Tag Archive | "Omicidio"

ALIMENA – Padre uccide il figlio strangolandolo al termine di un litigio, l’ammissione dopo un lungo interrogatorio


Dopo un lungo interrogatorio condotto dagli investigatori alla fine ha ammesso di avere strangolato il figlio al termine di una lite furiosa. Antonino Alù, 61 anni, autista dello scuolabus, non tollerava più i modi di Giuseppe, 41 anni che aggrediva le nipoti e rendeva a tutti la vita impossibile con continue richieste di denaro. Giuseppe era agli arresti domiciliari e la mattina era in affido ai servizi assistenziali. Era finito nei guai per spaccio di droga.
    Il padre Antonino ha raccontato al termine di una lunga giornata che il figlio era un violento. Ieri l’ennesima lite che è culminata con la morte di Giuseppe. Il padre è stato portato in carcere ai Cavallacci. Dovrà rispondere di omicidio volontario.
    La caserma dei carabinieri si trova a cinque minuti da via Trapani, la casa dove vive Antonino Alù. Arrivati immediatamente i militari hanno trovato il padre ancora vicino al figlio che teneva la corda attorno al collo. Antonino Alù per ore è rimasto in silenzio in caserma. Poi ha raccontato tutto.

 

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Omicidio a Marsala, Cc chiamati dalla vittima prima di morire


Giuseppe Fiorino, 52 anni, è riuscito a chiamare ieri in tarda serata il 112 chiedendo aiuto perché coinvolto in una lite, ma quando i carabinieri sono arrivati in un condominio popolare in via Grotta del Toro, a Marsala (Tprapani), l’uomo era in condizioni gravi ed è stato trasportato d’urgenza a Palermo, dove è morto all’alba. Gli investigatori hanno arrestato un uomo di 50 anni, Francesco Lombardo, in base ai primi elementi raccolti. Su disposizione della Procura l’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Trapani, in attesa di essere ascoltato dal gip del Tribunale di Marsala. Non sono ancora chiari i motivi della lite sfociata finita nel sangue. 

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RIESI – Omicidio all’alba, ucciso pluripregiudicato


Omicidio all’alba di questa mattina nelle campagne di Riesi. La vittima è un pluripregiudicato di 57 anni, Francesco Tabbì. E’ stata una telefonata anonima, giunta alla centrale dei carabinieri intorno alle 9, ad avvisare che si erano uditi degli spari. Giunti sul posto, in contrada Maggio, una zona impervia dell’agro riesino, i militari hanno rinvenuto il cadavere dell’uomo, crivellato di colpi.

Giaceva nei pressi di un trattore, a pochi passi da un casolare. In zona, è giunto anche il magistrato di turno.  Il luogo del gravissimo fatto di sangue è attualmente setacciato in lungo ed in largo: non sono stati trovati bossoli. Si scava nel passato della vittima che aveva avuto numerosi contrasti familiari. Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è legato alla sfera personale.

Francesco Tabbì era rimasto coinvolto nel blitz antimafia Odessa del 2005 con 42 arresti. Era stato condannato a 9 anni per associazione mafiosa. Lo scorso 19 marzo era stato arrestato dai carabinieri per lesioni, danneggiamento, minaccia aggravate ed appropriazione indebita. Le denunce erano partite dai suoi familiari.

 

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CASTELVETRANO – Uccise il suo estortore, condannato a nove anni e 4 mesi


Il giudice delle udienze preliminari di Marsala Annalisa Amato ha condannato a 9 anni e 4 mesi di carcere il commerciante ambulante di Castelvetrano Salvatore Accardi, 61 anni, che la sera dello scorso 10 gennaio ha ucciso, con un colpo di fucile, Ignazio Pellicane, 40 anni.

Dalle indagini è emerso che la vittima, da oltre dieci anni, vessava il commerciante con ripetute piccole richieste estorsive, oppure si rifiutava di pagare per i panini o le bibite che consumava. Il tragico epilogo ebbe come teatro la via Caduti di Nassiria, nella zona commerciale di Castelvetrano, dove Salvatore Accardi, che era in compagnia del figlio e di una collaboratrice, aveva parcheggiato il suo camion-panineria.

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LENTINI – 35enne ucciso a colpi di pistola


Aldo Panarello, 35 anni, sarebbe stato freddato per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ questa la pista che stanno seguendo gli uomini del commissariato di polizia di Lentini (Sr) che indagano sull’omicidio dell’uomo.

Panarello si trovava in auto con la moglie dopo aver accompagnato la figlia a scuola. Secondo una prima ricostruzione il killer a piedi forse a volto scoperto si sarebbe avvicinato all’auto e avrebbe esploso quattro colpi dipistola calibro 7,65.

Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Margherita Brianese che ha già dato incarico almedico legale Orazio Cascio di effettuare l’ispezione cadaverica.

La zona di piazza Aldo Moro è molto frequentata per la presenza di scuole e uffici. Gli investigatori stanno interrogando diverse persone che potrebbero aver assistito all’omicidio. 

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PACECO – Uccide la moglie a coltellate e poi va al bar


Mentre il cadavere dell’ex moglie giaceva in una pozza di sangue nell’appartamento che continuavano a condividere dopo avere fatto delle modifiche, lui intorno all’ora di pranzo era in un bar a bere un caffè e a comprare le sigarette. In quel momento nel locale, per un segno del destino, c’era anche il figlio che è carabiniere, ignaro che in quegli stessi istanti la madre si trovasse senza vita in casa e che ad ucciderla fosse stato proprio il padre. E’ uno dei dettagli inquietanti di un delitto che ha sconvolto Nubia, una piccola frazione di circa 700 abitanti, nel comune di Paceco, nell’area delle saline di Trapani, meta di tanti turisti.

      La vittima Anna Manuguerra, casalinga di 60 anni, è stata assassinata con alcune coltellate, il delitto sarebbe avvenuto in mattinata al culmine di una lite, ma il corpo sarebbe stato trovato solo nel pomeriggio. Un delitto ancora poco chiaro, si sa che i carabinieri, dopo avere trovato il corpo e avere interrogato alcune persone, si sono messi sulle tracce dell’ex marito: Antonio Madone, 60 anni, che di mestiere fa il carpentiere. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio nel tardo pomeriggio, poco lontano dalla propria abitazione, nei pressi della torre di Nubia.

Non si conosce ancora il movente dell’’omicidio.Pare che l’uomo da qualche tempo dicesse in giro di sospettare che l’ex moglie frequentasse un altro uomo. 

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BIANCAVILLA – Atroce fine di un incensurato ucciso a colpi di pietra in auto


Aveva la testa fracassata da numerosi colpi di pietra che gli hanno spaccato il cranio. Un’uccisione brutale, probabilmente un’azione d’impeto al culmine di un’accesa discussione. Comunque una fine atroce per il 44enne  Antonio Crispino, titolare di un chiosco-bar a Biancavilla in provincia di Catania, che non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Il fatto che non sia stato ucciso con armi da fuoco porterebbe ad escludere la pista mafiosa privilegiando invece quella dei dissidi personali o di un contenzioso privato.

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RIPOSTO – Sgozzato per una rapina: è giallo [VIDEO]


Resta ancora un ‘giallo’ l’omicidio di Dario Chiappone, 27 anni, assassinato ieri sera con sedici coltellate alla gola e al torace a Riposto, comune della riviera ionica del Catanese.

E’ ancora al vaglio dei  carabinieri della compagnia di Giarre e del nucleo investigativo del reparto operativo di Catania la ricostruzione della sua compagna, una donna di circa 20 anni più grande di lui, che sotto choc ha parlato di un tentativo di rapina.

Ma la violenta dinamica del delitto, con la vittima fatta inginocchiare e sgozzata dopo essere stata martoriata con 16 coltellate, lascia aperte altre ipotesi che gli investigatori non trascurano: un delitto ‘mascherato’ con una rapina dietro al quale ci potrebbero essere un regolamento di conti o una vendetta personale.

Secondo la ricostruzione della testimone, la coppia si era appartata sull’auto della vittima quando all’improvviso sono apparsi due banditi col volto coperto e armati: uno con pistola, che ha minacciato la donna, e l’altro con un grosso coltello, che ha puntato contro l’uomo.

Gli avrebbero chiesto di consegnare soldi, ma Chiappone avrebbe reagito. Sarebbe nata una colluttazione con il rapinatore armato di coltello che lo ha colpito più volte. Subito dopo i due sarebbero fuggiti.

I carabinieri, coordinati dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, e dal sostituto Santo Distefano, stanno visionando i filmati di diverse telecamere di sicurezza installate nella zona.

VIDEO: GAZZETTINO DI GIARRE

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FAVARA – Operaio empedoclino ucciso in pieno centro storico [Vd Tg]


Un omicidio è stato commesso nella tarda mattinata di ieri a Favara, in Corso Vittorio Veneto, nei pressi del supermercato Paghi Poco, dove un uomo di 42 anni, Carmelo Ciffa, di Porto Empedocle, operaio, intento a lavorare con una motosega ad una palma, quando un ignoto sicario, sopravvenuto da via Cina, gli si è avvicinato e gli ha sparato 3 colpi di pistola. Due proiettili lo hanno colpito mortalmente e un terzo ha invece ha raggiunto un’automobile posteggiata. L’arma impugnata sarebbe stata una pistola di piccolo calibro. L’uomo, gravemente ferito, si è trascinato almeno cento metri, ed è morto poco dopo la disperata fuga dal killer che nel frattempo, temendo di essere bloccato, è fuggito. Sul posto hanno lavorato Carabinieri, Polizia e il sostituto procuratore, Salvatore Vella, che coordina le indagini.

 

L’uomo non è morto subito, ferito, ha cercato di allontanarsi a piedi. Ha percorso poco meno di una trentina di metri, teneva in mano una piccozza intrisa di sangue, che gli è caduta a terra. Con le ultime forze rimaste è riuscito a trascinarsi, fino a raggiungere il vicino supermercato “Paghi Poco”, prima di accasciarsi sul pavimento del market. Il killer non è chiaro se ha tentato di inseguire l’empedoclino per finirlo con il “colpo di grazia”. Forse temendo di essere visto (riconosciuto?) dai tanti passanti, in quei momenti la zona era trafficata, ha preferito allontanarsi percorrendo lo stesso tracciato, da dove era arrivato.

OMICIDIO CIFF

Potrebbe essere collegato ad un altro fatto di sangue, l’omicidio di Carmelo Ciffa, 42 anni di Porto Empedocle, sposato e residente ad Agrigento, assassinato a colpi di pistola, ieri, poco prima della pausa pranzo, nel centro di Favara.

Un mese fa in Belgio, a Liegi, un commando di sicari ha ucciso Mario Jakelich, 28 anni, di Porto Empedocle e ferito gravemente il 40enne favarese Maurizio Di Stefano, detto “Furia”. Un traffico di droga sull’asse Belgio-Porto Empedocle-Favara come scenario principale sul fronte investigativo? Presto per dirlo. Ma è una delle ipotesi più accreditate, ma non la sola, sulla quale stanno indagando i carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, coordinati dal pubblico ministero della Procura di Agrigento, Salvatore Vella.Gli investigatori hanno prelevato anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza.

Dall’ archivio della cronaca giudiziaria risulta che il 9 giugno 2008 un Carmelo Ciffa di Porto Empedocle, all’ epoca di 34 anni di età, è stato arrestato dai poliziotti di Torre Annunziata in Campania perchè sorpreso in possesso, all’interno della propria automobile, di 7 chili di hashish.

 

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Accoltellato 27 volte per l’affitto arretrato [VIDEO]


Accoltellato 27 volte perché non aveva pagato l’affitto. A distanza di quasi due anni dall’omicidio di Antonino Barbaro, 67enne pensionato di Francofonte, sono stati individuati i due presunti assassini. I carabinieri li hanno arrestati ieri sera alla fine di una lunga indagine sul feroce delitto del 3 novembre 2014.

Molti gli indizi a carico dei due fratelli Antonino e Giancarlo Giaccotto, rispettivamente di 45 e 33 anni, entrambi pescatori incensurati. Avrebbero ucciso Barbaro per un banale ritardo di pagamento. Il pensionato infatti viveva assieme alla propria compagna a Francofonte in un’abitazione di proprietà dei fratelli Giaccotto, ai quali corrispondeva un canone mensile di 150 euro.

In difficoltà economica il 67enne era rimasto indietro col pagamento di qualche mensilità. Il 2 novembre 2014, quindi, intorno alle 10, Antonino e Giancarlo Giaccotto avrebbero raggiunto Barbaro nella campagna dove era intento a raccogliere l’uva, e presumibilmente non riuscendo a ottenere i 700 euro dovuti lo avrebbero aggredito, accoltellandolo 27 volte (tra giugulare, rene sinistro, polmoni e milza).

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