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NISCEMI – Il Muos resta dissequestrato


Resta dissequestrato il Muos, la stazione di trasmissione militare Usa realizzato nel sughereto di Niscemi (Caltanissetta). Lo ha deciso la terza sezione della Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura di Catania, competente per legge, contro la decisione della quinta sezione del Tribunale del riesame che il 5 agosto scorso ha disposto di togliere i sigilli alla struttura.

La Suprema corte ha invece giudicato inammissibile il ricorso avanzato dalla Procura di Caltagirone, che aveva avviato l’inchiesta. I giudici del riesame avevano accolto la tesi dell’avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministero della Difesa, che aveva presentato ricorso alla decisione del 6 giugno scorso del tribunale di Caltagirone di mantenere i sigilli alla struttura.

Sostanzialmente per il Tribunale del riesame le autorizzazioni per realizzare l’opera erano legittime e il Muos non è più abusivo e quindi ha disposto “la revoca del decreto di sequestro emesso il 31 marzo del 2015 dal gip di Caltagirone e la restituzione del Muos al ministero della Difesa”.

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Tar accoglie ricorso diplomati magistrale


Il Tar del Lazio, con ordinanza del 21 dicembre, ha accolto il ricorso dei docenti diplomati magistrale contro il decreto ministeriale 495 del 22 giugno 2016 che esclude l’inserimento nella graduatoria ad esaurimento nella scuola dei diplomati magistrale entro l’anno 2000 – 2001. I ricorrenti sono stati difesi e rappresentati dall’ avvocato Luigi Ventriglia (nella foto), che spiega : “Con tale ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, i ricorrenti hanno ottenuto la possibilità di essere inseriti nelle graduatorie scolastiche”.

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RAFFADALI – Ricorso Giglione contro Cuffaro, 6 indagati


La Procura di Agrigento indaga uno dei presidenti di seggio e 5 rappresentanti di lista del candidato a sindaco di Raffadali alle scorse amministrative, Piero Giglione, perché avrebbero dichiarato il falso. Il presidente avrebbe attribuito impropriamente 6 voti al candidato Giglione, e gli altri 5 avrebbero dichiarato il falso per facilitare la presentazione da parte di Giglione del ricorso elettorale per l’annullamento dell’elezione a sindaco di Silvio Cuffaro, fratello dell’ex Presidente della Regione Totò Cuffaro. Dalla verifica effettuata dal Prefetto di Agrigento, su richiesta del Tar, è emerso che le schede riscontrate nelle sezioni in esame non corrispondono in termini formali e sostanziali con quanto dichiarato dai rappresentanti di lista sotto la propria responsabilità nelle dichiarazioni sostitutive di notorietà da loro sottoscritte. Ecco perché il sindaco Silvio Cuffaro, già nel febbraio scorso, ha sporto querela presso l’autorità giudiziaria penale di Agrigento. A seguito di ciò, la Procura ha avviato un’ inchiesta per falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici ed in concorso, indagando il presidente di seggio e tutti e 5 i rappresentanti di lista querelati.

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RIESAME – Anna Rosa Corsello, torna a dirigere l’assessorato al Lavoro: accolto ricorso


Anna Rosa Corsello torna a dirigere l’assessorato al Lavoro. Il tribunale del riesame di Palermo ha accolto poco fa il ricorso della dirigente contro la sospensione decisa tre settimane fa nell’ambito di un’inchiesta della procura di Palermo. La dirigente per effetto della sentenza sarà già domani di nuovo in assessorato.

Il provvedimento di sospensione del gip del tribunale di Palermo scaturiva dall’iscrizione della dirigente nel registro degli indagati per istigazione alla corruzione. L’indagine è condotta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo che all’inizio di novembre ha notificato la sospensione alla dirigente.

La misura era stata chiesta dalla Procura della Repubblica.  Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Bernardo Petralia, sono state avviate dai finanzieri nei primi mesi del 2015 su una convenzione nel settore della «formazione professionale».  Alla dottoressa Corsello era stato contestato di avere chiesto al rappresentante dell’ente di formazione Formez l’assunzione di sette dirigenti che non potevano essere presi in carico dalla Regione per il blocco delle assunzioni. I loro nomi erano stati scritti su carta intestata della Regione sequestrata dalla Guardia di Finanza.

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RACALMUTO – Ricorso contro l’Imu sui terreni


Ricorso al Tar del Lazio perché il Governo ha inteso rivedere la classificazione dei Comuni montani, eliminando i criteri precedentemente esistenti, ed introducendo di fatto – come criterio principale- l’altitudine della casa comunale sul livello del mare. Lo ha presentato il Municipio di Racalmuto – la delibera è della Giunta del Sindaco Emilio Messana – in merito all’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli. “Da quest’anno afferma il Sindaco Messana – Racalmuto non è più comune montano. La legge ha cambiato il metodo di misurazione. Ci si basa sul palazzo di città. Ma Racalmuto ha tantissime zone montane che sono più in alto rispetto al Municipio. Si tratta dunque di una tassazione che non ha fondamento e che indubbiamente si rivela essere pesantissima per i nostri concittadini”. Racalmuto è dunque fortemente penalizzato. Nel decreto ministeriale il municipio intravede profili di illegittimità e per questo ha fatto ricorso davanti al giudice amministrativo affidandosi – dando mandato all’avvocato Antonio Bartolini, prevedendo un compenso di 100 euro per Comune.

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SICILIA – Piano giovani, sito in tilt: pronta class action contro la Regione


Si va verso una class action contro la Regione per l’impossibilità di iscriversi al Piano Giovani, il sistema che consente a aziende e disoccupati di incrociare domanda e offerta. La corsa ad altri 800 tirocini retribuiti da 500 euro per sei mesi è scattata ieri alle 10 ma il portale è andato subito in tilt. Dinanzi all’impossibilità anche solo di partecipare alla procedura a causa del sito bloccato decine di ragazzi si sono riuniti in un gruppo facebook dal nome «Piano Giovani Sicilia – Ricorso» (https://www.facebook.com/groups/pianogiovaniricorso/) ed hanno chiesto agli avvocati Francesco Leone, Gabriele La Malfa e Simona Fell di approfondire la vicenda alla ricerca delle cause di tali disservizi. I legali fanno sapere che stanno studiando i profili giuridici della vicenda.  «Di certo – scrivono in una nota – è utile capire cosa sia successo per chiedere all’Assessorato perchè, pur prevedendo l’assalto al portale, non sia riuscito a predisporre una piattaforma informatica capace di supportare tanti accessi». «Confidiamo, intanto, di riuscire – aggiungono – ad instaurare una interlocuzione con l’Amministrazione con l’obiettivo di far aprire una nuova finestra di partecipazione per ovviare ai gravi inconvenienti di oggi. Nel frattempo continuiamo a ricevere parecchie segnalazioni all’indirizzo ricorsopianogiovani gmail.com».

“Accerterò le responsabilità di chi ha causato il malfunzionamento delle procedure. A questo punto penso a un evidente tentativo di ostruzionismo e sabotaggio della mia azione politica”: è un fiume in piena l’assessore regionale alla Formazione, al termina di una lunga giornata di caos. Il sito del Piano giovani, che doveva accogliere le candidature di aziende e giovani per un tirocinio da 500 euro al mese, è andato in tilt e sul web è esplosa la rabbia dei candidati. Ma la Scilabra non ci sta e attacca i “tecnici” dell’amministrazione regionale con quello che sembra un chiaro riferimento alla dirigente generale della Formazione, Anna Rosa Corsello: “Sono stanca di dovermi assumere responsabilità non proprie di chi, come me e altri in questa Sicilia, esercita un ruolo politico e non tecnico”. E ancora, “è arrivato il momento in cui chi ha le responsabilità se le assume in pieno, ho trent’anni e non intendo assumermi responsabilità che non mi appartengono”.

Quindi, un riferimento a tutto il suo lavoro: “A questo punto devo pensar male, per un evidente tentativo di ostruzionismo e sabotaggio da parte di più soggetti rispetto alla mia azione politica. Dai ritardi dei pagamenti nel settore della formazione alle inefficienze emerse oggi su quello che, ribadisco, rappresenta un’occasione imperdibile. Non permetterò a nessuno di sabotare il Piano Giovani, costi quel che costi”. Fino al riferimento più esplicito: “Sono un componente del Governo della mia Regione,  non sono un dirigente di questa amministrazione, non gestisco siti informatici e non mi occupo di bandi. Da troppo tempo i confini del mio ruolo vanno molto al di là del comprensibile e del tollerabile. Accetto la rabbia dei miei coetanei, ma non accetto l’inadempienza di chi, per dovere, deve garantire standard minimi di efficienza rispetto a questa Regione”.


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SICILIA – Primarie Pd, Lauricella fa ricorso


Giuseppe Lauricella, escluso al primo turno dalla corsa alla segreteria del Pd, pronto a presentare ricorso. Il deputato che dal voto dei circoli era uscito con il 3,5% (sotto la soglia del 5%) contesta il risultato e il riconoscimento dei voti. “Avevo accettato il verdetto sportivamente, ma certe cose sono inaccettabili. Non si capisce come i voti di persone che avevano firmato per presentare le liste, firme riconosciute valide, non siano stati poi ritenuti legittimi”.
Lauricella vuole vederci chiaro insomma e adesso la parola passa alla commissione regionale di garanzia. “Se si opera in modo politicamente scorretto e giuridicamente illegittimo, non va bene. Stiamo preparando il ricorso e spero che chi dovrà decidere sappia agire nel segno della legittimità e non della convenienza”. Lauricella spera in uno stop delle prossime fasi congressuali, con l’appuntamento del 16 febbraio per il voto finale, quello ai gazebo. In corsa sono rimasti Fausto Raciti, sostenuto dalle due anime del partito (quella cuperliana e quella renziana) che ha superato il primo test con largo margine, circa il 66%, e il segretario uscente, Giuseppe Lupo, con il 24%. Terza concorrente è Antonella Monastra, esponente dell’area Civati che ha superato lo sbarramento del 5%.
L’altro outsider, Antonio Ferrante, anch’egli renziano e leader dei circoli Big Bang che non ha sposato la candidatura Raciti, ha già annunciato che sosterrà Lupo .

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REALMONTE – Dissequestro casa di riposo Messina: la Procura ricorre in Cassazione


La procura della Repubblica di Agrigento ha proposto ricorso in cassazione avverso la decisione adottata pochi giorni fa dal Tribunale del riesame di Agrigento di dissequestrare la casa di riposo per anziani “Casa Messina”, gestita da Maria Cangialosi, di Realmonte. I sigilli alla struttura vennero apposti a seguito di un blitz effettuato dalla Guardia di finanza l’8 marzo scorso.

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CANICATTI’ – La Cassazione respinge ricorso dell’acquedotto Tre Sorgenti


La Cassazione ha respinto il ricorso e condannato il Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti di Canicattì (Ag) che aveva contestato la nomina di un commissario ad acta – Giuseppe Taverna – per la cessione degli impianti al gestore del servizio idrico provinciale. La Cassazione, a sezioni unite, condividendo le tesi difensive, ha dichiarato la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche e ha condannato il Consorzio anche al pagamento delle spese processuali per cinquemila euro.

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AGRIGENTO – La salma di Cindy in Colombia, l’algerino fa ricorso


La salma di Cindy Vanessa Candelo Arroyo, la prostituta colombiana morta al culmine di una rapina, è tornata nel Paese d’origine. Nei giorni scorsi in città sono arrivati la madre e il marito della donna, che hanno ricevuto dal sostituto procuratore Antonella Pandolfi, il nulla osta di dissequestro del corpo della loro congiunta. Espletata questa formalità è stato predisposto il trasferimento della salma a Buenaventura, città di origine della sudamericana. Per i familiari, oltre al dolore provato per la perdita della ragazza, avvenuta ancora oggi in circostanze misteriose, si è trattato di un notevole sforzo economico. Complessivamente il trasporto del feretro in auto a Roma, e dalla Capitale fino in Colombia è costato circa 5 mila euro.

Mohamed Jouda, l’algerino ritenuto coinvolto nella rapina, è in carcere dallo scorso 23 ottobre. Nell’interrogatorio di garanzia è rimasto in silenzio. Il suo legale difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano, ha già presentato richiesta di scarcerazione al Tribunale del Riesame di Palermo. L’udienza si terrà il prossimo 7 novembre.

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