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RACALMUTO – Il Tar riabilita la Euroscavi di Vincenzo Sferrazza & C. s.a.s


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Regione Siciliana, sez. Pima, Presidente dott. Calogero Ferlisi, Consigliere dott. Calogero Tulumello, Consigliere Estensore dott. Roberto Valenti, in accoglimento dell’istanza cautelare proposta con ricorso dalla ditta Euroscavi di Vincenzo Sferrazza & C. s.a.s di Racalmuto, difesi dall’ Avv. Luigi Fazio Gelata e dall’Avv. Anna Mongiovì Gaziano ha sospeso l’informativa antimafia adottata nei confronti della citata ditta dalla Prefettura di Agrigento.

In particolare, il TAR di Palermo ha ribadito il noto principio secondo cui è insufficiente il mero rapporto parentale con soggetti condannati per fatti riconducibili alla criminalità organizzata, per fondare il provvedimento interdittivo impugnato.

I soci della ditta Euroscavi di Racalmuto già nel 2010 avevano subito un provvedimento interdittivo esclusivamente basato sul rapporto di mera consanguineità con soggetti condannati che era stato annullato dal TAR di Palermo nel 2011.

La Prefettura di Agrigento, ritenendo di aver acquisito ulteriori elementi a carico della società, adottava un’altra informativa antimafia ritenuta dal Giudice Amministrativo meramente ripetitiva della precedente in quanto basata esclusivamente sul mero rapporto di parentela.

Gli Avv. Luigi Fazio Gelata e Anna Mongiovì Gaziano, hanno dimostrato in concreto che la Società Euroscavi di Racalmuto non ha mai tenuto condotte che potessero far minimamente desumere un collegamento tra la ditta e la criminalità organizzata, come peraltro riconosciuto dal TAR di Palermo.

Per effetto della sospensione dell’informativa antimafia, la Società Euroscavi dei fratelli Sferrazza, ritenuta moralmente affidabile dai Giudici amministrativi, potrà continuare a contrarre con la Pubblica Amministrazione, mentre la Prefettura di Agrigento, condannata, dovrà pagare le spese della fase di giudizio.

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RACALMUTO – Lavori all’istituto “Generale Macaluso”, il Tar condanna il Comune


Il Tribunale amministrativo regionale ha condannato il Comune di Racalmuto per la gara d’appalto relativa alla manutenzione straordinaria dell’istituto “Generale Macaluso”. Lo rende noto l’avvocato Girolamo Rubino, che insieme a Leonardo Cucchiara, ha assistito la società seconda classificata nella gara d’appalto.

“La gara, per un importo a base d’asta di 499 mila euro, era stata aggiudicata all’impresa ‘Mr’ costruzioni con sede a Mussomeli – scrive il legale – ma la società ‘Sama srl’, seconda classificata, ha presentato un reclamo, che veniva però rigettato dalla commissione di gara”.

L’impresa seconda classificata, dunque, ha presentato un ricorso al Tar Sicilia per l’annullamento del provvedimento di aggiudicazione definitiva, nonché per il risarcimento dei danni subiti. “I difensori – fa sapere l’avvocato Rubino – hanno censurato il provvedimento impugnato, lamentando il mancato possesso dei requisiti prescritti in capo all’aggiudicataria alla data dell’aggiudicazione.

“Esaminando il merito della controversia – prosegue il legale – il Tar ha ritenuto fondato il ricorso, condividendo la censura inerente il mancato possesso dei requisiti prescritti in capo all’aggiudicataria alla data dell’aggiudicazione. Poiché la ricorrente era classificata al secondo posto in graduatoria, la predetta sarebbe divenuta aggiudicataria dell’appalto. Il Tar ha ritenuto pertanto provato il danno ingiusto subito dalla ricorrente”.

Il Tar, per quanto riguarda, infine, il risarcimento, “ha ritenuto equo commisurare tale danno nella misura del 5 per cento del prezzo a base d’asta, – riferisce Rubino – ridotto della percentuale di ribasso contenuta nell’offerta della ricorrente; per quanto concerne il cosiddetto ‘danno curriculare’, espressamente richiesto dagli avvocati, è stato invece quantificato nell’un per cento di detta cifra.

Dall’annullamento dell’aggiudicazione definitiva – aggiunge l’avvocato – è scaturita  anche la condanna alle spese a carico del Comune di Racalmuto, che ha dato causa al contenzioso. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal Tar, l’Impresa Sama srl avrà diritto al risarcimento dei danni subiti per effetto dell’illegittima aggiudicazione, mentre il Comune di Racalmuto, oltre al risarcimento dei danni dovrà pagare anche le spese giudiziali all’impresa ricorrente”.

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LAZIO – Tar:”Va prorogata la tutela a Ignazio Cutrò”


Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso proposto da Ignazio Cutrò ed ha annullato la delibera della Commissione centrale che non aveva prorogato le misure speciali di protezione per il testimnone di giustizia di Bivona e per i suoi familiari.

Ignazio Cutrò, che nella sua battaglia è stato assistito dall’avvocato Katia La Barbera, del foro di Sciacca,
ha espresso soddisfazione ed ha ribadito la sua grande fiducia negli agenti che “con zelo e abnegazione” hanno salvaguardato la sua incolumità e quella dei propri cari. Ignazio Cutrò è un imprenditore edile che ha deciso di denunciare le estorsioni subite da parte del clan del suo paese di cosa nostra facendo arrestare e condannare i mafiosi.

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GROTTE – No a distacco fognature: il Tar da ragione al Comune contro Girgenti Acque [Vd Tg]


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Il Tribunale Amministrativo Regionale  – come scrive La Sicilia questa mattina – ha respinto ieri il ricorso presentato da “Girgenti Acque” che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del primo cittadino di Grotte, Paolo Fantauzzo.

Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, aveva fatto divieto al gestore di procedere alla disattivazione dei collegamenti fognari per le utenze che risultano morose.

Il Tar dice che “l‘ordinanza impugnata è stata adottata in quanto nel Comune di Grotte vi era un elevato numero di morosi e la ricorrente aveva deciso di procedere al distacco degli allacci fognari. Tale decisione non trovava, però, fondamento giustificativo nel regolamento di utenza, il cui punto 2.6.6. prevedeva il distacco per morosità solo per l’allaccio idrico e non per quello fognario. Ne deriva che la situazione non poteva essere fronteggiata con strumenti ordinari e poteva dare luogo a un grave pericolo per la salute pubblica”.

Non solo, il Tar sostiene anche che l’ordinanza non avrebbe alcuna  ricaduta sulle casse Comunali.

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Tar accoglie ricorso diplomati magistrale


Il Tar del Lazio, con ordinanza del 21 dicembre, ha accolto il ricorso dei docenti diplomati magistrale contro il decreto ministeriale 495 del 22 giugno 2016 che esclude l’inserimento nella graduatoria ad esaurimento nella scuola dei diplomati magistrale entro l’anno 2000 – 2001. I ricorrenti sono stati difesi e rappresentati dall’ avvocato Luigi Ventriglia (nella foto), che spiega : “Con tale ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, i ricorrenti hanno ottenuto la possibilità di essere inseriti nelle graduatorie scolastiche”.

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Condannata dal Tar Girgenti acque. Dovrà pagare una penale di 300.000 euro


Niente relazione sui parametri in materia di inquinamento: la società Girgenti Acque, il colosso imprenditoriale che gestisce il servizio idrico in gran parte della provincia di Agrigento, è stata condannata a pagare una penale di 300 mila euro. In seguito alla comunicazione dei dati mensili sulla gestione del servizio idrico integrato, relativamente ai rapporti di prova delle analisi delle acque reflue, il Consorzio d’ ambito aveva riscontrato il superamento dei parametri oltre i limiti previsti. Di conseguenza era stato chiesto a Girgenti Acque di inviare delle «adeguate relazioni tecniche».

In particolare il consorzio ha richiesto di relazionare «in ordine al controllo degli scarichi inquinanti in fognatura», ritenendo che tale attività rientrasse tra gli obblighi contrattuali del disciplinare tecnico allegato alla convenzione che disciplinava la gestione del servizio. In assenza di un positivo riscontro, il Consorzio d’ ambito reiterava la richiesta di relazione, diffidando Girgenti Acque a provvedere e assegnando un termine di 15 giorni, con avviso di applicazioni delle penali «previste dalla convenzione nell’ ipotesi di perdurante inadempienza».

 

Il TAR Sicilia Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore la dr.ssa Caterina Criscenti, , condividendo le tesi dell’Avvocato Rubino, ha respinto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannando la società ricorrente anche al pagamento delle spese giudiziali afferenti la fase cautelare.

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MAFIA – Il Tar dovrà rivalutare tutela al pentito Mario Santo Di Matteo


Il ministero dell’Interno dovrà rideterminarsi sulla protezione al pentito di mafia Mario Santo Di Matteo, il padre del piccolo Giuseppe, sciolto nell’acido dalla mafia dopo più di 700 giorni di prigionia. Lo ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso proposto dallo stesso Di Matteo per contestare la decisione con la quale la Commissione centrale per le misure di protezione nel febbraio scorso non ha accolto la proposta di predisposizione di un nuovo piano provvisorio di protezione nei confronti del pentito. I giudici amministrativi hanno annullato il provvedimento contestato; e la cosa dovrebbe portare al ripristino del piano provvisorio di protezione.

 

 

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AGRIGENTO – Tar accoglie ricorso, Simone Gramaglia primo non eletti Forza Silvio


Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha accolto il ricorso elettorale proposto dall’ ex consigliere comunale di Agrigento, Simone Gramaglia (nella foto), assistito dall’ avvocato Alberto Cutaia, e ha corretto i risultati della consultazione elettorale del maggio 2015. Simone Gramaglia ha eccepito un errore nella trascrizione dei voti nella sezione numero 47, indicati zero nel verbale sezionale, anziché 21, come invece indicato nella tabella di scrutinio. L’errore nella trascrizione dei voti è stato accertato dalla Prefettura di Agrigento che, in sede di verificazione, ha rilevato che nella tabella di scrutinio vi fossero 21 voti validi non attribuiti al candidato Simone Gramaglia. Dunque, accogliendo le tesi difensive dell’ avvocato Alberto Cutaia, e sulla base del prevalente orientamento della giurisprudenza amministrativa, il Tar ha riconosciuto che in materia di operazioni elettorali, nel caso di discordanza dei documenti, le tabelle di scrutinio prevalgono sui verbali di sezione, in quanto le tabelle sono compilate contestualmente alle operazioni di spoglio. Pertanto, al candidato Simone Gramaglia sono state riconosciute 313 preferenze valide, anziché 292. Per effetto di tale pronuncia, pur non modificandosi la composizione del Consiglio Comunale in carica, Simone Gramaglia risulta, tuttavia, il primo dei non eletti della Lista Forza Silvio.

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AGRIGENTO – Nuove demolizioni ma un errore di notifica blocca le ruspe


Ruspe pronte a ripartire per la demolizione degli immobili abusivi ad Agrigento, nell’area sottoposta ai vincoli paesaggistici. Il Comune di Agrigento aveva programmato per domani la demolizione di un immobile in via Cavaleri Magazzeni, tra i quartieri di Villaggio Mosè e San Leone, ma un errore nell’atto notificato al proprietario della casa ha provocato la sospensione del provvedimento da parte del Tribunale amministrativo regionale.

Al centro della questione sollevata dal proprietario innanzi i giudici del Tar ci sarebbe il ruolo del Comune nella procedura delle demolizioni degli immobili abusivi: l’amministrazione comunale, infatti, interviene in esecuzione delle sentenze passate in giudicato, così come chiesto la scorsa estate dalla Procura della Repubblica di Agrigento e come stipulato in un protocollo d’intesa tra l’autorità giudiziaria e il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. Entro pochi giorni, dunque, gli uffici del Comune di Agrigento produrranno al Tar il protocollo d’intesa stipulato com la magistratura per poi procedere alle nuove demolizioni.

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Sangue infetto, risarcimento anche per 3 agrigentini


Il Tar di Palermo, tramite 4 diverse sentenze, ha condannato il ministero della Sanità a pagare complessivamente oltre 1 milione e 800 mila euro a 4 persone, 3 agrigentini e una donna di Trapani. I 4, difesi dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, sono stati danneggiati da sangue infetto. Il Tar ha già nominato un commissario, il prefetto di Agrigento, che provvederà a garantire l’esecuzione della sentenza qualora entro 60 giorni dalla notifica non sarà pagato il risarcimento. Gli stessi avvocati Farruggia e Russello commentano : “Le pronunce del Tar pongono fine all’intollerabile ritardo con cui sono pagate le sentenze con le quali i vari Tribunali d’Italia hanno condannato il Ministero della Salute a risarcire le vittime di sangue infetto per avere lo stesso favorito, con l’omissione dei controlli già all’epoca previsti dalla legge in materia di raccolta, distribuzione e somministrazione di sangue, una vera e propria epidemia colposa per la diffusione del virus dell’Epatite B, C e il Virus Hiv”.

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