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LEGA PRO – Catania e Siracusa subito fuori dai play off


Lega Pro, play off. Finisce l’avventura del Catania, gli etnei lottano ma non vanno oltre il pareggio a Castellammare contro la Juve Stabia , finisce 0-0.

I campani hanno sprecato almeno tre palle gol ma i rossazzurri dopo appena mezz’ora sono rimasti in 10 per l’espulsione di Parisi. Adesso bisogna guardare subito al futuro che passa dalla scelta del tecnico, si fanno i nomi di De Zerbi, Calori, Gautieri, ma con consistenza gira il nome di Cristiano Lucarelli del Messina.

E va fuori anche il Siracusa. Gli aretusei non reggono in casa l’urto della Casertana. I campani segnano dopo appena 8 minuti con Giorno e raddoppiano nel finale con Corado. La fortuna volta le spalle agli azzurri che avevano finito sesti il torneo. Nella gara di ieri hanno colpito un palo ma alcuni uomini chiave sono incappati in una giornata no.

 

 

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LEGA PRO – Cocuzza regala all’Akragas il derby contro il Siracusa


Un altro derby vinto all’Esseneto, anche il Siracusa di Sottil sesta forza del torneo e reduce da sei risultati utili consecutivi si arrende ad un combattivo e volenteroso Akragas, a sua volta al quarto risultato utile consecutivo e per di più senza subire gol. A decidere la partita è stata una rete dell’attaccante Salvatore Cocuzza al 59′ complice una disattenzione difensiva.

La reazione degli aretusei non è efficace come dovrebbe e arriva solo alla mezz’ora con un tentativo di testa, ma debole, di Scardina; di contro, i padroni di casa si difendono ordinatamente e non rinunciano a mettere in difficoltà gli avversari con ripartenze innescate sempre da lanci lunghi e millimetrici. Infatti, più volte Cocuzza e Klarić hanno la possibilità di ritrovarsi a tu per tu con Santurro. Clamorose sono le traverse colpite da Palmiero con una conclusione da più di 30 metri e da Coppola con un tiro a giro da destra a sinistra. Nel finale, è Pane a dire di no all’assalto degli ospiti parando una botta ravvicinata e in mischia di Persano e al direttore di gara non resta che decretare la fine e il successo dell’Akragas per 1-0.

Una vittoria che porta l’Akragas a quota 34 punti in classifica, ma è probabile che la quota salvezza si alzi, visto le vittorie delle altre formazioni della zona pericolante, è probabile che 40 punti per salvarsi possano anche non bastare.

AKRAGAS-SIRACUSA 1-0 (0-0)

Akragas (3-4-1-2): Pane 7; Genny Russo 6.5, Riggio 7, Thiago Cazé 6.5; Coppola 6.5, Palmiero 6.5, Pezzella 6 (87′ Rotulo sv), Sepe 6.5; Longo 6.5; Cocuzza 7 (83′ Mileto sv), Klarić 6.5. A disp.: Addario, Amella, Sarcuto, Caternicchia, Tardo, Mazza, Privitera, Sicurella, Leveque. All.: R. Di Napoli 7.
Siracusa (3-5-2): Santurro 6; Diakité 6.5, Pirrello 5.5, Cossentino 6; Brumat 5, Giuseppe Russo (67′ De Silvestro 6.5), Spinelli 6, Palermo 5.5 (80′ Persano sv), Valente 5 (76′ Azzi sv); Catania 5, Scardina 5. A disp.: Gagliardini, Dentice, Malerba, Giordano, Toscano. All.: Cristaldi 5 (Sottil squalificato).
Arbitro: Camplone di Pescara.
Marcatori: 59′ Cocuzza.
Note – Ammoniti: Pirrello, Scardina (S).

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SIRACUSA – Il suicidio del maresciallo, Indagato il marito poliziotto


E’ stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di istigazione al suicidio il poliziotto di 45 anni, marito del maresciallo dei carabinieri di 32 anni, morta lunedì notte nella sua abitazione in contrada Isola, alle porte di Siracusa. Un suicidio secondo la versione fornita dal marito, indagato come atto dovuto per avere l’opportunità di partecipare agli accertamenti tecnici come l’autopsia.

Secondo la ricostruzione dell’ uomo, la moglie al culmine di una lite, nata probabilmente per motivi di gelosia, avrebbe impugnato l’arma di ordinanza per spararsi alla testa: il primo colpo l’avrebbe raggiunta alla tempia, e nel tentativo di strapparle l’arma, sarebbe partito un secondo colpo che avrebbe raggiunto la vittima alla coscia e poi il poliziotto nella stessa parte del corpo. L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e diretta dal pm Marco Di Mauro, dovrà accertare cosa sia accaduto nella camera da letto, anche con l’aiuto dei rilievi del Ris di Messina. (ANSA).

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Anziano dato alle fiamme a Siracusa Giovane in fuga arrestato a Fiumicino


La polizia ha arrestato stamane alle 7, all’aeroporto di Fiumicino, un diciannovenne di Siracusa, Marco Gennaro, nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Giuseppe Scarso, l’ottantenne aggredito e poi dato alle fiamme nella sua abitazione nella notte tra l’1 e il 2 ottobre scorso e deceduto dopo 70 giorni di agonia all’ospedale Cannizzaro di Catania.

Il provvedimento è stato eseguito su ordine del gip Carmen Scapellato. La polizia aveva già arrestato un’altra persona, Andrea Tranchina, 18 anni, che davanti al gip ha confermato l’ aggressione. Gennaro era fuggito negli Stati Uniti con l’aiuto della madre, trovando ospitalità da alcuni parenti, e aveva già prenotato il biglietto di ritorno da New York per oggi; ma ad attenderlo ha trovato la polizia.

Marco Gennaro era andato a Phoenix. Attraverso il Servizio centrale operativo e l’Interpol era stato localizzato dalle forze di polizia federali americane e monitorato fino al momento dell’imbarco sul volo New York-Roma Fiumicino, che aveva prenotato per il rientro in Italia alla scadenza del visto turistico. Gennaro è stato portato nella casa circondariale di Civitavecchia.

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OPERAZIONE “QUO VADO” – Madia: per i “furbetti” di Siracusa licenziamento sprint


 “Assenteismo, 29 dipendenti colti sul fatto a #Siracusa. Si applica #RiformaPa: licenziamento rapido a tutela di tutti i dipendenti onesti”. Così la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, via Twitter commenta l’ultimo caso dei cosiddetti ‘furbetti del cartellino’, per cui scatterebbero, sarebbe una delle prime volte, le nuove regole (entrate in vigore il 13 luglio), riferendosi all’indagine condotta dalla Gdf che a Siracusa ha individuato 29 dipendenti assenteisti della ex Provincia regionale, oggi Libero consorzio di Siracusa.

Adesso quindi dovrebbe aprirsi un procedimento disciplinare con i tempi, tappe e le modalità previste dal decreto anti-furbetti, che implica conseguenze anche per la dirigenza. Il dipendente in questione, in base alle nuove regole, deve essere sospeso entro 48 ore e senza stipendio (solo un’indennità). L’iter per il licenziamento si deve concludere in 30 giorni. Il dirigente che non si è attivato rischia a sua volta il licenziamento.

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SIRACUSA – Shopping e visite mediche nelle ore di lavoro indagati 29 furbetti del cartellino [VIDEO]


 La Guardia di Finanza di Siracusa ha individuato 29 dipendenti assenteisti della ex ‘Provincia regionale’ oggi “Libero Consorzio Comunale di Siracusa. L’operazione è stata denominata “Quo vado”.

I ‘furbetti del cartellino’, dislocati in 4 diverse sedi, durante l’orario di lavoro sono stati sorpresi a fare shopping per le vie del centro di Ortigia e in centri commerciali, a fare visite mediche in strutture sanitarie pubbliche e lavori di giardinaggio per privati. Le indagini, cominciate nel gennaio 2015, con pedinamenti e videoregistrazioni (6.800 ore) hanno permesso di contestare il reato di truffa aggravata.

I Finanzieri, hanno notificato ai 29 dipendenti pubblici gli avvisi di chiusura indagine. La Gdf a supporto dell’attività di videosorveglianza durante le indagini, ha svolto ulteriori riscontri, con pedinamenti e osservazione dei dipendenti monitorati anche con l’ausilio di gps posizionati sulle autovetture in uso agli indagati.

E’ stato così possibile accertare che durante l’orario di lavoro, questi si dedicavano ad attività di carattere privato e, spesso, venivano ripresi presso le proprie abitazioni. Inoltre, alcuni colleghi timbravano il badge di altri per attestarne la presenza in ufficio, l’inizio o la fine del turno di lavoro, consentendo loro di raggiungere in netto ritardo l’ufficio e di allontanarsene in largo anticipo o, addirittura, di assentarsene per l’intero turno.

Le maggiori irregolarità venivano comunque accertate presso la sede di via Roma, nei confronti della quasi totalità degli addetti agli “spazi espositivi”, circa 16 persone, le quali erano di certo agevolate dal fatto che utilizzavano un registro cartaceo (ove riportare il turno di lavoro), da loro stessi compilato e custodito, in netto contrasto con le circolari a suo tempo emanate dall’Ente Pubblico sull’obbligo dell’uso del badge personale, disposizioni, queste, recepite fra l’altro da quasi tutti i dipendenti.

Il Procuratore Capo della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, ha sottolineato come prosegua da parte della Procura e della Gdf “l’attività di controllo della legalità nella Pubblica amministrazione. I presunti dipendenti infedeli saranno deferiti oltreché all’amministrazione di appartenenza per i profili disciplinari, ivi compreso il possibile licenziamento, in base alla nuova normativa, il c.d. decreto Madia (d. Lgs. n. 116 del 2016), anche alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti. Il procedimento di indagini ha messo in rilievo anche l’assenza completa di controlli interni”.

TUTTI I NOMI. I 29 indagati sono: Paolo Bascetta, Corrado Caramagno, Corrado Corsico, Sebastiano Di Falco, Carmelo Fiordaliso, Fabio Furnò, Maria Grienti, Antonio Lucifora, Antonio Sambito, Sebastiano Scamporlino, Emanuele Schembari, Francesco Vacirca, Antonio Gulino, Maurizio Siringo, Fabienne Fichera, Lucia Di Benedetto, Amalia Ansaldi, Giovanni Battaglia, Angela Formica, Rosaria Capuano, Maria Ganci, Giuseppina Amato, Francesco Controsceri, Bruno Formosa, Antonella Lombardo, Cinzia Uccellatore, Gaetano Caruso, Francesco Signini, Maria Sicuso.

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COPPA ITALIA – Lega Pro, buona la prima per l’Akragas battuto il Siracusa 3-0


Inizia con il piede giusto l’avventura di Di Napoli alla guida dell’Akragas. Nella prima giornata della fase a gironi di Coppa Italia della Lega Pro, i biancazzurri hanno battuto per 3 a 0 il neopromosso Siracusa di Andrea Sottil  grazie alla doppietta dell’attaccante Longo nel primo tempo e al centro di Zanini.

Gara che si accende subito e si mette in discesa per l’Akragas. E’ Longo a portare in vantaggio i biancazzurri all’8’, sfruttando al meglio l’assist di Carrotta. I ragazzi di Sottil accusano il colpo e rischiano di andare sotto di due reti quando Salvemini impegna il portiere aretuseo D’Alessandro con un tiro dal limite dell’area. Il Siracusa si affaccia pericolosamente in avanti alla mezzora con il terzino Palermo, ma il suo tiro viene intercettato dal portiere Pane. Tre minuti dopo è l’Akragas a rendersi ancora pericolosa: Pezzella innesca in velocità con un perfetto lancio Longo, ma D’Alessandro è bravo a ipnotizzare il numero dieci biancazzurro. Raddoppio dell’Akragas che arriva nel minuto di recupero ancora con Longo su assist di Scrugli: l’ex attaccante del Melfi è abile a saltare Dentice e insaccare in rete, con la complicità del portiere D’Alessandro.

La ripresa si apre come si era chiusa la prima frazione di gioco, con l’Akragas in avanti. E’ ancora Longo a cercare la tripletta personale, ma il suo tiro termina abbondantemente alto. La risposta del Siracusa arriva un minuto più tardi con un tiro dalla distanza di Palermo che non impensierisce Pane. Tra il 60’ e il 68’ Sottil richiama in panchina uno spento Savanarola per Longoni, Talamo per Samb e Palermo per Dezai. Il primo cambio per Di Napoli arriva al 70’ con Zanini che subentra al posto di un ottimo Carrotta. La musica non cambia, l’Akragas gestisce il doppio vantaggio. Il Siracusa cerca di riaprire la gara senza successo. Al 75’ è Longoni, uno dei tanti ex di turno di giornata, a provare la soluzione dalla distanza, una delle specialità di casa, ma il tiro termina abbondantemente alto sopra la traversa. A chiudere i giochi ci pensa il neo entrato Zanini che in contropiede cala il tris per i biancazzurri. Il Siracusa, incassato il terzo gol, cerca la rete della bandiera con Valente, che coglie il palo. Dopo 4′ minuti di recupero finisce il match. L’Akragas trionfa contro il Siracusa centrando la prima vittoria stagionale.

TABELLINO

AKRAGAS: Pane, Scrugli, Russo, Pezzella, Carillo, Cazè da Silva, Carrotta, Salandria, Gomez (88’ Leveque), Longo (83’ Coopola), Salvemini. A disposizione: Addario, Assisi, Cappello, Zanini (70’ Zanini), Coppola, Greco, Leveque, Sarcuto. Allenatore: Raffaele Di Napoli

SIRACUSA: D’Alessandro, Brumat, Dentice, Baiocco, Orefice, Giordano, Palermo (68’ Dezai), Spinelli, Talamo (61’ Samb), Savanarola (60’ Savanarola), Valente. A disposizione: Senerari, Santamaria, Degrassi, Milizia, Longoni, Samb, Fella, Dezai. Allenatore: Andrea Sottil

RETI: 8’ e 46’ Longo, 83’ Zanini

ARBITRO: Andrea Capone di Palermo

ASSISTENTE 1 e 2: Salvatore Sangiorgio di Catania e Danilo Rugeri di Palermo

GIALLI: Russo (A), Giordano (S)

SPETTATORI: 1200

FONTE. FORZA AKRAGAS

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Droga prodotta dalla mafia sui Nebrodi blitz con 21 arresti fra cui Messina e Siracusa tra un consigliere comunale [VIDEO][FOTO]


I carabinieri hanno eseguito nelle provincie di Messina e Siracusa 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip di Messina su richiesta della Dda peloritana, con l’accusa di coltivazione e spaccio di droga, detenzione di armi e banconote false.

Tra gli arrestati nell’operazione “Triade” c’è anche il consigliere comunale di Terme Vigliatore Francesco Salamone. Qualche settimana fa era finito in manette anche l’assessore all’agricoltura del Comune di S. Teodoro, sorpreso a innaffiare una piantagione di marijuana.

Gli indagati sono indicati dagli investigatori come esponenti di un’organizzazione di narcotrafficanti che opera nella zona dei Nebrodi, monopolizzando il mercato degli stupefacenti su gran parte del litorale tirrenico messinese.

Le indagini hanno accertato che l’hashish e la marijuana erano il frutto di piantagioni realizzate sotto l’egida delle famiglie mafiose di Tortorici.

L’operazione, portata a termine a due mesi di distanza dall’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, colpisce uno dei settori di maggior interesse criminale per i gruppi criminali tortoriciani, confermandone il ruolo egemone nel settore della coltivazione su vasta scala di sostanze stupefacenti.

Gli altri arrestati sono Carmelo Galati Massaro, Sebastiano Galati Massaro, Antonio Musarra Pecorabianca, Antonino Costanzo Zammataro, Nicolino Isgrò, Ignazio Lombardo, Salvatore Pantè, Salvatore Iannello, Filippo Biscari, Giuseppe Aricò, Luca Iannello, Roberto Greco, Giuseppe Lo Presti, Marco Coniglio.
Vanno ai domiciliari Veronica Lombardo Pontillo, Antonio Cardillo, Giuseppe Costa, Filippo Genovese, Giuseppe Cammisa. Oblligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Danny Cardillo.

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AUGUSTA – Set Impianti, tre arresti per bancarotta


La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito misure cautelari personali nei confronti di tre imprenditori indagati per bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento, dichiarato dal Tribunale di Catania, della ‘Set Impianti srl’ di Augusta (Siracusa). Militari delle Fiamme gialle stanno contestualmente sequestrando beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo stimato in oltre 15 milioni di euro.

Gli arrestati per bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della ‘Set Impianti srl’ di Augusta sono i fratelli Francesco e Raffaele Ranieri, soci della ditta, e il padre Antonio, amministratore della società, che – secondo quanto si apprende – sta rientrando in Italia dall’estero per costituirsi. Per tutti e tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Le indagini, dirette dai pm Michelangelo Patanè e dal sostituto procuratore Fabio Regolo, del pool che indaga sui reati contro la criminalità economica della Procura distrettuale di Catania, sono state svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria in collaborazione con i consulenti tecnici nominati dall’autorità giudiziaria.

Le Fiamme Gialle stanno anche procedendo al sequestro preventivo di somme di denaro e beni aziendali che secondo l’accusa sarebbero stati distratti dal patrimonio della ditta fallita: 2,5 milioni di euro, due rami d’azienda che riguardano la costruzione di imbarcazioni e la costruzione e manutenzione di impianti industriali nel settore petrolchimico per un valore complessivo di 12 milioni di euro e un capannone industriale, del valore di 700 mila euro.

La vicenda nasce dal fallimento della “Set Impianti S.r.l.”, società già operante nella realizzazione e installazioni di impianti industriali, trasferita da Augusta (Siracusa) a Catania alla fine del 2012 e dichiarata fallita nel novembre del 2014 con un passivo di oltre 20 milioni nei confronti dell’Erario. Numerose e articolate secondo gli investigatori le operazioni che hanno condotto al fallimento la società che è stata progressivamente svuotata di tutte le attività economiche e finanziarie, che sono state trasferite verso altre società riconducibili agli indagati.

Fra le operazioni fraudolente vi sarebbe stata la distrazione del ramo aziendale più significativo e redditizio della ditta fallita relativo alla costruzione e manutenzione di impianti petrolchimici, che sarebbe avvenuta attraverso la graduale cessione dei contratti di appalto, delle maestranze e delle attrezzature ad un’altra società del Gruppo “Ranieri”.

In questo modo gli indagati avrebbero, di fatto, continuato a svolgere l’attività dell’impresa fallita con una nuova società senza debiti. Vi sarebbe anche stata la distrazione di oltre 1,5 milioni di euro, utilizzati per finanziare un’altra società del Gruppo operante nel settore della cantieristica navale. Un’altra operazione dolosa secondo gli investigatori sarebbe stata la dismissione di un capannone industriale del valore di 700 mila euro, il cui pagamento non sarebbe di fatto mai avvenuto in quanto le risorse impiegate provenivano dalle casse della ditta fallita.

Ad aggravare il dissesto avrebbe inoltre contribuito anche la stipula di un contratto con un’altra società riconducibile agli indagati per servizi amministrativi resi da ex dipendenti della ditta fallita, che avrebbe generato maggiori costi stimati in oltre 1 milione di euro. A svuotare le casse della ditta fallita avrebbero inoltre contribuito il pagamento di “stipendi” e “rimborsi spese” per complessivi 1,2 milioni di euro effettuati nel 2013 e 2014 a favore dei fratelli, che sono anche dipendenti, emolumenti che sono risultati di gran lunga superiori rispetto a quelli degli altri dipendenti con eguali qualifiche.

La società, per effetto delle ingenti perdite accumulate, non avrebbe dovuto più operare già a partire dal 2011. All’amministratore è anche contestata l’omessa tenuta delle scritture contabili nel 2014 e la loro l’irregolare tenuta nel triennio precedente. I beni e i rami aziendali sequestrati continuano a essere operativi e da oggi saranno gestiti da tre amministratori giudiziari già nominati dal Tribunale di Catania.

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SERIE D – Il Siracusa promosso in Lega Pro


Quattro sono gli anni che separano un’Olimpiade da un’altra o un mondiale da un altro e quattro sono anche gli anni che hanno separato il Siracusa dal calcio che conta. Quattro anni fa, in una torrida estate, Siracusa fu quasi cancellata dal panorama calcistico e se non fosse stato per un gruppo di tifosi che non volevano accettare i titoli di coda, oggi forse parleremmo di altro.

Oggi invece parliamo di una piccola impresa, anche stavolta targata Sottil. Proprio lui, lo stesso tecnico che ci fece sfiorare il cielo con un dito, oggi riprende il filo del discorso riportando i leoni in Lega Pro. Oggi bastava raccogliere un pari nella trasferta a Rende ma il Siracusa ha sbloccato subito la gara.

Dopo appena 90 secondi su schema di calcio d’angolo, Lucas Longoni sfrutta i blocchi in area dei compagni e con un potente destro dall’altezza del dischetto mette subito in discesa la partita per gli azzurri. Dopo il vantaggio gli azzurri hanno gestito l’incontro, eccezion fatta per il brivido corso dall’undici di Sottil e ai quasi 2.000 tifosi azzurri che hanno seguito la squadra in trasferta, quando a fine primo tempo il Rende si è reso pericoloso colpendo un palo che avrebbe potuto far aleggiare lo spettro della paura.

Si conclude la prima frazione di gioco con l’entusiasmo alle stelle, ma ad inizio ripresa nuovo brivido in casa azzurra. L’attaccante del Rende, Actis Goretta beffa la linea difensiva e si invola a tu per tu con D’Alessandro. L’estremo difensore azzurro è però abile nel costringere l’avversario a defilarsi, facendo così sfumare l’occasione per i padroni di casa. Intanto arrivano buone notizie da Cava dei Tirreni, con la Cavese che dopo 60 secondi dal via della seconda frazione di gioco passa in vantaggio nella sfida contro la Frattese, con la testa già ai play off.

Il Siracusa si siede e continua a soffrire, quando intorno al 20° subisce il pari ad opera di Gigliotti, abile nello sfruttare un cross dalla sinistra ma passano appena 20 secondi e gli azzurri si riportano in vantaggio… nemmeno il tempo di riprendere il gioco che un cinico Dezai riesce a sfruttare nel migliore dei modi uno svarione difensivo, riportando avanti gli azzurri che tirano un sospiro di sollievo.

La sfida, quella vera, finisce a 20 minuti dal termine, quando la Cavese raddoppia e Siracusa può esultare. Serve solo per la cronaca il pari dal dischetto a 10 dalla fine di Kyeremateng su calcio di rigore. La festa è già in atto. La Lega Pro, quella che nove mesi fa era solo un sogno, oggi è diventata una bellissima realtà.

FONTE: SIRACUSA NEWS

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