ACIREALE – La testa dei mafiosi

“Non voglio sbilanciarmi. Perché è compito degli investigatori giungere a certe conclusioni. Però, gli atti intimidatori subiti da me e da Roberto sono pesantissimi e premeditati. C’è un piano, una regia dietro. Insomma, tutto fa pensare a delinquenza organizzata. E il passo da delinquenza organizzata a mafia è breve”.

Nicola D’Agostino dialoga con franchezza. Il deputato regionale del Gruppo Misto, uno dei leader politici acesi, al risveglio ha trovato una testa di capretto con una pallottola conficcata nella fronte appesa al cancello di casa. Lo stile è mafioso, mafiosissimo. Non vi sono dubbi in tal senso. E probabilmente il responsabile non aveva alcuna intenzione di farne sorgere. E’ successo nello stesso spazio di tempo in cui anche il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo ha subito un altro attentato intimidatorio, l’esplosione, durante la notte, di una bomba carta accanto alla vettura della moglie posteggiata sotto casa.

“Una bomba carta – continua il deputato regionale – non deve essere interpretata come tale, ma in quanto bomba. Il sindaco di Acireale, secondo me, non ha subito un semplice atto di vandalismo. Gli hanno voluto dire di stare attento, che rischia di rimanere vittima di una bomba. Ed io che rischio di fare la fine del capretto, ucciso con un colpo di pistola in fronte. Insomma, sono minacce di morte”.  

Sul destinatario dei messaggi, D’Agostino è certo: “Nulla a che a vedere con la mia attività nel parlamento regionale. I criminali si rivolgono a me ed a Barbagallo, col quale mi unisce amicizia, stima e politica. Insieme stiamo combattendo per il rinnovamento di Acireale. Abbiamo smosso un pantano. I nostri fronti aperti sono innumerevoli. Una battaglia per la legalità a 360°, che non trascura alcun settore: dai mercatini, alla burocrazia. Quindi, i nemici posso annidarsi ovunque. Stiamo subendo le conseguenze del lavorare seriamente, del non raccontare frottole in campagna elettorale. L’attività della nuova amministrazione comunale è sotto gli occhi di tutti. Anche di chi sguazza nel malaffare”.

“Sono arrabbiato – conclude il politico acese – tanto quanto sono motivato. E più mi minacciano, più mi incentivano. Mi dispiace solo per la mia famiglia, che rischia con me. Ma, nonostante la preoccupazione, andrò avanti con maggiore determinazione per non finire travolto come uomo e come rappresentante di Acireale”.

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