AGRIGENTO – Alfonso Buscemi(FP-CGIL): “ Precari, intervenire per garantire un futuro ai servizi pubblici ed ai precari“.

Si avvicina il santo Natale e  siamo costretti a ripetere il rito, non della ricorrenza natalizia, ma della ricerca della strada definitiva per la stabilizzazione. Dopo circa 20 anni che la Pubblica Amministrazione garantisce servizi alla collettività utilizzando lavoratori prima con attività socialmente utili poi con contratti a tempo parziale e sempre a tempo determinato risparmiando non poco, a totale discapito dei lavoratori adesso, una legislazione farraginosa e penalizzante, complice qualche burocrate e qualche sindaco sempre pronti a chiedere pareri  a destra e a manca la situazione rischia di precipitare. Infatti, a distanza di 13 anni dalla prima legge che consentiva la stabilizzazione e garantiva  un finanziamento per 5 anni solo i comuni di Canicattì, Santo Stefano di Quisquina ed in maniera parziale il comune di Campobello di Licata (nella provincia di Agrigento) hanno dato risposte positive. Sono passati undici mesi dall’ultima Legge che consentiva la possibilità di prorogare al 31 dicembre 2016 tutti i contratti attraverso una “ mera programmazione” della stabilizzazione, non risulta che nessuno abbia approfittato (eccezione del comune di Agrigento). Bene, anzi male, adesso grazie ai solerti di cui sopra, la Corte dei Conti ci fa sapere delle sue interpretazioni  che prontamente qualcuno sbandiera. Una manna per chi è alla ricerca di alibi. Per quanto ci riguarda niente polemiche, con nessuno, l’obiettivo da raggiungere è troppo importante, unico, quello di lasciare continuare a lavorare le persone e continuare a garantire i servizi pubblici. Pertanto, prima di aprire la lotta della interpretazione sui singoli posti di lavoro ai sindaci diciamo di mettere insieme le forze, coinvolgiamo l’ANCI Nazionale, le forze politiche a cui appartengono. Dobbiamo sapere quali atti concreti ogni deputato siciliano di qualunque forza politica è disposto a fare , senza demagogia né passerelle, non ci sono più spazi né tempo. Apprezziamo l’iniziativa dei due deputati nazionali agrigentini che ci stanno lavorando, dei sindaci che hanno partecipato alla manifestazione dei precari sotto la Prefettura. La Funzione Pubblica Regionale  e la CGIL Sicilia il 25 novembre saremo riuniti per stabilire l’iniziativa di lotta da intraprendere attraverso una grande manifestazione regionale. E’ in atto un confronto con le altre sigle confederali regionali per concordare una data comune.

La nostra Organizzazione Sindacale, come sempre, è chiara, netta nella sua  posizione assunta rispetto ad un problema che rischia seriamente di trasformarsi in una grave emergenza sociale. Per quanto di nostra competenza  ci batteremo con tutti gli strumenti a disposizione per trovare soluzioni adeguate alla delicata questione. Continuiamo a ribadire che necessita la storicizzazione della spesa almeno per dieci anni al fine di consentire alle Autonomie Locali una programmazione rispetto ai futuri pensionamenti, anticipare la fine del blocco delle assunzioni dal 2018 al 2015 e ove necessita creare un fuori ruolo negli enti che hanno dovuto tagliare i posti in dotazione organica per legge. Sostanzialmente chiediamo di fare quanto è stato fatto nel 1977 con la legge 285 garantendo un piano di assunzione per alleggerire una pietosa disoccupazione dilagante  che ha dato grande impulso all’economia.

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