A Nicolosi i funerali di Giordana massacrata dal suo ex con 42 coltellate

Il gip di Milano Paolo Guidi ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per omicidio di Luca Priolo il giovane,  che ha confermato di aver accoltellato l’ex convivente ventenne Giordana Di Stefano, nella sua auto a Nicolosi (Catania) con circa 42 coltellate.

Il giudice, che ha contestato l’aggravante dovuta al fatto che il delitto è stato commesso mentre era in corso un procedimento per stalking, si è poi dichiarato incompetente per territorio. Gli atti verranno trasmessi a Catania.

I due avevano anche un contenzioso civile aperto per l’affido della loro figlia. Lei lo voleva in esclusiva e lui pare fosse disposto a concederlo in cambio del ritiro della denuncia per stalking perché voleva prendere il porto d’armi e fare la guardia giurata. Anche se un altro suo sogno era di andare a vivere a New York. Un accordo era stato trovato, ma la sera del delitto, l’incontro chiarificatore si è trasformato in dramma.

Priolo ha raccontato al gip che aveva comprato “un coltellino di pochi centimetri da un’armeria cinque mesi fa” per “sicurezza e difesa”, visto che la zona in cui abita, alla periferia di Belpasso, nel Catanese, “la sera è isolata e pericolosa”. Il ventenne dopo il delitto è fuggito ed è stato arrestato a Milano grazie alle indagini dei carabinieri di Catania che hanno scoperto che stava per fuggire all’estero e segnalato a militari dell’Arma lombardi il treno sul quale stava per salire, quello diretto a Lugano. L’indagato ha insistito nel “negare la premeditazione”, ribadendo che il movente è da collegare a “un raptus del momento” dovuto alla “volontà di lei di non revocare la denuncia per stalking” nei suoi confronti, che quel giorno sfociava nella prima udienza per la richiesta di rinvio a giudizio davanti al Gip di Catania.

Nel pomeriggio a Nicolosi i funerali della ragazza, che era madre di una bambina di quattro anni. Folla e commozione tra i partecipanti, il sindaco del paese ha proclamato  il lutto cittadino.

Durante l’omelia funebre, il parroco don Nino Nicolosi ha condannato i gesti di chi cerca di farsi giustizia da solo. “Tante volte siamo tentati di essere giustizieri. Lasciamolo fare a chi ha il compito. Tanti sono i problemi che affliggono la nazione tante volte le leggi sono inadeguate, tante volte bloccano, ma non dimentichiamo che siamo noi chiamati a scegliere, di vivere la vita da cristiani”.

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