuratore di Agrigento, Alessandra Russo, titolare dell’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati un imprenditore di Canicattì, di 39 anni, responsabile dell’impresa di Caltanissetta alle cui dipendenze ha lavorato il bracciante agricolo romeno, Liviu Parnica, 42 anni, morto sabato scorso 10 giugno schiacciato da un trattore nelle campagne di Naro. La Procura ha disposto l’autopsia, e ipotizza il reato di omicidio colposo, in riferimento all’eventuale omissione dell’applicazione delle misure di sicurezza.

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MESSINA – 40 enne muore per complicanze post- partum


Una donna di 42 anni, Lavinia Marano è morta ieri nel Policlinico messinese dopo aver partorito un bimbo. Subito dopo il parto, giovedi sera, si è sentita male: ha avuto due emorragie e poi le è stato asportato l’utero. La donna è stata trasportata nell’unità operativa di chirurgia vascolare e poi in rianimazione dov’ è morta poco dopo.

Il policlinico ha aperto un’inchiesta interna e nel pomeriggio di venerdi i familiari hanno presentato una denuncia ai Carabinieri. Lavinia era un’assicuratrice, ma amava la musica e si esibiva con una band nei locali di ritrovo messinesi, tanto da essere abbastanza conosciuta in città.

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CEFALU’ – Trovato morto l’ex allenatore del Castelbuono Giuseppe Cammarata


Ha lasciato senza parole la tragica notizia della scomparsa di Giuseppe Cammarata, allenatore e giocatore di lungo corso, molto conosciuto negli ambienti del calcio dilettantistico siciliano. Il giovane 30enne è stato trovato morto nella sua abitazione a Cefalù.

Il nome di Cammarata è entrato nella storia del calcio castelbuonese, poiché da allenatore-giocatore della Polisportiva condusse i granata alla storica vittoria del campionato di Seconda Categoria 2011/12, un traguardo che non si otteneva dal lontano 1986.

“Sono senza parole – afferma il presidente della Polisportiva Castelbuono, Fabio Capuana –, so che tutto al cospetto risulterebbe fiacco e vano. Con te abbiamo vinto un campionato ma sopra ogni cosa conosciuto un ragazzo onesto, sincero e perbene, virtù rara in questo mondo. Un onore averti conosciuto, un solo rammarico se solo avessimo saputo, chissà, la partita più bella l’avremmo ancora potuta giocare. Ciao Peppe”.

L’Asd Polisportiva Castelbuono si stringe accanto ai familiari, ai tanti amici e alla società Ac Geraci, esprimendo cordoglio e vicinanza.

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Addio a Maria Grazia Capulli, volto del Tg2


Un gravissimo lutto ha colpito il Tg2 e la Rai. La notte scorsa si è spenta Maria Grazia Capulli, giornalista, conduttrice e volto di punta del Tg2. Aveva soltanto 55 anni. Ha combattuto una lunga e durissima battaglia contro il cancro. A dare notizia della sua scomparsa è stato Marcello Masi, direttore del Tg2. Maria Grazia Capulli era nata a Macerata il 15 agosto del 1960. Originaria di Camerino, si era laureata in lettere classiche e si era avvicinata alla professione frequentando un corso di giornalismo. Dopo la scuola di giornalismo, ha cominciato le collaborazioni con la carta stampata. Il primo pezzo l’ha firmato sul Messaggero Marche. Ha cominciato a lavorare in Rai alla fine degli anni 80, ma l’assunzione è arrivata nel 1996 con il direttore del Tg2 Clemente Mimun, che l’ha fatta diventare uno dei volti più conosciuti del suo telegiornale, affidandole principalmente la conduzione dell’edizione delle 13. Maria Grazia era una grande appassionata di libri. Per la sua testata ha curato le rubriche Tg2 Neon e Achab Libri. Nel 2004 ha lavorato per alcuni mesi come corrispondente da Parigi. Professionista molto preparata e sensibile, Maria Grazia Capulli ave conquistato i telespettatori grazie alla professionalità, al garbo e all’eleganza che contraddistinguevano le sue conduzioni. Al punto da diventare uno dei volti più amati e più apprezzati del Tg2.Coraggiosa e straordinaria è stata la sua battaglia contro il tumore, affrontata ogni giorno con incredibile determinazione e continuando a lavorare con un impegno straordinario.

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CANICATTI’ – Muore dopo un litigio in famiglia: aperta un’inchiesta


La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto una inchiesta per accertare la dinamica e le cause della morte di Giuseppe Cacciatore, 46 anni, sposato e padre di due figli, il barbiere di Canicattì morto mercoledì sera. L’uomo è giunto in ospedale in ambulanza ed è morto poco dopo, la notizia del suo decesso ha scatenato la reazione alterata dei parenti che sono stati placati dall’intervento delle forze dell’Ordine.

Cacciatore aveva accusato un malore e pare che lo stesso poco prima della morte sarebbe stato protagonista di una lite con alcuni familiari. La salma del canicattinese si trova ancora all’ospedale di Canicattì in attesa dell’autopsia che verrà effettuata all’interno della camera mortuaria.

Intanto la Polizia ha già sentito alcune persone, tra le quali i parenti dell’uomo. Nessuna ipotesi viene scartata. Nella tragedia coinvolte almeno altre 4-5 persone con ruoli da stabilire.

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NARO – Improvvisa morte di un agricoltore mentre mangia una prugna


Un uomo di Naro, 70 anni, agricoltore, è morto ieri presso l’ospedale Barone Lombardo di Canicatti dopo che lo stesso si era sentito male mentre stava masticando una prugna poco prima di cena.

L’uomo soccorso dai familiari che si trovavano a casa con lui è stato trasportato con una autovettura al nosocomio canicattinese dove i medici hanno tentato in tutti i modi di salvargli la vita. Le condizioni dell’anziano sono apparse subito disperate e pochi minuti dopo l’arrivo è spirato.

Non si esclude che sull’uomo, la Procura della Repubblica di Agrigento, possa disporre l’autopsia per accertare le cause del decesso. Si pensa che la vittima possa essere rimasta soffocata dal nocciolo del frutto che stava mangiando o che possa essere stata colta da un infarto fulminante.

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AGRIGENTO – Morte Enzo Rigoli, respinta richiesta archiviazione


La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha respinto la richiesta di archiviazione da parte della Procura e ha disposto un supplemento di indagini a carico dei 6 medici indagati sui soccorsi prestati all’ ospedale di Agrigento a Vincenzo Rigoli, 19 anni, di Agrigento, morto in ospedale, al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, a seguito di un incidente stradale il 17 dicembre del 2012. Tra l’altro, la giudice Vella ha chiesto al pubblico ministero di accertare, entro 90 giorni, se si potevano mettere in atto altre procedure che avrebbero aumentato le chance di sopravvivenza del ragazzo. La Gip ha anche chiesto di accertare i motivi per cui non si è proceduto a trasportare Enzo Rigoli con l’ elisoccorso in un altro ospedale dotato di unità operativa toracica d’urgenza più attrezzata.

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AGRIGENTO – Morì in corsia per un’angioplastica La Procura:”Il caso è da archiviare”


Arriva la seconda richiesta di archiviazione per il cardiologo dell’ospedale San Giovanni di Dio, Salvatore Geraci, finito sotto inchiesta per omicidio colposo.
La vicenda ruota attorno alla morte di Calogero Novara, 54 anni, deceduto il 13 febbraio del 2013 in sala operatoria, durante quello che doveva essere un banale intervento di angioplastica.
L’operazione, programmata da tempo, avrebbe dovuto tamponare i problemi cardiaci di cui era affetto e invece l’uomo morì sotto i ferri.
La moglie di Novara potrà presentare una opposizione alla nuova richiesta di archiviazione chiedendo di approfondire il caso e svolgere altre indagini. Se dovesse farlo sarà fissata un’altra udienza davanti al Gip del Tribunale di Agrigento.
In caso contrario il giudice prenderà in esame la richiesta del pubblico ministero e deciderà senza sentire le altre parti.

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“Puttana scomparsa, il padre coglione” fuorionda shock dei carabinieri [VIDEO]


 

“Quella puttana scomparsa…questa è una puttana. E’ una zoccola ed ora non ce ne possiamo fottere perché c’è “Chi l’ha visto?” che se ne occupa. Il padre poi rompe sempre i coglioni in caserma, anche a Ferragosto. L’ho cacciato. E’ un coglione”.

Una registrazione choc. A parlare sarebbero due carabinieri, in riferimento alla scomparsa di Provvidenza Grassi, la 27enne ritrovata morta qualche giorno sotto il viadotto Bordonaro, sulla Catania-Messina. 

La clamorosa conversazione che riguarderebbe due militari dei carabinieri di Messina è stata captata casualmente dalla troupe della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?” e mandata in onda ieri sera in diretta, scatenando un’autentica bufera sull’Arma. Termini pesantissimi che non sono certo passati inosservati e che la trasmissione Rai ha riproposto insistentemente. Tanto che la conduttrice Federica Sciarelli è stata costretta a precisare: “E’ un documento che non avremmo mai voluto mostrarvi speravamo di ritrovare Provvidenza viva da qualche parte ma non è stato così. Non vogliamo generalizzare, tutti noi sappiamo quanto i carabinieri, tantissimi di loro ci mettono l’anima e il cuore e quanto sono vicini ai familiari dei nostri scomparsi. Ma purtroppo ancora succede che la vittima viene trattata come una poco di buono che decide di andare via e di lasciare nell’angoscia i familiari, poi arriva “Chi l’ha visto” e allora bisogna occuparsene”.

Il carabiniere parlando al telefono con un collega si mostrerebbe più che infastidito dall’atteggiamento del padre della ragazza il quale si sarebbe recato in caserma (una non precisata caserma di Messina) “anche di domenica” e perfino “a Ferragosto”, per cercare di sollecitare le ricerche della figlia scomparsa. Una telefonata che getta discredito sulle forze dell’ordine e ombre sulle attività d’indagine.

FONTE : LA SICILIA WEB

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