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TV – E’ morto Gianni Boncompagni, da Bandiera gialla a Non è la Rai


E’ morto a 84 anni, a Roma, Gianni Boncompagni. Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932, è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.

Lo annunciano all’ANSA le figlie Claudia, Paola e Barbara: «Dopo  una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre  indimenticabile».

 La camera ardente sarà allestita martedì 18 aprile a Roma, alle 12, nella sede Rai di via Asiago 10. 

Dopo aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni ’60 e ’70 con Bandiera gialla e Alto gradimento, complice l’amico di sempre Arbore, nel 1977 Boncompagni debutta in tv con Discoring. Poi arriva Pronto, Raffaella? (1984), condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato pigmalione e fidanzato decennale, di Pronto, chi gioca? (1985), condotto da Enrica Bonaccorti e poi realizza tre edizioni di Domenica in.

Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin’s e soprattutto Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini che diventa l’idolo dei teenager. Tornato alla Rai, nel 1996-97 firma due edizioni di Macao (la prima con Alba Parietti, poi esclusa), la cui seconda edizione chiude per bassi ascolti. Ugualmente sfortunata l’esperienza di Crociera. Nel 2002 il rilancio con il Chiambretti c’è di Piero Chiambretti, tra informazione e varietà, poi tra il 2007 e il 2008 dirige e conduce Bombay su La7.

Papà della tv leggera, intelligente e imprevedibile, Boncompagni firma hit musicali come Ragazzo tristè di Patty Pravo e ‘Il mondò, successo mondiale lanciato nel 1965 da Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carrà, da ‘Tuca tucà a ‘Tanti augurì a ‘A far l’amore comincia tu”.

«Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv», dice affranto Pippo Baudo apprendendo la notizia della scomparsa di “un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv – ricorda Baudo – ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. E’ stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni».

Boncompagni, sottolinea ancora Baudo, «è stato un talento multiforme, sempre spiritoso, ironico e autoironico. Negli ultimi tempi aveva scoperto il fascino della musica classica, aveva una discografia ricchissima, ascoltava von Karajan seguendolo su uno schermo gigante. La tv di oggi non gli interessava più, non la guardava, non era nelle sue corde».

«Nel ricordo di Gianni Boncompagni, penso agli anni trascorsi insieme lavorando in radio, alla sua intelligenza e alla sua ironia». E’ l’omaggio di Maurizio Costanzo all’autore e conduttore scomparso oggi.

«La nostra amicizia è nata quando avevamo all’incirca 25 anni. Un’amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano. Per me è  stata un’amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui». Renzo Arbore ricorda così Gianni Boncompagn. «Ci conoscemmo ai tempi di quando frequentavamo il corso di maestro programmatore, eravamo compagni di banco», ricorda ancora Abore, che con Boncompagni ha rivoluzionato la storia della radio e della tv in Italia.

«Aveva una visione moderna della vita, un senso d’umorismo all’avanguardia. Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv. Spero di essergli stato utile con il mio atteggiamento più riflessivo e romantico, ma altrettanto teso a rivoluzionare la radio e la tv».

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NARO – Muore impigliato nei filari della vigna


Incidente mortale nelle campagne tra Naro e Castrofilippo, in contrada Pernice, nei pressi della diga San Giovanni, dove un bracciante agricolo di 77 anni, Giovanni Sferrazza, è morto sul colpo ribaltandosi a bordo del suo trattore agricolo impegnato in lavori tra le vigne.

L’anziano,  per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Naro, coordinati dal Capitano Marco Currao, comandante la compagnia carabinieri di Licata, è rimasto incagliato tra i filari della sua vigna.

L’allarme è stato lanciato da altri agricoltori nella zona. Sul posto hanno compiuto i rilievi di rito i Carabinieri. Indaga la Procura della Repubblica di Agrigento.

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CANICATTI’ – E’ morto Giuseppe Cammalleri


Si è spento,  all’età di 59 anni, dopo avere lottato contro un brutto male, Giuseppe Francesco Cammalleri, politico e professionista molto conosciuto in città. Da sempre nel MSI Fiamma Tricolore, è stato consigliere comunale e candidato sindaco nel 2011. In suo ricordo la sezione locale del suo Movimento ha voluto rimarcare le fasi più importanti della sua vita politica. I suoi amici e colleghi del Movimento ricordano che “chi gli è stato vicino in questa lunga militanza ha avuto modo di apprezzarne le grandi doti umane e politiche, messe a disposizione della società intera; per tali motivi la Sua testimonianza politica non deve far parte del ricordo ma costituire un modello di riferimento per tutti coloro che credono nei valori della Patria”.

Uomo onesto, professionista integro “la Sua alta, corretta e leale professionalità di Consulente è stata apprezzata non solo a Canicattì ma anche fuori sia dai clienti che dai Suoi colleghi”.

 

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CASTELVETRANO – Trovato morto in campagna un pluripregiudicato scomparso da due giorni


Un pluripregiudicato di 43 anni, Vincenzo Pellicane, è stato trovato morto in un appezzamento di campagna nella zona di via Errante Vecchia, a Castelvetrano. E’ stato un fratello a ritrovare il corpo e a fare intervenire i carabinieri. Pellicane era scomparso da un paio di giorni e da allora anche i familiari lo cercavano. Il corpo era fuori dalla sua apecar che è stata trovata impantanata. Il medico legale ha constatato la morte naturale: il 43enne potrebbe essere stato colto da malore mentre tentava di disincagliare il mezzo dal terreno.

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AGRIGENTO – E’ morto l’ onorevole Giovanni Marino


Ad Agrigento è morto, all’ età di 90 anni compiuti ieri 8 gennaio, l’ onorevole avvocato Giovanni Marino, originario di Aragona, già deputato regionale e nazionale per diverse legislature, vice Presidente della Commissione provinciale di controllo di Agrigento, Consigliere comunale di Aragona, consigliere comunale di Agrigento, e segretario provinciale del Movimento Sociale Italiano di Agrigento, poi Alleanza Nazionale. Giovanni Marino è ricordato per la dedizione, senza riserve, alla professione e all’ impegno politico, per l’ onestà e la rettitudine, per la disponibilità al confronto democratico e per la cura dei rapporti umani. I funerali saranno celebrati domani martedì 10 gennaio ad Agrigento, nella chiesa del Villaggio Peruzzo, alle ore 15.30.

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CASTELVETRANO – Morto Lorenzo Cimarosa. Era cugino di Messina Denaro


E’ morto nella notte, nella sua abitazione di Castelvetrano, Lorenzo Cimarosa, 56 anni, cugino (da parte della moglie) del latitante Matteo Messina Denaro. Cimarosa era stato arrestato a dicembre 2013 nell’ambito dell’operazione antimafia Eden e aveva squarciato, con dichiarazioni rese ai magistrati, il silenzio che avvolge il clan dei Messina Denaro. Si era pentito in seguito alle pressioni ricevute dai figli. Era ammalato da tempo e nell’aprile 2016 aveva ottenuto gli arresti domiciliari ai quali era rimasto sino allo scorso dicembre. I funerali si dovrebbero svolgere domani in forma pubblica.

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È morto George Michael, gigante del pop


Andarsene mentre tutti stanno ascoltando la tua canzone, per la milionesima volta, quando è tempo di Natale. Sì, mentre molti di noi stavano aprendo su YouTube o guardando alla tv Last Christmas, pezzo, ma soprattutto video memorabile degli Wham!, band iconica della golden generation britannica anni’80, se ne è andato il suo interprete, uno dei più grandi degli ultimi quarant’anni. Sì, George Michael è morto a 53 anni nella sua casa di Londra. Degli Wham!, fondati col suo socio Andrew Ridgeley, non faceva più parte da almeno tre decenni, ma, da solista, la sua fama era accresciuta ancor più, con quella voce straordinaria, lancinante. Una carriera fantastica, una vita però dove gli eccessi non sono mancati.

Si sa soltanto che George è morto d’arresto cardiaco, ma il suo agente ha riferito che la star è «scomparsa serenamente nella sua casa di Londra», escludendo quindi circostanze sospette, come del resto la polizia britannica. Una tragica notizia che arriva dopo almeno due anni di silenzio. In tutti i sensi: anche i tabloid lo stavano lasciando in pace, dopo averlo perseguitato a lungo. Perché guidava in stato di ebbrezza o perché in possesso di stupefacenti vari. O perché sorpreso in un bagno con un poliziotto. Già, la sua omosessualità, malcelata negli anni’80 quando doveva recitare obbligatoriamente la parte del sex symbol a tutti i costi. E poi finalmente dichiarata, ma sofferta, con quella storia di alti e bassi con il compagno di sempre Kenny Gross.

Perché lo scanzonato Michael dei brani natalizi, nato a Londra da padre greco-cipriota ( al secolo si chiama infatti Georgios Kyriacos Panayiotou), è un idolo delle ragazzine britanniche, insieme all’amico Ridgeley con cui fonda gli Wham! nel 1981. Con la zazzera sparata in aria e la voce già unica è un successo immediato: gli Wham pubblicano quattro album in quattro anni, collezionando un primo posto dietro l’altro in classifica, con singoli immediati e di facile ascolto, da Club Tropicana a Wake Me Up Before You Go Go, oltre alla suddetta Last Christmas. Disegnando, con i Duran Duran e gli Spandau Ballet, la colonna sonora di una generazione senza troppi pensieri, negli anni del thatcherismo e della classe media che si arricchisce ( e ostenta) senza freni. E di questa onda George insieme al duraniano Simon Le Bon sembra il capofila assoluto.

Sembra infatti: George è stufo di quella prigione di platino, ma pur sempre una prigione, impostagli per altro dai discografici con cui avrà sempre un pessimo rapporto. E va da solo: sarà un boom incredibile, ancor più che con l’amico Andrew. Perché il cantante riporta l’interpretazione pura, spesso messa da parte, al centro della scena: quella voce lì, alta, suadente, a tratti aggressiva, a tratti delicatissima, non ce l’ha nessuno. Ma, a costo di litigare con le major, George rallenta, a differenza di prima. E infatti gli album inediti saranno solo cinque in meno di vent’anni, dall’acclamato Faith all’ultimo, ormai datato, Patience, anno 2004. In mezzo tante cose belle: le cover degli altri, la Somebody to Love dedicata allo scomparso Freddie Mercury o la Roxanne dei Police, forse ancora più intensa nella sua versione.

Prima, nel 1991, il duetto con il mito personale Elton John con cui interpreta Don’t Let the Sun Go Down on Me. Mito che poi l’accuserà di avere poco coraggio nel dichiarare i suoi orientamenti sessuali: il coming out di Michael avverrà infatti solo nel 1998, dopo il celebre «scandalo del bagno», quando verrà sorpreso in atti osceni mentre farà delle avances a un poliziotto (vicenda su cui poi George intelligentemente scherzerà nel video Outside). Da quel momento il cantante agisce alla luce del sole, affliggendosi spesso nella relazione col compagno Kenny Gross. E finendo ancora più spesso sulle spietate copertine dei tabloid, per guida in stato di ebbrezza o possesso di marijuana. Gli ultimi anni li trascorre, come detto, in silenzio: nel 2011 rischia la vita a Vienna per una polmonite, mentre nel 2012 va in scena l’ultimo tour e la performance alla chiusura delle Olimpiadi londinesi. Altri segni di vita pubblica, l’album Symphonica, ripreso dalla tournée precedente che poco aggiunge al suo formidabile carnet. Chissà quali inquietudini lo stavano ancora tormentando. O se ha trascorso serenamente quest’ultimo, maledetto, Natale. Forse non lo sapremo mai.

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MENFI – 17enne muore dopo incidente del 17 settembre


A Palermo, all’ ospedale “Civico”, nel reparto Rianimazione, è morto, dopo 34 giorni di agonia, Nino Tavormina, 17 anni, di Menfi, vittima di un incidente stradale la sera dello scorso 17 settembre, tra Menfi e Santa Margherita Belice, in contrada Senia, dove Tavormina a bordo di una motocicletta, insieme ad un altro ragazzo, si è ribaltato.

 

 

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CALTANISSETTA – Operaio caterinese precipita sulla ss 640 da traliccio Enel e muore


Incidente mortale sul lavoro questa mattina in contrada Anghillà, lungo il raccordo A19 Palermo-Catania, alle porte di Caltanissetta. Un operaio di 42 anni di Santa Caterina, Giuseppe Saporito, dipendente della ditta “Icoimel Srl” di Caltanissetta che lavora per Enel ha perso la vita cadendo da un traliccio della rete elettrica durante un intervento di manutenzione. Saporito, precipitando da un’altezza di una decina di metri, è piombato al suolo ma per lui era già troppo tardi. L’operaio è morto sul colpo, come certificato dal medico del 118 arrivato con l’elisoccorso, atterrando in un piazzale che costeggia la bretella. Non è ancora chiara la dinamica dell’infortunio: si sta valutando se a uccidere Saporito sia stata una scarica elettrica oppure un malore che gli ha fatto perdere l’equilibrio. Il medico legale Renato Arnao, che sta eseguendo l’ispezione cadaverica, dovrà stabilire la causa del decesso. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione Volanti, mentre le indagini sono affidate ai poliziotti della Divisione Amministrativa – coordinate dal primo dirigente Michele Emma – che stanno interrogando i colleghi dell’elettricista insieme agli ispettori del servizio Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asp 2 di Caltanissetta. Il pubblico ministero Irene Frudà ha aperto una inchiesta sulla morte di Saporito.

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CAPACI – Si sente male e si accascia: 23enne muore durante una festa


Si trovava ad una festa di laurea quando si è sentito male. Marco si è accasciato, tra la musica ed i festeggiamenti per un amico, è stato notato in un angolo della spiaggia: non reagiva. Chi era presente ha subito chiamato il 118, ma i sanitari non hanno potuto fare nulla per salvarlo.

Le condizioni di Marco Barbera, 23 anni, erano già precipitate. La tragedia ieri sera, poco prima di mezzanotte, al lido “Essay Sport” di Capaci, in provincia di Palermo. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno ascoltato la testimonianza degli invitati alla festa e di chi ha tentato di soccorrere il ragazzo.

Il pm di turno ha disposto l’autopsia. Bisognerà accertare cosa ha provocato l’arresto cardiocircolatorio constatato dai medici del 118. Marco Barbera aveva tante passioni ed era anche uno scout. In città lo conoscevano in molti ed oggi, a distanza di poche ore dalla tragedia che lo ha strappato alla famiglia e agli amici, i messaggi sulla sua bacheca di Facebook sono decine.

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