A casa il boss ergastolano Francesco La Rocca di San Michele di Ganzaria.

Provava piacere ad uccidere le sue vittime strangolandole, come ha raccontato il pentito Antonino Calderone. Tra gli omicidi che gli sono stati attribuiti anche quello dl figlio del capomafia  di Agrigento Giuseppe Di Bella, ordinato dallo stesso padre che temeva che il giovane si pentisse. Eppure, malgrado una condanna all’ergastolo, da qualche giorno Francesco La Rocca, detto Ciccio, 82 anni, capo della famiglia mafiosa di Caltagirone, alleato storico dei corleonesi, “punciutu” (affiliato) nel lontano 1956, ed arrestato nel 2005 dopo una lunga latitanza, è ai domiciliari nella sua abitazione di San Michele di Ganzaria.
Il beneficio dei domiciliari, come ha rivelato il Fatto Quotidiano, gli è stato concesso dal giudice di sorveglianza di Milano, il boss era detenuto ad Opera, proprio a causa dell’emergenza coronavirus e dello stato di salute del padrino.
La Rocca sta trascorrendo i domiciliari in quella stessa abitazione  davanti alla quale si fermò la processione del Venerdì Santo nel 2016 per rendere omaggio alla famiglia del boss

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