AGRIGENTO – Animatissima udienza tra Arnone e Castaldo

COMUNICATO STAMPA DIVULGATO DALL’AVV. GIUSEPPE ARNONE –  Ieri pomeriggio si è svolta innanzi al Giudice del Tribunale di Agrigento, Dott. Pizzo, un’udienza tra le più “effervescenti” della storia del nuovo Palazzo di Giustizia. Protagonisti tre personaggi di primo piano della vita pubblica agrigentina, da un lato, il giornalista Franco Castaldo, parte civile assistita dall’avv. Salvatore Pennica e dall’altro l’avv. Giuseppe Arnone nelle vesti di imputato.

L’avv. Arnone era assistito prima dall’avv. Valentina Riccobene e quindi dall’avv. Calogero Santamaria.

L’oggetto del processo è l’ennesima querela di Castaldo contro Giuseppe Arnone. Castaldo si è sentito offeso perché Arnone ha definito in una sua intervista del 2007 “incivili” i comportamenti professionali del Castaldo in relazione al Giornale Grandangolo ed ancora ricordava che il Castaldo aveva mentito, tenendo un comportamento da falso testimone, in un processo ove il Castaldo medesimo aveva, appunto mentendo, raccontato l’enorme bugia di aver prestato attività lavorativa di giornalista per sette anni ininterrottamente, tra il luglio del ’86 ed il novembre 93, presso l’emittente Teleacras.

Già in ordine alla vicenda dei soldi percepiti da Castaldo da parte degli editori di Teleacras in assenza di qualsivoglia attività lavorativa, ma solo per “tenerlo buono” , si sono avute una Sentenza della Corte di Cassazione, un’altra Sentenza irrevocabile del Tribunale di Agrigento, una Sentenza del Tribunale di Bagheria: tutte unanimi nell’assolvere Giuseppe Arnone dalle querele di Franco Castaldo.

Come detto nel titolo l’udienza si è scaldata quando Castaldo, nel corso del suo esame testimoniale, invece di rispondere alle domande riteneva di insultare Arnone definendolo “buffone”, nonché di minacciare, addirittura agitando il dito l’avvocatessa Riccobene dicendole “Lei non si permetta più di fare queste domande e di dire che sono stato licenziato”.

Contestualmente l’avv. Pennica, al fine di lanciare ciambelle di salvataggio al teste Castaldo che annaspava e tentava in ogni modo di divagare, poneva in essere un’attività di mero disturbo rispetto all’avv. Riccobene, formulando più volte, come un disco incantato, la medesima opposizione (pretendeva di opporsi alle domande che facevano riferimento al rapporto tra Castaldo e Teleacras tra l’86 ed il ’93).

Tutte queste attività chiaramente in violazione del diritto costituzionalmente garantito alla difesa di Arnone provocavano la reazione di quest’ultimo che dopo aver esclamato in direzione di Castaldo e di Pennica “Ma che siamo allo scaro?” abbandonava l’aula per protesta.

I comportamenti di Pennica e Castaldo proseguivano, malgrado saggi ed equilibrati interventi del Giudicante e a quel punto Arnone rientrava in aula e per protesta metteva a verbale che intendeva dare il segnale del gravissimo disagio che le attività di Castaldo e le provocazioni continue di Pennica arrecavano e quindi revocava il mandato all’avv. Riccobene, confermando ogni fiducia nella medesima, e ciò al fine di interrompere l’esame di Castaldo.

Arnone, dopo aver nominato l’avv. Calogero Santamaria chiedeva di rendere dichiarazioni spontanee e veniva autorizzato e a quel punto evidenziava in termini molto netti tutte le bugie, le provocazioni e gli insulti posti in essere da Castaldo, nonché sanzionava con parole altrettanto decise la violazione dei doveri di lealtà e probità da parte di Pennica.

Arnone criticava pure il comportamento del P.M. che era intervenuto solo per dare man forte a Pennica e non aveva speso una parola, come era suo dovere, quando Castaldo aveva detto “buffone” ad Arnone, quando Castaldo aveva minacciato l’avv.ssa Riccobene, nonché quando Pennica provocava al limite dell’insolenza  lo stesso Arnone.

Con molto equilibrio e serenità, il Giudice Dott. Pizzo ha rinviato il processo al prossimo 08.Ottobre. 2013 per l’interrogatorio di Arnone.

Arnone ha dichiarato: “Il comportamento tenuto ieri da Franco Castaldo, nell’insultare me  e nel minacciare l’avv.ssa Riccobene che rivolgeva domande molto, molto penetranti dimostra che il giornalista ha ormai compreso che seppur con ritardo la Giustizia farà il suo corso e Castaldo si accinge ad essere punito per aver mentito e calunniato al fine di nascondere la scomoda ed infamante verità: essere stato per oltre sette anni a libro paga di imprenditori senza nessuna motivazione di lavoro e di professione, ma solo per ragioni di avidità di denaro e di spregiudicatezza etica. E questa è anche l’occasione per fare finalmente luce in ordiene alle indecenze che riguardano il giornale Grandangolo e la sua attività sfacciatamente aggressiva, in termini spesso calunniosi,  nei confronti dei miei familiari e dei miei amici”.

COMUNICATO STAMPA DIVULGATO DAL GIORNALISTA FRANCO CASTALDO – Premesso che non intendo replicare ad Arnone chiedendo la pubblicazione della presente nota che serve solo a chiariere documentalmente ciò che Arnone, per mascherare le sue iniziative in favore dell’Impresem di Giovanni Miccichè e Filippo Salamone, ancora oggi dopo venti anni di sentenze anche definitive continua a proporre e, regolarmente finire sotto processo. Basterebbe poco – ad esempio riportare le dichiarazioni di quell’imprenditore che lo chiamava per sollecitare deliberazioni favorevoli in Consiglio comunale, lo stesso del centro commerciale Moses – per capire chi veniva pagato per essere tenuto buono. Ma questo non faccio, perchè non mi interessa e perchè non voglio offrire ancora un minimo spazio di visibilità  ad Arnone.

Non deve, tuttavia, sfuggire ad alcuno che Arnone ieri è stato processato esattamente per le stesse affermazioni contenute nel documento stampa inviato oggi agli organi di informazione e nell’intervista sempre odierna a Teleacras. E non deve sfuggire ad alcuno che i comportamenti incivili li ha tenuti Arnone in udienza tanto è vero che sono stati trasmessi gli atti alla procura di Caltanissetta per l’esercizio dell’azione penale avendo offeso per l’ennesima volta il  Tribunale, come evidenziato dal Pm.

Atteso che nessuno mi ha mai licenziato, come subdolamente Arnone suggeriva all’avv. Riccobene, ed atteso che già per due volte, per gli stessi fatti, Arnone ha proposto denuncia nei miei confronti rimanendo sconfessato ed io prosciolto, Vi invio, solo per Vostra scienza, le carte di riferimento. E, poi, in cuor Vostro, riflettete se è ancora possibile che Arnone continui a comportarsi così.

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