AGRIGENTO – “Accorpamento Camere Commercio”, emendamento Gallo

Il deputato nazionale e vice coordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato un emendamento al Disegno di legge di riforma della Pubblica amministrazione nella parte che prospetta l’accorpamento delle Camere di Commercio. Gallo rileva che la conseguente riduzione dei diritti camerali, che rappresentano per circa il 70% la principale fonte di finanziamento per il sistema camerale, penalizzerà, e di molto, lo stesso sistema camerale, soprattutto nel sud Italia e in Sicilia dove la crisi economica è particolarmente avvertita. Dunque, necessitano misure compensative volte a garantire la copertura delle uscite in bilancio, sia dal punto di vista finanziario che contributivo, in grado di equilibrare le decisioni adottate dal decreto legge. Il deputato azzurro nell’emendamento propone di iscrivere il personale camerale all’Istituto nazionale di previdenza sociale e di assicurare idonee misure compensative a favore delle Camere di Commercio siciliane gravate, tra l’altro,  dagli oneri conseguenti al trattamento di quiescenza e previdenza dei dipendenti.

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Ecco il testo dell’ ordine del giorno :

ORDINE DEL GIORNO

La Camera,

premesso che:

il 90 disegno di legge di conversione in legge del decreto legge n. del 2014, recante «Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari», contiene una molteplicità di interventi ampi e articolati, riconducibili ad ambiti d’intervento del settore pubblico, quali la pubblica amministrazione, il settore della giustizia (principalmente civile, amministrativa e tributaria), o settori ad esso riconducibili (enti controllati, contratti pubblici ed eventi sottoposti a poteri di intervento pubblicistici);

il provvedimento d’urgenza in particolare, prevede nell’ambito delle disposizioni finanziarie riguardanti il sistema delle camere di commercio, l’introduzione dei criteri di gradualità per la riduzione dei diritti camerali, la cui norma è stata integrata nel senso di prevedere che i diritti di segreteria e i proventi derivanti dalla gestione di attività e dalla prestazione di servizi e quelli di natura patrimoniale siano fissati sulla base di costi standard definiti dal Mise, sentiti la Società per gli studi di settore (SOSE) e Unioncamere, secondo criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l’accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento in forma associata delle funzioni;

a fronte di tali misure occorre tuttavia affiancare ulteriori iniziative legislative per sostenere le realtà delle camere di commercio, il cui diritto annuale dovuto dalle imprese, rappresenta per circa il 70% la principale fonte di finanziamento per il sistema camerale;

la riduzione del diritto annuale, nei confronti di realtà del Mezzogiorno particolarmente svantaggiate, come la Sicilia, in cui la crisi economica è particolarmente avvertita, rischia di determinare effetti estremamente penalizzanti per le Camere di Commercio Siciliane, gravate peraltro dagli oneri conseguenti al trattamento di quiescenza e previdenza dei dipendenti assunti anteriormente al 1995;

a tal fine necessitano misure compensative volte a garantire la copertura delle uscite in bilancio, sia dal punto di vista finanziario, che contributivo, in grado di equilibrare le decisioni adottate dal presente decreto – legge;

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di prevedere, compatibilmente le esigenze di finanza pubblica ed il rispetto degli equilibri di bilancio, la sottoscrizione di apposita convenzione per l’iscrizione dello stesso personale all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ovvero ad assicurare idonee misure compensative, a favore delle Camere di Commercio Siciliane gravate degli oneri conseguenti al trattamento di quiescenza e previdenza dei dipendenti assunti anteriormente al 1995, al fine di assicurarne il fabbisogno economico.

Riccardo Gallo

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