AGRIGENTO – Lo credeva rivale in amore e sparò. Ora il pm chiede processo per armi

Condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di avere sparato all’uomo che riteneva fosse l’amante della propria moglie, finisce a processo pure con l’accusa di detenzione abusiva di armi e porto illegale di una pistola in luogo pubblico. Insieme a lui ci sono anche due testimoni che gli avrebbero procurato un falso alibi. Il Procuratore Renato Di Natale e il pubblico Ministero Salvatore Vella hanno chiesto il rinvio a giudizio di Calogero Sciangula, 38 anni, Antonio Russo, 32 anni e Francesca Messina, 32 anni. Sciangula, titolare di un laboratorio di pasticceria, era finito a giudizio con l’accusa di tentato omicidio. Il 18 dicembre del 2008 avrebbe sparato all’imprenditore Gaetano Di Salvo, perché riteneva avesse una relazione extraconiugale con sua moglie. La presunta vittima, che ha sempre negato la circostanza, si salvò per pochi centimetri.

 

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