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AGRIGENTO – “Nacque in ritardo”, condannata l’Asp: deve risarcire 2 milioni di euro


Il giudice della sezione civile, Andrea Illuminati, ha condannato l’Asp di Agrigento a risarcire 2 milioni e 30 mila euro ad una famiglia di Favara. A causa del ritardo nel parto, la neonata – adesso quindicenne – ha riportando danni gravissimi, irreversibili, che l’hanno resa disabile. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia. Il parto avvenne nel 2001 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Soltanto nel 2013, la famiglia rivolgendosi all’avvocato Maria Luisa Spoto decise di chiedere il risarcimento del danno subito.

A livello penale non sono state individuate responsabilità in medici ed infermieri. Non è escluso che sia tutto finito. E’ anzi probabile che l’azienda sanitaria provinciale ricorrerà in appello.  

 

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PALMA DI MONTECHIARO – Parto in ambulanza per una donna romena


Il Punto Nascite all’ Ospedale di Licata al momento non è funzionante, e così una donna romena che risiede a Palma di Montechiaro ha partorito il suo sesto figlio durante il viaggio verso l’ ospedale di Agrigento, in contrada Mosella, a bordo di un’ambulanza del 118. Ciò testimonia le gravi difficoltà che insorgerebbero qualora il Punto Nascite di Licata, al momento in ristrutturazione, fosse del tutto soppresso.

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AGRIGENTO – Partoriti 3 gemelli all’ospedale


Ad Agrigento, all’ ospedale “San Giovanni di Dio”, al reparto di Ginecologia ed Ostetricia, diretto dal dottore Salvatore Incandela, sono stati allacciati 2 fiocchi rosa e uno azzurro. Infatti, una casalinga agrigentina, Paola Zagarella, ha partorito 3 bambini : Elide e Aurora, e Giovanni. Il parto è stato sostenuto dai ginecologi Angelo D’Alessandro e Lucia La Marca. Il padre è Giuseppe Dalli Cardillo, autotrasportatore, che commenta : “E’ un’ emozione bellissima, perché dopo anni di matrimonio li abbiamo cercati e voluti, tanto era il desiderio di diventare genitori”. I bimbi pesano ognuno poco meno di due chili. I tre gemelli sono nelle incubatrici e sono seguiti dal personale della Terapia intensiva neonatale, diretta dal primario Giuseppe Gramaglia. I parti trigemini sono rari, con una frequenza di uno ogni 7 – 8 mila nati.

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NISCEMI – Partorisce in auto aiutata dal Papà fabbro


Ha partorito all’interno di un’Audi, a bordo della quale è arrivata davanti al pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele. Il papà fabbro si trasforma in ostetrico e fa venire al mondo la nipotina Pia Matilde Rinaudo. E’ stato Salvatore Bianco, artigiano di Niscemi, a trasformare la sua Audi A 3 in una sala parto dove la figlia Chantal, di 22 anni, ha messo al mondo la sua seconda figlia.

Sono stati poi gli operatori e i sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela a prestarle le prime cure. Il parto è riuscito senza conseguenze. Adesso, mamma e figlia si trovano proprio al Vittorio Emanuele. A Niscemi, il punto nascite è stato chiuso perché c’erano pochi parti, cosi le gestanti vengono trasferite all’ospedale di Gela. Sia la mamma che la figlia stanno bene. Un bel parto veloce nel bel mezzo della strada, dunque, ed una macchina trasformata in sala parto.  

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Parto record a Palermo: 5 gemelli


Ieri Jessica Sciacca, 24 anni, palermitana, alla sua prima gravidanza, ha dato alla luce cinque bambini, tre maschi e due femmine, Giuseppe Mattia, Luigi, Giovanni, Giada e Maria Pia.  

I gemelli sono nati con un peso di poco più di un chilo, tranne uno che pesa 500 grammi. L’intervento con parto cesareo è stato eseguito da un’equipe medica guidata dal professore Antonio Perino, Direttore dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello.

Il parto è avvenuto alla 30esima settimana di gravidanza e la neo mamma dai primi di luglio era ricoverata nell’ospedale dove è stata monitorata costantemente con l’utilizzo di tecniche particolari per ridurre i rischi di mortalità che in questi casi per singolo feto sono circa del 30%.

Subito dopo il parto i cinque gemelli sono stati trasferiti al reparto di Terapia intensiva neonatale, diretto da Giorgio Sulliotti, dove resteranno in osservazione, mentre la mamma, che è in buone condizioni, resterà ancora per qualche giorno nel reparto di ostetricia.

“Sono una mamma giovane spero di farcela. Questa settimana è stata la più stancante della mia vita. Spero adesso di potere vedere i neonati. La casa adesso sarà stracolma. Eravamo in due adesso saremo in sette” racconta Jessica Sciacca. “È stata una gioia immensa – aggiunge Jessica – ma dopo questi basta. Gianluca Cerrito il padre 25 enne ha un negozio di frutta e verdura in via Roccazzo.

“Una gioia immensa. Devo ringraziare molto i medici dell’ospedale Cervello per l’assistenza che ci hanno dato – dice il neo papà – Adesso mi dovrò occupare di far crescere i miei figli che i medici chiamano piccoli guerrieri perché hanno iniziato già a lottare. Questa lotta per la vita sarà da me sorretta con tutte le forze”.

L’Ospedale Cervello a Palermo con i suoi 1.500 parti l’anno è uno dei più “prolifici” nel sud Italia sul fronte nascite, dallo scorso primo gennaio è in funzione il nuovo complesso operatorio dove è possibile anche effettuare il parto in acqua e nei prossimi mesi sarà sede del polo della Sicilia Occidentale per la procreazione medicalmente assistita.

La nascita di cinque gemelli di oggi a Palermo rappresenta un evento molto raro. Le statistiche parlano di un parto pentagemellare ogni sessantacinque milioni di parti nel mondo. Un parto pentagemellare a Palermo avvenne nel 1996 all’Ospedale Buccheri La Ferla, con la particolarità che entrambi i genitori erano disabili e nacquero cinque femmine.

L’ultimo precedente in Italia sembra risalire all’ottobre del 2007 quando all’Ospedale Salesi di Ancona, Sara Tarantini di Porto San Giorgio diede alla luce cinque figli, tre femmine e due maschi e prima ancora nel 2005 un altro parto di questo tipo si era verificato a Roma.

Nel 2010 invece a Benevento, all’Ospedale Rummo, nacquero sei gemelli, mentre viene ancora oggi ricordata, per il forte impatto mediatico che ebbe ai tempi, la nascita dei sei gemelli Giannini, due femmine e quattro maschi, l’11 gennaio 1980 all’Ospedale Careggi di Firenze.

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BAGHERIA – Partorisce e abbandona il neonato sul balcone della vicina


Un neonato è stato abbandonato a Bagheria in via Giovan Battista Marini 33, nel quartiere del mercato ortofrutticolo, nel balcone della casa di una donna. I vicini hanno raccontato che da alcune ore sentivano il pianto di un bimbo e non riuscivano a spiegarsi da dove potesse venire.

Questa mattina la scoperta fatta dalla proprietaria di casa che ha chiamato subito i carabinieri e i sanitari del 118 che hanno trasportato il piccolo all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo. “Ho sentito alcuni flebili vagiti. Mi sono affacciata al balcone e ho visto il piccolo. Nudo e infreddolito. Non riuscivo a capire chi potesse avere abbandonato il piccolo appena nato nel balcone”, ha raccontato la donna di 30 anni agli agenti di polizia.

A partorire il piccolo e lasciarlo nel balcone è stata una donna che abita nell’appartamento a fianco. Ha 40 anni e avrebbe nascosto la gravidanza all’anziano padre e alla sorella. Questa mattina dopo il parto la donna avrebbe preso il neonato lanciandolo nel balcone di una casa disabitata. La donna è adesso ricoverata nel reparto di Ginecologia del Buccheri La Ferla, lo stesso dove si trova il figlio. In corso, da parte della Polizia, le audizioni di tutte le persone coinvolte nella vicenda.

Secondo una prima ricostruzione il piccolo, senza vestiti, ha trascorso tante ore all’addiaccio ed era in ipotermia. Le sue condizioni sono ritenute serie dai medici. “Il piccolo arrivato in ospedale sembrava morto. Aveva una temperatura corporea di 24 gradi. Era in condizioni gravissime”, ha riferito Giampiero Pinna, primario di Neonatologia dell’ospedale Buccheri La Ferla. “È arrivato già intubato dal rianimatore del 118. Adesso da qualche minuto respira da solo. Le sue condizioni vanno migliorando. Il piccolo è un po’ prematuro, ma adesso le sue condizioni migliorano”, ha aggiunto.

“La madre del bimbo abbandonato è arrivata in stato confusionale. Abbiamo iniziato le procedure di stabilizzazione. In questo momento è assistita da una psicologa”, ha raccontato Pietro Civello vicedirettore sanitario dell’ospedale Buccheri La Ferla. “Ancora non ha chiesto del bambino – ha aggiunto – Secondo quanto accertato il parto sarebbe avvenuto attorno alle 6 del mattino. Subito dopo il parto si è sentita male ed è stato necessario l’immediato ricovero”.

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LAMPEDUSA – Sbarca e partorisce


È nato un bambino la notte scorsa a Lampedusa. È il figlio di una giovane siriana che era poco prima sbarcata sull’isola dopo essere stata salvata al largo da motovedette della guardia costiera assieme ad altri 189 connazionali. Non c’è stato tempo di richiedere l’intervento dell’elisoccorso e di trasferire la donna che aveva già le contrazioni. 

Il maschietto, di 2,5 chilogrammi, è venuto al mondo grazie all’aiuto del medico e dell’infermiera del poliambulatorio. A Lampedusa, dove non si nasce perché manca l’ospedale, è il secondo caso: nel 2011 era nata una femmina, figlia di una coppia di migranti, anche loro appena sbarcati. Intanto, proseguono gli approdi, alle 6,30 sono giunti altri 113 profughi.

Al centro d’accoglienza di contrada Imbriacola, nonostante i trasferimenti di ieri che hanno fatto partire 190 nordafricani, si trovano, al momento, 1.300 persone, a fronte di 350 posti disponibili. Per oggi sono previsti altri trasferimenti, dovrebbero lasciare la struttura 200 persone circa.

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AGRIGENTO – Somala tenta fuga dopo parto in Ospedale


Ad Agrigento, in Ospedale, al San Giovanni di Dio, affanno e tensione al reparto di Ginecologia ed Ostetricia. Una donna somala, sbarcata a Lampedusa e trasportata ad Agrigento con l’elisoccorso per partorire, dopo il parto ha tentato in tutti i modi di fuggire, nonostante i postumi del parto. La donna e’ stata trattenuta a stento dal personale, e solo l’ intervento della Polizia ha restituito ordine e persuaso l’ immigrata a sottoporsi alle cure necessarie.

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