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GROTTE – No a distacco fognature: il Tar da ragione al Comune contro Girgenti Acque [Vd Tg]


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Il Tribunale Amministrativo Regionale  – come scrive La Sicilia questa mattina – ha respinto ieri il ricorso presentato da “Girgenti Acque” che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del primo cittadino di Grotte, Paolo Fantauzzo.

Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, aveva fatto divieto al gestore di procedere alla disattivazione dei collegamenti fognari per le utenze che risultano morose.

Il Tar dice che “l‘ordinanza impugnata è stata adottata in quanto nel Comune di Grotte vi era un elevato numero di morosi e la ricorrente aveva deciso di procedere al distacco degli allacci fognari. Tale decisione non trovava, però, fondamento giustificativo nel regolamento di utenza, il cui punto 2.6.6. prevedeva il distacco per morosità solo per l’allaccio idrico e non per quello fognario. Ne deriva che la situazione non poteva essere fronteggiata con strumenti ordinari e poteva dare luogo a un grave pericolo per la salute pubblica”.

Non solo, il Tar sostiene anche che l’ordinanza non avrebbe alcuna  ricaduta sulle casse Comunali.

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Tar accoglie ricorso diplomati magistrale


Il Tar del Lazio, con ordinanza del 21 dicembre, ha accolto il ricorso dei docenti diplomati magistrale contro il decreto ministeriale 495 del 22 giugno 2016 che esclude l’inserimento nella graduatoria ad esaurimento nella scuola dei diplomati magistrale entro l’anno 2000 – 2001. I ricorrenti sono stati difesi e rappresentati dall’ avvocato Luigi Ventriglia (nella foto), che spiega : “Con tale ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, i ricorrenti hanno ottenuto la possibilità di essere inseriti nelle graduatorie scolastiche”.

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Condannata dal Tar Girgenti acque. Dovrà pagare una penale di 300.000 euro


Niente relazione sui parametri in materia di inquinamento: la società Girgenti Acque, il colosso imprenditoriale che gestisce il servizio idrico in gran parte della provincia di Agrigento, è stata condannata a pagare una penale di 300 mila euro. In seguito alla comunicazione dei dati mensili sulla gestione del servizio idrico integrato, relativamente ai rapporti di prova delle analisi delle acque reflue, il Consorzio d’ ambito aveva riscontrato il superamento dei parametri oltre i limiti previsti. Di conseguenza era stato chiesto a Girgenti Acque di inviare delle «adeguate relazioni tecniche».

In particolare il consorzio ha richiesto di relazionare «in ordine al controllo degli scarichi inquinanti in fognatura», ritenendo che tale attività rientrasse tra gli obblighi contrattuali del disciplinare tecnico allegato alla convenzione che disciplinava la gestione del servizio. In assenza di un positivo riscontro, il Consorzio d’ ambito reiterava la richiesta di relazione, diffidando Girgenti Acque a provvedere e assegnando un termine di 15 giorni, con avviso di applicazioni delle penali «previste dalla convenzione nell’ ipotesi di perdurante inadempienza».

 

Il TAR Sicilia Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore la dr.ssa Caterina Criscenti, , condividendo le tesi dell’Avvocato Rubino, ha respinto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannando la società ricorrente anche al pagamento delle spese giudiziali afferenti la fase cautelare.

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MAFIA – Il Tar dovrà rivalutare tutela al pentito Mario Santo Di Matteo


Il ministero dell’Interno dovrà rideterminarsi sulla protezione al pentito di mafia Mario Santo Di Matteo, il padre del piccolo Giuseppe, sciolto nell’acido dalla mafia dopo più di 700 giorni di prigionia. Lo ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso proposto dallo stesso Di Matteo per contestare la decisione con la quale la Commissione centrale per le misure di protezione nel febbraio scorso non ha accolto la proposta di predisposizione di un nuovo piano provvisorio di protezione nei confronti del pentito. I giudici amministrativi hanno annullato il provvedimento contestato; e la cosa dovrebbe portare al ripristino del piano provvisorio di protezione.

 

 

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AGRIGENTO – Tar accoglie ricorso, Simone Gramaglia primo non eletti Forza Silvio


Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha accolto il ricorso elettorale proposto dall’ ex consigliere comunale di Agrigento, Simone Gramaglia (nella foto), assistito dall’ avvocato Alberto Cutaia, e ha corretto i risultati della consultazione elettorale del maggio 2015. Simone Gramaglia ha eccepito un errore nella trascrizione dei voti nella sezione numero 47, indicati zero nel verbale sezionale, anziché 21, come invece indicato nella tabella di scrutinio. L’errore nella trascrizione dei voti è stato accertato dalla Prefettura di Agrigento che, in sede di verificazione, ha rilevato che nella tabella di scrutinio vi fossero 21 voti validi non attribuiti al candidato Simone Gramaglia. Dunque, accogliendo le tesi difensive dell’ avvocato Alberto Cutaia, e sulla base del prevalente orientamento della giurisprudenza amministrativa, il Tar ha riconosciuto che in materia di operazioni elettorali, nel caso di discordanza dei documenti, le tabelle di scrutinio prevalgono sui verbali di sezione, in quanto le tabelle sono compilate contestualmente alle operazioni di spoglio. Pertanto, al candidato Simone Gramaglia sono state riconosciute 313 preferenze valide, anziché 292. Per effetto di tale pronuncia, pur non modificandosi la composizione del Consiglio Comunale in carica, Simone Gramaglia risulta, tuttavia, il primo dei non eletti della Lista Forza Silvio.

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AGRIGENTO – Nuove demolizioni ma un errore di notifica blocca le ruspe


Ruspe pronte a ripartire per la demolizione degli immobili abusivi ad Agrigento, nell’area sottoposta ai vincoli paesaggistici. Il Comune di Agrigento aveva programmato per domani la demolizione di un immobile in via Cavaleri Magazzeni, tra i quartieri di Villaggio Mosè e San Leone, ma un errore nell’atto notificato al proprietario della casa ha provocato la sospensione del provvedimento da parte del Tribunale amministrativo regionale.

Al centro della questione sollevata dal proprietario innanzi i giudici del Tar ci sarebbe il ruolo del Comune nella procedura delle demolizioni degli immobili abusivi: l’amministrazione comunale, infatti, interviene in esecuzione delle sentenze passate in giudicato, così come chiesto la scorsa estate dalla Procura della Repubblica di Agrigento e come stipulato in un protocollo d’intesa tra l’autorità giudiziaria e il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. Entro pochi giorni, dunque, gli uffici del Comune di Agrigento produrranno al Tar il protocollo d’intesa stipulato com la magistratura per poi procedere alle nuove demolizioni.

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Sangue infetto, risarcimento anche per 3 agrigentini


Il Tar di Palermo, tramite 4 diverse sentenze, ha condannato il ministero della Sanità a pagare complessivamente oltre 1 milione e 800 mila euro a 4 persone, 3 agrigentini e una donna di Trapani. I 4, difesi dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, sono stati danneggiati da sangue infetto. Il Tar ha già nominato un commissario, il prefetto di Agrigento, che provvederà a garantire l’esecuzione della sentenza qualora entro 60 giorni dalla notifica non sarà pagato il risarcimento. Gli stessi avvocati Farruggia e Russello commentano : “Le pronunce del Tar pongono fine all’intollerabile ritardo con cui sono pagate le sentenze con le quali i vari Tribunali d’Italia hanno condannato il Ministero della Salute a risarcire le vittime di sangue infetto per avere lo stesso favorito, con l’omissione dei controlli già all’epoca previsti dalla legge in materia di raccolta, distribuzione e somministrazione di sangue, una vera e propria epidemia colposa per la diffusione del virus dell’Epatite B, C e il Virus Hiv”.

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TAR – Vincenzo Giambrone confermato sindaco di Cammarata


L’ex deputato regionale Vincenzo Giambrone confermato sindaco di Cammarata. Il Tar, infatti, ha dichiarato non ammissibile il ricorso del candidato non eletto Vincenzo Carità. Alle scorse amministrative, Giambrone ha ottenuto 1655 voti, e Carità 1644 voti. Carità ha proposto ricorso al Tar asserendo la presenza di gravi errori e la illegittimità delle votazioni. Si sono costituiti in giudizio per resistere al ricorso il sindaco Giambrone, il presidente del consiglio comunale neo eletto Vito Mangiapane, e tanti consiglieri comunali di maggioranza, tutti difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia. Gli avvocati Rubino e Impiduglia, tra l’altro, hanno sostenuto il principio di “strumentalità delle forme”, secondo cui non possono comportare l’annullamento delle operazioni elettorali quei vizi da cui non deriva alcun pregiudizio di livello garantistico o alcuna compressione della libera espressione del voto. Il Tar ha dunque dichiarato inammissibile il ricorso elettorale proposto da Carità, che pagherà le spese giudiziali per 4 mila euro. Giambrone è confermato sindaco di Cammarata .

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RAFFADALI – Il Tar ordina la verifica delle schede elettorali [VIDEO]


Raffadali, le ultime elezioni amministrative, lo scontro Silvio Cuffaro – Piero Giglione, e la vittoria per 5 voti di Cuffaro. Su ricorso di Giglione, il Tar Sicilia ha emesso un’ordinanza con la quale dispone “la verifica dei verbali, delle tabelle, dei prospetti e di tutte le schede contestate, complessivamente una cinquantina, in 8 sezioni”. In proposito interviene a commento lo stesso Piero Giglione che afferma : “Sono e resto fiducioso. Agli accertamenti, entro 45 giorni, come disposto dal Tar, dovrà provvedere direttamente il prefetto di Agrigento o un funzionario da lui scelto. Poi tutto sarà inviato ai magistrati, i quali hanno già fissato per il 10 marzo del prossimo anno la nuova udienza per l’ulteriore discussione della causa. La decisione del Tar è certamente una garanzia per tutti, e, comunque andrà a finire, assumerà un alto e significativo valore in termini di legittimazione dell’Amministrazione comunale, chiamata a governare la comunità raffadalese”.

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Condannato l’ assessorato alla Formazione su ricorso al Tar di Rubino


Il Tar Sicilia Palermo, ritenendo fondate le censure formulate dall’ avvocato Girolamo Rubino (nella foto) contro la circolare numero 1 del 15 maggio 2013 dell’ ex assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra, ha annullato la stessa circolare nella parte in cui ha imposto requisiti non previsti dalla legge per l’iscrizione all’Albo. A seguito di tale annullamento, un giovane catanese di 33 anni, ricorrente al Tar contro l’esclusione dell’ Albo e con l’assistenza legale di Rubino, dovrà essere iscritto all’ Albo e potrà partecipare alle diverse selezioni in corso di svolgimento presso l’ ente di formazione Ciapi di Priolo. Il Tar Sicilia ha anche condannato l’ assessorato alla Formazione, che ha resistito in giudizio, al pagamento delle spese processuali, liquidate in 2mila euro.

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