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PIAZZA ARMERINA – Operaio forestale muore dopo un turno “massacrante”, esposto della figlia alla Procura


La procura di Enna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per la morte di un operaio forestale, Giuseppe Bonincontro, 50 anni, deceduto subito dopo il turno di spegnimento del’incendio che ha devastato i boschi di Piazza Armerina.

L’uomo era rientrato a casa dopo tante ore di lavoro sotto il sole si era messo a letto e non si è più svegliato. Un esposto è stato presentato dalla figlia dell’operaio che chiede chiarezza sulla morte del padre.

La procura di Enna ha aperto un fascicolo anche per l’incendio che due giorni fa ha devastato le pendici fin sotto la Rocca di Cerere. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe la posizione di una persona notata nella zona degli incendi e numerose testimonianze di cittadini che avrebbero visto divampare contemporaneamente più inneschi.

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PALERMO – Morto ex senatore Pci Nicola Cipolla


E’ morto a Palermo a 95 anni l’ex senatore del Pci Nicola Cipolla. Dopo la caduta del fascismo aderì al Partito socialista e fu tra i fondatori del “Fronte del lavoro”. Sindacalista impegnato, nel ’44 riaprì la Camera del Lavoro di Palermo assieme al segretario generale Cesare Sessa. Dopo lo scontro col sindaco socialista di Palermo Rocco Gullo e all’interno del Psi Cipolla aderì al Pci. Protagonista delle lotte contadine del ’49-’50 nel corleonese assieme a Pio La Torre fu anche deputato regionale e fondò il Cepes (Centro studi di politica economica in Sicilia).

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CASTELVETRANO – Morto il boss Gondola, era il ‘postino’ di Messina Denaro


E’ morto all’ospedale di Castelvetrano, dov’era ricoverato da circa una settimana, il boss mazarese Vito Gondola. Aveva 79 anni. Era stato arrestato nell’agosto 2015 nell’ambito dell’operazione antimafia Ermes. Gli investigatori ne avevano evidenziato il ruolo di vertice svelando che gli era stato attribuito il compito di gestire i tempi e i modi di consegna e distribuzione della corrispondenza del latitante Matteo Messina Denaro.

 Il questore di Trapani Maurizio Agricola ha firmato il decreto di inibizione dei funerali pubblici per Vito Gondola.

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Addio a Paolo Villaggio, l’Italia piange Fantozzi [FOTO]


È morto a Roma Paolo Villaggio. L’attore aveva 84 anni. Ad annunciarlo la figlia Elisabetta su Facebook dove, su una foto del padre giovanissimo, scrive: “Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”. Elisabetta, insieme al fratello Pierfrancesco, erano con lui nella clinica Paideia dove era ricoverato e hanno spiegato che il padre è morto per le complicanze del diabete che lui “aveva curato poco e male”. La camera ardente sarà allestita probabilmente mercoledì mattina in Campidoglio, a seguire dovrebbe esserci una cerimonia laica, nel pomeriggio o la sera, alla Casa del Cinema di Roma.

Con Paolo Villaggio se ne va uno dei pochi attori comici italiani. Se tanti sono gli attori “da commedia”, i comici si contano sulle dita di una mano: Totò, Franco Franchi, Villaggio appunto… Molte sono le analogie e le differenze col sommo De Curtis, in arte Totò. È vero che Villaggio non diede, al contrario di Totò, il proprio nome ai film, ma in compenso li intitolò al suo “doppio” Ugo Fantozzi, l’avatar da lui creato e interpretato in ben dieci pellicole. S’è fatto spesso riferimento a una condivisione dello stesso destino tra i due comici, che sarebbero stati ignorati a lungo da una critica sdegnosa, per essere poi “riscoperti” tardivamente.

A Paolo Villaggio non sono mancate le soddisfazioni in vita, dal David di Donatello come miglior attore protagonista per il film di  Fellini al Leone d’Oro alla carriera (1992), dal Nastro d’argento per Il segreto del bosco vecchio al Pardo d’onore a Locarno (2000). Difficile dar conto in poche righe della sua attività di scrittore satirico o delle incursioni sulle scene teatrali, tra cui un memorabile Avaro (1996) e l’autobiografico Delirio di un povero vecchio (2000-2001). Ma sarebbe colpevole non ricordare la sua amicizia con Fabrizio De André, risalente agli anni in cui erano ragazzini e che produsse due canzoni memorabili come Il fannullone e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers (testi di Paolo, musica di Fabrizio).

Alle esequie dell’amico Villaggio disse: “era una persona molto sensibile e ovviamente quando si è molto amici si parla della morte come di un fatto lontano, del tutto improbabile. Adesso che invece la cosa è accaduta e quando stava per succedere, non abbiamo mai avuto più il coraggio né di incontrarci, né di parlare della cosa, perché questa volta non era un gioco, non era letteratura, era la realtà”. Parole ineccepibili; anche per chi, come noi, preferirà ricordarlo con un sorriso.

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CANICATTI’ – Sguardo di troppo su una donna, ucciso a coltellate 23enne: arrestato l’assassino [VD TG]


Tragedia a Canicattì. Un ragazzo di 22 anni, Marco Vinci, bracciante agricolo, è stato colpito mortalmente con delle coltellate in piazza Dante. 

A sferrare i fendenti che non hanno lasciato scampo al giovane, deceduto prima di arrivare all’ospedale Barone Lombardo, sarebbe stato un trentaquattrenne del luogo subito rintracciato e fermato dai carabinieri.

Secondo una prima ricostruzione alla base della rissa, sfociata poi nel fatto di sangue , ci sarebbero degli apprezzamenti di troppo nei confronti di una donna, una insegnante di 38 anni, in compagnia del giovane, la vittima, che si sarebbe messo in mezzo. Dopo la discussione, avvenuta all’interno di un pub,  Daniele Lodato, 34 anni, si sarebbe allontanato per procurarsi un coltello,con il quale ha poi colpito la vittima, Marco Vinci, mortalmente, con diversi fendenti all’addome e allo sterno che non gli  hanno lasciato scampo.  La vittima sembra che sia arrivato già cadavere presso il nosocomio canicattinese. L’omicida sarebbe già stato arrestato dal carabinieri della locale compagnia si tratterebbe del 34 enne Daniele Lodato di Canicattì. Quest’ultimo è già noto alle forze dell’ordine per essere stato coinvolto – nel 2011 – nell’operazione “Panis“. Il blitz portò all’arresto di 23 persone e ipotizzava un giro di droga tra Canicattì, Grotte e Racalmuto.

Sulla vicenda indagano i carabinieri, l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Russo.Numerosi i testimoni della fase iniziale della rissa. Anche l’accoltellamento avrebbe avuto dei testimoni, che in caserma hanno verbalizzato la loro versione.

Ulteriori risvolti si sapranno nelle prossime ore.

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NARO – Si ribalta il trattore, muore bracciante romeno di 42 anni


Si ribalta il trattore gommato ed uccide il bracciante agricolo che lo stava utilizzando. La tragedia si è verificata, a metà della mattinata di sabato, in contrada Carbuscia Mazzurco, nei pressi della strada statale 123, all’altezza del chilometro 7, in territorio di Naro.

A perdere la vita, schiacciato dal trattore gommato, è stato un bracciante agricolo, Liviu Parnica, 42 anni, di origini romene, residente a Canicattì.

L’uomo – secondo quanto è stato accertato e ricostruito dai carabinieri della stazione di Naro che sono coordinati dal capitano Marco Currao della compagnia di Licata – era al lavoro e stava arando un appezzamento di terreno.

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CANICATTI’ – E’ morto l’ex Sindaco Carmelo Cammaleri, ex esponente del Msi


Si è spento ieri sera all’età di 94 anni Carmelo Cammalleri, ex sindaco di Canicattì (Ag) negli anni ’90. Cammalleri chiamato da tutti “il ragioniere” o “lo zio Carmelo” da sempre è stato esponente di spicco prima dell’Msi-Destra Nazionale e, dopo la scissione di Fiuggi, del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore di cui a lungo fu dirigente nazionale.

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È morto Robert Miles, con il brano ‘Children’ diventò il re della trance [VIDEO]


Nel 1996 la sua Children diventò un successo internazionale, con oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo, uno dei più grandi successi di quella parte della dance music che prende il nome di trance. Il brano, che mescolava elementi di trance a una base ambient, era schizzato in vetta alle classifiche di vendita di tutta Europa diventando il numero uno in ben 12 paesi europei, conquistando il disco d’oro e di platino.

L’autore di quella hit, Robert Miles, alias Roberto Concina, dj e produttore svizzero di nascita ma di origini italiane, è morto stanotte a 47 anni a causa di un cancro. Fu l’album di debutto Dreamland a imporlo sulla scena dance mondiale, vendendo 1 milione di copie in Europa e oltre 500 mila tra Stati Uniti e Canada, e ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Brit Award, ancora oggi l’unico italiano ad averne ottenuto uno. Nella sua carriera ha prodotto musica sempre sperimentando nuove sonorità e, nel segno della sperimentazione, nel febbraio 2013 aveva dato vita alla stazione radio Open Lab, ascoltabile sulla frequenza 106.4 FM a Ibiza e Formentera: era dedicata alla musica indie, elettronica, alternativa, ambient, chill out e soul, sue principali passioni.
Robert Miles era nato in Svizzera da una coppia di emigranti italiani ma era cresciuto in Friuli: in provincia di Udine, a Fagagna, piccolo centro di seimila anime, dove comincia a studiare pianoforte, era tornato tornato a vivere da bambino. In principio comincia a lavorare in una radio amatoriale, poi debutta come deejay con il suo primo pseudonimo Roberto Milani fino alla fama, che lo porta dapprima a trasferirsi a Londra, poi a Los Angeles, dunque a Berlino e per ultimo a Ibiza, dove risiedeva e dov’è morto. Con il suo lavoro di dj si era imposto granzie al suo blend di elettronica, pubblicando sei dischi e ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui dischi d’oro e di platino, un World Music Award e un Brit Award diventando l’unico italiano a conquistarlo.

Il suo primo disco, Dreamland, nel 1996, aveva venduto un milione e mezzo di copie tra Europa e Stati Uniti, ma era stato soprattutto il singolo estratto Children a stregare il grande pubblico. L’ultimo cd, Thirteen, risaliva al 2011.

“La tragica notizia della scomparsa di un grande talento e artista del nostro tempo, mi rende incredulo e sconvolto. Con lui se ne va anche una parte della mia vita di produttore artista” ha scritto il suo amico e collega Joe T Vannelli.

Mario Fargetta su Twitter ha ricordato: “Sono stato il primo a suonare la tua Children a Radio Deejay. Non riesco ancora a crederci. Robert Miles R.I.P.”.

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E’ morto il magistrato Giovanni Tinebra protagonista delle indagini più delicate sulle stragi di mafia


Lutto nel mondo della magistratura siciliana. Si è spento all’età di 76 anni a Catania l’ex procuratore generale Giovanni Tinebra. Era da tempo malato. Originario di Caltanissetta.
 
Dal luglio 1992 al 2001 è Procuratore della Repubblica di Caltanissetta. In quegli anni è titolare delle inchieste per la strage di Capaci e per la strage di via d’Amelio “basato totalmente sulle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino, pentito ritenuto successivamente inaffidabile”

Nel 2001 prende il posto di Giancarlo Caselli al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.Lascia il DAP nel novembre 2006 ed è nominato all’unanimità dal Consiglio Superiore della Magistratura Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catania. È stato vice presidente di Magistratura Indipendente e presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio permanente criminalità organizzata di Siracusa.

È rimasto procuratore generale fino alla pensione nel novembre 2014. Dal 2014 è  stato presidente della Commissione tributaria provinciale di Catania.

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TV – E’ morto Gianni Boncompagni, da Bandiera gialla a Non è la Rai


E’ morto a 84 anni, a Roma, Gianni Boncompagni. Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932, è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.

Lo annunciano all’ANSA le figlie Claudia, Paola e Barbara: «Dopo  una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre  indimenticabile».

 La camera ardente sarà allestita martedì 18 aprile a Roma, alle 12, nella sede Rai di via Asiago 10. 

Dopo aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni ’60 e ’70 con Bandiera gialla e Alto gradimento, complice l’amico di sempre Arbore, nel 1977 Boncompagni debutta in tv con Discoring. Poi arriva Pronto, Raffaella? (1984), condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato pigmalione e fidanzato decennale, di Pronto, chi gioca? (1985), condotto da Enrica Bonaccorti e poi realizza tre edizioni di Domenica in.

Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin’s e soprattutto Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini che diventa l’idolo dei teenager. Tornato alla Rai, nel 1996-97 firma due edizioni di Macao (la prima con Alba Parietti, poi esclusa), la cui seconda edizione chiude per bassi ascolti. Ugualmente sfortunata l’esperienza di Crociera. Nel 2002 il rilancio con il Chiambretti c’è di Piero Chiambretti, tra informazione e varietà, poi tra il 2007 e il 2008 dirige e conduce Bombay su La7.

Papà della tv leggera, intelligente e imprevedibile, Boncompagni firma hit musicali come Ragazzo tristè di Patty Pravo e ‘Il mondò, successo mondiale lanciato nel 1965 da Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carrà, da ‘Tuca tucà a ‘Tanti augurì a ‘A far l’amore comincia tu”.

«Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv», dice affranto Pippo Baudo apprendendo la notizia della scomparsa di “un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv – ricorda Baudo – ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. E’ stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni».

Boncompagni, sottolinea ancora Baudo, «è stato un talento multiforme, sempre spiritoso, ironico e autoironico. Negli ultimi tempi aveva scoperto il fascino della musica classica, aveva una discografia ricchissima, ascoltava von Karajan seguendolo su uno schermo gigante. La tv di oggi non gli interessava più, non la guardava, non era nelle sue corde».

«Nel ricordo di Gianni Boncompagni, penso agli anni trascorsi insieme lavorando in radio, alla sua intelligenza e alla sua ironia». E’ l’omaggio di Maurizio Costanzo all’autore e conduttore scomparso oggi.

«La nostra amicizia è nata quando avevamo all’incirca 25 anni. Un’amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano. Per me è  stata un’amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui». Renzo Arbore ricorda così Gianni Boncompagn. «Ci conoscemmo ai tempi di quando frequentavamo il corso di maestro programmatore, eravamo compagni di banco», ricorda ancora Abore, che con Boncompagni ha rivoluzionato la storia della radio e della tv in Italia.

«Aveva una visione moderna della vita, un senso d’umorismo all’avanguardia. Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv. Spero di essergli stato utile con il mio atteggiamento più riflessivo e romantico, ma altrettanto teso a rivoluzionare la radio e la tv».

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