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BERLINO – E’ palermitano uno dei feriti della strage


Tre italiani rimasti lievemente feriti nell’attacco al mercatino di Natale di Berlino sono stati dimessi dagli ospedali dove erano stati ricoverati e sono già rientrati in Italia. Uno di questi è un uomo di Palermo. Lo si apprende da fonti diplomatiche. E’ ormai certa la natura terroristica dell’attacco: l’Isis lo ha rivendicato.

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Procura di Palermo apre indagine su gestione rifiuti nel palermitano


La Procura di Palermo ha aperto un’indagine sulla gestione dei rifiuti in diversi comuni del palermitano. Al momento si tratta di un’inchiesta conoscitiva finalizzata ad accertare l’esistenza di eventuali reati. A finire sotto l’occhio dei pm sono le amministrazioni locali della provincia, con particolare attenzione a Carini e Partinico.
L’inchiesta, che per la sua ampiezza costituisce un monitoraggio sulla gestione di diverse fasi del ciclo dei rifiuti, è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia ed è stata delegata al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza che da domani acquisirà una serie di atti nei Comuni e alla Regione. 

L’indagine trae spunto dalla relazione del direttore generale del Dipartimento Rifiuti dell’assessorato regionale all’Ambiente Maurizio Pirillo che nelle scorse settimane, in piena emergenza, ha inviato al ministero una relazione sulla situazione siciliana. La nota è stata girata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Palermo che ha deciso di vederci chiaro.
Vari gli aspetti di cui si occuperà l’inchiesta. L’attenzione dei pm si concentra innanzitutto sull’organizzazione della gestione dei Comuni: dai tempi biblici della raccolta, agli appalti dati alle ditte private per lo smaltimento occasionale. Si cercherà di capire ad esempio con quali criteri siano stati incaricate del recupero le ditte di autotrasporto.

E ancora si indagherà sul sistema di smaltimento e sulle discariche sia sotto l’aspetto amministrativo, delle autorizzazioni, dunque, che sotto quello funzionale. Sotto la lente di ingrandimento tutte le discariche in cui conferiscono i comuni palermitani, come quella di Siculiana, che sono in perenne emergenza da difetto di capienza. Al centro delle attività degli investigatori anche i complessi rapporti tra Comuni e Regione, il sistema di biostabilizzazione e la «sorte” delle 15mila tonnellate di rifiuti che in un primo momento sarebbero dovuti finire a Torino.  La Finanza procederà alle acquisizione degli atti e nei prossimi giorni verrà sentito anche il dirigente regionale Pirillo. «Un’emergenza come quella che si è verificata e si verifica continuamente – fanno notare gli inquirenti – ha assunto dimensioni tali che dai reati ambientali, pur gravissimi, si è arrivati a una sistematica violenza contro le persone costrette a convivere con miasmi e cumuli di immondizia».

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Falsi dentisti e falsi fisioterapisti nel Palermitano e nel Trapanese, 12 denunce [VIDEO]


I carabinieri del Nas di Palermo, nell’ambito di controlli contro l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie, hanno denunciato 12 persone tra odontotecnici che si spacciavano medici dentisti, falsi fisioterapisti, persone che li favorivano mettendo a disposizione le strutture mediche e un osteopata che si spacciava per medico ortopedico.  Sono stati denunciati per esercizio abusivo della professioneAntonino Costa del 62 anni che ha lo studio in via Goldoni e Giovanni Belviso, 52 anni, che ha lo studio in Via Principe di Villafranca.

A Palermo, in particolare, i carabinieri hanno individuato due odontotecnici che esercitavano attività di odontoiatra, visitando e curando ignari pazienti pur non avendo mai conseguito la relativa laurea.

A Belviso in passato era già stato sequestrato lo studio dentistico abusivo all’interno del quale svolgeva l’attività odontoiatra, continuava, nonostante ciò, ad esercitare la professione di dentista, smontando tutti i giorni la porta di accesso ai locali sequestrati, per poi rimontarla, a fine giornata, in modo tale da lasciare intatti i sigilli. I locali sono stati di nuovo sequestrati. I controlli del Nas nel trapanese hanno portato alla chiusura di  due centri di riabilitazione motoria a Mazara del Vallo,  dove avrebbero svolto attività di riabilitazione dei massofisioterapisti e lo studio medico di Antonella Cancemi, 35 anni  che come accertato dai carabinieri avrebbe svolto attività mediche di riabilitazione avendo una laurea in Scienze Motorie. Nel corso dei controlli sono stati denunciati altri massofisioterapisti e il rappresentante legale del centro medico FKT di Marsala, dove avrebbero prestato la loro opera il figlio del responsabile legale ancora studente e un massofisioterapista.

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Siciliano rapito in Pakistan


Giovanni Lo Porto, un cooperante italiano originario di Palermo impegnato in Pakistan con la ong tedesca Welt Hunger Hilfe (Aiuto alla fame nel mondo), è stato rapito ieri insieme ad un collega olandese Bernd Johannes a Qasim Bela, nel distretto di Multan della provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. La notizia del sequestro, diffusa da una tv di Islamabad, è stata confermata dalla Farnesina.

L’identità del rapito italiano è stata rivelata da fonti della cooperazione internazionale ed anche da un tweet del bergamasco Stefano Piziali, responsabile del Cesvi, ong per la quale Lo Porto aveva lavorato in passato.

In una nota, il ministero degli Esteri ha già indicato che “sono stati attivati tutti i canali utili per seguire da vicino la vicenda in contatto anche con la famiglia” del giovane, e che comunque “come avvenuto anche in altri casi, si adotterà anche in questo la linea del riserbo”.

IL SEQUESTRO. Testimoni oculari, si è appreso, hanno riferito che quattro uomini mascherati hanno fatto irruzione negli uffici della ong e hanno portato via con un’automobile i due cooperanti, appena rientrati da una ispezione nelle zone alluvionate di Kot Addu, portandoli verso una destinazione sconosciuta. I rapitori hanno puntato contro di loro una pistola e li hanno costretti ad indossare un vestito tradizionale pachistano (Shalwar Kameez).

La polizia pachistana ha subito avviato la caccia ai possibili rapitori, ponendo posti di blocco intorno a Multan per controllare tutti i veicoli in entrata ed in uscita dalla città. Per il momento non vi sono ipotesi sui possibili rapitori, ma si deve ricordare che in Punjab operano numerosi gruppi armati antigovernativi, come ad esempio il Lashkar-e-Jhangvi, movimento estremista sunnita autore di numerosi attentati. Per il momento nessun gruppo ha rivendicato l’operazione e questo rende ancora più incerta una ricostruzione di quanto avvenuto.

L’AMBASCIATA ITALIAN SEGUE LA VICENDA. L’ambasciatore d’Italia a Islamabad, Vincenzo Prati, segue la vicenda da vicino ed oggi aveva in programma colloqui al ministero degli Esteri pachistano per ricevere tutte le informazioni possibili sulle piste seguite dalla polizia per risalire agli autori del rapimento. Secondo fonti giornalistiche a Multan che hanno consultato responsabili della sicurezza che non si sono identificati, il commando dei sequestratori aveva preparato il piano nei minimi particolari, poichè l’area di Western Fort Colony a Qasim Bela, dove è avvenuto materialmente il sequestro, è fortemente protetta. Le stesse fonti hanno rivelato che nella sede-alloggio della ong si trovava anche una donna che però non è stata portata via e che non ha potuto fornire molti particolari sugli aggressori che avevano il volto coperto.

ZONA DI RAPIMENTI. Nell’agosto scorso a Lahore, capoluogo del Punjab, sono stati rapiti il cittadino americano Warren Weinstein e il pachistano Shahbaz Taseer, figlio del governatore del Punjab Salman Taseer, che secondo fonti concordanti sarebbero nelle mani dei talebani. Nel suo profilo pubblicato su un social network dove indica di essersi laureato alla London metropolitan University e alla Thames Valley University, Lo Porto precisa di essere arrivato in Pakistan nell’ottobre scorso per partecipare come ‘project manager’ alla costruzione di alloggi di emergenza nel sud del Punjab. In precedenza era stato ad Haiti, e ancora prima aveva lavorato nove mesi con il Cesvi.

FONTE: LA SICILIA.IT

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